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sabato 6 settembre 2014

Perchè imparare ad utilizzare EFT e SET?



Quando succede un evento che non ci piace, che non riusciamo ad elaborare, che ci causa un trauma proviamo una forte reazione emotiva. Spessissimo questa reazione viene vissuta come negativa e nel nostro corpo arriva un messaggio cosiddetto “stressorio”. Quando viviamo una situazione stressoria partono, in una frazione di secondo, tutta una serie di processi anche chimici e fisici (il cuore inizia a battere più forte, lo stomaco si chiude, il sangue viene pompato più velocemente, i muscoli entrano in tensione ecc. ecc)  che ci predispongono a diverse risposte. Fra le risposte allo stress più comuni ci sono, da migliaia di migliaia di anni, la lotta, la fuga o il congelamento.
Questo perchè l’uomo dell’antichità che si trovava di fronte ad un pericolo, ad esempio una tigre dai denti a sciabola, poteva reagire scappando, lottando per difendersi, o rimanendo congelato (e in ques’ultimo caso sarebbe diventato cibo per tigri).

Anche oggi questo meccanismo si ripete per aiutarci a reagire in modo adeguato alle sfide che ci si pongono davanti, e che percepiamo come pericolose.
Tuttavia, al giorno d'oggi, è sempre più evidente che “la tigre dai denti a sciabola è spesso reale solo dentro la nostra mente”.

ECCO PERO' COSA SUCCEDE IN QUESTO CASO: il corpo reagisce nello stesso modo sia quando un pericolo è reale, sia quando è immaginato (come nel caso di un ricordo o di una fantasia).

Dunque, se per esempio nella nostra infanzia abbiamo vissuto un trauma (può essere successo sia nel caso che si sia verificato un fatto molto grave, sia che abbiamo percepito un accadimento anche banale come traumatico per noi),  oppure acquisito dall’ambiente intorno a noi un condizionamento (ad esempio abbiamo sempre sentito ripetere al nonno che se non si sta attenti si può essere derubati) potremmo ritrovarci a vivere in uno stato di stress ogni volta che un qualunque attivatore (elemento scatenante) riattiva in noi il ricordo del trauma e/o l’emozione legata al condizionamento (es: la paura di essere derubati).

Oltre a quanto ci portiamo dietro dal passato, anche ognuna delle nostre giornate può riservare piccoli episodi stressanti.

Restare continuamente in uno stato di stress ci rende vulnerabili, più predisposti alle malattie, ci rende incapaci di far ricorso a tutte le nostre risorse per affrontare la vita nel quotidiano perchè ci troviamo costantemente in una modalità di “reazione”, anzichè poter decidere come agire per il meglio, mina i nostri rapporti, i nostri risultati, la nostra felicità e, alla lunga, anche il nostro benessere psico-fisico.

EFT e SET, utilizzando una stimolazione di alcuni punti lungo i meridiani, predispongono il nostro cervello e il nostro corpo ad agire in maniera differente consentendoci di far ricorso alla risposta da stress solamente quando davvero necessario e inoltre agiscono sui ricordi dolorosi, disinnescandone la carica emotiva congelata, altrimenti pronta ad essere attivata dallo stimolo più banale, e consentendoci di rielaborare il passato e di vivere liberi nel presente.


Per iniziare a capire meglio EFT e SET leggi qui: 
http://eft-veneto.blogspot.it/p/blog-page.html 


o scarica la risorsa omaggio CON EFT E SET NEL PAESE DELLA CONSAPEVOLEZZA:
https://drive.google.com/file/d/0Bzqfr8bYCjlxdEtJdWZRQm1oVjA/edit?usp=sharing 



venerdì 18 aprile 2014

EFT E ANSIA MEGAGALATTICA







Avere a che fare con un'ansia "megagalattica" non è mai piacevole.

Quando faccio corsi o sessioni o tengo gruppi di EFT mi piace molto parlare delle emozioni.

A volte pensiamo che le nostre emozioni siano sbagliate… o peggio, proprio perché proviamo una certa emozione pensiamo di essere noi “sbagliati”.
Quante volte abbiamo provato rabbia, dolore, o altre emozioni e poi ci saremmo tirati una martellata sul piede perché magari il solo fatto di provare quella emozione non ci ha fatto comportare come vorremmo…?

Ecco, allora per parlare dell'ansia "megagalattica" la prendo larga.


NON ESISTONO EMOZIONI GIUSTE ED EMOZIONI SBAGLIATE.
NON ESISTONO EMOZIONI BUONE ED EMOZIONI CATTIVE.

ESISTONO PERO’ EMOZIONI ADEGUATE ED EMOZIONI INADEGUATE.
(sia le Iper (eccessive) che le Ipo (quasi inesistenti) reazioni sono inadeguate)


Le emozioni adeguate sono sempre frutto del nostro essere radicati nel momento presente, del vivere esattamente dove dovremmo, cioè nel QUI ed ORA.

Le emozioni inadeguate sono frutto di tracce di memoria che ci sono rimaste appiccicate addosso dal passato o di proiezioni (fantasie) sul nostro futuro (quasi sempre influenzate/create sulla base di esperienze passate).

VIVERE FUORI DAL QUI ED ORA E’ PROPRIO UNA DELLE COSE CHE COMPROMETTE LA NOSTRA LIBERTA’.

Ecco perché può essere utile usare EFT.

LE NOSTRE EMOZIONI SONO UN POTENTE MEZZO DI COMUNICAZIONE CON L’INTERNO.

ESSE CI DICONO SEMPRE QUALCOSA DELLA NOSTRA “MAPPA DEL MONDO”.

Difficilmente infatti è possibile affermare che esiste UNA REALTA’. La realtà di un individuo è una realtà percepita e “disegnata”, proprio come una mappa, sulla base delle sue esperienze.

Quando siamo piccoli abbiamo necessità di imparare ed i nostri sistemi ci forniscono come alleata preziosa la possibilità di tenere in memoria un’esperienza per velocizzare la nostra risposta futura ad una situazione simile.

Questo è vitale.

Se io metto una mano sul fuoco e mi brucio, ovviamente la prossima volta che sarò davanti ad un fuoco saprò come comportarmi.

Ciò che non è “vitale” è che qualche volta questo meccanismo si inceppa e tracce di memoria diventano “catene” energetiche.

Quando viviamo un’esperienza simile, ma anche quando ne viviamo una di completamente nuova, il nostro cervello si mette a cercare nell’archivio dei ricordi qualcosa che ci possa guidare nelle risposte.

I problemi cominciano a nascere quando ripeschiamo nell’archivio memorie passate collegate ad esperienze che non siamo riusciti ad elaborare o che abbiamo vissute come “negative”.

Se per esempio il mio fidanzato mi ha lasciato dicendomi tante bugie e tradendomi potrebbe essere che io immagazzini l’idea che degli uomini non ci si può fidare, e anche se questo ha uno scopo difensivo, difficilmente mi permetterà di vivere bene altre storie.

Se invece elaboro l’evento, magari anche grazie ad EFT, o ad altre tecniche, resterà certamente il ricordo, ma io sarò libero di affrontare ogni nuova relazione per ciò che mi offre ogni giorno, e non sulla base del passato.

VIVERE OGNI GIORNO COME NUOVO, CONSERVANDO QUELLO CHE E’ UTILE E LASCIANDO QUELLO CHE CI PESA….QUESTO E’ IL MIO SUGGERIMENTO.

Ma tornando alle nostre emozioni, esse vogliono sicuramente dirci qualcosa sul nostro mondo interiore…

Anche l’ansia.

L’ansia mega galattica ci parla in modo forte!

Quindi l’ansia è come una spia sul cruscotto dell’auto.

Se si “accende” vuole avvisarci di qualcosa d’altro che non è come dovrebbe.

La cosa più utile, a mio avviso, quando si prova un’emozione che “ci disturba”, è chiedersi

CHE COSA MI STA DICENDO DI ME?


Penso possa essere utile provare con un giro su ciò che si prova esattamente, ma anche su ciò che emerge spontaneamente da questa domanda a noi stessi.

Riporto un esempio di lavoro sull’ansia.

Punto karate: Anche se ho questa ansia (megagalattica si può aggiungere) e mi fa stare malissimo, mi amo e mi accetto completamente…
Sopra la testa: ma a chi la racconto…
Io mi sento sbagliato…Non vorrei avere tutta questa ansia…
Sopracciglio: Sarebbe meglio sparisse…
Lato dell’occhio: Picchiettando il lato dell’occhio provare a rintracciare dove è l’ansia nel corpo…. E una volta identificato verbalizzare…ES: anche se ho questa ansia nella pancia… che mi da proprio fastidio…. Mi riempie tutta la pancia… e sale
(se l’emozione varia o si muove seguitela).
Sotto l’occhio: Questa ansia mi ricorda che non è la prima volta che la provo… e ogni volta è peggio…
Sotto il naso: Una volta mi ha perfino impedito di mangiare.
Sotto il labbro: Forse devo imparare a conviverci..…

Clavicole: MHHHhhh, vorrei proprio che passasse invece, così non mi sentirei uno schifo.
Sotto ascella: con questa ansia mi sento uno schifo..
Sotto seno: mi sembra perfino che gli altri sentano quanto sono ansioso…
E questo mi fa pure innervosire…..

Picchiettare quindi tutti i punti sulle dita concentrati sul voto che si dà alla propria ansia….o a qualunque cosa sia emersa nel frattempo.

Come ho già scritto in altra sede tutto ciò che emerge va picchiettato…

Se vi và potete giocare con i ricordi….
Picchiettate partendo dall’episodio più recente in cui vi è venuta l’ansia.
Oppure partite dall’episodio più fastidioso.
Oppure partite dal più intenso…
O, infine, partite dal primo…




Ultimamente faccio un lavoro molto bello con le emozioni…
E il merito sono tutti i suggerimenti che il Dottor Lammers dà nei siti per gli appassionati di logosintesi.


Ascolto tutto quello che la persona dice sull’ emozione che prova.
Chiedo di focalizzare tutto quello che è stato appena detto.
Invito la persona a immaginare di essere una grande pittrice/un grande pittore e di poter esprimere la sua emozione sulla tela bianca.
Vanno bene immagini realiste ma anche astratte, perfino un solo colore…
Qualunque cosa la mente vi rimandi va bene.
Una volta agganciata l’immagine, date un titolo alla vostra opera.

Prendete il titolo e picchiettate su quello:

Punto Karate:
Anche se c’è (titolo) in questo momento, io mi apro alla possibilità che tutto vada bene, anche se non capisco perché (titolo) c’è….
Poi seguitate a picchiettare con quello che emerge da voi di volta in volta o solo concentrati sull’immagine..
Ovviamente continuate finché il voto che avevate dato all’ansia mega galattica, o a qualunque altra cosa vi abbia creato disagio non scende!


Buon picchettamento e scrivete i vostri commenti

martedì 1 aprile 2014

EFT E WILD ROSE: per chi si trova in uno stato di apatia e vive con rassegnazione e senza motivazioni.





Introduzione

Per chi ha poca dimestichezza con EFT e con i FIORI DI BACH rimando alle apposite sezioni di questo stesso blog, dove potrete trovare degli articoli introduttivi, utili per un primo incontro con entrambe queste straordinarie risorse.

Per chi sta visitando per la prima volta EFT-VENETO, questo che state leggendo fa parte di una serie di articoli che hanno l’intento di suggerire come si possano combinare l’uso di EFT con l’assunzione dei Fiori di Bach.

Per comodità espositiva e per non generare confusione viene trattato un singolo fiore alla volta

Buona lettura e Buon picchiettamento.


WILD ROSE– stato d’animo negativo


Wild Rose può venire in nostro aiuto tutte le volte che abbiamo scarso interesse per il presente apparentemente senza ragione, o a causa di aspettative deluse, soprattutto sul piano affettivo. Se si tende ad accettare tutto quello che capita senza intervenire direttamente, se ci si trova in uno stato di noia ed apatia, se la rassegnazione e la rinuncia fanno da padroni e la persona si lascia scivolare nella vita allora questo è il rimedio giusto. Le  persone in uno stato Wild Rose negativo non hanno entusiasmo, sono incapaci di compiere degli sforzi anche quando ci sono di fronte a loro buone occasioni e si rifiutano di fare qualcosa per cambiare le cose.
Il tipico carattere Wild Rose è passivo, senza ambizione, tende ad accettare tutto senza vitalità.
Wild Rose non crede, non lotta, nemmeno spera. La sua affermazione tipica contiene molti “ormai”, ad esempio: “ormai non posso farci nulla – ormai è così, ormai le cose non cambiano più....”.


WILD ROSE – stato d’animo trasformato

Il rimedio aiuta a scoprire in sè una nuova vitalità, la capacità di risvegliare le proprie potenzialità e quel potere che abbiamo dentro e che ci consente, se esercitato, di mutare le circostanze.
Wild Rose è adatto in tutti i casi in cui c’è rassegnazione e non si tenta per non soffrire, perchè consente di riaprirsi alla vita, partecipandovi con motivazione e senza legarsi alle aspettative, ma piuttosto interessandosi al presente e a ciò che offre.


WILD ROSE ed EFT

Ecco alcuni giri da sperimentare nel caso che vi riconosciate nella descrizione data poco più sopra, o che stiate già assumendo WILD ROSE


QUANDO CI SI SENTE APATICI DI FRONTE ALLA VITA

Punto karate: Non ho voglia di far nulla
Sopra la testa: mi sento spenta
Sopracciglio: non ho nemmeno voglia di lamentarmi
Lato dell’occhio: semplicemente sono rassegnata
Sotto l’occhio: non mi interessa più nulla
Sotto il naso: mi sento proprio apatica
Sotto il labbro: ormai

Clavicole: tanto le cose vanno sempre così
Sotto ascella: mi sento rassegnata
Sotto seno: mi sento proprio apatica

Picchiettare quindi tutti i punti sulle dita concentrati sulla  parola ORMAI.
Fare dei giri di picchiettamento completi e lasciare emergere tutto ciò che in noi si collega a questa parola: immagini, ricordi, sensazioni fisiche...
Picchiettare su ciò che emerge che ci crea disagio.



QUANDO SI VIVE UNO STATO ESTREMO DI DEBOLEZZA, STANCHEZZA E MANCANZA DI ENERGIA



Punto karate: Mi sento debolissima
Sopra la testa: non riesco a provare desiderio di cominciare la giornata al mattino
Sopracciglio: non mi interessa ciò che succede
Lato dell’occhio: non mi importa
Sotto l’occhio: la vita è così com’è
Sotto il naso: non ho la forza di reagire
Sotto il labbro: mi sento tanto stanca

Clavicole: mi mancano proprio le energie
Sotto ascella: e sono così debole
Sotto seno: che stanchezza

Picchiettare quindi tutti i punti sulle dita.

venerdì 28 marzo 2014

EFT E CAMBIAMENTO

immagine gentilmente concessa da Sara Stradi: http://www.lospazioblu.it/lang/It/main.html



Molto spesso, quando ci rivolgiamo ad un coach o ad un counsellor, decidiamo di apprendere una tecnica di auto aiuto, energetica o meno, oppure iniziamo un percorso di crescita personale lo facciamo perché desideriamo che avvenga un cambiamento nella nostra vita.

Facciamo corsi, impariamo nuove cose, cambiamo le nostre prospettive, arricchiamo la nostra consapevolezza, mutiamo la visione del mondo e poi, nonostante tanti sforzi, ci sono aree della nostra vita in cui magari il cambiamento arriva liscio liscio e altre in cui pare non giungere mai…

Certi giorni riusciamo ad essere ottimisti, certi altri facciamo finta di nulla, altri ancora lo invochiamo come un assetato nel deserto invocherebbe l’acqua, altri siamo proprio fiduciosi che proprio l’ultimo passo sia stato quello buono… però a volte,  magari in certi ambiti determinati, piuttosto che in altri, ci pare che un cambiamento non debba avvenire mai e finiamo per sentirci come se un particolare evento - lezione si dovesse ripresentare ancora e ancora, uguale nella sua essenza a tanti altri prima, come in una lunga serie di fotocopie, mentre noi ci troviamo a dire “di nuovo???!???!”

Facendo corsi e trattando tante persone mi sono trovata spesso di fronte a situazioni del genere…
Persone che hanno fatto magari tantissimi passi per migliorare se stessi e la propria condizione di vita a volte ammettono “però quella cosa lì, quella in particolare, mica cambia, uhm, e invece come vorrei che cambiasse!”

Qualche giorno fa stavo conducendo un seminario su EFT e le fiabe, e la fiaba scelta era “La donna scheletro”, tratta dal libro di Clarissa Pinkola Estés “Donne che corrono coi lupi”.

Quella storia parla dell’amore, della vita, della morte, della paura e del coraggio e del cambiamento…

Affrontare il cambiamento ha quasi sempre a che fare con l’affrontare la paura della “morte”.
La morte delle proprie illusioni, delle proprie abitudini, degli schemi con cui ci siamo abituati a interpretare il mondo e che spesso utilizziamo con tanto “orgoglio” perché definiscono ciò che siamo.

Molto spesso non riuscire a ottenere un cambiamento nella nostra vita ha a che fare con una serie di fattori che in qualche caso, ad una prima analisi, ci sfuggono o non teniamo nel debito conto…

Prima di tutto, a mio avviso, cambiare ha a che fare con COSA PENSIAMO DI NOI STESSI, CHI PENSIAMO DI ESSERE.

Magari siamo persone con tutto il potenziale per essere uomini o donne perfettamente realizzate nel lavoro, negli affari, nei rapporti sociali, ma per qualche ragione abbiamo dentro di noi qualcosa che ci limita… per parafrasare una mia collega “abbiamo tutta una serie di strutture e sovra strutture dentro di noi, che magari in un certo momento ci sono state utili, per ottenere qualcosa, o per evitare qualcosa d’altro, ma che poi ci limitano, perché le facciamo nostre a tal punto che non pensiamo di poterci spingere più in là.” Che si desideri chiamarli “zona comoda”, convinzioni limitanti, limiti, schemi, retaggi, o in qualunque altro modo, spesso siamo così “affezionati” ai nostri “indici” che difficilmente ce ne liberiamo.

Questo avviene perché tutto ciò che abbiamo messo insieme, a livello di convinzioni, ma anche di semplici informazioni, nel corso degli anni che abbiamo vissuto, hanno finito per definire, prima ancora che il mondo esterno, CHI SIAMO NOI, o meglio, CHI PENSIAMO DI ESSERE…

Una mia corsista, dopo una serie di picchettamenti, mi ha detto: “Ma sai che è vero. IO SONO ALLERGICA. Ogni primavera io comincio ad avere i sintomi dell’allergia e le persone mi stanno tutte intorno per chiedermi: “Ma come stai? Ma come và? Trovato qualche rimedio….??” E io beneficio delle loro attenzioni, che se non fossi allergica non so se attirerei”.

Un’altra considerazione che mi sorge spontanea è che spesso, come ha ben scritto Neale Donald Walsh nel suo libro “Quando tutto cambia, cambia tutto”, moltissime persone, vorrei dire la maggior parte, considera fondamentalmente il cambiamento come negativo, perché per una infinita serie di motivi non  riescono più a percepire che il cambiamento è il principio fondamentale della vita…

Il succedersi delle stagioni; del giorno e della notte; il passare dalla fase embrionale a quella fetale, e poi all’essere bambino, adolescente, adulto, anziano; il fatto che prima siamo figli e poi faremo figli a nostra volta; il fatto che proveniamo da una famiglia ma poi ne formiamo una nuova, fosse anche composta solo da noi stessi; il fatto che ogni pianta prima di essere in grado di fare frutti deve essere arrivata da un seme… ecc… ecc….. tutto nella vita ci mette di fronte al CAMBIAMENTO…

Noi però, spesso, ci attacchiamo, ci leghiamo, ci “intestardiamo” su qualcosa, pensiamo di poter conservare delle condizioni come immutabili, ci attacchiamo ad una persona, ad una attività, ad una relazione, ad un hobby e qualcuno arriva a dire “questo è tutto ciò che ho nella vita e guai a chi me lo toglie”.

La verità è che spesso non crediamo che un cambiamento possa portare qualcosa di buono…ABBIAMO PAURA e così, quando qualcosa non funziona, piuttosto che cambiare, preferiamo investire ogni nostra forza per cercare di mantenere lo stato delle cose ad ogni costo, magari ricorrendo a “soluzioni estreme” come “fare di più di qualcosa”, (ad esempio se un fidanzamento non và spesso si pensa che sposandosi le cose miglioreranno J), oppure ci viene l’idea di tornare ad una condizione precedente, perché almeno la conosciamo (magari proviamo un nuovo lavoro, non funziona, allora torniamo a fare un lavoro che non amiamo ma che ci da sicurezza, piuttosto che provare a metterci in gioco con una attività ancora diversa).

Leggendo “La donna scheletro”,  il concetto della morte, della ciclicità della vita, del cambiamento sono emersi davvero in maniera forte..

La Estés scrive che “Ci hanno insegnato che la morte è sempre seguita ancora dalla morte. Non è così: la morte tiene sempre in incubazione una nuova vita, anche quando la propria esistenza è arrivata all’osso.”

Ecco allora che mi permetto di prelevare, in qualche caso lievemente modificate, alcune domande presenti nel commento alla storia, e vi suggerisco di porvele, quando siete in una fase in cui desiderate fortemente un cambiamento, ma il cambiamento tarda ad arrivare…utilizzando SET come supporto.

Prendete carta e penna per appuntare tutto quello che emergerà.
Cercate un luogo in cui potete stare tranquilli e ritagliatevi almeno un’ora di tempo…
Iniziate a picchiettare e chiedetevi:

A CHE COSA DEVO DARE PIU’ MORTE OGGI, PER GENERARE PIU’ VITA?
CHE COSA SO CHE DOVREBBE MORIRE MA ESITO A PERMETTERLO?
CHE COSA DEVE MORIRE IN ME PERCHE’ POSSA CAMBIARE (questa situazione – circostanza – dinamica possa cambiare)?
CHE COSA DOVREBBE MORIRE OGGI?
CHE COSA DOVREBBE VIVERE?
A QUALE VITA TEMO DI DARE LA NASCITA?
E SE NON ORA, QUANDO??

Ovviamente poi potete (e io lo consiglio vivamente) fare EFT su ogni cosa che è emersa, partendo da quella che per voi sembra più importante, o che ha comunque più carica in una scala di valutazione da 0 a 10.

Buona consapevolezza, buona picchettamento, e buon cambiamento a tutti.

martedì 11 marzo 2014

EFT E WATER VIOLET: per coloro che tendono alla solitudine e all’isolamento.





Introduzione

Per chi ha poca dimestichezza con EFT e con i FIORI DI BACH rimando alle apposite sezioni di questo stesso blog, dove potrete trovare degli articoli introduttivi, utili per un primo incontro con entrambe queste straordinarie risorse.

Per chi sta visitando per la prima volta EFT-VENETO, questo che state leggendo fa parte di una serie di articoli che hanno l’intento di suggerire come si possano combinare l’uso di EFT con l’assunzione dei Fiori di Bach.

Per comodità espositiva e per non generare confusione viene trattato un singolo fiore alla volta

Buona lettura e Buon picchiettamento.

WATER VIOLET – stato d’animo negativo


Water Violet tende a starsene distaccato e in disparte. E’ una persona riservata, autonoma, indipendente, anche nei sentimenti, fino al punto che può essere giudicato freddo. A volte matura una sensazione di superiorità nei confronti degli altri, ma può anche sentirsi incompreso da chi ha vicino e arrivare a provare il timore di restare solo perchè il suo comportamento può portare chi ha accanto a giudicarlo "snob". La persona in uno stato d’animo Water Violet negativo si sente bene lontano dagli altri e tende ad auto isolarsi faticando però a instaurare rapporti di amicizia.



WATER VIOLET – stato d’animo trasformato

La qualità positiva di Water Violet è la capacità di comunione profonda con il prossimo, pur restando assolutamente indipendente.  Questa essenza aiuta a creare un buon contatto e quel senso di appartenenza che possono far mettere la personalità Water Violet al servizio dell’umanità, uscendo dal rigido isolamento in cui spesso sceglie di ritirarsi.


WATER VIOLET ed EFT

Ecco alcuni giri da sperimentare nel caso che vi riconosciate nella descrizione data poco più sopra, o che stiate già assumendo WATER VIOLET


QUANDO SI TENDE AD ISOLARSI TROPPO

Punto karate: Non ho nessuna voglia di stare con gli altri
Sopra la testa: sto meglio solo
Sopracciglio: preferisco stare solo
Lato dell’occhio: davvero non ho bisogno di nessuno
Sotto l’occhio: davvero sto meglio per i fatti miei
Sotto il naso: anzi, anche quando i miei familiari escono finalmente ho un pò di pace
Sotto il labbro: sto meglio solo

Clavicole: amo la mia autonomia
Sotto ascella: certo non sempre vengo capito
Sotto seno: so di sembrare freddo ma preferisco starmene per i fatti miei...

Picchiettare quindi tutti i punti sulle dita concentrati sulla convinzione di star meglio isolati dagli altri.



QUANDO CI SI SENTE INCOMPRESI



Punto karate: Anche se mi sento così incompresa mi amo e mi accetto completamente e profondamente
Sopra la testa: la gente comune con mi capisce proprio
Sopracciglio: che facciano pure come preferiscono
Lato dell’occhio: tanto non mi capiscono proprio
Sotto l’occhio: io faccio a modo mio
Sotto il naso: che facciano a modo loro
Sotto il labbro: tanto non mi capiscono

Clavicole: preferisco star sola
Sotto ascella: sto meglio sola
Sotto seno: sto meglio sola

Picchiettare quindi tutti i punti sulle dita.