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domenica 18 aprile 2021

INTELLIGENZA EMOTIVA: come usarla per il tuo benessere

 


Intelligenza emotiva, cosa ne dice WIKIPEDIA:
L’intelligenza emotiva è un aspetto dell’intelligenza legato alla capacità di riconoscere, utilizzare, comprendere e gestire in modo consapevole le proprie ed altrui emozioni. L’intelligenza emotiva è stata trattata la prima volta nel 1990 dai professori Peter Salovey e John D. Mayer nel loro articolo “Emotional Intelligence”. Definiscono l’intelligenza emotiva come “La capacità di controllare i sentimenti ed emozioni proprie ed altrui, distinguere tra di esse e di utilizzare queste informazioni per guidare i propri pensieri e le proprie azioni”. (…)
Tale definizione iniziale è stata poi successivamente aggiornata in quanto appariva imprecisa e priva di un ragionamento sui sentimenti, trattando solo la percezione e la regolazione delle emozioni. È quindi stata definita come segue: “L’intelligenza emotiva coinvolge l’abilità di percepire, valutare ed esprimere un’emozione; l’abilità di accedere ai sentimenti e/o crearli quando facilitano i pensieri; l’abilità di capire l’emozione e la conoscenza emotiva; l’abilità di regolare le emozioni per promuovere la crescita emotiva e intellettuale”.
Il tema dell’intelligenza emotiva è stato successivamente trattato nel 1995 da Daniel Goleman nel libro “Emotional Intelligence” tradotto in italiano nel 1997 “Intelligenza emotiva che cos’è perché può renderci felici”. Grazie a questo libro quindi anche in Italia il tema dell’intelligenza emotiva ha iniziato ad essere utilizzato e studiato sia in ambito psicologico che anche in ambito organizzativo/aziendale.


INTELLIGENZA EMOTIVA, perché serve svilupparla:

Come ho scritto nel mio E-book gratuito su EFT “Con EFT E SET nel Paese della Consapevolezza”:
“A volte pensiamo che le nostre emozioni siano sbagliate… o peggio, proprio perché proviamo una certa emozione pensiamo di essere noi “sbagliati”.
Quante volte hai provato rabbia, dolore, o altre emozioni, hai reagito in conseguenza a ciò che sentivi e poi ti saresti tirato una martellata sul piede perché magari il solo fatto di provare quella emozione non ti ha fatto comportare come avresti voluto…?

NON ESISTONO EMOZIONI GIUSTE ED EMOZIONI SBAGLIATE.
NON ESISTONO EMOZIONI BUONE ED EMOZIONI CATTIVE.
ESISTONO PERÒ EMOZIONI ADEGUATE ED EMOZIONI INADEGUATE.
(sia le Iper (eccessive) che le Ipo (quasi inesistenti) reazioni sono inadeguate).

MA NON È MAI L’EMOZIONE CHE DOBBIAMO “ATTACCARE”.
L’EMOZIONE È UNA MESSAGGERA, UN AMBASCIATORE, E SOPPRIMERE L’AMBASCIATORE SIGNIFICA SOLO NON RIUSCIRE A SCOPRIRE QUALE ERA IL MESSAGGIO PER NOI.
(…)
Le emozioni adeguate sono sempre frutto del tuo essere radicato nel momento presente, del vivere esattamente nel fluire della tua vita, cioè nel QUI ed ORA.
Le emozioni inadeguate sono frutto di tracce di memoria che ti sono rimaste appiccicate addosso dal passato o di proiezioni (fantasie) sul tuo futuro (quasi sempre influenzate/create sulla base di esperienze passate).
(…)
La cosa più utile, a mio avviso, quando si prova un’emozione che “ti disturba”, è chiedersi
CHE COSA MI STA DICENDO DI ME (OGGI)?”

Imparare ad ascoltare e a gestire le tue emozioni, accorgendoti della differenza fra una emozione adeguata a ciò che stai vivendo, a ciò che è davanti a te in un determinato momento, e una emozione che è frutto dei tuoi film mentali, produzioni di un vissuto non elaborato, è una componente fondamentale del diventare persone adulte, in grado di far ricorso a tutte le proprie risorse, e restare in comunicazione con il proprio Sé superiore.


INTELLIGENZA EMOTIVA: come distinguere le emozioni adeguate da quelle inadeguate?

Una esperienza emotiva si articola in tre fasi:
EVENTO
PENSIERO
REAZIONE EMOTIVA – COMPORTAMENTALE
Un evento funge da attivatore.
Per ciascun evento si attiva in te un dialogo interiore.
Provi una emozione.
Se accade un evento negativo, come un lutto, provare emozioni come tristezza, dolore, e in uno stadio iniziale perfino rabbia, è assolutamente normale e fisiologico.
Quando però provi delle emozioni spiacevoli troppo intense; prolungate nel tempo; in modo disgiunto da qualunque evento esterno; oppure in relazione ad eventi esterni molto lontani nel passato; o ancora come conseguenza di immagini “mentali” di come potresti finire per vivere nuove esperienze negative nel futuro, ciò è dovuto al fatto che sei probabilmente preda di pensieri irrazionali.
Modificando il tipo di pensiero che formuli è possibile intervenire sulle tue emozioni.


INTELLIGENZA EMOTIVA: come cambiare pensieri per cambiare le nostre emozioni

Affrontiamo praticamente il caso in cui una emozione che stai vivendo ti porta a soffrire intensamente:
1- focalizza nel dettaglio l’emozione o le emozioni che provi
2- focalizza come questa emozione influisce sul tuo corpo, cosa vivi, quali reazioni stai avendo?
3- chiediti chi o che cosa ti procura questa emozione?
4- chiediti che cosa pensi di questa persona – cosa – situazione – evento – ricordo ecc. ecc.
5- Inizia a stimolare il tuo sistema energetico. 
6- Utilizza la frase seguente:
RILASCIO OGNI ATTACCAMENTO EMOTIVO A ……pensiero…
Esempio:
a. emozione RABBIA
b. sento un crampo nello stomaco
c. provo rabbia perché ho litigato con una amica e non mi ha dato ragione
d. penso che avevo ragione io
e. STIMOLA IL SISTEMA ENERGETICO
f. RILASCIO OGNI ATTACCAMENTO EMOTIVO ALL’IDEA CHE AVEVO RAGIONE IO
g. respira, rilassati e valuta cosa cambia e cosa emerge
h. eventualmente ripeti la frase su ogni cosa che è emersa


Buon lavoro

Virna 

domenica 18 marzo 2018

Puliti dentro - belli fuori



Sabato ho indugiato nelle pulizie di casa. Ho sistemato, riordinato, pulito e lavato e più lo facevo più il cuore mi si apriva. Alla fine, dopo una salutare doccia, avevo il volto lieto di un bambino che ha appena finito il suo gioco.
Questo momento di "leggerezza" e di bellezza, mi sono resa conto nel tempo, si manifesta sempre anche quando si fanno le pulizie "interiori", ogni volta che si riporta in flusso la propria energia.
Ho la teoria che quasi sempre ci accostiamo alle discipline naturali, tecniche energetiche, terapie olistiche con lo scopo di pulire, di riordinare, di sistemare e di lavare via ciò che magari nel passato ci si e' appiccicato addosso, abbiamo conservato volontariamente, oppure si e' accumulato, per i più svariati motivi, e ora ci zavorra, impedendoci la più alta forma di libertà, cioè la piena espressione di noi stessi.
Tempo fa ho letto una cosa, di cui non cito la fonte solo perché me la sono scordata, ma che suonava più o meno così : "donare benessere agli altri e' l'arte di renderli felici mostrando loro che non si vedono felici". L'ho trovata molto significativa, per me che faccio il coach e che amo mostrare alle persone le qualità che già hanno, ma che a volte non riescono proprio a vedere. 
Che si tratti di ricordi dolorosi, di memorie disturbanti, di convinzioni limitanti, tutto ciò che si stipa dentro la nostra mente e del quale non ci liberiamo in maniera ecologica forma mattoni che ottenebrano la nostra visione di noi stessi, degli altri e del mondo stesso nel quale viviamo, dando vita a mappe che molte volte ci portano fuori strada rispetto alla via dell'anima.
Castaneda, giustamente, suggerisce di percorrere sempre sentieri che hanno un cuore, ovvero strade nelle quali il nostro cuore batte in armonia.

Io non posso vivere la vita di un altro ed essere felice, e per lo stesso principio non posso nemmeno vivere la vita di "un personaggio" che mi abita, di una maschera che si nutre di parti di me del passato ed essere felice. Un grande filosofo una volta ha scritto che bisognerebbe vivere "senza memorie ne desideri", nel senso che bisognerebbe sempre essere in grado di affrontare ogni giorno come un giorno nuovo e a se stante. Ma se dentro di noi ci sono milioni di "mondi congelati", fatti di interpretazioni della realtà che abbiamo fatto nostre in momenti di dolore, sofferenza o pericolo, e questa energia ci impedisce di muoverci liberamente e di evolvere beh, questo e' un vero peccato.
Ma come e' possibile vivere puliti dentro per essere anche più belli (leggasi sereni) fuori? 
Il primo passo consiste nel rendersi conto che le emozioni che viviamo non sono nostre nemiche, anche quando sono emozioni che ci verrebbe voglia di etichettare come negative. Paura, rabbia, angoscia, inquietudine, sofferenza sono solo segnali che ci arrivano dalla nostra parte più interna per indicare che  stiamo attraversando un'esperienza che ha una certa frequenza, e in quel caso si tratta di emozioni adeguate; oppure, quando non stiamo vivendo alcuna esperienza "negativa" ma proviamo comunque emozioni che ci creano disagio, allora esse ci segnalano che c'è uno squilibrio nel nostro sistema energetico, dovuto a qualche traccia non digerita del nostro passato, affinchè possiamo portare a quei mondi congelati la nostra attenzione per liberare l'energia trattenuta e riportarla in flusso.
Quando sentiamo che siamo preda di emozioni che ci squilibrano, allora, limitiamoci a osservare cosa sta succedendo in noi, senza rifiutarle, permettiamo alle emozioni di comunicare con noi, chiediamoci "questa emozione cosa mi sta dicendo di me?" 
In questo modo riusciremo a portare consapevolezza su ciò che sta sotto l'emozione e potremo, come dire, lavorare sulla base dell'iceberg e non sulla sua punta. 
A tutto quello che emerge possiamo applicare Eft, Set o Iep.
Tutte queste pratiche ci consentono di pulire le tracce del passato e liberare le nostre energie, per poterci realizzare pienamente, dando l'occasione a tutti i nostri talenti di sbocciare come fiori a primavera... 

Buone pulizie a tutti...

domenica 4 dicembre 2016

Un viaggio interiore con il tapping.




Qualche volta il “viaggio” che e’ la tua vita fa una capriola inattesa, rispetto a ciò che pensavi sarebbe stato il suo corso, e poi finisce, e tu con lui, a gambe all’aria. E allora, da quella posizione con la testa in giù e le gambe in su ti può sembrare di trovarti in stallo, come l’appeso dei tarocchi, in una situazione spiacevole, in un momento di buio. Magari hai vissuto un evento che ti ha scombinato i piani e le intenzioni, ti trovi nel dolore o nella confusione e non sai come uscirne.



Qualche volta in questi momenti è davvero difficile non farsi sovrastare dalle emozioni e venirne sommersi, e qualche volta questo stato emotivo molto precario o assolutamente squilibrato nel quale sei venuto a trovarti va ad inficiare tutta la tua vita, rendendoti meno efficace, efficente, produttivo, impedendoti di reagire in maniera proattiva agli stimoli, compromettendo lavoro e rapporti, perchè e’ come se fossi scollegato da te stesso.

Qualcosa che prima girava non gira più e tu non hai la minima idea di come fare.

Può essere che questo sia avvenuto in seguito ad un evento particolare, come dicevo, come il moroso che ti ha lasciato, l’aver vissuto un lutto per la morte di una persona cara, l’aver perso il lavoro, l’aver ricevuto una diagnosi che sembra una “condanna”. E’ accaduto quel qualcosa che “non avresti pensato mai” e sei in apnea, con gli occhi spalancati come quelli di un pesce palla e la stessa espressione che pare vuota, perchè il vuoto è nella direzione che non c’è più.

Oppure può essere che tu senta che sei finito in un buco nero, ma senza una ragione apparente.

Allora il rischio è di finire “interrotti”, come un giocattolo rotto, tanto più se magari, per quelle trame destiniche che sempre ti aspettano al varco perchè l’anima le ha disegnate per evolvere, non è nemmeno la prima volta che vivi la stessa esperienza, o comunque l’accaduto del presente ti collega per emozioni e intensità a qualcosa di già avvenuto.

ECCO, è proprio qui che c’è la tua grande, immensa occasione per scendere nella profondità di te stesso e crescere, e allinearti sempre di più alla tua Essenza.



Perchè come dice Jodorowsky e io non mi stanco di ripetere, in molti punti delle tua vita può sembrarti di incappare in un tranello, ma dove c’è la “trappola” apparente c’è anche il tesoro: è come fossero due facce della stessa medaglia, e sta a te scegliere quale faccia guardare.

Quando sei nel dolore, nella confusione, nel buoi sei esattamente come Dante davanti a Virgilio, pronto a scendere negli inferi e fare un viaggio in contatto con l’anima e tutto ciò che ti trattiene, e tutto ciò che ti può far evolvere.

In questi momenti ti vengono richiesti il coraggio, la pazienza e la forza di antrare in contatto con te stesso e prestare semplicemente ascolto a ciò che si manifesta.

Allora puoi utilizzare il tapping, stimolando il sistema energetico dei meridiani e chiederti:
Che cosa sento adesso, a livello del corpo?
Quali emozioni sto vivendo?
Quali sono i pensieri, le convinzioni, le idee che si manifestano?
Mi è capitato di sentire le stesse emozioni in altre occasioni?
Quando mi sono già sentito così cosa era successo?
Se restando in contatto con le mie emozioni  e le mie sensazioni esploro il mio spazio personale, chi o che cosa trovo (ricordi, idee, immagini, credenze)?
Cosa dico, penso, racconto su ciò che sta succedendo?

E per ogni cosa che emerge, sempre continuando a stimolare il sistema energetico, ripeti:
Rilascio ogni attaccamento emotivo a........ (emozione, ricordo, pensiero, idea, fantasia).

Se non sai ancora cosa sono le tecniche energetiche, dette tapping, guarda pure qui:

Ricorda che non c’è notte così nera che non sia seguita dall’alba, ma se senti che è un momento in cui non ce la fai da solo chiedi aiuto, alla famiglia, agli amici, ai vicini, a degli esperti.
Buon viaggio di scoperta con il tapping.
Virna

domenica 28 agosto 2016

Quando una ghianda diventa quercia..... Eft al servizio della nostra unicità...





Una ghianda, a vederla così, sembra soltanto una ghianda; un frutto appetitoso per molti animali, un seme e nulla di più.
La verità, però, è quasi sempre molto più complessa di ciò che sembra all'apparenza.
Una ghianda racchiude già, dentro di sé, tutto ciò che serve per dar vita ad una splendida e solidissima quercia.
Allo stesso modo, penso che ogni individuo racchiuda già, dentro di sé, tutto ciò che gli serve per realizzare il proprio scopo sulla Terra.
Anche quando sembra che non sia così...
Anche quando non abbiamo le idee molto chiare...
Anche quando siamo disperati...
Anche quando tutto sembra buio e confuso...
Anche quando vorremmo poter cambiare tutto...
Anche quando c'è semplicemente qualcosa che ci sembra stonato, un 1% che non è esattamente come vorremmo...
Quelli sono proprio i momenti migliori per guardarsi dentro, in cerca delle nostre risorse più profonde e dei nostri talenti naturali.
Quelli sono i momenti buoni per riconsiderare tutta la nostra Vita e chiederci se la stiamo davvero vivendo o se ci stiamo soltanto passando attraverso come se fossimo addormentati...
Quelli sono momenti buoni per "risvegliarsi" e prendere contatto con "il Sentiero" sotto i nostri piedi.
Quelli sono i momenti buoni per liberarci dalla paura e riconoscere finalmente chi siamo e le nostre vere potenzialità.
Questo è il mio augurio per voi, che possiate ricontattare la vostra Essenza più profonda e possiate seguire il canto del vostro Cuore.
Il Cuore Sa.



Ma molto semplicemente, che cosa ci potrebbe aiutare a tirare fuori la nostra unicità, rimuovere i blocchi che ci impediscono di manifestarci appieno, sviluppare i nostri talenti?
Fra le diverse risorse disponibili io ho raggiunto alcuni dei risultati migliori con le Tecniche energetiche, e oggi desidero parlarti di EFT.

 
E. F. T. è un’arte che negli ultimi anni ha trovato sempre più diffusione nel mondo, come semplice metodo di auto- aiuto. La sua storia inizia nel 1995 grazie alla fortunata scoperta di un ingegnere statunitense, Gary Craig.
Ma cosa significa E.F.T.? EFT è una tecnica, ma ancor più un insieme di diverse tecniche che presuppone una visione olistica dell’individuo, cioè considera la persona come un insieme complesso di mente, anima, corpo ed ENERGIA.
Nell’universo infatti tutto è energia e allo stesso modo anche nel corpo umano scorre energia.
Secondo i principi della medicina tradizionale cinese è possibile identificare un complesso sistema di circuiti energetici che viaggiano nel corpo, detti meridiani. Non possiamo vedere a occhio nudo l’energia che scorre nei meridiani, ma possiamo renderci conto di come scorre dagli effetti che manifesta ogni giorno nella nostra vita.
Perchè EFT funzioni non serve conoscere approfonditamente i meridiani energetici, però è interessante sapere che essi attraversano il nostro corpo e che i meridiani principali sono 14.
Esistono dei collegamenti tra i meridiani e l’epidermide, chiamati agopunti, che sono poi i punti comunemente utilizzati nella pratica dell’agopuntura. Ciascun meridiano prende il nome dall’organo o dal sistema cui è collegato e uno squilibrio energetico a livello di quel meridiano può portare uno squilibrio in quel organo o sistema.
La scoperta alla base di EFT è che “la causa di ogni emozione negativa è un’interruzione nel sistema energetico del corpo.”
Le emozioni sono un complesso sistema di comunicazione fra la nostra parte inconscia e quella conscia. Sono un spia luminosa che ci comunica sempre qualcosa su noi stessi e sulla nostra visione del mondo. L’emozione infatti è sempre una conseguenza, mai una causa. Essa emerge da qualcosa che abbiamo “incontrato” sul nostro cammino e che possiamo chiamare “attivatore”.  In realtà non ci sono emozioni giuste o emozioni sbagliate, bensì emozioni adeguate ad uno stimolo ed emozioni inadeguate. Se la nostra reazione è adeguata vuol dire che siamo sintonizzati nel presente e stiamo affrontando un evento nel nostro Qui e Ora, avendo a disposizione tutta la nostra libertà di azione. Se stiamo provando un’emozione negativa essa ci comunica qualcosa su di noi e sul modo in cui stiamo rapportandoci all’evento. Se non riusciamo a gestire l’evento perché esso non è “digeribile” all’interno della nostra visione del mondo, per il livello di consapevolezza che abbiamo in quel momento, oppure se la nostra reazione viene caricata di informazioni (energia) non digerite del passato o di ansie rispetto al futuro, noi scivoliamo fuori dalla nostro Qui e ora e ci perdiamo nel passato o nel futuro e siamo portati a provare emozioni negative, dovute ad un’alterazione nel nostro sistema energetico.
Le emozioni negative si manifestano sostanzialmente in tre modi:
1 come sentimento o stato emotivo disarmonico,
2 come disagio a livello mentale,
3 come disagio a livello fisico (es. tensione muscolare).
Eft, nella sua forma base, combina la ripetizione di alcune semplici frasi per consentirci di restare focalizzati a livello mentale sul disagio che stiamo provando e la stimolazione di alcuni punti sui meridiani tramite l’uso delle dita per riequilibrare il nostro sistema energetico. Così facendo questa tecnica è in grado di aiutarci ad acquisire una maggiore libertà emozionale e maggiore consapevolezza rispetto agli eventi della nostra vita.
Sono  moltissimi i modi in cui EFT  si è sviluppata e fusa con altre metodologie per il benessere, dalle più “sacre” alle più profane, passando dalla cosiddetta “eft giurassica” ad applicazioni sempre più creative.
Quello che non è mai cambiato è la sua semplicità di base, che la rende un’efficacissima tecnica di auto-aiuto, utilizzabile anche dai bambini piccoli e un utilissimo strumento per operatori delle relazioni di aiuto.
Per eseguirla basta focalizzare un disagio, preparare un’affermazione di partenza  personalizzandola a seconda del “problema che vogliamo trattare” ed eseguire una sequenza di picchettamenti, massaggi o semplice tenuta dei punti sui meridiani.

La frase di base si formula così:
anche se ho………..(problema x), mi amo e mi accetto completamente e profondamente
oppure
anche se ho………(problema x), mi apro alla possibilità di amarmi ed accettarmi completamente e profondamente

La sequenza consiste nell’attivare i punti sui meridiani con
Massaggio
Picchettamento
Semplice tenuta

In maniera assolutamente libera.



Generalmente però, soprattutto le prime volte, si parte con la preparazione sul punto Karate, indicato nella figura allegata (che altro non è se non il punto con cui sferrano il colpo coloro che praticano Karate) e andando dall’alto verso il basso nella seguente successione:

sopra la testa
sopracciglio
lato dell’occhio
sotto l’occhio
sotto il naso
mento
clavicola
sotto il braccio
sotto il seno

pollice
indice
medio
anulare
mignolo

Durante la sequenza è importante seguire ciò che emerge e continuare a picchiettare su quello restando sintonizzati…

Prima di iniziare a lavorare conviene identificare il disagio e misurarlo, secondo la scala SUDS, che ci consente di attribuire a ciò che sentiamo un punteggio soggettivo da 1 a 10.

Poi possiamo partire.

Quindi per esempio una sequenza tipo potrebbe anche andare così

Problema: sono arrabbiata con la mia amica X
Punteggio 9

Punto karate  - Anche se mi sento molto arrabbiata con la mia amica x, mi apro alla possibilità di amarmi e accettarmi completamente e profondamente
sopra la testa – mamma mia quanto sono arrabbiata, provo una rabbia 9
sopracciglio – non credevo di essere così arrabbiata
lato dell’occhio – non è nemmeno la prima volta
sotto l’occhio – e mi sento in colpa per questo
sotto il naso – non vorrei litigare con la mia amica X
mento – vorrei capirla di più
clavicola – mentre a volte vorrei che sparisse
sotto il braccio – a volte vorrei che lei mi capisse di più
sotto il seno – non capisce niente

pollice – come quella volta che non mi ha ascoltata quando le davo dei consigli
indice – mi sono sentita mortificata
medio – vorrei solo che mi desse più considerazione
anulare – ah che noia sta rabbia
mignolo – mi arrabbio spesso

Questa sequenza è solo a titolo esemplificativo e spero possa farvi capire quante cose possono emergere durante l’applicazione di EFT su un tema specifico. E normale sia così.

Dopo un giro completo di eft l’intensità di ciò che avevo portato come disagio potrebbe essere sparita, scesa, essere rimasta uguale, oppure essere aumentata di livello.
Ovviamente l’obiettivo è portare il disagio a 0.
Nel primo caso va benissimo, e potrete applicare eft a qualcosa d’altro.
Nel secondo caso è necessario fare ancora giri sul disagio focalizzato e seguire ciò che succede fino a completa risoluzione.
Se nulla è cambiato forse avete scelto un problema troppo generico, ci sono altri aspetti da trattare perché il problema è bello “cicciotto” oppure datato nel tempo o si tratta di qualcosa “che ricapita” continuamente. Oppure potrebbe essere che non stiate applicando la tecnica in modo corretto o nel modo più adeguato a voi o potrebbe essere che da soli non siate in grado di trattarlo in modo adeguato, perciò è sempre utile ricorrere al consiglio di qualcuno di più esperto.
Se l’intensità è aumentata, non spaventatevi, perché, come diciamo in gergo “avete pescato un pesce”, cioè avete centrato un argomento caldo sul quale probabilmente la vostra mente conscia aveva posto un velo di protezione; basta applicare Eft finché non riuscite a fare scendere l’intensità trattando tutto ciò che vi viene in mente.

Anche se questo articolo voleva solo essere un’introduzione all’arte di Eft spero di avervi instillato la curiosità necessaria affinché possiate approfondire il tema e trarne beneficio.

domenica 8 novembre 2015

Tu chiamale se vuoi emozioni.



Ripubblico sempre volentieri questo estratto del mio e-book sull'EFT che parla di emozioni.




Quando faccio corsi, sessioni individuali o tengo gruppi di EFT mi piace molto parlare delle emozioni.

A volte pensiamo che le nostre emozioni siano sbagliate… o peggio, proprio perché proviamo una certa emozione pensiamo di essere noi “sbagliati”.

Quante volte abbiamo provato rabbia, dolore, o altre emozioni, abbiamo reagito in conseguenza a ciò che sentivamo e poi ci saremmo tirati una martellata sul piede perché magari il solo fatto di provare quella emozione non ci ha fatto comportare come avremmo voluto…?

Ecco, allora per essere chiara fino in fondo la prendo larga.


NON ESISTONO EMOZIONI GIUSTE ED EMOZIONI SBAGLIATE.
NON ESISTONO EMOZIONI BUONE ED EMOZIONI CATTIVE.

ESISTONO PERÒ EMOZIONI ADEGUATE ED EMOZIONI INADEGUATE.
(sia le Iper (eccessive) che le Ipo (quasi inesistenti) reazioni sono inadeguate).


MA NON È MAI L’EMOZIONE CHE DOBBIAMO “ATTACCARE”.

L’EMOZIONE È UNA MESSAGGERA, UN AMBASCIATORE, E SOPPRIMERE L’AMBASCIATORE SIGNIFICA SOLO NON RIUSCIRE A SCOPRIRE QUALE ERA IL MESSAGGIO PER NOI.

DOBBIAMO QUINDI FARE UNA SCELTA DIFFERENTE ED INTERVENIRE SUI PENSIERI NEGATIVI SOSTITUENDOLI CON ALTRI PIU’ COSTRUTTIVI.

Le emozioni adeguate sono sempre frutto del nostro essere radicati nel momento presente, del vivere esattamente nel fluire della nostra vita, cioè nel QUI ed ORA.

Le emozioni inadeguate sono frutto di tracce di memoria che ci sono rimaste appiccicate addosso dal passato o di proiezioni (fantasie) sul nostro futuro (quasi sempre influenzate/create sulla base di esperienze passate).

VIVERE FUORI DAL QUI ED ORA È PROPRIO UNA DELLE COSE CHE COMPROMETTE LA NOSTRA LIBERTÀ.

Ecco perché può essere utile usare EFT.

Per ri-scoprire la LIBERTÀ DI ESSERE NOI STESSI, nel PRESENTE, come sanno fare i bambini…

EFT VIENE IN NOSTRO AIUTO E INTERVIENE SUI PENSIERI NEGATIVI, SUI RICORDI DOLOROSI, SUI BLOCCHI, I CONFLITTI E LE DISARMONIE E CHE NON CI CONSENTONO DI VIVERE LIBERI E GODERCI IL PRESENTE.




LE NOSTRE EMOZIONI SONO UN POTENTE MEZZO DI COMUNICAZIONE CON L’INTERNO.

ESSE CI DICONO SEMPRE QUALCOSA DELLA NOSTRA “MAPPA DEL MONDO”.

Anche la rabbia.

Anche la paura.

Anche la tristezza.

Anche l’ansia.

L’ansia mega galattica, una paura paralizzante, una tristezza incolmabile, ci parlano in modo forte!


Quindi l’ansia, la paura, la tristezza, la rabbia, la frustrazione, la preoccupazione o le altre emozioni sono come una spia sul cruscotto dell’auto.

Se si “accendono” vogliono avvisarci che c’è qualcosa che è fuori posto, uno stato di disarmonia all’interno di noi.

La cosa più utile, a mio avviso, quando si prova un’emozione che “ci disturba”, è chiedersi

CHE COSA MI STA DICENDO DI ME (OGGI)?

L’emozione traduce SEMPRE, in un modo che noi possiamo percepire, quello che c’è dentro di noi….e ci serve per orientarci.

Se l’emozione ci provoca DOLORE  significa che ci sta segnalando un conflitto, un blocco, uno stato di disarmonia che abbiamo dentro e che non ci permette di vivere al pieno delle nostre potenzialità.