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domenica 18 marzo 2018

Puliti dentro - belli fuori



Sabato ho indugiato nelle pulizie di casa. Ho sistemato, riordinato, pulito e lavato e più lo facevo più il cuore mi si apriva. Alla fine, dopo una salutare doccia, avevo il volto lieto di un bambino che ha appena finito il suo gioco.
Questo momento di "leggerezza" e di bellezza, mi sono resa conto nel tempo, si manifesta sempre anche quando si fanno le pulizie "interiori", ogni volta che si riporta in flusso la propria energia.
Ho la teoria che quasi sempre ci accostiamo alle discipline naturali, tecniche energetiche, terapie olistiche con lo scopo di pulire, di riordinare, di sistemare e di lavare via ciò che magari nel passato ci si e' appiccicato addosso, abbiamo conservato volontariamente, oppure si e' accumulato, per i più svariati motivi, e ora ci zavorra, impedendoci la più alta forma di libertà, cioè la piena espressione di noi stessi.
Tempo fa ho letto una cosa, di cui non cito la fonte solo perché me la sono scordata, ma che suonava più o meno così : "donare benessere agli altri e' l'arte di renderli felici mostrando loro che non si vedono felici". L'ho trovata molto significativa, per me che faccio il coach e che amo mostrare alle persone le qualità che già hanno, ma che a volte non riescono proprio a vedere. 
Che si tratti di ricordi dolorosi, di memorie disturbanti, di convinzioni limitanti, tutto ciò che si stipa dentro la nostra mente e del quale non ci liberiamo in maniera ecologica forma mattoni che ottenebrano la nostra visione di noi stessi, degli altri e del mondo stesso nel quale viviamo, dando vita a mappe che molte volte ci portano fuori strada rispetto alla via dell'anima.
Castaneda, giustamente, suggerisce di percorrere sempre sentieri che hanno un cuore, ovvero strade nelle quali il nostro cuore batte in armonia.

Io non posso vivere la vita di un altro ed essere felice, e per lo stesso principio non posso nemmeno vivere la vita di "un personaggio" che mi abita, di una maschera che si nutre di parti di me del passato ed essere felice. Un grande filosofo una volta ha scritto che bisognerebbe vivere "senza memorie ne desideri", nel senso che bisognerebbe sempre essere in grado di affrontare ogni giorno come un giorno nuovo e a se stante. Ma se dentro di noi ci sono milioni di "mondi congelati", fatti di interpretazioni della realtà che abbiamo fatto nostre in momenti di dolore, sofferenza o pericolo, e questa energia ci impedisce di muoverci liberamente e di evolvere beh, questo e' un vero peccato.
Ma come e' possibile vivere puliti dentro per essere anche più belli (leggasi sereni) fuori? 
Il primo passo consiste nel rendersi conto che le emozioni che viviamo non sono nostre nemiche, anche quando sono emozioni che ci verrebbe voglia di etichettare come negative. Paura, rabbia, angoscia, inquietudine, sofferenza sono solo segnali che ci arrivano dalla nostra parte più interna per indicare che  stiamo attraversando un'esperienza che ha una certa frequenza, e in quel caso si tratta di emozioni adeguate; oppure, quando non stiamo vivendo alcuna esperienza "negativa" ma proviamo comunque emozioni che ci creano disagio, allora esse ci segnalano che c'è uno squilibrio nel nostro sistema energetico, dovuto a qualche traccia non digerita del nostro passato, affinchè possiamo portare a quei mondi congelati la nostra attenzione per liberare l'energia trattenuta e riportarla in flusso.
Quando sentiamo che siamo preda di emozioni che ci squilibrano, allora, limitiamoci a osservare cosa sta succedendo in noi, senza rifiutarle, permettiamo alle emozioni di comunicare con noi, chiediamoci "questa emozione cosa mi sta dicendo di me?" 
In questo modo riusciremo a portare consapevolezza su ciò che sta sotto l'emozione e potremo, come dire, lavorare sulla base dell'iceberg e non sulla sua punta. 
A tutto quello che emerge possiamo applicare Eft, Set o Iep.
Tutte queste pratiche ci consentono di pulire le tracce del passato e liberare le nostre energie, per poterci realizzare pienamente, dando l'occasione a tutti i nostri talenti di sbocciare come fiori a primavera... 

Buone pulizie a tutti...

domenica 4 marzo 2018

LASCIARE ANDARE... per manifestare il meglio per te

C’è una legge fondamentale nell’Universo, che noi, spesso, ci ostiniamo a ignorare: niente può entrare in uno spazio già ricolmo.
Questa legge ha a che vedere con il tanto declamato LASCIARE ANDARE.


Tu pensi di volere una relazione soddisfacente, ma non hai mai lasciato andare veramente una o più relazioni precedenti.
Tu pensi di volere più abbondanza nella tua vita, ma non hai mai lasciato andare uno o più schemi e convinzioni limitanti su te stesso, sull’abbondanza e sul denaro.
Tu pensi di volerti realizzare nel lavoro, con una professione straordinariamente nutriente, bella, e che ti dia soddisfazioni, ma hai la mente zeppa di concetti che ti limitano e resti nel lavoro vecchio per la paura di rischiare.
Tu pensi di volere cambiare ma poi ti aggrappi con tutte le tue forze e con i denti e con le unghie a ciò che eri prima, e se la tua anima ti spinge a cambiare in maniera più forte “ti causi anche un sacco di sofferenza”, perché cerchi di impedire un processo inevitabile e in armonia con altre leggi dell’universo: LA VITA E’ CAMBIAMENTO.


Tu, insomma, dici che il passato non esiste e che vuoi il futuro che meriti, ma in realtà è il presente che non esiste nella tua vita, perché stai ancora vivendo il passato, che replichi ancora e ancora, implacabilmente.
Pensi di essere libero di scegliere, ma non è così. Finché non hai “energeticamente” ripulito il campo, cioè il tuo spazio personale, da tutto ciò che appartiene al passato tu continui a ricreare instancabilmente il passato, anche se gli attori che lo recitano insieme a te cambiano ogni volta.
LASCIARE ANDARE è in sostanza fondamentale per ottenere IL MEGLIO PER TE.
Ma lasciare andare non significa che adesso devi lasciare tua moglie, licenziarti dal lavoro, vendere casa, prelevare tutti i tuoi soldi e partire per uno stato estero lontanissimo.
LASCIARE ANDARE significa avere il coraggio di entrare in connessione con te stesso e esplorare ciò che ti fa bene e ti piace, ti nutre e ti rende felice; e portare alla consapevolezza che cosa trattieni per paura… di perdere, della solitudine, di “ma come farò dopo”, di riuscire, di realizzare davvero ciò che sogni, di essere felice, di vivere… ecc. ecc.   
La differenza fondamentale nella vita, e in ogni scelta, è infatti basata sul fatto che se non scegli qualcosa per AMORE, lo stai scegliendo per PAURA.
E siccome, come dicono gli sciamani, L’ENERGIA VA DOVE VA L’ATTENZIONE, se le tue scelte sono basate su automatismi, ricordi che ancora ti condizionano, schemi limitanti, convinzioni che ti impediscono di far emergere il tuo vero potenziale e fantasie allora la manifestazione che realizzi non potrà che essere molto al di sotto di ciò che lo Spirito vorrebbe per te.
In poche parole serve che tu abbia il coraggio di farti qualche domanda:
Come mi sento?
Sono felice?
Mi piace questa cosa che sto vivendo?
Mi da soddisfazione questo lavoro?
Sono contento delle esperienze che vivo?
Questa relazione è una relazione nella quale ho la possibilità di crescere, espandermi, e evolvere?
E’ una relazione vitale? Cosa posso fare per renderla tale? Posso metterci più energia, più condivisione, più intimità, più amore?
E così via.
Ma soprattutto serve che tu porti alla consapevolezza ciò che è vitale nella tua esistenza, proprio ora, proprio qui, e ciò che non lo è e serve che tu apra la mano, rispetto ciò che non è più vitale e LASCI ANDARE, con rispetto, amore e gratitudine. Onorando ciò che ha significato nella tua Vita, ma separandotene, se non è più allineato con la più alta manifestazione di te.
Non c’è un paracadute, non c’è una assicurazione disponibile, per garantirti nel momento in cui stai lasciando andare ciò che non è più funzionale al tuo sviluppo e alla tua crescita.
Ma io ti assicuro che se trattieni ciò che non è più vitale per paura ciò che otterrai sarà molta frustrazione, molto rancore, e probabilmente molto dolore.




Ma perché tratteniamo, più o meno tutti, cose, situazioni, relazioni, idee, ricordi, esperienze che non sono più funzionali alla nostra crescita?
Per due ragioni fondamentali.
La prima è che abbiamo ancora qualcosa da imparare da quella cosa, situazione, relazione, idea, ricordo, esperienza.
La seconda è perché quella cosa, situazione, relazione, idea, ricordo, esperienza è piena di “emozione” e il nostro corpo emozionale ci è attaccato.
Non sono mai gli eventi a condizionarci, bensì i nostri attaccamenti emotivi.
Un evento vissuto nello stesso momento da due persone può infatti essere neutro per una delle due e colmo di riflessi emotivi per l’altra.
Questo dipende moltissimo da ciò che già è emotivamente carico per noi, al nostro interno, dalle ferite ancora irrisolte, dagli schemi preferenziali di reazione messi insieme negli anni dell’imprinting, nella fase delle matrici perinatali, o ereditati dall’albero, e si collega alla nostra memoria emotiva primaria.
Ma la buona notizia è che IL MOMENTO PRESENTE E’ IL MOMENTO DI POTERE, quello dal quale è possibile apportare un cambiamento.
Perciò, se senti che sei attaccato a qualcosa che vorresti lasciare andare, ma non sai come fare; se ritieni di avere convinzioni limitanti che non sai come lasciare andare; se c’è un ricordo che ti tormenta e non sai come lasciare andare; se vuoi comunque fare un lavoro su di te rispetto al lasciare andare esegui questo semplice esercizio:

SCEGLI UN TEMA
(Ad esempio l’abbondanza e per completezza, sul suo opposto, cioè la scarsità.)
PRENDI APPUNTI SU TUTTO CIO’ CHE QUESTO TEMA EVOCA IN TE  
(Ad esempio: l’abbondanza nella mia vita non so nemmeno cosa sia; ho sempre dovuto lottare per i soldi; guadagno così poco che fatico ad arrivare a fine mese; la ricchezza sembra non essere per me; le persone ricche sono tutte disoneste… ecc. ecc.)
METTI LA MANO SINISTRA SUL TUO CUORE E LA DESTRA SOPRA LA SINISTRA E RIPETI QUESTA FRASE PER OGNUNA DELLE COSE CHE HAI SCRITTO E PER OGNI COSA CHE DOVESSE EMERGERE SVOLGENDO L’ESERCIZIO (mentre lo fai, prendi dei respiri profondi e fra una frase e l’altra fai ancora 3 o 4 respiri profondi portando attenzione a cosa accade in te.)
RILASCIO OGNI ATTACCAMENTO EMOTIVO LEGATO A…
(Ad esempio: Rilascio ogni attaccamento emotivo legato all’idea che l’abbondanza nella mia vita non so nemmeno cosa sia; Rilascio ogni attaccamento emotivo legato all’idea che ho sempre dovuto lottare per i soldi; Rilascio ogni attaccamento emotivo legato al fatto che guadagno così poco che fatico ad arrivare a fine mese; Rilascio ogni attaccamento emotivo legato all’idea che la ricchezza sembra non essere per me; Rilascio ogni attaccamento emotivo legato all’idea che le persone ricche sono tutte disoneste… ecc. ecc.)
La frase può essere utilizzata su ogni cosa; ricordi, convinzioni, idee, fantasie, ecc. ecc.

Buona sperimentazione e ricorda: per lasciare che la vita ti porti ciò che è meglio per te serve che accetti di lasciare andare ciò che non è per te.

domenica 18 febbraio 2018

DAL COPIONE DELLA VITA AL SENTIERO DELL’ANIMA


La mia idea di fondo nel mio lavoro con le persone è che quasi sempre la strategia migliore non è aggiungere cose ma levare tutto ciò che ci zavorra e copre la nostra vera natura.
Una volta elaborati ricordi dolorosi, credenze e fantasie limitanti ciò che sei emergerà naturalmente.
Per questo ho creato un percorso on line che si intitola “Dal copione della Vita al Sentiero dell’Anima”.
Useremo insieme alcune tecniche facilissime per sciogliere i blocchi energetici che ci condizionano.
Essendo un corso limitato ad un gruppo ristretto di persone per lavorare meglio i posti sono davvero pochi.
Per far parte del gruppo scrivimi pure una mail a virna.trivellato@yahoo.com
Una volta prenotato il tuo posto riceverai anche istruzioni per il collegamento.
Spero di averti con me in questa avventura.




DAL COPIONE DELLA VITA AL SENTIERO DELL’ANIMA

INCONTRI ON LINE
Contributo richiesto: 20 euro a serata – 100 euro per i cinque incontri
Se paghi in anticipo per i cinque incontri potrai usufruire di una consulenza personale di 30 minuti sui temi emersi durante il corso e per sciogliere eventuali nodi particolari.

5 Incontri di 2 ore, una volta alla settimana, il martedì sera a partire dal 20 marzo
Orario 20:30 – 22:30
Gruppo di 4-6 partecipanti

1 SERATA
Tecniche integrate di rilascio emozionale.
La prima cosa che imparerai saranno delle semplici tecniche da applicare ai tuoi copioni e ai tuoi schemi limitanti ma anche nella vita di tutti i giorni quando incontri delle disarmonie.

2 SERATA
Quali copioni?
I copioni che hai seguito fin da bambino/a e le maschere che hai messo per proteggerti possono averti allontanato dal sentiero dell’anima. E’ possibile capire quali sono i copioni che ti influenzano, anche grazie al contributo del gruppo e scioglierli attraverso esercizi pratici.

3 SERATA
Ancora sui copioni
Continua il lavoro sui copioni di vita.

4 SERATA
Ferite e maschere
Le ferite che in questa vita ti condizionano, ma anche gli squilibri energetici che puoi portare con te da chissà quanto tempo possono mettersi fra te e la consapevolezza di chi sei. Stasera affrontiamo il tema con esercizi pratici.

5 SERATA
Ancora sul lasciare andare le ferite.
Continua il lavoro sulle ferite primarie.

domenica 4 febbraio 2018

UNO SGUARDO AGLI OBIETTIVI




Una volta sciolte le tue convinzioni, puoi UTILIZZARE EFT PER MANTENERE LIBERE LE TUE CONNESSIONI CON L’UNIVERSO CIRCOSTANTE E RESTARE APERTO AI DIVERSI ASPETTI DI TE STESSO E DEL MONDO CHE ALTRIMENTI NON VEDRESTI. 

EFT TI PUO' AIUTARE A RESTARE APERTO ALLE SOLUZIONI.



Dopo avere attivato i punti è possibile scegliere differenti approcci per ampliare i propri limiti.

A. picchiettare dicendo “anche se non so cosa fare rispetto a X mi apro alla possibilità che non esistano limiti al potere creativo mio e dell’universo e resto aperto all’idea che arrivi una soluzione, anche da dove io meno me lo aspetto… 

B. picchiettare focalizzandoti su un obiettivo specifico che vuoi conseguire, senza porre limiti alla tua immaginazione, vivendo le immagini nella tua testa come se fossero reali e caricandole di energia con un semplice trucco: pensare a cosa proverai quando avrei ottenuto ciò che vuoi, a cosa dirai, a cosa vedrai, a che suoni sentirai, a che sapori gusterai, a che profumi odorerai….

C. ripetere “Io sono origine. Oriento tutta l’energia disponibile verso la manifestazione equilibrata di__________________________.”

Pronuncia la frase incrociando le mani all’altezza del cuore.

IMMAGINA, E PICCHIETTA, SENZA LIMITI!

Focalizzando la tua attenzione su qualcosa, viene attivato un flusso di energia che si concentra sul tuo obiettivo. Mantenere i tuoi pensieri sui tuoi obiettivi e le tue mete ti porta ad attirare a te la loro manifestazione materiale, quando essa è in armonia con lo scopo della tua anima.



EFT GENERATIVA TI PORTA A FOCALIZZARE TUTTO IL TUO SISTEMA ENERGETICO SUI TUOI OBIETTIVI.

Quando vuoi lavorare con eft generativa devi prima FARE CHIAREZZA.

Può essere molto utile attivare i punti ed eseguire un piccolo test, per verificare se la tua energia è focalizzata su un obiettivo preciso oppure no.

Dopo aver iniziato il picchiettamento puoi chiederti:
1. Cosa mi coinvolge e mi appassiona davvero?
2. Dove sono oggi?
3. Dove vorrei essere?
4. Chi sono oggi?
5. Chi voglio essere?

Combinare eft ed eft generativa ti consentirà di FOCALIZZARE LA TUA ATTENZIONE. 
Questo SPOSTERA’ LA TUA ENERGIA e la TUA ENERGIA ATTIRERA’ LA MANIFESTAZIONE MATERIALE DEI TUOI DESIDERI!

Attiva i punti. Pensa all’ultima volta che hai realizzato una cosa. Percepisci in che modo ti sentivi. Come credevi in te stesso e nel tuo desiderio. Quanto credevi nel tuo desiderio. Più sei focalizzato su una cosa, più è facile che la ottieni. 
Per realizzare un nuovo obiettivo ci vuole energia e focalizzazione. 
Mentre picchietti, fai dei respiri profondi e senti UNA SOLA COSA CON L’UNIVERSO. 
Visualizzati alla meta… 
Sentila, respirala, immaginala, percepiscila. 

FOCALIZZA CHI VUOI ESSERE.




 Buona scoperta e buon viaggio verso i tuoi obiettivi.
 

domenica 21 gennaio 2018

IL VIAGGIO DELL'EROE

Oggi ho deciso di ricondividere con te uno dei fili conduttori alla base del mio lavoro di coach: il concetto di VIAGGIO DELL'EROE, come metafora della vita....
Per questo condivido qui una parte del primo capitolo della Tesi che ho scritto per il mio DIPLOMA DI COACH, il cui titolo è 
IL SENTIERO DELL’EROE. L’interazione fra metodologie di Coaching e tecniche energetiche sulla via del risveglio.





 
 
Joseph Campbell è stato un saggista e storico delle religioni americano. Per decenni ha studiato i miti, le storie di eroi e i racconti provenienti da diverse religioni, diverse epoche e diverse civiltà ed ispirandosi alla psicologia analitica ha riscontrato una serie di elementi comuni a tutte le mitologie della storia umana, arrivando ad identificare un modello, presente nell’inconscio collettivo, che può fungere da metafora per la vita di ogni individuo e della specie umana in generale.
Nel suo libro “L’eroe dai mille volti” egli traccia la mappa di una struttura generale che accomuna il percorso di ciascuno dalla nascita alla morte, pur essendo differenti le circostanze che ognuno si trova a vivere individualmente.
Affrontare un cambiamento nella vita, compiere una scelta, risolvere una crisi, mettersi in moto per realizzare un’aspirazione o iniziare un processo di crescita personale sono tutti eventi che possono essere riletti alla luce del modello del  “Viaggio dell’eroe”, la struttura comune identificata da Campbell e insita in profondità nella memoria collettiva della nostra specie.
Secondo questa struttura, ogni “eroe” (e noi possiamo leggere “ogni individuo”), si trova a passare, prima o poi nella sua esperienza su questa Terra, attraverso determinate fasi, conoscendo le quali qualunque coach è sicuramente agevolato nell’aiutare i propri clienti a fronteggiare le difficoltà del cambiamento.
Riassumiamo brevemente le fasi fondamentali del “viaggio dell’eroe” come mappate da Campbell, calandole nel contesto del coaching:
1.       Sentire una chiamata: una sfida, una crisi, un momento di bisogno nostro o di coloro che amiamo, ma anche una grande gioia, una nuova aspirazione, un desiderio che ci prende e non ci lascia più, sono tutte modalità con le quali la chiamata si fa sentire. Ciascuno può sia accogliere la chiamata che provare a rifiutarla. La chiamata, come hanno ben scritto Stephen Gillian e Robert Dilts ne “Il risveglio dell’eroe con la Pnl” è sempre “… un richiamo a crescere, a contribuire, a portare o riportare nel mondo la misura maggiore della nostra forza vitale…” e ancora “la chiamata richiede dunque coraggio, richiede che diventiamo più di ciò che siamo stati…”. Nel momento in cui un cliente si rivolge ad un coach lo fa perché già ha sentito una chiamata, perché ha una mission da perseguire, un obiettivo da realizzare, un cambiamento da affrontare e il percorso di coaching che compirà lo aiuterà nel suo viaggio personale.
2.       Accogliere la chiamata: ci conduce ad uscire dal sentiero conosciuto, ad abbandonare la nostra precedente visione del mondo, a modificare un confine nelle nostre abilità o nella nostra mappa della realtà. Sia che essa provenga da una crisi, sia dal desiderio profondo di migliorarci o realizzare qualcosa di nuovo, se  il soggetto rifiuta la sua chiamata spesso compaiono gravi sintomi di disagio o lo stato di malessere già presente si intensifica.
3.       Oltrepassare la soglia: la chiamata cui rispondiamo ci spinge in territori nuovi, fuori dalla nostra zona di comodo. Nel momento in cui si esce dal conosciuto bisogna trovare guida e supporto per riprogrammare la nostra mente e adattarla ai cambiamenti. La soglia rappresenta tutto ciò che dovremo fronteggiare per realizzare il nostro obiettivo. Ecco che nel momento in cui stiamo per varcare la soglia può sorgere in noi il desiderio di rivolgersi ad una figura competente come quella di un coach.
4.       Trovare un custode: oltrepassare i propri limiti necessita di assistenza per focalizzare i nostri obiettivi, costruire delle abilità nuove o utilizzare in modo proficuo quelle che già abbiamo, aumentare la fiducia in noi stessi e riscrivere tutte quelle convinzioni che ci impediscono di reagire con efficacia alle sfide che incontriamo. Anche se ognuno dovrebbe comprendere che la prima persona dalla quale è necessario farsi guidare è proprio se stesso, un coach è un esempio perfetto di custode. Il coachee è l’eroe, mentre il coach è la guida  che lo supporta e lo sostiene nel suo viaggio, incitandolo a perseverare anche quando appaiono ostacoli lungo il cammino.
5.       Affrontare i demoni: i nostri “demoni” sono una metafora delle nostre paure, delle nostre convinzioni limitanti, delle dinamiche interne che ci guidano ogni giorno della nostra vita e magari ci impediscono di realizzarci come vorremmo, oltre che di tutte quelle crisi grandi e piccole che nascono in noi quando ci troviamo davanti ad una circostanza o un evento qualunque e si attivano una serie di sponsorship negative, sia interne che esterne a noi, che sembrano opporsi al nostro viaggio e alla nostra realizzazione.
6.       Trasformare il “demone” e se stessi: per proseguire nel percorso verso la realizzazione dei suoi sogni il coachee ha bisogno di trasformare i propri demoni, facendo si che essi possano diventare a loro volta custodi e risorse. Gli strumenti per far si che ciò avvenga sono molteplici, ma quelli principali si possono raggruppare in due categorie principali:
a.       conoscere e gestire le proprie dinamiche interiori;
b.      sviluppare una speciale abilità o utilizzare uno strumento o una risorsa speciale.
In entrambe le procedure il coach, nel suo ruolo di custode, può essere molto efficace nell’aiutare il cliente a uscire da una mentalità da vittima. Il coach può aiutarlo a focalizzare che i suoi veri problemi non sono fuori di lui, bensì nelle sue zone d’ombra interiori, in tutte quelle emozioni, convinzioni, mondi congelati che non gli permettono di gestire al meglio la propria esistenza. Allo stesso modo poi, il lavoro del coach spingerà il coachee a rintracciare tutte le sue potenzialità sopite e ad acquisirne di nuove, che potrà in breve tempo padroneggiare e utilizzare autonomamente in ogni circostanza.
7.       Completare il compito: trovare il modo di rispondere alla propria chiamata va di pari passo con il dare vita ad una nuova mappa del mondo che tiene conto delle scoperte fatte durante il viaggio e permette al coachee di compiere una trasformazione personale perché in possesso di una consapevolezza nuova cui prima della partenza non aveva accesso.
8.       Ritorno a casa: una volta compiuto il viaggio, il coachee è pronto per tornare alla sua vita ordinaria, come persona trasformata, e condividere la sua conoscenza e l’esperienza con gli altri. 




E tu, in che fase del viaggio  sei?




Ora inizia a stimolare il punto karate (se non sai come si fa leggi qui: https://drive.google.com/file/d/0Bzqfr8bYCjlxdEtJdWZRQm1oVjA/edit?usp=sharing) e torna con me sul testo che ho scritto con l'aggiunta di quache suggerimento a seconda della fase in cui ti trovi.



1.       Sento una chiamata:  sto  attraversando una sfida, una crisi, un momento di bisogno 

stimolando il punto karate  ripeti:

Anche se sto attraversando una sfida, e non so proprio come affrontarla, mi apro alla possibilità di seguire pienamente il percorso della mia anima.

oppure sento una nuova aspirazione, un desiderio che mi prende e non mi lascia più,


stimolando il punto karate  ripeti:

Libero tutta la mia energia legata a questa aspirazione e scelgo di seguire pienamente il percorso della mia anima.



2.       Dovrei accogliere la chiamata ma ho dei dubbi, delle paure


stimolando il punto karate  ripeti:

Libero tutta la mia energia legata a questa paura e scelgo di seguire pienamente il percorso della mia anima.
e ancora
 
Rilascio opgni attaccamento emotivo a questa paura e ciò che rappresenta per me.
 
 

3.       Sto oltrepassando o ho oltrepassato la soglia.


stimolando il punto karate  ripeti:

Libero tutta la mia energia legata a questa soglia e ciò che rappresenta per me


4.       Sto cercando un custode, una risorsa, devo sviluppare un talento per proseguire il viaggio, ma non so come fare, o ho paura di non farcela.


stimolando il punto karate  ripeti:

Anche se ho paura di non avere tutte le risorse necessarie per affrontare questa sfida, mi apro alla possibilità di trovare le risposte, le persone e le strategie utili per me.
 
 
5.       Sono di fronte ai miei i demoni: paure, convinzioni limitanti. blocchi più o meno consci.


stimolando il punto karate  ripeti:

Libero tutta la mia energia legata a questa paura e alla sua origine
e ancora
Libero tutta la mia energia trattenuta nell'idea che non ce la posso fare
Libero tutta la mia energia legata a questo blocco che sento fra me e il mio obiettivo e tutto ciò che rappresenta per me.

6.       Come posso trasformare il mio “demone” interiore e trovare le mie risorse?

stimolando il punto karate  ripeti:

Anche se ancora non mi è chiaro come superare questo ostacolo, tutto questo può cambiare.
e ancora
Oriento tutta l'energia disponibile verso il superamento di questo ostacolo.
 



7.       Mi trovo alla fine del compito. So di avere conquistato una nuova consapevolezza.
8.       Ho superato la prova e ora sono forte della mia esperienza. 


stimolando il punto karate  ripeti:

Armonizzo tutti i miei sistemi a questo nuovo livello di consapevolezza.




Sarò felice se vorrai dirmi come ti sei trovato sperimentando le frasi, ma se ti trovi in una fase in particolare e vuoi un suggerimento personalizzato non esitare a scrivermi su fb o via mail a virna.trivellato@yahoo.com

Scrivimi anche se vuoi saperne di più sul mio lavoro e su come si integrano in esso la cornice del viaggio dell'eroe e le tecniche energetiche: virna.trivellato@yahoo.com.

E come dicono gli eroi:


Che lieto ti sia il viaggio e che tu possa avere lunghi giorni e piacevoli notti...