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domenica 11 aprile 2021

EFT PER IL CAMBIAMENTO

Molto spesso, quando ci si rivolge ad un coach o ad un counsellor, si decide di apprendere una tecnica di auto aiuto, energetica o meno, oppure si inizia un percorso di crescita personale lo  si fa perché si desidera che avvenga un cambiamento nella nostra vita.

Facciamo corsi, impariamo nuove cose, cambiamo le nostre prospettive, arricchiamo la nostra consapevolezza, mutiamo la visione del mondo e poi, nonostante tanti sforzi, ci sono aree della nostra vita in cui magari il cambiamento arriva liscio liscio e altre in cui pare non giungere mai…
Certi giorni riusciamo ad essere ottimisti, certi altri facciamo finta di nulla, altri ancora lo invochiamo come un assetato nel deserto invocherebbe l’acqua, altri siamo proprio fiduciosi che proprio l’ultimo passo sia stato quello buono… però a volte,  magari in certi ambiti determinati, piuttosto che in altri, ci pare che un cambiamento non debba avvenire mai e finiamo per sentirci come se un particolare evento - lezione si dovesse ripresentare ancora e ancora, uguale nella sua essenza a tanti altri prima, come in una lunga serie di fotocopie, mentre noi ci troviamo a dire “di nuovo???!???!”  

Facendo corsi e trattando tante persone mi sono trovata spesso di fronte a situazioni del genere…
Persone che hanno fatto magari tantissimi passi per migliorare se stessi e la propria condizione di vita a volte ammettono “però quella cosa lì, quella in particolare, mica cambia, uhm, e invece come vorrei che cambiasse!”

Ricordo bene un episodio avvenuto mentre stavo conducendo un seminario su EFT e le fiabe, e la fiaba scelta era “La donna scheletro”, tratta dal libro di Clarissa Pinkola Estés “Donne che corrono coi lupi”.

Quella storia parla dell’amore, della vita, della morte, della paura e del coraggio e del cambiamento…

Affrontare il cambiamento ha quasi sempre a che fare con l’affrontare la paura della “morte”.
La morte delle proprie illusioni, delle proprie abitudini, degli schemi con cui ci siamo abituati a interpretare il mondo e che spesso utilizziamo con tanto “orgoglio” perché definiscono ciò che siamo.

Molto spesso non riuscire a ottenere un cambiamento nella nostra vita ha a che fare con una serie di fattori che in qualche caso, ad una prima analisi, ci sfuggono o non teniamo nel debito conto…

Prima di tutto, a mio avviso, cambiare ha a che fare con COSA PENSIAMO DI NOI STESSI, CHI PENSIAMO DI ESSERE.

Magari siamo persone con tutto il potenziale per essere uomini o donne perfettamente realizzate nel lavoro, negli affari, nei rapporti sociali, ma per qualche ragione abbiamo dentro di noi qualcosa che ci limita… per parafrasare una mia collega “abbiamo tutta una serie di strutture e sovra strutture dentro di noi, che magari in un certo momento ci sono state utili, per ottenere qualcosa, o per evitare qualcosa d’altro, ma che poi ci limitano, perché le facciamo nostre a tal punto che non pensiamo di poterci spingere più in là.” Che si desideri chiamarli “zona comoda”, convinzioni limitanti, limiti, schemi, retaggi, o in qualunque altro modo, spesso siamo così “affezionati” ai nostri “indici” che difficilmente ce ne liberiamo.

Questo avviene perché tutto ciò che abbiamo messo insieme, a livello di convinzioni, ma anche di semplici informazioni, nel corso degli anni che abbiamo vissuto, hanno finito per definire, prima ancora che il mondo esterno, CHI SIAMO NOI, o meglio, CHI PENSIAMO DI ESSERE…

Una mia corsista, dopo una serie di picchettamenti, mi ha detto: “Ma sai che è vero. IO SONO ALLERGICA. Ogni primavera io comincio ad avere i sintomi dell’allergia e le persone mi stanno tutte intorno per chiedermi: “Ma come stai? Ma come và? Trovato qualche rimedio….??” E io beneficio delle loro attenzioni, che se non fossi allergica non so se attirerei”.

Un’altra considerazione che mi sorge spontanea è che spesso, come ha ben scritto Neale Donald Walsh nel suo libro “Quando tutto cambia, cambia tutto”, moltissime persone, vorrei dire la maggior parte, considera fondamentalmente il cambiamento come negativo, perché per una infinita serie di motivi non  riescono più a percepire che il cambiamento è il principio fondamentale della vita…

Il succedersi delle stagioni; del giorno e della notte; il passare dalla fase embrionale a quella fetale, e poi all’essere bambino, adolescente, adulto, anziano; il fatto che prima siamo figli e poi faremo figli a nostra volta; il fatto che proveniamo da una famiglia ma poi ne formiamo una nuova, fosse anche composta solo da noi stessi; il fatto che ogni pianta prima di essere in grado di fare frutti deve essere arrivata da un seme… ecc… ecc….. tutto nella vita ci mette di fronte al CAMBIAMENTO…

Noi però, spesso, ci attacchiamo, ci leghiamo, ci “intestardiamo” su qualcosa, pensiamo di poter conservare delle condizioni come immutabili, ci attacchiamo ad una persona, ad una attività, ad una relazione, ad un hobby e qualcuno arriva a dire “questo è tutto ciò che ho nella vita e guai a chi me lo toglie”.

La verità è che spesso non crediamo che un cambiamento possa portare qualcosa di buono…ABBIAMO PAURA e così, quando qualcosa non funziona, piuttosto che cambiare, preferiamo investire ogni nostra forza per cercare di mantenere lo stato delle cose ad ogni costo, magari ricorrendo a “soluzioni estreme” come “fare di più di qualcosa”, (ad esempio se un fidanzamento non và spesso si pensa che sposandosi le cose miglioreranno J), oppure ci viene l’idea di tornare ad una condizione precedente, perché almeno la conosciamo (magari proviamo un nuovo lavoro, non funziona, allora torniamo a fare un lavoro che non amiamo ma che ci da sicurezza, piuttosto che provare a metterci in gioco con una attività ancora diversa).

Leggendo “La donna scheletro”,  il concetto della morte, della ciclicità della vita, del cambiamento sono emersi davvero in maniera forte..

La Estés scrive che “Ci hanno insegnato che la morte è sempre seguita ancora dalla morte. Non è così: la morte tiene sempre in incubazione una nuova vita, anche quando la propria esistenza è arrivata all’osso.”

Ecco allora che mi permetto di prelevare, in qualche caso lievemente modificate, alcune domande presenti nel commento alla storia, e ti suggerisco di portele, quando sei in una fase in cui desideri fortemente un cambiamento, ma il cambiamento tarda ad arrivare…utilizzando SET come supporto.

Prendi carta e penna per appuntare tutto quello che emergerà.
Cerca un luogo in cui puoi stare tranquillo e ritagliati almeno un’ora di tempo…
Inizia a picchiettare e chiediti:

A CHE COSA DEVO DARE PIU’ MORTE OGGI, PER GENERARE PIU’ VITA?
CHE COSA SO CHE DOVREBBE MORIRE MA ESITO A PERMETTERLO?
CHE COSA DEVE MORIRE IN ME PERCHE’ POSSA CAMBIARE (questa situazione – circostanza – dinamica possa cambiare)?
CHE COSA DOVREBBE MORIRE OGGI?
CHE COSA DOVREBBE VIVERE?
A QUALE VITA TEMO DI DARE LA NASCITA?
E SE NON ORA, QUANDO??

Ovviamente poi puoi (e io lo consiglio vivamente) fare EFT su ogni cosa che è emersa, partendo da quella che per te sembra più importante, o che ha comunque più carica in una scala di valutazione da 0 a 10.

Buona consapevolezza, buona picchettamento, e buon cambiamento a tutti.




domenica 4 marzo 2018

LASCIARE ANDARE... per manifestare il meglio per te

C’è una legge fondamentale nell’Universo, che noi, spesso, ci ostiniamo a ignorare: niente può entrare in uno spazio già ricolmo.
Questa legge ha a che vedere con il tanto declamato LASCIARE ANDARE.


Tu pensi di volere una relazione soddisfacente, ma non hai mai lasciato andare veramente una o più relazioni precedenti.
Tu pensi di volere più abbondanza nella tua vita, ma non hai mai lasciato andare uno o più schemi e convinzioni limitanti su te stesso, sull’abbondanza e sul denaro.
Tu pensi di volerti realizzare nel lavoro, con una professione straordinariamente nutriente, bella, e che ti dia soddisfazioni, ma hai la mente zeppa di concetti che ti limitano e resti nel lavoro vecchio per la paura di rischiare.
Tu pensi di volere cambiare ma poi ti aggrappi con tutte le tue forze e con i denti e con le unghie a ciò che eri prima, e se la tua anima ti spinge a cambiare in maniera più forte “ti causi anche un sacco di sofferenza”, perché cerchi di impedire un processo inevitabile e in armonia con altre leggi dell’universo: LA VITA E’ CAMBIAMENTO.


Tu, insomma, dici che il passato non esiste e che vuoi il futuro che meriti, ma in realtà è il presente che non esiste nella tua vita, perché stai ancora vivendo il passato, che replichi ancora e ancora, implacabilmente.
Pensi di essere libero di scegliere, ma non è così. Finché non hai “energeticamente” ripulito il campo, cioè il tuo spazio personale, da tutto ciò che appartiene al passato tu continui a ricreare instancabilmente il passato, anche se gli attori che lo recitano insieme a te cambiano ogni volta.
LASCIARE ANDARE è in sostanza fondamentale per ottenere IL MEGLIO PER TE.
Ma lasciare andare non significa che adesso devi lasciare tua moglie, licenziarti dal lavoro, vendere casa, prelevare tutti i tuoi soldi e partire per uno stato estero lontanissimo.
LASCIARE ANDARE significa avere il coraggio di entrare in connessione con te stesso e esplorare ciò che ti fa bene e ti piace, ti nutre e ti rende felice; e portare alla consapevolezza che cosa trattieni per paura… di perdere, della solitudine, di “ma come farò dopo”, di riuscire, di realizzare davvero ciò che sogni, di essere felice, di vivere… ecc. ecc.   
La differenza fondamentale nella vita, e in ogni scelta, è infatti basata sul fatto che se non scegli qualcosa per AMORE, lo stai scegliendo per PAURA.
E siccome, come dicono gli sciamani, L’ENERGIA VA DOVE VA L’ATTENZIONE, se le tue scelte sono basate su automatismi, ricordi che ancora ti condizionano, schemi limitanti, convinzioni che ti impediscono di far emergere il tuo vero potenziale e fantasie allora la manifestazione che realizzi non potrà che essere molto al di sotto di ciò che lo Spirito vorrebbe per te.
In poche parole serve che tu abbia il coraggio di farti qualche domanda:
Come mi sento?
Sono felice?
Mi piace questa cosa che sto vivendo?
Mi da soddisfazione questo lavoro?
Sono contento delle esperienze che vivo?
Questa relazione è una relazione nella quale ho la possibilità di crescere, espandermi, e evolvere?
E’ una relazione vitale? Cosa posso fare per renderla tale? Posso metterci più energia, più condivisione, più intimità, più amore?
E così via.
Ma soprattutto serve che tu porti alla consapevolezza ciò che è vitale nella tua esistenza, proprio ora, proprio qui, e ciò che non lo è e serve che tu apra la mano, rispetto ciò che non è più vitale e LASCI ANDARE, con rispetto, amore e gratitudine. Onorando ciò che ha significato nella tua Vita, ma separandotene, se non è più allineato con la più alta manifestazione di te.
Non c’è un paracadute, non c’è una assicurazione disponibile, per garantirti nel momento in cui stai lasciando andare ciò che non è più funzionale al tuo sviluppo e alla tua crescita.
Ma io ti assicuro che se trattieni ciò che non è più vitale per paura ciò che otterrai sarà molta frustrazione, molto rancore, e probabilmente molto dolore.




Ma perché tratteniamo, più o meno tutti, cose, situazioni, relazioni, idee, ricordi, esperienze che non sono più funzionali alla nostra crescita?
Per due ragioni fondamentali.
La prima è che abbiamo ancora qualcosa da imparare da quella cosa, situazione, relazione, idea, ricordo, esperienza.
La seconda è perché quella cosa, situazione, relazione, idea, ricordo, esperienza è piena di “emozione” e il nostro corpo emozionale ci è attaccato.
Non sono mai gli eventi a condizionarci, bensì i nostri attaccamenti emotivi.
Un evento vissuto nello stesso momento da due persone può infatti essere neutro per una delle due e colmo di riflessi emotivi per l’altra.
Questo dipende moltissimo da ciò che già è emotivamente carico per noi, al nostro interno, dalle ferite ancora irrisolte, dagli schemi preferenziali di reazione messi insieme negli anni dell’imprinting, nella fase delle matrici perinatali, o ereditati dall’albero, e si collega alla nostra memoria emotiva primaria.
Ma la buona notizia è che IL MOMENTO PRESENTE E’ IL MOMENTO DI POTERE, quello dal quale è possibile apportare un cambiamento.
Perciò, se senti che sei attaccato a qualcosa che vorresti lasciare andare, ma non sai come fare; se ritieni di avere convinzioni limitanti che non sai come lasciare andare; se c’è un ricordo che ti tormenta e non sai come lasciare andare; se vuoi comunque fare un lavoro su di te rispetto al lasciare andare esegui questo semplice esercizio:

SCEGLI UN TEMA
(Ad esempio l’abbondanza e per completezza, sul suo opposto, cioè la scarsità.)
PRENDI APPUNTI SU TUTTO CIO’ CHE QUESTO TEMA EVOCA IN TE  
(Ad esempio: l’abbondanza nella mia vita non so nemmeno cosa sia; ho sempre dovuto lottare per i soldi; guadagno così poco che fatico ad arrivare a fine mese; la ricchezza sembra non essere per me; le persone ricche sono tutte disoneste… ecc. ecc.)
METTI LA MANO SINISTRA SUL TUO CUORE E LA DESTRA SOPRA LA SINISTRA E RIPETI QUESTA FRASE PER OGNUNA DELLE COSE CHE HAI SCRITTO E PER OGNI COSA CHE DOVESSE EMERGERE SVOLGENDO L’ESERCIZIO (mentre lo fai, prendi dei respiri profondi e fra una frase e l’altra fai ancora 3 o 4 respiri profondi portando attenzione a cosa accade in te.)
RILASCIO OGNI ATTACCAMENTO EMOTIVO LEGATO A…
(Ad esempio: Rilascio ogni attaccamento emotivo legato all’idea che l’abbondanza nella mia vita non so nemmeno cosa sia; Rilascio ogni attaccamento emotivo legato all’idea che ho sempre dovuto lottare per i soldi; Rilascio ogni attaccamento emotivo legato al fatto che guadagno così poco che fatico ad arrivare a fine mese; Rilascio ogni attaccamento emotivo legato all’idea che la ricchezza sembra non essere per me; Rilascio ogni attaccamento emotivo legato all’idea che le persone ricche sono tutte disoneste… ecc. ecc.)
La frase può essere utilizzata su ogni cosa; ricordi, convinzioni, idee, fantasie, ecc. ecc.

Buona sperimentazione e ricorda: per lasciare che la vita ti porti ciò che è meglio per te serve che accetti di lasciare andare ciò che non è per te.

domenica 10 dicembre 2017

ALOHA – AMARE E' ESSERE FELICI CON…


Il significato letterale della parola Aloha non e' "Ciao", come molti sono stati portati a credere dalla tv, bensì : Amare e' essere felici con... o meglio "condividere con gioia la propria energia vitale nel presente". A proposito dell'amore si scrive, si canta, si parla continuamente... Ma spesso, quando usiamo questo termine, finiamo per usarlo a sproposito. 
Ti amo finisce per intendere: ti voglio, ho desiderio sessuale di te, ho bisogno che tu stia qui, ho una dipendenza da te. Invece il vero amore non ha nulla a che vedere con le dipendenze, la manipolazione, il desiderio di possesso. Il vero amore e' incondizionato, e' gioiosa condivisione con gli altri, non conosce limiti e spinge chi lo prova ad evolversi. 
La verità e' che il quinto principio dello sciamanesimo hawaiano mi fa venire in mente il più importante dei comandamenti: Ama il prossimo tuo COME TE STESSO. 
Amare se stessi e' il primo passo, per potere essere felici con qualcuno, in qualche luogo. Amare se stessi e' un presupposto fondamentale per riuscire ad eliminare della propria vita rabbia, paura, dubbio. E come si fa ad amare se stessi? Si può fare imparando a dar retta alla nostra Essenza, al nostro cuore, a quella parte di noi che sempre sa riconoscere se stiamo vivendo con amore o se invece stiamo agendo spinti dai timori, dai condizionamenti, dai desideri altrui. 
 
 
Quando c'è amore la paura non c'è.
E viceversa, quando ci sono la paura e le critiche l'amore non riesce a prevalere. 
L'amore e' un vero e proprio potere sciamanico. Amare ci da energia, fare ciò che più amiamo ci da energia, focalizzarci sul buono e sul bello di ogni persona e di ogni situazione ci da energia e tende a fare aumentare quel buono e quel bello ancora di più. L'amore puo' essere impiegato come uno strumento di guarigione verso se stessi e sugli altri. Imparare a inviare energia d'amore ad una persona malata, a qualcuno in crisi, ad una situazione che non si sblocca o che sembra negativa, produce effetti positivi. La cosa più importante, ogni giorno della nostra vita, e' amare, lodare, benedire, augurare il meglio con sincerità e convinzione. Evitate di vedere le cose solo al negativo. Focalizzatevi sugli aspetti positivi di ogni evento, di ogni incontro, di ogni persona. Lodate tutte le cose che amate. Ascoltate la vostra voce interiore e fate ciò che davvero vi da gioia, ciò che vi rende felici, ciò che vi fa sentire amore. Imparate a lodare voi stessi, a vedere le parti più preziose di voi, a riconoscere il vostro valore. Amate voi stessi per poter spargere amore nel mondo!