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sabato 17 gennaio 2015

Liberarsi dal peso del passato.

Occupandomi di cambiamento guidato mi trovo ad avere a che fare con le persone tutti i giorni e tutti i giorni sento espressioni tipo:

"il mio passato mi tormenta";
"non riesco a liberarmi di quello che mi è accaduto";
"con il passato che ho avuto, come posso essere diverso?";
"dal passato non si scappa";
"certe cose non si possono superare";
"ho un passato troppo pesante per vivere felice";
e chi più ne ha più ne metta.

Queste sono convinzioni, convinzioni limitanti che sabotano alla base ogni nostro tentativo di cambiamento. 

E' come iniziare a costruire una casa in legno sopra un nido di termiti.

Possiamo rivolgerci a qualunque guru, adoperare qualunque tecnica, ma se pensiamo di non poterci liberare dal peso di ciò che è stato allora non ce ne libereremo, e la nostra vita ne sarà sempre condizionata.

Forse non ci crederete, ma una volta anche io stentavo a pensare di poter uscire vincente dalla mia battaglia con il mio passato, vista la mano di carte che mi ero trovata in mano alla nascita. E in un certo punto della mia vita ho toccato davvero (perdonatemi l'espressione colorita) con il "culo" per terra. 

Lì c'è stato il buio. Il fango, il sudore e il sangue. (si mi piaccioni i filmoni dove usano queste espressioni).

E nello stesso tempo in cui incontravo il buio ho avuto un'illuminazione: se avessi continuato a ragionare, vivere, agire, come in passato, sarei rimasta ferma dove ero.

In quel momento, che benedico ogni giorno, mi sono resa conto che l'unica verità che potevo riconoscere sul passato era che, molto semplicemente, non c'era più.... Tutto il resto erano convinzioni, credenze, ricordi, che io continuavo ad alimentare con la mia energia, ai quali continuavo a reagire in automatico ogni volta che qualcosa  "mi attivava", e che continuavo a  usare come parametri per la mia vita presente, facendomi condizionare pesantemente in ogni scelta.

Ora, io non voglio certo dirvi che non comprendo che possiate aver vissuto esperienze anche molto pesanti, traumatiche, magari esperienze che hanno fatto di voi dei "sopravvissuti", in senso fisico o metaforico poco importa.

Io lo so come ci si sente, perchè ci sono passata, e mentre lo vivevo non è stato bello, nè piacevole. 

Ma tutto ciò che è stato, è stato.

Ok, direte sospirando, mentre state leggendo...

Ma che cosa posso fare di concreto, per liberarmi di questo passato?

Potete innanzitutto portare osservazione consapevole nelle vostre giornate.

E perchè sia una pratica ancora più utile potete farlo stimolando il vostro sistema energetico.

Iniziando a picchiettare i punti sui meridiani fatevi le seguenti domande.


Quante volte pensate al passato?

Quante volte parlate del passato?

Vi scoprite a fare ragionamenti sul vostro passato?

Come pensate al passato? E' semplicemente qualcosa che è stato, oppure quando ci pensate si scatenanto in voi emozioni non felici?

Quali emozioni provate pensando al vostro passato?

Ci sono ricordi che a pensarli vi suscitano ancora disagio?

Ci sono persone del vostro passato, pensando le quali provate disagio?


Queste domande non sono esaustive, potrei scriverne 101 e forse sarebbero ancora poche, ma vorrei fossero di stimolo per ciascuno affinchè iniziasse a osservare in maniera consapevole la sua vita, per scoprire quale peso ha o non ha ancora il passato per lui/lei.

Ovviamente il mio invito è a prendere appunti su tutto quanto emerge da voi facendovi le domande precedenti per poi scioglierlo con l'aiuto di EFT, Logosintesi o EFT Integrata.

Se pensate di avere un passato particolarmente "gravoso", che deve essere ancora elaborato vi consiglio di affrontare una piccolissima fettina del "salame" alla volta, o di rivolgervi ad un operatore formato per essere aiutati.

Ma se proprio ora vi ritrovate a pensare che "non potrete mai liberarvi dal peso del vostro passato" la prima frase che vi suggerisco di usare è:

Anche se, nel mio spazio di percezione, si è creata ed è rimasta l'idea che non posso liberarmi dal peso del mio passato, e che non posso cambiare, né la mia vita potrà mai andare meglio di così, tutto questo può cambiare comunque, e scelgo che cambi....

Buona liberazione a tutti.

Vi


Fonte immagine: web.

sabato 22 novembre 2014

Logosintesi per l’incidente di Maria






Maria è una bella ragazza, di ventisei anni. E’giovane e gode generalmente di uno stato di buona salute ma si presenta da me con un problema: i suoi bei capelli cadono a ciuffi e nessun rimedio che ha provato per eliminare il fenomeno sembra essere efficace.
Le chiedo da quanto va avanti questa cosa.
Mi risponde che a febbraio è capitato un evento e lei non è più stata la stessa.
Era sera, ovviamente faceva freddo, visto il periodo, pioveva e la visibilità era scarsa. Maria stava tornando a casa in macchina da un incontro di lavoro e ad un certo punto, uscendo da una strada che aveva grossi cespugli su entrambi i lati, non ha visto un signore in motorino che stava transitando di fronte a lei, finendo per urtarlo. 

La scena è chiara nella mente di Maria, come se si stesse svolgendo nel presente.
Mi dice “Io uscivo dallo stop, non ho visto quel poveretto che andava per la sua strada e sono uscita troppo con il muso della macchina per cercare di vedere meglio,  urtando il suo motorino. L’ho toccato e lui è rotolato per terra, il motorino è scivolato via. Per fortuna stava bene, non si era fatto nulla, mi sono presa cura di lui fino all’arrivo di vigili e ambulanza, e lo hanno ricoverato solo per tenerlo in osservazione. Adesso ci sentiamo spesso, lui sta bene, è una persona squisita e ho conosciuto anche sua moglie, una donna comprensiva e deliziosa.  Ma anche se tutto è andato per il meglio io non  sono più io. Ho ancora in mente il rumore della botta del cofano che urta il motorino.”

Chiedo a Maria quanto stress le provoca questo rumore che le sembra ancora di sentire e mi risponde che l’intensità del disagio è fra il 9 ed il 10.

Le offro una dopo l’altra le frasi di logosintesi, di modo da sciogliere l’energia congelata collegata a quel suono, ovviamente fra una frase e l’altra lascio a Maria il tempo di elaborazione necessaria affinchè le parole agiscano.

Recupero tutta la mia energia legata a quel rumore della botta del mio cofano che urta il motorino e la riporto al giusto posto in me stessa.

Allontano tutta l’energia estranea legata a quel rumore della botta del mio cofano che urta il motorino, la allontano dal mio corpo, dalle mie cellule e dal mio spazio personale e la rimando allo spazio e al tempo cui davvero appartiene.

Recupero tutta la mia energia legata ad ogni mia reazione a quel rumore della botta del mio cofano che urta il motorino e la riporto al giusto posto in me stessa.

Dopo aver ripetuto tutte le frasi e aver lasciato il tempo alle parole di agire, Maria mi dice di avvertire un formicolio a livello di gambe e mani e di sentire ancora il rumore ma molto ovattato.

Le faccio ripetere nuove frasi su –ciò che resta di questo rumore ovattato del mio cofano che urta il motorino – e alla fine del ciclo Maria dice di sentire il formicolio anche in testa.

“Adesso il ricordo mi sembra ovattato – osserva Maria – e mi pare di sentire il rumore lontanissimo.”
Chiedo alla fanciulla se le sembra che ci sia altro che emerge che le crea disagio e lei risponde con certezza che la infastidisce l’immagine del signore che rotola.

Le offro le frasi:

Recupero tutta la mia energia legata all’immagine del signore che rotola e la riporto al giusto posto in me stessa.

Allontano tutta l’energia estranea legata all’immagine del singore che rotola, la allontano dal mio corpo, dalle mie cellule e dal mio spazio personale e la rimando allo spazio e al tempo cui davvero appartiene.

Recupero tutta la mia energia legata ad ogni mia reazione all’immagine del signore che rotola e la riporto al giusto posto in me stessa.

Dopo un tempo di elaborazione Maria mi dice che adesso anche l’immagine le appare ovattata, sfumata e lontana.

Spiego a Maria che spesso, quando viviamo un evento che scatena in noi una reazione di paura e questo evento si risolve per il meglio, resta in noi la traccia energetica dei pensieri che abbiamo fatto su come sarebbe potuta evolversi la situazione nella peggiore delle ipotesi, una sorta di finale alternativo frutto delle nostre “proiezioni” su qualcosa, poi le offro un’altra frase sulla  - fantasia che il signore potesse morire nell’incidente per colpa sua.

Infine le offro ancora una frase sull’idea che le cose sarebbero dovute andare diversamente e lei non avrebbe mai dovuto vivere quell’evento.

Alla fine Maria mi guarda stupita e mi dice incredula che non sente più la pesantezza che l’aveva accompagnata negli ultimi mesi. 

Afferma di avvvertire ora solo una sensazione di intorpidimento alla testa.

Le offro un intero giro di frasi su questo intorpidimento e su tutto ciò che può significare.

Maria si lascia guidare e il suo volto si fa sempre più disteso.

“Non ci crederai – aggiunge – ma ora mi sembra finalmente che il mio incidente sia un ricordo come tanti già vissuti... è li nel passato e basta. Ora sento di poterlo guardare con serenità”.

Maria è molto sollevata e io ancora una volta sono affascinata dalla bellezza e dall’eleganza di un metodo come logosintesi, che senza sforzo aiuta le persone a sciogliere i loro mondi congelati e a recupare tutta l’energia che appartiene loro dagli eventi passati non elaborati per averla a disposizione nel qui ed ora, consentendo di risolvere molti disagi sia a livello emotivo, mentale che fisico.

Per saperne di più leggi il mio precedente articolo:

oppure consulta il sito ufficiale di Logosintesi:

venerdì 14 novembre 2014

Logosintesi



Logosintesi è sistema di cambiamento, ideato dallo psicologo e psicoterapeuta Willem Lammers nel 2005, utilizzando il potere delle parole.

Alla base della logosintesi ci sono 4 principi fondamentali:

1.    La nostra vera Essenza non soffre: il dolore nasce quando non si ha la consapevolezza della nostra vera essenza.

2.  La consapevolezza della nostra vera Essenza diminuisce a causa dell’introiezione e della dissociazione.

3.        Le parti dissociate e le introiezioni sono strutture energetiche solidificate nello spazio.

4.     Le parole e le frasi hanno un effetto attivo e creativo, oltre ad avere un significato semantico ed emotivo.

Ovvero?

In parole semplici noi siamo molto di più del nostro corpo e della nostra mente. Siamo anche energia vitale, Essenza, che si incarna in questa dimensione, con determinate caratteristiche, in un determinato punto nello spazio e nel tempo per vivere determinate esperienze e uno scopo da realizzare.

A volte però le condizioni della nostra nascita e quelle ambientali, sociali e familiari in cui ci troviamo ad agire, anzichè favorire il contatto con la nostra Essenza ci portano a non sentire più correttamente il legame con quella parte di noi che alcuni chiamano il nostro Sé superiore.

Spesso ci identifichiamo troppo con la nostra mente e con il nostro corpo e quando capitano degli eventi che non siamo in grado di elaborare avvengono dei processi dissociativi:

immagazziniamo un’istantanea multisensoriale dell’ambiente nel momento in cui avviene un evento che non siamo in grado di elaborare (immagini, suoni, colori, sapori, sensazioni, odori), congelandola nel nostro spazio vitale (introiezione);

dissociamo una parte di noi, della nostra energia vitale, la quale si sovrappone all’introiezione per permetterci di gestire il vissuto doloroso e questa parte dissociata immagazzina le nostre reazioni all’evento (dissociazione).

L’introiezione e la dissociazione non sono concetti astratti, bensì strutture energetiche concrete presenti nel nostro corpo o nello spazio attorno a noi.  

Dato che il nostro sistema vuole preservarci dal dolore, ogni volta che viviamo una determinata esperienza la nostra mente attinge alla sua “banca dati”, per avvisarci immediatamente in caso di supposti pericoli, e se incontriamo una qualunque cosa, persona o situazione che ci rievoca quell’evento doloroso non “digerito” vissuto in precedenza, le strutture energetiche congelate possono essere “risvegliate” da questo attivatore  e generare sofferenza.

Nel momento in cui queste strutture si riattivano utilizzare il potere delle parole consente di scioglierle e riportare la nostra energia in flusso.

Logosintesi ci consente di recuperare la nostra energia congelata nel passato, allontanare l’energia estranea dal nostro corpo e dal nostro spazio personale e sciogliere la carica legata alle nostre reazioni all’avento non elaborato, ristabilendo sempre di più il contatto con la nostra Esssenza e imparando a riconoscere il nostro scopo su questa Terra e a vivere in armonia con esso.

Per saperne di più:

Il nove novembre ho completato la formazione come operatrice in Logosintesi.



Non esitare a contattarmi in privato per prenotare una sessione individuale.
virna.trivellato@yahoo.com

sabato 13 settembre 2014

Paura di AMARE



Laura è una giovane donna, molto bella. Ha da poco compiuto i 40 anni ed è la sesta volta che ci vediamo. Fino ad ora è tornata per temi differenti, ma con un unico filo conduttore: le relazioni sentimentali.

Stavolta mi dice di voler andare in fondo alla faccenda perchè si trova a rivivere qualcosa di molto simile a quanto capitatole 2 anni fa.
Due anni fa era in crisi con il compagno. Lui le ha regalato un viaggio insieme, lei ha accettato e al ritorno sono rientrati nella loro routine, fino a pochi mesi fa. Adesso lei è adirittura uscita di casa. Ha traslocato in un appartamento vicino a casa loro.
Ma lui non si è arreso e le ha ragalato un biglietto aereo per una destinazione tropicale: viaggio per due.

Questa volta però Laura dice di sapere che non vuol più tornare indietro.

Inoltre c’è una nuova frequentazione nella sua vita, un ragazzo conosciuto da poco e con il quale non c’è ancora una relazione vera e propria, ma nemmeno con lui si sente bene.

Infine ammette che ogni giorno il pensiero le torna all’ex fidanzato, dei tempi delle superiori.

Visto che i punti di cui parla Laura sono molti decido di utilizzare delle “ancore” e svolgere una sorta di Logo costellazione.

Scriviamo il nome di ogni uomo di cui ha parlato su un bigliettino e invito Laura a posizionarli come vuole sul pavimento, aggiungendo anche un biglietto con il proprio nome.
Lei li posiziona in una specie di croce, con se stessa al centro e il braccio sud mancante.
Le chiedo se sente che manchi qualcuno in questo gruppo.
Mi risponde che vuole aggiungere l’altro uomo della sua vita, il padre e lo posiziona sotto di sè.

Le faccio fare Logosintesi sulla fantasia del padre ideale.
Laura ammette che pur senza volerlo cerca il padre in chiunque.

Le domando di osservare lo schema che ha creato e di dirmi cosa ne pensa, che emozioni prova.
Mi risponde che il suo ex è lì all’apparenza ma tuttavia è una persona slegata da qualunque legame, anche con la famiglia, forse per questo motivo lo pensa tanto.

Le suggerisco delle frasi di logosintesi sull’idea che una relazione stabile sia soffocante.
Durante il ciclo emerge che lei una relazione “stabile” (in senso positivo) non l’ha quasi mai vissuta e le sembra una missione difficile. Anche quando era in una relazione c’erano quasi sempre problemi.

Le chiedo quale sarebbe la cosa più terribile che potrebbe accaderle se vivesse una relazione stabile.
Mi risponde che le toccherebbe allentare con il lavoro e stare a casa, che si sente già soffocare solo a pensarci.

Le chiedo chi o che cosa c’è nel suo spazio personale che le fa sentire la mancanza di respiro.
Mi risponde che vede un’immagine, un vestito in stile ‘800.
Facciamo logosintesi su questa immagine e su ciò che rappresenta per lei.
Alla fine Laura dice che le è venuta voglia di andare al mare.
Prende tutti i foglietti in mano e ne fa un mucchio, chiedendomi se se ne può liberare... poi mi dice che le dispiace per l’ex compagno ma quella con lui non è più la sua vita.

Il nuovo ragazzo che ha conosciuto invece, le mette ansia, le sta addosso come un koala.
Facciamo logosintesi sull’idea di questa persona come fosse un “koala”.
Laura mi dice che “se non ci sono dei koala nella tua vita tu non puoi star male”.
Un koala per lei è una persona che ti sta sempre appiccicata, e lei ha paura di una persona così, perchè se sei attaccato a qualcuno puoi uscirne “frantumato”.

Le chiedo di spiegarmi meglio, e quale pensa che potrebbe essere la cosa pià terribile che potrebbe succederle se entrasse un “koala” nella sua vita.
Mi risponde nervosissima che è ovvio, che potrebbe rischiare di subire una batosta.

La guido suggerendole le tre frasi di logosintesi su ogni memoria, fantasia o credenza lei abbia sull’AMORE.

Dopo la prima frase mi dice che le viene da vomitare, dopo la seconda che si sente soffocare e le appare un’idea nella testa come una scitta “BASTA, MAI PIU’ AMORE!”.
Apre gli occhi e mi chiede “Mi sto raccontando delle storie vero? Ho paura e mi racconto delle favole”

Le chiedo quanti anni ha la "Laura" che non crede all’amore.
Mi dice che ne ha 20.
Le chiedo chi l’ha tradita a 20 anni.
Mi risponde che il suo ex è appena stato a trovarla ma che non tornerà e che a casa è un inferno, perchè la madre se ne è andata di punto in bianco, senza dire nulla e lasciando il padre, lei e i suoi 5 fratelli. Siccome il più piccolo ha tre anni e comunque la maggior parte sono minori c’è tutto un via vai di avvocati, assistenti sociali, mediatori familiari... Lei che è la sorella maggiore subisce tutto questo.
Certo, il suo ex e sua madre l’hanno tradita. Entrambi.

Le chiedo di dirmi cosa succede se ripensa a quel periodo.
Mi risponde che prova rabbia, nello stomaco, e un senso di commiserazione che le sale in gola, le fa venir voglia di vomitare e la fa arrabbiare ancora di più.
Le chiedo quale di queste due emozioni sente più forte e mi risponde che tutta quella rabbia che prova le impedisce di far entrare qualcuno, o qualcosa, tiene fuori tutto per difendersi.

Le suggerisco delle frasi di logosintesi  su quanto emerso.
Dopo la prima dice di sentirsi sbilanciare, dopo la seconda vede 1 fune, e dopo la terza mi dice di sentire che STA, che non ha voglia di continuare.

Le suggerisco ancora delle frasi di logosintesi su ciò che ha creato per non sentire. Accetta di ripeterle.
Dopo la prima visualizza di star tirando qualcuno per i capelli, dopo la seconda vede nuovamente una fune, ma dopo la terza frase ammette che quella fune le da un senso di pace e libertà, perchè ora sente che le può servire per  volteggiare.

Dopo questa sessione, straordinariamente densa, come dense sono state le esperienze di vita di Laura, la giovane donna ha di fronte a se la consapevolezza che le sue relazioni non sono mai state soddisfacenti perchè pur desiderando moltissimo creare una famiglia ha sempre “reagito” alla ferita da tradimento che si é attivata in lei quando la madre ha abbandonato la famiglia. La paura di soffrire le ha fatto indossare una maschera di protezione che la faceva sembrare una donna forte e in carriera, mentre dentro il mondo congelato legato a quell’evento la spingeva a sabotare qualunque rapporto sentimentale dall’interno, per non correre il rischio di essere ferita e abbondanata di nuovo.

Il lavoro con Laura è appena cominciato. Dentro di lei ci sono ancora molta rabbia per la madre e un iper attaccamento alla figura paterna, idealizzata e idolatrata perchè ha finito per contrapporsi a quella della madre abbandonica.

La maschera però è caduta e Laura ora ha la possibilità di scegliere se tornare a "raccontarsela" o lavorare per liberarsi del passato e tornare ad agire nel presente libera da condizionamenti.

venerdì 31 gennaio 2014

EFT E LE PAROLE NON DETTE



In questo periodo il vero nodo per me sta nelle parole......
E se sono totalmente sincera con me stessa devo dire che aumentare la mia Consapevolezza e Auto consapevolezza, per la prima volta, mi sta aiutando a trovare un buon equilibrio fra dire e non dire.

A volte, in un passato neanche molto lontano, mi e' capitato invece di restare imprigionata nei miei stessi pensieri, lacerata da cio' che provavo nel pensare a tutte le parole che non avevo detto. A quelle che avrei voluto dire. A quelle che avrei potuto non dire. 

La verità e' che spessissimo la nostra tristezza, i nostri "malesseri" hanno a che vedere con qualcosa che dovremmo esserci lasciati alle spalle, ma che proprio perche' irrisolto e' diventanto un pesante mondo congelato, che ci portiamo dietro e al quale continuiamo a reagire. 

Sovente quel qualcosa assume la forma di una zavorra che non ci permette di volare liberi e di realizzare ogni giorno della nostra vita al pieno delle nostre potenzialità'.

Un insegnante e un uomo che stimo molto ha scritto una frase molto bella. L'inizio di tale frase era: " se siamo tristi stiamo vivendo nel passato...." 

In effetti la tristezza spesso si manifesta quando abbiamo lasciato una parte di noi nel nostro passato.

Ogni volta che nella nostra vita ci imbattiamo in un evento che non corrisponde alle nostre aspettative, che rompe il corso che la nostra esistenza ha avuto fino a quel momento, che assume ai nostri occhi e nella nostra percezione delle cose, il ruolo di evento traumatico, che non riusciamo a elaborare, allora e' come se una parte di noi si staccasse e restasse chiusa in un castello, similmente alla principessa rapita dal mago cattivo, senza poterne piu' uscire. In quel preciso istante iniziamo a cedere una parte della nostra energia vitale, che si disconnette da noi e si cristallizza in un momento altro, rispetto al presente che viviamo. 


Ovviamente tutto ciò non e' un bene per noi. Soprattutto quando, oltre alla tristezza, ci portiamo dietro un carico di dolore, rabbia, paura di riprovare lo stesso "dolore" e altre emozioni "sintomo" che compromettono il nostro benessere. 

Ma che cosa possiamo fare per ricucire la distanza fra la parte di noi che abbiamo "lasciato indietro" e il nostro vero io??? A tal fine sono utilissime e hanno effetti sorprendentemente rapidi e duraturi le tecniche energetiche, come l'Eft, Set, Logosintesi e altre. Ognuno può trovare facilmente quella che più risuona ed e' la più adatta a se'.

Ma se nell'esatto momento in cui state leggendo questo articolo avete in mente proprio "le parole che non avete detto" allora forse sarebbe il caso di dirle. 

Si! Ho scritto proprio così. 

In fondo penso che non sia mai troppo tardi per dire ciò che sentiamo di voler dire. Ma come fare? Forse le persone con cui vorremmo parlare saranno nel frattempo uscite dalle nostre vite.. Forse la persona cara cui vorremmo parlare non c'è più... Forse la persona verso cui proviamo ancora rancore e' lontanissima da noi e anche se noi stiamo cedendo la nostra energia da un secolo o due per un torto subito da lei/lui, magari quella persona continua inconsapevole la propria esistenza e manco si ricorda chi siamo... 

Beh la soluzione e' una bella lettera.... Una lettera in cui scrivere tutte le cose che non avete detto, tutte le cose che avreste dovuto dire, e magari anche delle scuse per le cose che avete detto in più... 


OVVIAMENTE LA LETTERA NON LA DOVETE SPEDIRE. 

Soprattutto se piena di rabbia o se assume il carattere di uno sfogo per un torto ricevuto. 

Pero' la dovete scrivere di cuore, esprimendo tutti voi stessi, tutto ciò che vi sentite di dire, per così dire: la vostra versione della storia!!! 

Dopo averla scritta vi invito a lasciarla nel cassetto per un giorno o due. Trascorso questo tempo potete tirare fuori la lettera dal cassetto, provare a immedesimarvi mentalmente con la persona cui avete scritto e leggerla. 

Quindi, sempre restando nella posizione percettiva dell'altra persona, dovreste rispondere alla prima lettera con un'altra, proprio come se foste lui/lei che scrive a voi. 

Quando avete finito piegate il foglio su cui avete scritto la lettera senza rileggerla. Comprate una busta, un francobollo e speditevela con posta ordinaria. Non importa quanto la lettera ci metterà ad arrivarvi. 

Quando la troverete nella cassetta della posta apritela e leggetela, proprio come se non l'aveste scritta voi. Sono sicura che vi sembrerà strano ma questo semplice esercizio e' molto utile per distaccarsi dalla propria visione delle cose e cominciare ad acquisire nuove prospettive su eventi passati a volte anche molto dolorosi. 

Ovviamente se avete una conoscenza di tecniche energetiche (e se non l'avete potete impararne alcune di molto semplici gia' leggendo i miei post precedenti su Eft e Set e scaricando il materiale gratuito da questo blog) potrete abbondantemente farne uso per trattate tutto cio' che dovesse emergere. 

Se poi, dopo avere sperimentato quel che vi suggerisco in questo articolo, vi andasse di condividere le vostre impressioni e sensazioni sarà mio piacere leggerle.

Che le vostre parole siano sempre provenienti dal cuore!