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venerdì 14 novembre 2014

Logosintesi



Logosintesi è sistema di cambiamento, ideato dallo psicologo e psicoterapeuta Willem Lammers nel 2005, utilizzando il potere delle parole.

Alla base della logosintesi ci sono 4 principi fondamentali:

1.    La nostra vera Essenza non soffre: il dolore nasce quando non si ha la consapevolezza della nostra vera essenza.

2.  La consapevolezza della nostra vera Essenza diminuisce a causa dell’introiezione e della dissociazione.

3.        Le parti dissociate e le introiezioni sono strutture energetiche solidificate nello spazio.

4.     Le parole e le frasi hanno un effetto attivo e creativo, oltre ad avere un significato semantico ed emotivo.

Ovvero?

In parole semplici noi siamo molto di più del nostro corpo e della nostra mente. Siamo anche energia vitale, Essenza, che si incarna in questa dimensione, con determinate caratteristiche, in un determinato punto nello spazio e nel tempo per vivere determinate esperienze e uno scopo da realizzare.

A volte però le condizioni della nostra nascita e quelle ambientali, sociali e familiari in cui ci troviamo ad agire, anzichè favorire il contatto con la nostra Essenza ci portano a non sentire più correttamente il legame con quella parte di noi che alcuni chiamano il nostro Sé superiore.

Spesso ci identifichiamo troppo con la nostra mente e con il nostro corpo e quando capitano degli eventi che non siamo in grado di elaborare avvengono dei processi dissociativi:

immagazziniamo un’istantanea multisensoriale dell’ambiente nel momento in cui avviene un evento che non siamo in grado di elaborare (immagini, suoni, colori, sapori, sensazioni, odori), congelandola nel nostro spazio vitale (introiezione);

dissociamo una parte di noi, della nostra energia vitale, la quale si sovrappone all’introiezione per permetterci di gestire il vissuto doloroso e questa parte dissociata immagazzina le nostre reazioni all’evento (dissociazione).

L’introiezione e la dissociazione non sono concetti astratti, bensì strutture energetiche concrete presenti nel nostro corpo o nello spazio attorno a noi.  

Dato che il nostro sistema vuole preservarci dal dolore, ogni volta che viviamo una determinata esperienza la nostra mente attinge alla sua “banca dati”, per avvisarci immediatamente in caso di supposti pericoli, e se incontriamo una qualunque cosa, persona o situazione che ci rievoca quell’evento doloroso non “digerito” vissuto in precedenza, le strutture energetiche congelate possono essere “risvegliate” da questo attivatore  e generare sofferenza.

Nel momento in cui queste strutture si riattivano utilizzare il potere delle parole consente di scioglierle e riportare la nostra energia in flusso.

Logosintesi ci consente di recuperare la nostra energia congelata nel passato, allontanare l’energia estranea dal nostro corpo e dal nostro spazio personale e sciogliere la carica legata alle nostre reazioni all’avento non elaborato, ristabilendo sempre di più il contatto con la nostra Esssenza e imparando a riconoscere il nostro scopo su questa Terra e a vivere in armonia con esso.

Per saperne di più:

Il nove novembre ho completato la formazione come operatrice in Logosintesi.



Non esitare a contattarmi in privato per prenotare una sessione individuale.
virna.trivellato@yahoo.com

sabato 21 giugno 2014

EFT e il giudice interiore...





Questa volta vi suggerisco di attivare i punti del vostro sistema energetico prima di leggere.
Mi piacerebbe che prendeste anche carta e penna, per poter fissare sulla carta degli appunti nel caso vi servisse.
Vorrei che provaste a leggere quanto segue con calma, lasciando che emergano eventuali riflessioni, spunti o emozioni....
Tutto ciò che emerge può essere picchiettato in un secondo momento...


Di recente ho riletto il libro di Don Miguel Ruiz I quattro accordi e ho pensato che si presta perfettamente a essere usato in combinazione con EFT e SET.
Secondo gli sciamani toltechi tutta la nostra vita è sogno e tutti insieme, unendo miliardi di sogni personali creiamo un sogno  collettivo chiamato sogno della società, o sogno del pianeta.

Il sogno della società definisce come viene improntato il sogno personale dei nuovi nati, cui gli adulti cercano di trasmettere delle regole per sognare insieme alla colletività in cui cresceranno.
Fra queste regole ci sono cose come la lingua del paese in cui nasciamo, come comportarci, la religione cui aderire, cosa è buono e cosa è male...

Da bambini non abbiamo avuto la possibilità di scegliere in cosa credere, ci siamo limitati ad essere d’accordo con ciò che ci mostravano gli altri, (anche quando forse non ci piaceva del tutto, o non ci risuonava del tutto naturale.)
Gli adulti hanno diretto la nostra attenzione verso le informazioni che loro ritenevano più buone per noi.
Loro.

Noi abbiamo semplicemente preso degli accordi con ciò che ci veniva insegnato  e gli accordi presi hanno guidato tutta la nostra vita

Secondo Ruiz siamo stati “addomesticati”, tutti, chi più e chi meno, da bambini, secondo ciò che andava bene alla società in cui ci siamo trovati ad interagire.

Abbiamo imparato anche che se stavamo alle regole venivamo premiati, mentre se le infrangevamo venivamo puniti (anche solo o soprattutto con il biasimo di coloro che amavamo più di tutti, i nostri genitori).

Quando siamo cresciuti un pò abbiamo imparato a dire NO. Volevamo essere liberi!

Ma molto spesso, dopo i No, abbiamo ripreso ad uniformarci alle regole del sistema, secondo quanto ci veniva suggerito, non più o non solo, da mamma, papà, insegnanti, amici, maestri di vita, bensì dal nostro GIUDICE INTERIORE, che vuole compiacere chi ci sta accanto....

Abbiamo iniziato a fingere di essere ciò che non siamo per fare contenti gli altri, per non essere rifiutati, per non deludere e abbiamo sospeso la capacità di ascoltare le nostre “vere” inclinazioni, qualità, aspirazioni, il nostro vero IO.

Il nostro giudice interiore è così esperto che se facciamo qualcosa contro le regole ci puniamo, pensiamo di essere colpevoli o per lo meno che dobbiamo vergognarci.

Se invece ci comportiamo come “bravi ragazzi” allora ci ricompensiamo.

A quel punto dentro di noi è già attiva anche un’altra parta dissociata, quella della VITTIMA, quella che si biasima, che si prende la colpa e il castigo.

Ma tutti e due i ruoli si basano su un sistema di credenze, una sorta di Libro della Legge, che abbiamo fatto nostro da bambini.

Ogni volta che facciamo o anche solo pensiamo di fare qualcosa che sfida una di queste leggi, anche se sentiamo che la legge è innaturale, proviamo paura, e ci sentiamo insicuri, ci sentiamo in colpa e sbagliati.

Ci vuole coraggio, sempre secondo Ruiz, per sfidare le nostre convinzioni e superarle.

Ma la maggior parte delle convinzioni che ci ha trasmesso la società ci fanno vivere come in un inferno, ci fanno vivere lontani dalla libertà, dalla felicità, dalla realizzazione e dall’AMORE, perchè non ci lasciano sperimentare ciò che siamo veramente, AMORE, appunto.

Vivendo secondo questo tipo di credenze siamo continuamente alla ricerca di arrivare ad un tipo di perfezione che corrisponde in poche parole a fare ciò che gli altri si aspettano da noi, e così ci snaturiamo, e viviamo la nostra intera vita divisi fra ciò che ci dice il cuore e ciò che pensiamo di dover essere per essere accettati.

Così facendo non ci amiamo, e non amandoci  ci feriamo, ci rifiutiamo, ci maltrattiamo, convinti, sempre di più, di non essere perfetti.

Ma tutto questo circolo vizioso si può interrompere e possiamo imparare nuovamente l’Amore e la FELICITA’, prima di tutto per noi stessi, perchè più ci amiamo, meno bisogno abbiamo della sofferenza.



Arrivati alla fine di questo articolo vi chiedo: vi siete identificati con quanto scritto?

Che cosa ne pensate del modo in cui agite ogni giorno nella vostra vita?

Ci sono una o più aree della vostra vita in cui vi sembra di agire per far contenti gli altri?

O di non agire per non rendere infelici coloro che avete vicini?

Quanto ascoltate voi stessi?

Quante volte, durante una giornata, riuscite ad ascoltare la voce del cuore? E quella del vostro "giudice interiore"?

Ogni risposta che darete potrà esservi utile per osservarvi e per portare consapevolezza dentro....

E ogni passo sul sentiero della consapevolezza potrà contribuire a farvi ri-allineare con chi siete veramente, con il vostro vero scopo su questa terra perchè viviate e lo viviate con AMORE.

Ricordate... più vi amate, meno avrete bisogno della sofferenza.

sabato 17 maggio 2014

Tecniche energetiche per i disagi fisici






Quando proviamo un disagio fisico spesso ci sono tutta una serie di credenze, fantasie, conclusioni, convinzioni e anche aspettative collegate ad esso.


Per prima cosa è possibile fare SET sul sintomo è portare attenzione a cosa si muove.
Quali pensieri, sensazioni fisiche, o emozioni emergono?

Focalizzando il "sintomo" è possibile utilizzare la prima strategia della nuovissima EFT INTEGRATA:

Anche se ho X tutto questo può cambiare e cambia mentre lo osservo...

Dopo aver ripetuto la frase è possibile osservare come cambia il disagio originario, che cosa emerge di diverso. 

Utilizzare le tecniche energetiche, oltre a darci la possibilità di effettuare un lavoro a partire dal disagio che si sta manifestando, ci consente di andare al nocciolo della questione, "sbucciando" qualunque cosa ci crei sofferenza, anche fisica, proprio come faremmo con una cipolla. Grazie al tapping possiamo focalizzare nel dettaglio le caratteristiche della "sofferenza" e ciò che ne è responsabile, al fine di sciogliere la carica energetica congelata collegata ad essa e riportare tutta la nostra energia in flusso nel Qui e Ora.

Ad esempio potrebbe essere che io senta un dolore da qualche parte, o abbia una contrattura muscolare, se è così posso lavorare su tutte le cause psicosomatiche cui sono collegate queste manifestazioni dolorose.

E' possibile fare SET  e porsi alcune domande per indagare la causa di ogni disagio.

Mentre leggete le seguenti domande potete tenere stimolato il sistema energetico oppure prendere appunti per fare EFT o SET su ciò che emerge, in un secondo momento.

Come si manifesta?

Quando è iniziato?

Quando è iniziato cosa stava succedendo nella mia vita?

Che cosa penso di questo disagio?

Che cosa mi hanno detto su questo disagio?

Che cosa penso che sia vero su questo disagio?

Che cosa ho letto su internet?

Che cosa credo che sia vero?

Che cosa è emerso facendosi queste domande?

Quale aspetto, fra quelli emersi, mi crea più disagio?


Spesso un disagio, soprattutto se ci accompagna da molto tempo, si lega (a volte in maniera molto stretta) al nostro senso dell'identità.


Possiamo pertanto chiederci... chi sono io rispetto a questo disagio?

Chi sono io per gli altri dato questo disagio?

Che cosa mi consente di fare avere questo disagio?

Che cosa mi impedisce di fare?

Come mi sento con questo disagio?

Chi sarei senza di esso?


Possiamo cercare di identificare in quale punto preciso del nostro corpo questo disagio si trovi.

Dov'è il disagio?

Che forma e che colore ha?

Che emozione c'è in quel punto?

Chi o che cosa trattengo in quel punto?

Se ci fosse un evento, un ricordo, una situazione immagazzinata in quel punto, quale sarebbe?

Quando avete identificato il cosidettto "attivatore", cioè la cosa da cui origina il disagio potete ripetere:

Anche se è rimasta la traccia di X io recupero tutta l'energia che la compone e la riallineo al mio centro.


Buon picchiettamento e buona esplorazione....

martedì 11 marzo 2014

EFT E WATER VIOLET: per coloro che tendono alla solitudine e all’isolamento.





Introduzione

Per chi ha poca dimestichezza con EFT e con i FIORI DI BACH rimando alle apposite sezioni di questo stesso blog, dove potrete trovare degli articoli introduttivi, utili per un primo incontro con entrambe queste straordinarie risorse.

Per chi sta visitando per la prima volta EFT-VENETO, questo che state leggendo fa parte di una serie di articoli che hanno l’intento di suggerire come si possano combinare l’uso di EFT con l’assunzione dei Fiori di Bach.

Per comodità espositiva e per non generare confusione viene trattato un singolo fiore alla volta

Buona lettura e Buon picchiettamento.

WATER VIOLET – stato d’animo negativo


Water Violet tende a starsene distaccato e in disparte. E’ una persona riservata, autonoma, indipendente, anche nei sentimenti, fino al punto che può essere giudicato freddo. A volte matura una sensazione di superiorità nei confronti degli altri, ma può anche sentirsi incompreso da chi ha vicino e arrivare a provare il timore di restare solo perchè il suo comportamento può portare chi ha accanto a giudicarlo "snob". La persona in uno stato d’animo Water Violet negativo si sente bene lontano dagli altri e tende ad auto isolarsi faticando però a instaurare rapporti di amicizia.



WATER VIOLET – stato d’animo trasformato

La qualità positiva di Water Violet è la capacità di comunione profonda con il prossimo, pur restando assolutamente indipendente.  Questa essenza aiuta a creare un buon contatto e quel senso di appartenenza che possono far mettere la personalità Water Violet al servizio dell’umanità, uscendo dal rigido isolamento in cui spesso sceglie di ritirarsi.


WATER VIOLET ed EFT

Ecco alcuni giri da sperimentare nel caso che vi riconosciate nella descrizione data poco più sopra, o che stiate già assumendo WATER VIOLET


QUANDO SI TENDE AD ISOLARSI TROPPO

Punto karate: Non ho nessuna voglia di stare con gli altri
Sopra la testa: sto meglio solo
Sopracciglio: preferisco stare solo
Lato dell’occhio: davvero non ho bisogno di nessuno
Sotto l’occhio: davvero sto meglio per i fatti miei
Sotto il naso: anzi, anche quando i miei familiari escono finalmente ho un pò di pace
Sotto il labbro: sto meglio solo

Clavicole: amo la mia autonomia
Sotto ascella: certo non sempre vengo capito
Sotto seno: so di sembrare freddo ma preferisco starmene per i fatti miei...

Picchiettare quindi tutti i punti sulle dita concentrati sulla convinzione di star meglio isolati dagli altri.



QUANDO CI SI SENTE INCOMPRESI



Punto karate: Anche se mi sento così incompresa mi amo e mi accetto completamente e profondamente
Sopra la testa: la gente comune con mi capisce proprio
Sopracciglio: che facciano pure come preferiscono
Lato dell’occhio: tanto non mi capiscono proprio
Sotto l’occhio: io faccio a modo mio
Sotto il naso: che facciano a modo loro
Sotto il labbro: tanto non mi capiscono

Clavicole: preferisco star sola
Sotto ascella: sto meglio sola
Sotto seno: sto meglio sola

Picchiettare quindi tutti i punti sulle dita.

martedì 11 febbraio 2014

EFT E SWEET CHESTNUT: per la disperazione, quando tutto appare perduto e senza soluzione.





Introduzione

Per chi ha poca dimestichezza con EFT e con i FIORI DI BACH rimando alle apposite sezioni di questo stesso blog, dove potrete trovare degli articoli introduttivi, utili per un primo incontro con entrambe queste straordinarie risorse.

Per chi sta visitando per la prima volta EFT-VENETO, questo che state leggendo fa parte di una serie di articoli che hanno l’intento di suggerire come si possano combinare l’uso di EFT con l’assunzione dei Fiori di Bach.

Per comodità espositiva e per non generare confusione viene trattato un singolo fiore alla volta

Buona lettura e Buon picchiettamento.

SWEET CHESTNUT - stato d’animo negativo

Sweet Chestnut è il rimedio per chi prova un’angoscia e una disperazione tali che sente di essere arrivato al limite della sopportazione.
Quando si ha l’impressione di non farcela più, di avere perso ogni speranza e che l’anima stessa sia sfinita. Questo fiore è per coloro che sentono un tale dolore in fondo al cuore che sentono di star vivendo in uno stato simile all’”oscura notte dell’anima”.


SWEET CHESTNUT – stato d’animo trasformato

Questo fiore  ridona speranza, aiuta a vedere una via d’uscita anche nelle situazioni più nere e a ricordare che anche una sconfitta non è per sempre. Sweet Chestnut consente di arrivare ad una trasformazione interiore profonda, che permette di ritrovare luce e pace dentro di noi, superando il senso di angoscia e di morte. Viene spesso usato quando si è persa una persona cara ( con Rescue Remedy e Walnut – Heptaremei).


SWEET CHESTNUT ed EFT

Ecco alcuni giri da sperimentare nel caso che vi riconosciate nella descrizione data poco più sopra, o che stiate già assumendo SWEET CHESTNUT.



QUANDO PENSIAMO DI AVER RAGGIUNTO IL LIMITE

Punto karate: Non ne posso più
Sopra la testa: sono al limite della sopportazione
Sopracciglio: nulla ha più senso
Lato dell’occhio: è come se avessi il buio dentro
Sotto l’occhio: mi sento nel vuoto totale
Sotto il naso: non c’è modo di star meglio
Sotto il labbro: ho provato di tutto

Clavicole: non c’è nulla che mi aiuti
Sotto ascella: sento una tale angoscia
Sotto seno: non posso uscirne

Dita:  sento un grande buio dentro



QUANDO SI PROVANO ANGOSCIA E DISPERAZIONE TOTALI PER UN LUTTO

Punto karate: Non riesco a contenere questa sofferenza
Sopra la testa: un una tale angoscia dentro
Sopracciglio: sento un dolore nel cuore
Lato dell’occhio: questo dolore è lacerante
Sotto l’occhio: questo dolore
Sotto il naso: questo vuoto
Sotto il labbro: non c’è limite al dolore

Clavicole: non vedo futuro
Sotto ascella: non c’è via d’uscita da questo dramma
Sotto seno: la sofferenza mi uccide

Dita:  osservate tutta la sofferenza che provate, lasciate che emergano immagini, pensieri, fantasie, idee, ricordi, anche ricordi positivi che in questo momento vi fanno soffrire perchè sapete che non torneranno...
Continuate a picchiettare finchè non raggiungete uno stato di serenità.