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domenica 18 dicembre 2016

Dopo tanto lavoro su di me mi sento smarrito, cosa posso fare?


E poi arriva quel momento, quello che avresti sempre voluto evitare, quello della confusione.
Oppure "torna" quel momento, e ti viene voglia di sprofondare in una buca profonda come un tunnel collegato al centro della Terra, perchè tu no, tu non avresti mai pensato di caderci ancora.
Ti senti impantanato, non vai più ne avanti ne indietro e sebbene quello che c'è alle tutte spalle pare aver perso di importanza, non sai ancora cosa ne abbia, anzi, il solo vagliare delle ipotesi ti fa venire la nausea, ma un nausea tale che neanche una donna incinta al mattino.

Ti guardi intorno ma non vedi luce, non vedi nemmeno il banale riflesso di una banale lampadina al neon.

Può anche darsi che tu abbia fatto un grande lavoro su di te e ti sia concentrato nel risolvere i nodi che ti tenevano legato, che tu abbia esplorato il karma ancestrale, le dinamiche familiari fino alla quinta generazione precedente, che sia andato in regressione raggiungendo la 750a vita passata, rivedendo nei minimi dettagli tutti ma proprio tutti i blocchi tuoi e di tutte le anime che ti hanno preceduto, affiancato e anche di quelle che ti seguiranno, forse conosci perfino i blocchi segreti del tuo angelo custode.
Magari hai letto tanti libri che la biblioteca di Alessandria parrebbe un circolo ricreativo di quartiere; magari hai già frequentato corsi, ma così tanti corsi che non sai più dove mettere le mutande perchè ogni cassetto è zeppo di attesati; ti sei rivolto a così tanti guru, che l'ultimo ti ha perfino chiesto di diventare tuo discepolo; hai camminato a piedi la strada che da casa tua porta al Tibet; hai fatto il possibile e l'impossibile; ogni sera accendi due candele rituali, preghi i santi e gli dei di tutte le tradizioni, eppure ti senti ugualmente smarrito.

E non c'è nulla che ti aiuta.
E alla sola idea di fare qualcosa d'altro ti sale ancora di più la nausea.



A questo punto mi sento di darti un consiglio: fermati.
Non fare più niente.
Non cercare di risolvere o di risolverti, non lottare, non forzare, non combattere, non cercare soluzioni.

Siediti e respira. 

Probabilmente hai fatto davvero di tutto per sanare i tuoi buchi interiori, per cancellare le tue dinamiche disfunzionali, per mediare con te stesso trovando nuove strade che ti permettessero di non soffrire più.

E nessuna delle strade che hai intrapreso era in realtà sbagliata, sono state sicuramente tutte utili per il tuo percorso. Ogni cosa che hai imparato, ogni tecnica che hai appreso sono senza dubbio strumenti che ti è stato utile acquisire e che potrai decidere di sfruttare in ogni momento, a seconda che ti faccia piacere o meno.

Ma non ora.
Se ti senti smarrito ti suggerisco di non opporti, e di entare in questo smarrimento, perchè anche questo stato ha la sua ragione di essere.

So che hai fatto davvero tanto, e magari  ti fa arrabbiare sentirti adesso così confuso.

Ma credimi, tutto ha una ragione.

Probabilmente hai fatto di tutto per sanare i tuoi buchi interiori, per cancellare le tue dinamiche disfunzionali, per mediare con te stesso trovando nuove strade che ti permettessero di non soffrire più.

Ma può essere che tu lo abbia fatto cercando di "cambiarti" perchè, in fondo, in fondo, ti sentivi sbagliato, inadeguato, perso...


Può anche essere che dietro ogni tuo tentativo si celasse una segreta convinzione, quella di essere "rotto", difettoso, da aggiustare.


E forse ti sei chiesto "perchè io mi impegno tanto, ma così tanto, e non ottengo un pò di pace...", oppure "perchè nonostante tanto lavoro non arrivo al mio obiettivo?"

La risposta è molto semplice.

La risposta sei tu, è dentro di te, ma è fuori dal meccanismo del pensiero che ti ha guidato fino ad ora.

La risposta è nel lasciare emergere tutto ciò che sta emergendo dalla confusione, nel permettere a ciò che si sta muovendo dentro di te di espandersi e mostrarsi esattamente così come è, la risposta è nello smettere di reprimere le tue emozioni, nello smettere di cercare di risolverti, nello smettere di correre a destra e a manca in cerca di una soluzione.

Fermati, siediti, respira, e stai con quello che c'è.

Se ti sembra che quello che c'è sia troppo da affrontare continua a respirare e sappi che in questo il tapping ti può sicuramente aiutare, se utilizzato nella sua forma più pura, ovvero facendo SET, da uno stato di osservazione e presenza.

Non cercare la frase giusta, non cercare di scervellarti per trovare la preparazione adatta, questo ti porterebbe solo fuori strada.

Semplicemente quando ti senti confuso, quando non sai più cosa fare, quando emergono emozioni soverchianti o paralizzanti concentrati sul respiro, tieniti idratato, e utilizza la stimolazione del sistema energetico mentre stai presente a ciò che accade.

Pochi minuti di stimolazione potrebbero essere sufficienti per ritornare ad uno stato di quiete, e poi riuscire a valutare le cose con maggiore lucidità; oppure in situazioni più complesse, potrebbe diventare una pratica funzionale picchiettare per diverso tempo ogni giorno senza verbalizzazione, restando solamente consapevole di ciò che si muove.

La cosa più utile in assoluto è ascoltare ciò che emerge.
Non lottare.
Non fingere che non stia accadendo nulla.
Non fingerti forte.
Non contrastare quello che avviene.
Lasciati andare al processo.
Tutto è già innescato.
Tutto è come deve essere.


Se non sai come si fa SET guarda questo semplice video che fa parte del canale you tube di Armonia Emozionale: https://youtu.be/0XgAY4tuY0o








domenica 4 dicembre 2016

Un viaggio interiore con il tapping.




Qualche volta il “viaggio” che e’ la tua vita fa una capriola inattesa, rispetto a ciò che pensavi sarebbe stato il suo corso, e poi finisce, e tu con lui, a gambe all’aria. E allora, da quella posizione con la testa in giù e le gambe in su ti può sembrare di trovarti in stallo, come l’appeso dei tarocchi, in una situazione spiacevole, in un momento di buio. Magari hai vissuto un evento che ti ha scombinato i piani e le intenzioni, ti trovi nel dolore o nella confusione e non sai come uscirne.



Qualche volta in questi momenti è davvero difficile non farsi sovrastare dalle emozioni e venirne sommersi, e qualche volta questo stato emotivo molto precario o assolutamente squilibrato nel quale sei venuto a trovarti va ad inficiare tutta la tua vita, rendendoti meno efficace, efficente, produttivo, impedendoti di reagire in maniera proattiva agli stimoli, compromettendo lavoro e rapporti, perchè e’ come se fossi scollegato da te stesso.

Qualcosa che prima girava non gira più e tu non hai la minima idea di come fare.

Può essere che questo sia avvenuto in seguito ad un evento particolare, come dicevo, come il moroso che ti ha lasciato, l’aver vissuto un lutto per la morte di una persona cara, l’aver perso il lavoro, l’aver ricevuto una diagnosi che sembra una “condanna”. E’ accaduto quel qualcosa che “non avresti pensato mai” e sei in apnea, con gli occhi spalancati come quelli di un pesce palla e la stessa espressione che pare vuota, perchè il vuoto è nella direzione che non c’è più.

Oppure può essere che tu senta che sei finito in un buco nero, ma senza una ragione apparente.

Allora il rischio è di finire “interrotti”, come un giocattolo rotto, tanto più se magari, per quelle trame destiniche che sempre ti aspettano al varco perchè l’anima le ha disegnate per evolvere, non è nemmeno la prima volta che vivi la stessa esperienza, o comunque l’accaduto del presente ti collega per emozioni e intensità a qualcosa di già avvenuto.

ECCO, è proprio qui che c’è la tua grande, immensa occasione per scendere nella profondità di te stesso e crescere, e allinearti sempre di più alla tua Essenza.



Perchè come dice Jodorowsky e io non mi stanco di ripetere, in molti punti delle tua vita può sembrarti di incappare in un tranello, ma dove c’è la “trappola” apparente c’è anche il tesoro: è come fossero due facce della stessa medaglia, e sta a te scegliere quale faccia guardare.

Quando sei nel dolore, nella confusione, nel buoi sei esattamente come Dante davanti a Virgilio, pronto a scendere negli inferi e fare un viaggio in contatto con l’anima e tutto ciò che ti trattiene, e tutto ciò che ti può far evolvere.

In questi momenti ti vengono richiesti il coraggio, la pazienza e la forza di antrare in contatto con te stesso e prestare semplicemente ascolto a ciò che si manifesta.

Allora puoi utilizzare il tapping, stimolando il sistema energetico dei meridiani e chiederti:
Che cosa sento adesso, a livello del corpo?
Quali emozioni sto vivendo?
Quali sono i pensieri, le convinzioni, le idee che si manifestano?
Mi è capitato di sentire le stesse emozioni in altre occasioni?
Quando mi sono già sentito così cosa era successo?
Se restando in contatto con le mie emozioni  e le mie sensazioni esploro il mio spazio personale, chi o che cosa trovo (ricordi, idee, immagini, credenze)?
Cosa dico, penso, racconto su ciò che sta succedendo?

E per ogni cosa che emerge, sempre continuando a stimolare il sistema energetico, ripeti:
Rilascio ogni attaccamento emotivo a........ (emozione, ricordo, pensiero, idea, fantasia).

Se non sai ancora cosa sono le tecniche energetiche, dette tapping, guarda pure qui:

Ricorda che non c’è notte così nera che non sia seguita dall’alba, ma se senti che è un momento in cui non ce la fai da solo chiedi aiuto, alla famiglia, agli amici, ai vicini, a degli esperti.
Buon viaggio di scoperta con il tapping.
Virna

domenica 20 novembre 2016

Ferita da tradimento e tecniche energetiche.


Una ferita da tradimento si può vivere in molti modi, ma generalmente scaturisce dall’esperienza del bambino con il genitore dell’altro sesso. La ferita da tradimento ha a che fare con la fiducia e una volta persa la fiducia si arriva a soffrire anche molto.
Questa ferita riguarda anche le promesse non mantenute e le nostre aspettative non soddisfatte. E’ una ferita che generalmente porta chi la vive ad incarnare la maschera del CONTROLLORE creandogli non poche difficoltà nel vivere la vita che desidera.
Nel link allegato, durante la mia partecipazione a WEB RADIO VISIONE ALCHEMICA scopriremo insieme come sia possibile lasciare andare questa ferita e le dinamiche reattive collegate!


https://www.spreaker.com/user/5970083/virna-trivellato-e-la-ferita-del-tradime




domenica 6 novembre 2016

Ferita da ingiustizia e tecniche energetiche.




La ferita da ingiustizia ha a che fare con il “giusto” valore... quindi può essere rintracciata nelle nostre vite sia che riteniamo di non avere visto riconosciuto il nostro giusto valore per difetto, sia per eccesso. Chi ha una ferita da ingiustizia spesso non riesce a percepire di meritare le cose buone e belle della vita ed entra nel meccanismo inconscio di "perderle". Nel link il mio intervento a WEB RADIO VISIONE ALCHEMICA sulla ferita da ingiustizia. Qualche esercizio con le tecniche energetiche ci aiuterà a lavorare su questa tematica.












domenica 23 ottobre 2016

Ferita da abbandono e tecniche energetiche.

Spesso le persone si sentono abbandonate e non sufficientemente nutrite dal punto di vista affettivo. E se ottengono molto “nutrimento affettivo” spesso non è quello di cui pensano di avere bisogno. Inoltre la ferita da abbandono porta spessissimo ad indossare una maschera da dipendente e entrare in un gioco di ruolo nei personaggi della vittima, o del salvatore. Attraverso le tecniche energetiche è possibile attivare una procedura per riconnetterci al campo del cuore e comprendere che la vera soluzione, per superare questa come le altre ferite, è tornare in connessione con se stessi e ritrovare il dialogo quotidiano con la fonte del vero amore, la nostra anima.
Nel link il mio intervento a WEB RADIO VISIONE ALCHEMICA sulla ferita da abbandono.





domenica 9 ottobre 2016

Ferita da rifiuto e tecniche energetiche.



La ferita da rifiuto è una ferita molto profonda, spesso vissuta negli anni della prima infanzia. Può succedere che siamo stati davvero rifiutati o che abbiamo percepito il rifiuto. Questa ferita, se non sanata, spesso continua a influenzare la nostra vita, le nostre scelte, e non da ultimo attiva la legge di attrazione a nostro sfavore, spingendoci in altre situazioni in cui ci sentiremo rifiutati, finchè non l’avremo risolta. In questo eft può venire in nostro aiuto. Nel link di seguito il mio intervento a WEB RADIO VISIONE ALCHEMICA sulla ferita da rifiuto.



https://www.spreaker.com/user/5970083/virna-trivellato-di-armonia-emozionale-e


domenica 25 settembre 2016

Ferita da umiliazione e tecniche energetiche.



La Bourbeau scrive: “l’umiliazione ha a che vedere con l’azione di sentirsi sminuito, di sminuirsi o di sminuire qualcun altro oltraggiosamente. I sinonimi di questa parola sono sminuire, vergogna, mortificazione, vessazione e oltraggio.” I campi in cui può essere vissuta questa ferita sono comunque i più vari. La persona con una ferita da umiliazione può incarnare la maschera del masochista. Nel link di seguito la registrazione del mio intervento a WEB RADIO VISIONE ALCHEMICA sulla ferita da umiliazione e come affrontarla con le tecniche energetiche.



https://www.spreaker.com/user/5970083/virna-trivellato-e-la-ferita-da-umiliazi





domenica 11 settembre 2016

Come elaborare le nostre ferite con le tecniche energetiche. (da Le cinque ferite e come guarirle di Lise Bourbeau)




Prima di suggerirvi alcune frasi che potete utilizzare per fare dei giri di EFT o SET vediamo insieme alcuni concetti espressi dalla Bourbeau.

Nel capitolo primo del suo libro, Lise spiega che, in generale, i bambini passano attraverso quattro fasi:

1 – LA GIOIA DI ESSERE SE STESSI E SPERIMENTARE (-SI);

2 – LA SCOPERTA CHE QUANDO SIAMO NOI STESSI SPESSO FINIAMO PER FERIRE, DISTURBARE O MANDARE IN CONFLITTO I NOSTRI GENITORI O GLI ALTRI ADULTI CHE RUOTANO INTORNO ALLA NOSTRA ESISTENZA;

3 – UN PERIODO DI CRISI E DI RIBELLIONE (durante il quale si manifestano spesso crisi di collera o rabbia anche incontrollabile);

4 – LA CREAZIONE DI UNA NUOVA PERSONALITA’, DI MODO DA UNIFORMARSI A CIO’ CHE GLI ALTRI VOGLIONO DA NOI E SMETTERE DI SOFFRIRE E FARE SOFFRIRE.

Secondo la Bourbeau questa “nuova personalità”, che tutti noi ci creiamo, è riconducibile in modo più o meno evidente a cinque “maschere” tipo, corrispondenti a cinque tipologie di ferite principali vissute nelle prime fasi della nostra vita, e a volte anche prima di nascere, già nel grembo materno.
Molto spesso la nuova personalità è un composto di diversi aspetti delle maschere, questo quando abbiamo vissuto in maniera forte più di una ferita.

Riassumiamo le maschere e le ferite corrispondenti:

Ferite
Maschere


Rifiuto
Fuggitivo
Abbandono
Dipendente
Umiliazione
Masochista
Tradimento
Controllore
Ingiustizia
Rigido

Quando creiamo una nuova personalità ed indossiamo una maschera lo facciamo per proteggerci dal dolore, vissuto nel momento in cui ci siamo sentiti rifiutati, abbandonati, umiliati, traditi o trattati ingiustamente dai nostri genitori (normalmente da uno dei due in particolare).
Non importa davvero cosa abbiano fatto i nostri genitori, come, quando e in che modo ci abbiano per esempio rifiutato, magari perchè siamo femmine e volevano un figlio maschio, perchè la verità è che avere provato dolore e avere subito questa ferita che condiziona la nostra esistenza, dipende dal fatto che ABBIAMO VISSUTO QUELL’ESPERIENZA NELLA NON ACCETTAZIONE, e NON PERDONIAMO (i nostri genitori o altri adulti di riferimento) NE’ CI PERDONIAMO PER AVERLA VISSUTA.
Ovviamente, per la legge di causa ed effetto, capiterà che proprio perchè non accettiamo una data situazione la vivremo e la rivivremo ancora per avere modo di elaborarla.
PERCHE’ SIAMO TUTTI SU QUESTA TERRA PER VIVERE DETERMINATE ESPERIENZE E IMPARARE AD AMARE.
La Bourbeau scrive anche che “più soffri in una data situazione o con una certa persona, più il problema viene da lontano”.
Ecco che quando ci scopriamo a vivere lo stesso tipo di sofferenza, o quando ci sembra di essere bloccati in un girone dell’inferno, condannati a ripetere sempre la stesso tipo esperienza dolorosa, anzichè prendercela con la vita, con gli altri, con il destino o con Saturno in trigono, possiamo cominciare ad aprirci alla possibilità di accettare l’idea che tutto ciò che stiamo vivendo lo stiamo in qualche modo co-creando, con la nostra energia, perchè tutte le ferite che abbiamo congelato, anzichè risolverlo, vibrano in noi ad una determinata frequenza e attirano persone ed eventi che sono in risonanza con lo stesso tipo di energia.
Ma cosa possiamo fare subito?
Possiamo ascoltarci e se comprendiamo che una situazione non è più utile per noi possiamo decidere di elaborarla e lasciarla andare, prima di tutto attraverso l’auto osservazione, alla ricerca di tutto quello cui stiamo reagendo e che ci provoca dolore e che risulta in qualche modo collegato alle ferite originarie, che sono ancora vive dentro di noi.
In questo processo EFT può esserci molto utile fin da subito, anche se ancora non sappiamo bene nè in quale ferita ci riconosciamo, nè quale o quali maschere abbiamo deciso di “indossare”, di conseguenza, per cercare di evitare di soffrire.






Di seguito alcune frasi che potete usare come spunto sul tema:
Anche se quado sento parlare di maschere a me viene in mente il Carnevale, ma effettivamente c’è qualcosa nella mia vita che non mi rende proprio felice e soddisfatto…
Ma io non so quale maschera ho, non mi vesto nemmeno mai da carnevale, certo che però se leggo bene la parola ABBANDONO, mi risuona…..
Anche se non so se ho subito una ferita di queste, e quale, mi apro alla possibilità di capirlo, se è per il mio massimo bene, e di elaborarla e lasciarla andare…
Anche se a me l’idea che qualcosa la sto co-creando mi fa sentire in colpa, e la rifiuto, mi amo e mi accetto totalmente, anche se rifiuto anche me…
Anche se mi sa che è tanto tempo che non esploro la gioia di essere me stessa, manco sono sicura di saperlo chi sono….. e chi me lo fa fare di scoprirlo poi, tanto mica lo so se c’è qualcosa da salvare…
Ho mai provato la gioia di essere me stesso? Mi apro comunque alla possibilità di farlo ora… se non l’ho ancora fatto mi accetto così..
Anche se questa cosa della gioia di essere se stessi mi fa girare i sentimenti, se fossi me stesso fino in fondo non piacerei a nessuno..
Anche se sono convinta che se fossi me stessa non piacerei a nessuno, mi amo e mi accetto , o per lo meno mi piaccio… anche se non è vero…
Anche se ho paura di essere me stessa mi apro alla possibilità che si possa fare..
Anche se mi ricordo quanto davo fastidio ai miei genitori, e non avevano mai tempo perchè dovevano lavorare…
Mi vengono in mente i ricordi di scuola, mica potevo essere me stessa, con gli insegnanti e i compagni, non andava bene niente… Ho dovuto mettere una maschera, non piacevo a nessuno, dicevano che ero strana…Anche se mi sento molto delusa e arrabbiata, per come mi sono sentita quando ero piccola…
Anche se sono ancora molto arrabbiata e mi viene voglia di ribellarmi ogni volta che mia madre mi parla…
Anche se non so mai quando sto agendo e quando agisco solo per lo sfizio di fare il contrario di quello che piace ai miei… Anche se nel mio spazio di percezione è rimasta la rappresentazione congelata di quando da piccola sentivo di dispiacere gli altri, ed io continuo a reagire ad essa, recupero tutta l’energia che ho utilizzato per costruirla e mantenerla e la riporto nel mio centro…
Anche se nel mio spazio di percezione è rimasta la rappresentazione congelata di me a tre anni, ed io continuo a reagire ad essa, recupero tutta l’energia che ho utilizzato per costruirla e mantenerla e la riporto nel mio centro…
Anche se a qualche livello ho generato e ancora oggi mantengo questa rabbia, recupero tutta la mia energia coinvolta nella sua inconsapevole creazione e la riporto nel mio centro…
Anche se non credo di avere una personalità alternativa, figuriamoci, io sono me stesso sempre, mi amo e mi accetto…
Anche se a leggere questo capitolo non ho rivisto proprio nulla di me, recupero tutta la mia energia legata a questo nulla e la riporto nel mio centro …
Ho vissuto troppe brutte cose, non voglio perdonare, non è colpa mia… Mi rifiuto di pensare al passato… ciò che è stato è stato… Mi sembra di vivere sempre la stessa esperienza, e non capisco perchè…. non è giusto… Anche se non capisco perchè sono bloccato nello stesso tipo di sofferenza da tanto tempo, mi apro alla possibilità di lasciarlo andare… Mi perdono e mi accetto così come sono, con tutto quello che ho vissuto e che vivo…


Speriamo che queste frasi vi possano aiutare, nel vostro cammino per diventare sempre più consapevoli!


domenica 28 agosto 2016

Quando una ghianda diventa quercia..... Eft al servizio della nostra unicità...





Una ghianda, a vederla così, sembra soltanto una ghianda; un frutto appetitoso per molti animali, un seme e nulla di più.
La verità, però, è quasi sempre molto più complessa di ciò che sembra all'apparenza.
Una ghianda racchiude già, dentro di sé, tutto ciò che serve per dar vita ad una splendida e solidissima quercia.
Allo stesso modo, penso che ogni individuo racchiuda già, dentro di sé, tutto ciò che gli serve per realizzare il proprio scopo sulla Terra.
Anche quando sembra che non sia così...
Anche quando non abbiamo le idee molto chiare...
Anche quando siamo disperati...
Anche quando tutto sembra buio e confuso...
Anche quando vorremmo poter cambiare tutto...
Anche quando c'è semplicemente qualcosa che ci sembra stonato, un 1% che non è esattamente come vorremmo...
Quelli sono proprio i momenti migliori per guardarsi dentro, in cerca delle nostre risorse più profonde e dei nostri talenti naturali.
Quelli sono i momenti buoni per riconsiderare tutta la nostra Vita e chiederci se la stiamo davvero vivendo o se ci stiamo soltanto passando attraverso come se fossimo addormentati...
Quelli sono momenti buoni per "risvegliarsi" e prendere contatto con "il Sentiero" sotto i nostri piedi.
Quelli sono i momenti buoni per liberarci dalla paura e riconoscere finalmente chi siamo e le nostre vere potenzialità.
Questo è il mio augurio per voi, che possiate ricontattare la vostra Essenza più profonda e possiate seguire il canto del vostro Cuore.
Il Cuore Sa.



Ma molto semplicemente, che cosa ci potrebbe aiutare a tirare fuori la nostra unicità, rimuovere i blocchi che ci impediscono di manifestarci appieno, sviluppare i nostri talenti?
Fra le diverse risorse disponibili io ho raggiunto alcuni dei risultati migliori con le Tecniche energetiche, e oggi desidero parlarti di EFT.

 
E. F. T. è un’arte che negli ultimi anni ha trovato sempre più diffusione nel mondo, come semplice metodo di auto- aiuto. La sua storia inizia nel 1995 grazie alla fortunata scoperta di un ingegnere statunitense, Gary Craig.
Ma cosa significa E.F.T.? EFT è una tecnica, ma ancor più un insieme di diverse tecniche che presuppone una visione olistica dell’individuo, cioè considera la persona come un insieme complesso di mente, anima, corpo ed ENERGIA.
Nell’universo infatti tutto è energia e allo stesso modo anche nel corpo umano scorre energia.
Secondo i principi della medicina tradizionale cinese è possibile identificare un complesso sistema di circuiti energetici che viaggiano nel corpo, detti meridiani. Non possiamo vedere a occhio nudo l’energia che scorre nei meridiani, ma possiamo renderci conto di come scorre dagli effetti che manifesta ogni giorno nella nostra vita.
Perchè EFT funzioni non serve conoscere approfonditamente i meridiani energetici, però è interessante sapere che essi attraversano il nostro corpo e che i meridiani principali sono 14.
Esistono dei collegamenti tra i meridiani e l’epidermide, chiamati agopunti, che sono poi i punti comunemente utilizzati nella pratica dell’agopuntura. Ciascun meridiano prende il nome dall’organo o dal sistema cui è collegato e uno squilibrio energetico a livello di quel meridiano può portare uno squilibrio in quel organo o sistema.
La scoperta alla base di EFT è che “la causa di ogni emozione negativa è un’interruzione nel sistema energetico del corpo.”
Le emozioni sono un complesso sistema di comunicazione fra la nostra parte inconscia e quella conscia. Sono un spia luminosa che ci comunica sempre qualcosa su noi stessi e sulla nostra visione del mondo. L’emozione infatti è sempre una conseguenza, mai una causa. Essa emerge da qualcosa che abbiamo “incontrato” sul nostro cammino e che possiamo chiamare “attivatore”.  In realtà non ci sono emozioni giuste o emozioni sbagliate, bensì emozioni adeguate ad uno stimolo ed emozioni inadeguate. Se la nostra reazione è adeguata vuol dire che siamo sintonizzati nel presente e stiamo affrontando un evento nel nostro Qui e Ora, avendo a disposizione tutta la nostra libertà di azione. Se stiamo provando un’emozione negativa essa ci comunica qualcosa su di noi e sul modo in cui stiamo rapportandoci all’evento. Se non riusciamo a gestire l’evento perché esso non è “digeribile” all’interno della nostra visione del mondo, per il livello di consapevolezza che abbiamo in quel momento, oppure se la nostra reazione viene caricata di informazioni (energia) non digerite del passato o di ansie rispetto al futuro, noi scivoliamo fuori dalla nostro Qui e ora e ci perdiamo nel passato o nel futuro e siamo portati a provare emozioni negative, dovute ad un’alterazione nel nostro sistema energetico.
Le emozioni negative si manifestano sostanzialmente in tre modi:
1 come sentimento o stato emotivo disarmonico,
2 come disagio a livello mentale,
3 come disagio a livello fisico (es. tensione muscolare).
Eft, nella sua forma base, combina la ripetizione di alcune semplici frasi per consentirci di restare focalizzati a livello mentale sul disagio che stiamo provando e la stimolazione di alcuni punti sui meridiani tramite l’uso delle dita per riequilibrare il nostro sistema energetico. Così facendo questa tecnica è in grado di aiutarci ad acquisire una maggiore libertà emozionale e maggiore consapevolezza rispetto agli eventi della nostra vita.
Sono  moltissimi i modi in cui EFT  si è sviluppata e fusa con altre metodologie per il benessere, dalle più “sacre” alle più profane, passando dalla cosiddetta “eft giurassica” ad applicazioni sempre più creative.
Quello che non è mai cambiato è la sua semplicità di base, che la rende un’efficacissima tecnica di auto-aiuto, utilizzabile anche dai bambini piccoli e un utilissimo strumento per operatori delle relazioni di aiuto.
Per eseguirla basta focalizzare un disagio, preparare un’affermazione di partenza  personalizzandola a seconda del “problema che vogliamo trattare” ed eseguire una sequenza di picchettamenti, massaggi o semplice tenuta dei punti sui meridiani.

La frase di base si formula così:
anche se ho………..(problema x), mi amo e mi accetto completamente e profondamente
oppure
anche se ho………(problema x), mi apro alla possibilità di amarmi ed accettarmi completamente e profondamente

La sequenza consiste nell’attivare i punti sui meridiani con
Massaggio
Picchettamento
Semplice tenuta

In maniera assolutamente libera.



Generalmente però, soprattutto le prime volte, si parte con la preparazione sul punto Karate, indicato nella figura allegata (che altro non è se non il punto con cui sferrano il colpo coloro che praticano Karate) e andando dall’alto verso il basso nella seguente successione:

sopra la testa
sopracciglio
lato dell’occhio
sotto l’occhio
sotto il naso
mento
clavicola
sotto il braccio
sotto il seno

pollice
indice
medio
anulare
mignolo

Durante la sequenza è importante seguire ciò che emerge e continuare a picchiettare su quello restando sintonizzati…

Prima di iniziare a lavorare conviene identificare il disagio e misurarlo, secondo la scala SUDS, che ci consente di attribuire a ciò che sentiamo un punteggio soggettivo da 1 a 10.

Poi possiamo partire.

Quindi per esempio una sequenza tipo potrebbe anche andare così

Problema: sono arrabbiata con la mia amica X
Punteggio 9

Punto karate  - Anche se mi sento molto arrabbiata con la mia amica x, mi apro alla possibilità di amarmi e accettarmi completamente e profondamente
sopra la testa – mamma mia quanto sono arrabbiata, provo una rabbia 9
sopracciglio – non credevo di essere così arrabbiata
lato dell’occhio – non è nemmeno la prima volta
sotto l’occhio – e mi sento in colpa per questo
sotto il naso – non vorrei litigare con la mia amica X
mento – vorrei capirla di più
clavicola – mentre a volte vorrei che sparisse
sotto il braccio – a volte vorrei che lei mi capisse di più
sotto il seno – non capisce niente

pollice – come quella volta che non mi ha ascoltata quando le davo dei consigli
indice – mi sono sentita mortificata
medio – vorrei solo che mi desse più considerazione
anulare – ah che noia sta rabbia
mignolo – mi arrabbio spesso

Questa sequenza è solo a titolo esemplificativo e spero possa farvi capire quante cose possono emergere durante l’applicazione di EFT su un tema specifico. E normale sia così.

Dopo un giro completo di eft l’intensità di ciò che avevo portato come disagio potrebbe essere sparita, scesa, essere rimasta uguale, oppure essere aumentata di livello.
Ovviamente l’obiettivo è portare il disagio a 0.
Nel primo caso va benissimo, e potrete applicare eft a qualcosa d’altro.
Nel secondo caso è necessario fare ancora giri sul disagio focalizzato e seguire ciò che succede fino a completa risoluzione.
Se nulla è cambiato forse avete scelto un problema troppo generico, ci sono altri aspetti da trattare perché il problema è bello “cicciotto” oppure datato nel tempo o si tratta di qualcosa “che ricapita” continuamente. Oppure potrebbe essere che non stiate applicando la tecnica in modo corretto o nel modo più adeguato a voi o potrebbe essere che da soli non siate in grado di trattarlo in modo adeguato, perciò è sempre utile ricorrere al consiglio di qualcuno di più esperto.
Se l’intensità è aumentata, non spaventatevi, perché, come diciamo in gergo “avete pescato un pesce”, cioè avete centrato un argomento caldo sul quale probabilmente la vostra mente conscia aveva posto un velo di protezione; basta applicare Eft finché non riuscite a fare scendere l’intensità trattando tutto ciò che vi viene in mente.

Anche se questo articolo voleva solo essere un’introduzione all’arte di Eft spero di avervi instillato la curiosità necessaria affinché possiate approfondire il tema e trarne beneficio.