Visualizzazione post con etichetta tecniche di liberazione emozionale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tecniche di liberazione emozionale. Mostra tutti i post

domenica 25 aprile 2021

EFT E LA FRETTA DEL LAVORO SU DI SE'

 EFT e la fretta del lavoro su di sé è un titolo accattivante da sviluppare, per chi, come me, ha vissuto una vita di fretta, convinta che perdere tempo fosse peggio che perdere un organo.


Ma una delle più grandi sfide, quando si tratta di Eft e lavoro su di sé, è proprio la fretta.
Spesso le persone arrivano alle tecniche energetiche come se fossero il primo porto sicuro dopo un viaggio periglioso, sofferto, e per molti dolorosissimo.
Il primo impatto è quasi per tutti positivo, sorprendente: stimolando il proprio sistema energetico si avvertono cambiamenti immediati.
E lì comincia il problema: molti si lasciano affascinare dall’idea che si possa avere tutto e subito, a volte accompagnata dalla fantasia che per fare il lavoro su di sé non serva scavare nel passato o portare a galla ricordi e vissuti dolorosi.




Certo EFT è un’arte, non smetterò mai di ripeterlo, e ognuno può interpretarla a modo suo, ovviamente.
Inoltre EFT è un insieme di tecniche energetiche, quindi non ha assolutamente la pretesa di sostituirsi alla medicina ufficiale, e in caso di patologie non può in alcun modo essere intesa in alternativa al parere del medico curante, dello psicoterapeuta o dello specialista.
Tuttavia, quando parliamo di EFT e delle tecniche sorelle da essa derivate parliamo di emozioni, di energia, di blocchi energetici dovuti ad eventi non elaborati e se è vero che ognuno ha il suo percorso e un diverso viaggio da fare, anche quando si parla di lavoro su di sé, è altrettanto vero che non rende assolutamente onore a EFT nella sua moderna accezione pensare che sia una bacchetta magica che può far sparire le nostri emozioni dolorose in un battibaleno e senza alcuna fatica da parte nostra.

Prendere per buona questa idea ci mette in un campo di aspettative irrealistiche che nella maggior parte dei casi finisce per farci abbandonare l’uso delle tecniche energetiche e di eft in particolare dicendo “tanto con me non funziona”.
La verità comunque è che per fare del vero e serio lavoro su di sé sono richiesti la disponibilità a crescere in autoconsapevolezza e responsabilità, la costanza di praticare la tecnica o il sistema che abbiamo scelto per un congruo periodo di tempo e l’umiltà di chiedere aiuto quando e se dovesse servire.
Anche quando stiamo già facendo un percorso di crescita personale, poi, può capitare il caso che ci troviamo per le mani una problematica e desideriamo ottenere “subito” dei miglioramenti, così, se questo non capita, possiamo ritrovarci in uno stato di delusione, rabbia e disperazione che rischiano di portarci fuori strada anziché agevolare una soluzione.

Perciò, prima di iniziare un lavoro con le tecniche energetiche o con eft, o se ti senti in stallo con il tuo lavoro su di te, o se hai la netta impressione che non otterrai mai dei risultati la prima cosa che ti consiglio di fare è un giro di eft proprio su come ti senti, sulle tue aspettative sui risultati e sulle tue convinzioni su ciò che il lavoro su di te di dovrebbe portare, come e in quanto tempo.

Questo libera il campo per nuovi sviluppi, anche alcuni che non ti aspetteresti mai...



Se hai dubbi, domande o perplessità non esitare a scrivermi.


Virna e

domenica 4 aprile 2021

EFT E AUTOSTIMA

 








I fattori che hanno contribuito alla formazione della nostra autostima datano spesso molto indietro nel tempo, ai nostri primi tentativi di affrontare il mondo, da bambini e sono quasi sempre collegati con l’atteggiamento delle figure adulte di riferimento nei nostri confronti.
Avere vicino persone troppo insicure, troppo apprensive, che magari temevano che ci potessimo far male, o causare problemi e non facevano altro che ricordarcelo ad ogni passo, nella maggior parte dei casi non ha certo contribuito a migliorare la nostra opinione di noi stessi o sul mondo….
Frenarci per “il nostro bene” con frasi tipo:
“attento che ti fai male”;
“non fare così che è pericoloso”;
“non giocare con quei bambini, non puoi farti che del male insieme a loro, sono troppo grandi”;
“io so cosa va bene per te, tu no”;
“non sei in grado di decidere da solo”;
“ti ricordi quella volta che hai voluto fare di testa tua e come è finita, lascia fare a chi ne capisce del tuo bene”…..
e via così, pur non essendo fatto a fin di male a volte ha contribuito nel farci accumulare tutta una serie di convinzioni limitanti, paure, insicurezze e ricordi “congelati” che anche molto tempo dopo rischiano di non farci vivere liberamente e secondo i nostri desideri.

Quando A.G. si rivolge a me mi racconta che il suo problema ha a che vedere con l’autostima e con la necessità di avere continue conferme sul proprio operato, anche nel lavoro, pena non reputarsi brava abbastanza e attivare la tendenza a rinunciare e vedere tutto in maniera negativa.
Inoltre ha delle grandi difficoltà a farsi pagare per il lavoro. Si occupa di trattamenti olistici ed è anche brava, ma si è sempre fatta pagare poco. Con grande “fatica” è riuscita a convincersi ad aumentare la tariffa dei suoi trattamenti da 25 a 30 euro l’ora.

Mentre parla facendo SET, riaffiora spontaneamente il ricordo di quando, da bimba piccolissima, aveva imparato a camminare molto presto, e pur rendendosi conto di essere capace non si lasciava mai andare se non c’era qualcuno a sostenerla.
Non le serviva però che le dessero la mano, le bastava sentire anche solo la punta del dito di un adulto sulla spalla e si metteva a camminare, diversamente si rifiutava di farlo.
Il dito di un adulto funzionava da “coperta di Linus”.
A.G. è andata avanti così fino a 17 mesi, quando finalmente ha iniziato a camminare anche senza che qualcuno la toccasse.

Questo ricordo entra di diritto nel giro di EFT

Punto karate: Anche se la mia autostima è così bassa, ma così bassa, che mi servono continue rassicurazioni, altrimenti non mi reputo in grado di far nulla…. Mi amo e mi accetto comunque e mi apro alla possibilità di trovare in me stessa le rassicurazioni che mi servono….
Sopra la testa: Oppure no, come quando avevo imparato a camminare, ma non lo facevo se non c’era qualcuno a sostenermi…
Adesso non posso chiedere a qualcuno di appoggiarmi un dito sulla spalla.
Sopracciglio: Ma posso comprarmi uno di quegli strumenti che usano i poliziotti infiltrati, da mettere nell’orecchio, per farsi suggerire le cose da dire…
E pagare qualcuno perché mi rassicuri…
Lato dell’occhio: Ho perfino aumentato la mia tariffa oraria, da 25 a 30 euro, 5 euro l’ora li posso dare a qualcuno perché mi rassicuri_
(a questo punto A.G. picchietta ridendo)
Sotto l’occhio: Questa idea non mi sembra buonissima…. Cosa faccio se mi sveglio in piena notte e sento la necessità di essere rassicurata?
Sotto il naso: Posso sempre avviare un proficuo scambio con qualcuno che abita in Australia.
Sotto il labbro: quando qui è notte e lì è giorno chiamo lì…

Clavicole: e mi faccio rassicurare
Sotto ascella: ho sempre bisogno di essere rassicurata
Sotto seno: altrimenti non valgo proprio nulla

Picchiettando i punti delle dita chiedo ad A. G. se per caso c’è qualcuno nella sua vita presente o passata che sia così insicuro.
Mi risponde che il padre era insicuro allo stesso modo.

Facciamo un secondo giro sull’essersi fatta carico delle insicurezze paterne.


Punto karate: Anche se voglio così bene a mio papà che ho deciso di essere insicura come lui…. Mi amo e mi accetto comunque e mi apro alla possibilità di fare ciò che è meglio per me.
Sopra la testa: Sono fedele alla famiglia
Sopracciglio: Voglio essere come papà.
A.G. mi dice che il padre è morto da molti anni.
Lato dell’occhio: Ho necessità di essere insicura come papà, perché gli volevo tanto bene.
Sotto l’occhio: Gli voglio tanto bene
Sotto il naso: Posso concedermi di essere più sicura, di sentirmi più sicura.
Sotto il labbro: voglio essere me stessa.

A.G. mi dice che durante il giro è comparsa una sensazione sgradevole, si sente una grande pesantezza, come una cappa opprimente intorno alla testa.
Continuiamo a picchiettare e A. G. afferma che l’insicurezza la fa da padrona in famiglia, anzi, in entrambi i lati della famiglia.

La nonna materna, una volta rimasta vedova, senza l’appoggio del marito, ha deciso di suicidarsi.
La madre, rimasta prematuramente vedova a sua volta, ha deciso di chiudere con molte attività e cose che faceva insieme al marito. Ha “ucciso” una parte di sé.


Facciamo un terzo giro in cui mettiamo tutte affermazioni adatte a lasciare andare i “pesi” famigliari, a staccarsi dalla “modalità” dominante in famiglia e a accettare gli eventi accaduti.
A.G. ha finalmente l’occasione di riappacificarsi con alcuni episodi che coinvolgono le figure di riferimento più importanti, si apre alla possibilità di lasciare andare questa grande e profonda insicurezza che prova e perdona se stessa per essersene fatta carico, concedendosi all’idea di poter  agire, nella propria vita. indipendentemente dalle scelte della nonna o della madre.

Alla fine A.G. si sente molto sollevata, il peso che sentiva sulla testa è scomparso, anche se le è rimasto un lieve senso di vertigine.
La sessione è finita ma si ripromette di tornare a lavorare con EFT su tutti gli episodi passati che influenzano ancora la sua vita odierna.

EFT le ha dato l’occasione di entrare in profondità dentro di sé e comprendere le origini di un disagio che non le consentiva di esprimere tutte le sue potenzialità.



domenica 7 marzo 2021

SET - presentazione e ripasso

 

Anche di S.E.T. (Simple Energy Techniques) o tecnica energetica semplice voglio offrirti oggi la presentazione e il ripasso, come per EFT la settimana scorsa, se la conosci già può essere un buon momento per decidere di integrarla definitivamente nella tua vita, altrimenti, se non la conosci ancora, forse è arrivato per te il momento di scoprire cosa è e come si pratica.


SET è la sigla di “tecniche energetiche semplici” e rappresenta un’evoluzione molto particolare di EFT ideata dal Dottor David Lake e dallo psicologo Steve Wells, due indiscussi esperti di psicologia energetica di origine australiana.

Si potrebbe dire che SET è la più semplice delle tecniche energetiche, perché utilizza la stimolazione dei punti energetici sui meridiani tramite il picchiettamento, il massaggio o la semplice tenuta, proprio come EFT o TFT, ma senza preparazione o promemoria.
Questo avviene perché Set si basa sull’idea che la stimolazione dei punti dei meridiani energetici genera sollievo fisico ed emozionale rispetto ai disagi o alle tensioni provati anche senza bisogno di verbalizzare alcunché.
La sua nascita è dovuta all’esperienza che entrambi questi grandi esperti hanno potuto fare con i clienti durante sessioni o workshop.
La sperimentazione diretta li ha portati a concludere che anche senza focalizzarsi su un particolare problema, la stimolazione continua del sistema energetico ha un effetto tonificante e rilassante sulla persona che la pratica.
Ma come si fa SET?
SET si può applicare in maniera diretta, o perfino in versione indiretta.


SET DIRETTA

Il primo metodo consiste nel focalizzare un disagio fisico o emozionale e picchiettare semplicemente su ogni punto, anche in ordine sparso, includendone almeno tre o quattro, continuando a seguire tutto ciò che emerge liberamente in noi a livello di pensiero, sensazioni fisiche, emozioni, finché non si sente sollievo.

SET INDIRETTA

Il secondo metodo prevede la stimolazione dei punti senza focalizzare l’attenzione su nulla.
Set può essere ripetuto quotidianamente, in diversi momenti della giornata, per diverso tempo.
Sembra assodato da chi lo ha provato che ne derivi un effetto benefico sia a livello di tensioni che di umore in generale. E’ possibile praticare set anche facendo altre cose, come passeggiare, guardare la tv, stare al cinema, parlare al cellulare.
Il Dottor Lake e Steve Wells consigliano caldamente di picchiettare per almeno un’ora al giorno.
A volte può essere necessario ricorrere ad EFT o comunque concentrarsi su elementi specifici mentre si fa SET e se emergono pensieri o emozioni è bene lasciarli essere e accoglierli picchiettando proprio su ciò che emerge.
Anche se questa tecnica può apparire molto semplice da luogo a grandissime trasformazioni e miglioramenti profondi.
Per cominciare:
Focalizzati su una questione che ti crea disagio (fisico-emotivo-a livello di pensiero).
Oppure rilassati semplicemente. Con SET si può lavorare sui problemi senza alcun bisogno di essere specifici.
Inizia la stimolazione dei punti sui meridiani secondo il seguente ordine, riassunto nella immagine, trattandoli con un leggero massaggio, la tenuta o il picchiettamento.
Generalmente soprattutto le prime volte, si parte dal punto Karate, indicato nella figura allegata (che altro non è se non il punto con cui sferrano il colpo coloro che praticano Karate) e si prosegue andando dall’alto verso il basso nella seguente successione:
Sopra la testa – partendo dalla sommità delle orecchie è il punto più in alto, accanto alla “fontanella” dei neonati
Sopracciglio – il punto alla fine del sopracciglio sopra il naso
Lato dell’occhio – sull’osso nell’angolo esterno dell’occhio.
Sotto l’occhio – sull’osso proprio sotto l’occhio.
Sotto il naso – fra il naso e il labbro superiore.
Mento – sotto il labbro inferiore, nell’incavo fra labbro e mento.
Clavicola – circa un pollice in basso e di lato rispetto all’angolo formato dalla clavicola e dallo sterno.
Sotto il braccio – in linea con il capezzolo maschile sul lato del corpo.
Sotto il seno – in linea con il capezzolo.
Pollice – all’attaccatura dell’unghia verso l’esterno
Indice – all’attaccatura dell’unghia verso l’esterno
Medio – all’attaccatura dell’unghia verso l’esterno
Anulare – all’attaccatura dell’unghia verso il mignolo
Mignolo – all’attaccatura dell’unghia, da entrambi i lati
Lascia che emergano spontaneamente pensieri ed emozioni mentre stimoli i punti e osserva come variano.

Dopo aver concluso un giro nota cosa è cambiato e fai dei bei respiri profondi.

Se sono emerse cose che ti disturbano continua a stimolare i punti finché non provi sollievo.

Lascia che il picchiettamento diventi un’abitudine quotidiana nella tua vita, senza attendere che si presentino i problemi.
Se le questioni che devi affrontare sono particolarmente intense a livello emozionale ricordati che puoi scrivermi per farti guidare nel tuo viaggio.

V. .

domenica 28 febbraio 2021

E.F.T. - presentazione e ripasso

 



Oggi voglio riparlare di una delle tecniche che utilizzo nei miei lavori e nei corsi e percorsi che presento e che sarà suggerita sia negli articoli che nei video che preparerò per te: EFT
Se non la conosci forse questo è il momento di scoprirla, mentre se la conosci già può essere un buon momento per ripassarla o per metterla definitivamente al tuo servizio per il tuo benessere personale.

E.F.T. è una sigla. 

Il nome esteso è Emotional Freedom Techniques ovvero, tradotto in italiano, Tecniche di liberazione emozionale e consiste in un insieme di tecniche di auto aiuto ideate dall’ingegnere statunitense Gary Craig, nel 1995, a partire dalla Terapia dei Campi Pensiero dello psichiatra Roger Callahan.
Il metodo si basa sulla stimolazione di una serie di punti del corpo connessi con la rete dei Meridiani (Medicina Tradizionale Cinese) mentre si ripetono frasi utili a tenere la mente focalizzata sulla tematica da trattare. Quindi, per spiegarsi meglio, nello stesso momento si attivano i punti con un leggero picchiettamento, un massaggio o semplicemente tenendoli premuti con un dito e contemporaneamente si lasciano fluire i pensieri (e le sensazioni), descrivendoli opportunamente con parole o frasi (la cosiddetta preparazione e i promemoria).


QUI DI SEGUITO LA PIANTINA DEI PUNTI DA STIMOLARE:







Perchè EFT funzioni non serve conoscere approfonditamente i meridiani energetici, però è interessante sapere che i meridiani principali sono 14. Esistono dei collegamenti tra i meridiani e l’epidermide, chiamati agopunti, che sono poi i punti comunemente utilizzati nella pratica dell’agopuntura. 

EFT, infatti, è anche detta ”agopuntura senza aghi”. I punti scelti per essere attivati attraverso EFT sono 14, uno per ogni meridiano principale, facilmente raggiungibili e stimolabili utilizzando le dita.
Generalmente soprattutto le prime volte, si parte con la preparazione sul punto Karate, indicato nella figura allegata (che altro non è se non il punto con cui sferrano il colpo coloro che praticano Karate) e si prosegue andando dall’alto verso il basso nella seguente successione:


sopra la testa – partendo dalla sommità delle orecchie è il punto più in alto, accanto alla “fontanella” dei neonati
sopracciglio – il punto alla fine del sopracciglio sopra il naso
lato dell’occhio – sull’osso nell’angolo esterno dell’occhio
sotto l’occhio – sull’osso proprio sotto l’occhio
sotto il naso – fra il naso e il labbro superiore
mento – sotto il labbro inferiore, nell’incavo fra labbro e mento
clavicola – circa un pollice in basso e di lato rispetto all’angolo formato dalla clavicola e dallo sterno
sotto il braccio – in linea con il capezzolo maschile sul lato del corpo
sotto il seno – in linea con il capezzolo
pollice
indice
medio
anulare
mignolo




Seguire l’ordine esatto è molto utile all’inizio, quando non si conoscono bene i punti e si deve imparare. Più si diventa pratici più sarà possibile eseguire la sequenza in modo libero oppure stimolare solo alcuni o appena un punto per ottenere la stessa efficacia. Abbondare nel picchettamento è comunque sempre utile e questo perché più si stimola il sistema energetico maggiori sono i benefici che è possibile avere.
Non è importante il tempo, ognuno ha una sensibilità propria, può essere che su un punto ci venga voglia di soffermarci più a lungo e sarà comunque efficace. Inoltre molti punti, dal sopracciglio a quelli sulle dita sono su entrambi i lati del corpo. Si può tranquillamente scegliere se picchiettare un lato, entrambi o alternarli. 

Se stimolare un punto crea disagio è meglio saltarlo. Se però il disagio è lieve può essere interessante provare comunque la stimolazione e stare ad ascoltare le proprie reazioni, senza giudicarle.
Alla stimolazione dei punti si accompagna la ripetizione di alcune semplici frasi per consentirci di restare focalizzati a livello mentale sul disagio che stiamo provando.
Per scegliere la preparazione adatta al momento basta che ti focalizzi sul disagio che vuoi trattare e prepari un’affermazione di partenza (preparazione, appunto) personalizzandola a seconda del problema in questione.
La frase scelta deve dar voce a ciò che davvero pensi/provi rispetto al problema.
Nella sua forma base la frase di preparazione si formula così
anche se ho………..(problema x), mi amo e mi accetto completamente e profondamente
ad esempio, 
anche se ho questo brutto mal di testa sopra la tempia sinistra, mi amo e mi accetto completamente e profondamente
oppure
anche se ho………(problema x), mi apro alla possibilità di amarmi ed accettarmi completamente e profondamente
o, infine
anche se ho ………(problema x), non mi va bene per niente e anzi mi fa schifo avere questo problema…
Se quando ripeti “mi amo e mi accetto completamente e profondamente” senti che non ci credi, è un ottimo segnale. Qualcosa dentro di te sta reagendo e ti mostra che probabilmente devi cominciare il tuo “lavoro” proprio da ciò che ti impedisce di amarti. Puoi comunque riformulare la frase terminandola, come indicato sopra con:
“mi apro alla possibilità di amarmi ed accettarmi…”
oppure
“mi concedo di pensare che magari un giorno potrei amarmi ed accettarmi…”
o qualunque altra formula ti faccia sentire più a tuo agio.
È molto probabile che dopo un po’ di pratica ti accorgerai che il paletto di demarcazione fra l’accettarsi e non accettarsi si sposterà autonomamente sempre più a favore della prima ipotesi.
Durante la sequenza è importante seguire ciò che emerge e continuare a picchiettare su quello restando sintonizzato…cioè ripetendo a voce alta o a mente i pensieri che sorgono spontanei. Se non sai ancora bene come fare, non preoccuparti. È solo questione di allenamento. Forse non hai mai imparato ad ascoltarti, ma ora puoi cominciare a farlo e finirai per accorgerti che è molto utile. Se non senti nulla va bene comunque, basta continuare a mantenere l’intenzione di osservare e prima o poi qualcosa emergerà.







EFT ti permette di sciogliere tutte le cariche emotive eccessive che ora sono diventate limitanti per la tua vita, scongelando la tua energia rimasta intrappolata in esperienze dolorose già vissute ma non elaborate, e ancora attivamente presenti sotto forma di ricordi, convinzioni e  fantasie.
EFT è prima di tutto utilissima nella gestione dello STRESS, nel trattare STATI EMOTIVI DIFFICILI (paure, dipendenze, ansie, blocchi, ricordi traumatici), nell’individuare e sciogliere conflitti causa di sintomi fisici (tensioni fisiche dovute allo stress) e nell’abbandonare comportamenti indesiderati. EFT è utile anche per migliorare la propria AUTOSTIMA, scoprire i propri TALENTI, migliorare le proprie RELAZIONI, lasciar andare le ferite del passato, focalizzare meglio gli OBIETTIVI per il proprio futuro, e per tante altre tematiche. 




Oltre la forma classica di EFT molti operatori, fra i quali, in Italia Andrea Fredi in particolare, hanno sviluppato negli anni un sacco di strategie differenti, che combinano la tecnica originale a diverse altre contribuendo a rendere sia l'auto trattamento, che il percorso con un operatore, sempre più profondi ed efficaci; oltre che offrire una risposta nei momenti di crisi, EFT è diventato così un vero è proprio strumento di crescita spirituale dell'individuo.
Di tutte queste evoluzioni ti parlerò strada facendo o attraverso dei suggerimenti pratici negli articoli che trattano di tematiche specifiche...

SPERIMENTA PURE TUTTO QUELLO CHE SENTI RISUONARE CON TE! 



Buon approfondimento di EFT e buona sperimentazione.

V.

domenica 14 febbraio 2021

L’EMOZIONE NON HA VOCE

 






“L’emozione non ha voce”, cantava qualcuno, ma forse dovrebbe invece averne.

La verità è che molti di noi sono stati cresciuti come una sorta di “ignoranti emozionali”, costretti a reprimere i loro sentimenti per non apparire ridicoli, perchè in casa non si sapeva come dare valore alle emozioni , perchè chi ci doveva educare non aveva imparato a sua volta o magari perfino perchè chi era intorno a noi non sapeva affrontare le nostre emozioni di bambini, considerate disturbanti per i più svariati motivi.

Spesso siamo passati per l’essere considerati fuori tempo, fuori luogo e fuori spazio se ci permettevamo di sentire, percepire e dare ascolto alle nostre emozioni.

Percepire delle emozioni era magari “scontato” in parte alle femmine, esseri emozionali per natura, ma le troppe emozioni venivano comunque associate a mancanza di controllo, un comportamento assurdo, o ancora peggio prese a sinonimo di “isteria”. Per i maschi invece nulla di peggio che essere in contatto con le emozioni, perchè questo avrebbe inficiato il loro essere forti, anzi, il senso stesso del loro essere uomini.

E così ci è stato insegnato o abbiamo imparato l’arte del reprimere.

 

L’EMOZIONE NON HA VOCE, MEGLIO COSI’ ALTRIMENTI....

Ti chiedo si restare in ascolto del tuo corpo, delle tue reazioni e leggere queste frasi... sia che tu sia un maschio che una femmina, e sentire cosa suscitano in te:

Stai sempre a piangere, sei ridicola.

Non vorrai piangere come una femminuccia?

Ti fai guidare troppo dalle emozioni.

Non si soffre per la morte di un animale.

Dai, dai, anche se hai perso quella cosa non farne un dramma.

Ma si, ti ha lasciato, ne troverai un altro.

Quando fai cosi ti strozzerei.

Devi essere forte.

Un uomo non reagisce così.

Vuoi essere considerato una mammoletta?

Ti devi prendere cura degli altri, non star qui a lagnarti.

Non ha alcun senso che continui a soffrire.

 

Adesso prendi un bel respiro. Certo lo so, alcune frasi sono generiche, il più generiche possibili, ma volevo rappresentare un campionario di affermazioni tipiche che qualche adulto o qualche persona vicina puo averti rivolto in un momento in cui eri particolarmente carico emotivamente e forse avevi solo bisogno di sentirti compreso in ciò che provavi e che ti venisse insegnato a fare spazio all’emozione...

 


L’EMOZIONE NON HA VOCE, MA OGNI EMOZIONE  COMUNICA QUALCOSA

La verità è che spesso ci è stato insegnato a trattare le emozioni come se fossero “il male”, scollegandoci così da una importante fonte di informazioni ed evoluzione.

Ma come ho già scritto altrove e ribadito tante volte:

NON ESISTONO EMOZIONI GIUSTE ED EMOZIONI SBAGLIATE.

NON ESISTONO EMOZIONI BUONE ED EMOZIONI CATTIVE.

ESISTONO PERÒ EMOZIONI ADEGUATE ED EMOZIONI INADEGUATE ALLO STIMOLO RICEVUTO.

(sia le Iper (eccessive) che le Ipo (quasi inesistenti) reazioni sono inadeguate).

 

L’emozione traduce SEMPRE, in un modo che noi possiamo percepire, quello che c’è dentro di noi….e ci serve per orientarci.

Ricordati che ogni volta che nella tua vita accade un evento

L’EVENTO GENERA DEI PENSIERI

I PENSIERI GENERANO EMOZIONI

LE EMOZIONI GENERANO LE AZIONI

LE AZIONI DETERMINANO I RISULTATI

 

MA NON È MAI L’EMOZIONE CHE DOBBIAMO “ATTACCARE”, REPRIMERE O CERCARE DI CANCELLARE.

 

L’EMOZIONE NON HA VOCE, FINCHE’ NON LE DAI SPAZIO: A CHE COSA SERVE UN’EMOZIONE

Le nostre emozioni sono un potente mezzo di comunicazione con l’interno.

Esse ci dicono sempre qualcosa della nostra “mappa del mondo”.

Sia che viviamo un evento piacevole, sia che ne affrontiamo uno di spiacevole le emozioni ci aiuteranno ad elaborarlo.

Mentre tutte le volte che cerchiamo di reprimere o trattenere una emozione essa troverà comunque il modo di farsi “notare” anche attraverso importanti sensazioni di disagio, squilibri emozionali, sintomi fisici.

Se poi ci rendiamo conto che anche a molta distanza da un evento permangono in noi emozioni disturbanti esse vogliono probabilmente avvisarci che c’è qualcosa che è fuori posto, uno stato di disarmonia all’interno di noi.

La cosa più utile, a mio avviso, quando si prova un’emozione che “ci disturba”, è chiedersi

CHE COSA MI STA DICENDO DI ME (OGGI)?

Le emozioni adeguate sono sempre frutto del nostro essere radicati nel momento presente, del vivere esattamente nel fluire della nostra vita, cioè nel QUI ed ORA.

Invece le emozioni inadeguate sono frutto di tracce di memoria che ci sono rimaste appiccicate addosso dal passato o di proiezioni (fantasie) sul nostro futuro (quasi sempre influenzate/create sulla base di esperienze passate).

VIVERE FUORI DAL QUI ED ORA È PROPRIO UNA DELLE COSE CHE COMPROMETTE LA NOSTRA LIBERTÀ.

L’emozione è una messaggera, un ambasciatore, e sopprimere l’ambasciatore significa solo non riuscire a scoprire quale era il messaggio per noi.

Dobbiamo quindi fare una scelta differente ed intervenire sulle memorie, sulle convinzioni e sui pensieri che ci creano emozioni negative sostituendoli con altri piu’ costruttivi.

 

Ecco perché può essere utile usare EFT.

Per ri-scoprire la LIBERTÀ DI ESSERE NOI STESSI, nel PRESENTE, come sanno fare i bambini…




Eft viene in nostro aiuto e interviene sui pensieri negativi, sui ricordi dolorosi, sui blocchi, i conflitti e le disarmonie e che scatenano in noi stati emotivi inadeguati e non ci consentono di vivere liberi e goderci il presente.

Se non sai come utilizzare EFT puoi scaricare il mio e book qui

"Con eft e set nel paese della consapevolezza"