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domenica 8 agosto 2021

EFT per chi ha un blocco a vivere la felicità.

 



Molte persone hanno un blocco, o una resistenza a vivere emozioni positive, situazioni positive, stati di benessere, come la pace, la gioia, la felicità.
Ciò può essere legato a convinzioni sul merito, ad associazioni e convinzioni negative, al pensiero di non valere abbastanza, alla paura di non sapere gestire le cose belle, alla paura di ciò che potrebbe accadere vivendo qualcosa di bello.
Che cosa accade in te leggendo questo?

Un suggerimento di lavoro per coloro che hanno difficoltà a sentire o vivere la felicità:

Stimola il tuo sistema energetico, pensa alla felicità e a tutto ciò che significa per te.
Osserva cosa accade.
Presta attenzione a ciò che sale alla tua mente cosciente.
Continua il picchiettamento anche se salgono immagini, emozioni, pensieri, idee.
Per ogni cosa che sale puoi usare Eft, oppure puoi anche ripetere quelle frasi, fra le seguenti, che ti risuonano:
Rilascio ogni attaccamento emotivo al non riuscire a percepire la felicità.
Anche se con la felicità ho un rapporto mordi e fuggi, tutto questo può cambiare e scelgo che cambi.
Anche se non sono mai stata pienamente felice, tutto questo può cambiare e scelgo che cambi.
Anche se ho pochi ricordi di felicità, tutto questo può cambiare e scelgo che cambi.
Rilascio ogni attaccamento emotivo alla paura di essere felice.
Rilascio ogni attaccamento emotivo al bisogno di controllare la felicità.
Rilascio ogni attaccamento emotivo al pensiero che se sono felice può capitare qualcosa di brutto.
Anche se non ricordo di essere felice da anni, tutto questo può cambiare e scelgo che cambi.
Anche se sono ancora attaccata ad una felicità passata e questo mi tiene ferma nella vita rilascio ogni attaccamento emotivo all’idea che non posso essere di nuovo felice.
Anche se non riesco a godere appieno la felicità, tutto questo può cambiare e scelgo che cambi.
Buona esplorazione.
Virna

sabato 20 dicembre 2014

LE LUCI E LE OMBRE






Chiunque desideri fare il coach, o lo sia già, agisce, nel lavoro come nella vita, sulla base di alcuni presupposti fondamentali, primo fra tutti che in ogni individuo ci siano già tutte le risorse per realizzare al meglio il proprio scopo su questa Terra.

Quello che un coach tende a fare, perciò, non è fornire soluzioni facili, o sostituirsi al cliente nel processo decisionale, bensì aiutare gli altri a raggiungere il massimo livello delle proprie capacità, orientando il singolo verso la definizione dei risultati da lui desiderati e quindi guidandolo nell'individuazione e nell'utilizzo di qualità che egli spesso non sfrutta, pur possedendole.

Mi piace pensare che il coach, un coach con la C maiuscola, possa fungere da faro, di modo che la persona che gli si affida sia agevolata nel vedere sia le luci, cioè i propri potenziali, magari mal impiegati, sia le ombre che porta in sè sotto forma di schemi e convinzioni limitanti, paure e insicurezze al fine di lasciarle andare. 

Troppo spesso infatti facciamo come il protagonista di quella favola che mi hanno raccontato qualche anno fa, che non si voleva più muovere dalla sua stanza, certo che se lo avesse fatto un fantasma sarebbe saltato fuori dall'armadio per divorarlo. Così facendo quell'uomo sprecò moltissimi anni di vita, finchè un ragazzino ignaro entrò nella stanza con una torcia, e illuminando l'interno dell'armadio gli permise di vedere che il tanto temuto fantasma era solo un cappotto appeso ad una gruccia di legno.

Lo so, questa storia sembra un estremizzazione, eppure molti di noi si bloccano, invece di agire, terrorizzati da chissà quanti e quali "fantasmi". Convinti che un passo falso potrebbe costare loro la vita, la tranquillità, la reputazione, la stima degli amici e dei familiari, restano ingabbiati in situazioni non desiderate, imposte da altri, scelte per default e a volte anche assurde, pur di non affrontare il cambiamento, incapaci di rendersi conto che così facendo tradiscono se stessi e si relegano in una zona d'ombra.

Certo, lavorando su me stessa e con le altre persone mi sono resa conto che il cambiamento è la cosa che terrorizza di più. Prima di tutto perchè tendiamo ad affezionarci ad un'idea di noi, messa insieme a volte anche con molta fatica nel corso degli anni, e lasciarla andare sembra quasi voler dire che perderemo la nostra identità. In secondo luogo molti hanno ereditato o appreso da soli una teoria secondo la quale il cambiamento è comunque dannoso, quasi che la felicità si possa raggiungere solo nella staticità. Purtroppo però, facendo questo, contraddicono il primo principio fondamentale della vita, e cioè il MOVIMENTO. Se ci fosse staticità infatti ci sarebbe morte, mentre la vita rinnova continuamente se stessa attraverso il cambiamento.

Imparare a gestire un cambiamento, anche molto radicale, nella nostra vita, passa da una tappa obbligata. Aumentare la propria consapevolezza e l'autoconsapevolezza di cui siamo in possesso, cioè sapere cosa sta esattamente accadendo fuori  e dentro di noi senza lasciarsi fuorviare da emozioni, ricordi, aspettative e desideri.

Quali sono le difficoltà maggiori nel fare questo?
Superare il mormorio incessante dei pensieri attraverso l'osservazione.

ASCOLTO, ASCOLTO, ASCOLTO, di se stessi, delle proprie emozioni, dei propri pensieri, senza resistere, ma diventando osservatori esterni di tutto ciò che avviene è un utilissimo mezzo per aumentare la consapevolezza, e l'autoconsapevolezza e per renderci LIBERI, perchè ABBIAMO SEMPRE IL CONTROLLO SU CIO' DI CUI SIAMO CONSAPEVOLI, MENTRE CIO' DI CUI NON SIAMO CONSAPEVOLI CI CONTROLLA.

Ogni volta che fate qualcosa, cominciate a portare la vostra attenzione su quella cosa. Chiedetevi esattamente cosa state facendo, toccando, sentendo, provando, gustando, pensando.

Vivete ogni momento con più presenza.

OSSERVARE, PERCEPIRE, ASCOLTARE vi consentiranno di mappare la realtà del vostro QUI ed ORA e vi apriranno al cambiamento.

Ogni volta che ci troviamo a "rivivere qualcosa" come se stessimo seguendo un cannovaccio che ci imprigiona, ogni volta che ci sembra di non riuscire a uscire da un determinato schema di azione, ogni volta che vogliamo operare un cambiamento consapevole nella nostra vita,  nel nostro modo di agire, dobbiamo prima di tutto RICONOSCERE CHE E' IN ATTO UN COMPORTAMENTO, poi ACCETTARE CHE SI TRATTA DI UNA REAZIONE CONDIZIONATA e infine ESSERE DISPOSTI A LASCIARE ANDARE QUEL DETERMINATO COMPORTAMENTO, verificando quali sono le ombre, le zone comode, i vantaggi secondari che lo stesso ci consente di mantenere....

Se sapremo fare questo, se sapremo portare luce nelle nostre aree più buie allora nulla ci impedirà di ABBANDONARE CONSAPEVOLMENTE IL CONDIZIONAMENTO O L'ABITUDINE DANNOSI E VIVERE LIBERI DI ESPRIMERE FINALMENTE IL NOSTRO VERO IO.

Con l'articolo di oggi il blog chiude per ferie.

Grazie a tutti coloro che mi leggono, che sono qui per la prima volta, che pensano già di tornare per scoprire le novità di Gennaio.






Nel frattempo Buon Natale e Felice Anno Nuovo e se le feste vi fanno venire l'orticaria magari vi servirà leggere questo altro articolo:

http://eft-veneto.blogspot.it/2013/12/appunti-rapidi-per-sopravvivere-alle.html

Arrivederci al 10 gennaio 2015.

sabato 21 giugno 2014

EFT e il giudice interiore...





Questa volta vi suggerisco di attivare i punti del vostro sistema energetico prima di leggere.
Mi piacerebbe che prendeste anche carta e penna, per poter fissare sulla carta degli appunti nel caso vi servisse.
Vorrei che provaste a leggere quanto segue con calma, lasciando che emergano eventuali riflessioni, spunti o emozioni....
Tutto ciò che emerge può essere picchiettato in un secondo momento...


Di recente ho riletto il libro di Don Miguel Ruiz I quattro accordi e ho pensato che si presta perfettamente a essere usato in combinazione con EFT e SET.
Secondo gli sciamani toltechi tutta la nostra vita è sogno e tutti insieme, unendo miliardi di sogni personali creiamo un sogno  collettivo chiamato sogno della società, o sogno del pianeta.

Il sogno della società definisce come viene improntato il sogno personale dei nuovi nati, cui gli adulti cercano di trasmettere delle regole per sognare insieme alla colletività in cui cresceranno.
Fra queste regole ci sono cose come la lingua del paese in cui nasciamo, come comportarci, la religione cui aderire, cosa è buono e cosa è male...

Da bambini non abbiamo avuto la possibilità di scegliere in cosa credere, ci siamo limitati ad essere d’accordo con ciò che ci mostravano gli altri, (anche quando forse non ci piaceva del tutto, o non ci risuonava del tutto naturale.)
Gli adulti hanno diretto la nostra attenzione verso le informazioni che loro ritenevano più buone per noi.
Loro.

Noi abbiamo semplicemente preso degli accordi con ciò che ci veniva insegnato  e gli accordi presi hanno guidato tutta la nostra vita

Secondo Ruiz siamo stati “addomesticati”, tutti, chi più e chi meno, da bambini, secondo ciò che andava bene alla società in cui ci siamo trovati ad interagire.

Abbiamo imparato anche che se stavamo alle regole venivamo premiati, mentre se le infrangevamo venivamo puniti (anche solo o soprattutto con il biasimo di coloro che amavamo più di tutti, i nostri genitori).

Quando siamo cresciuti un pò abbiamo imparato a dire NO. Volevamo essere liberi!

Ma molto spesso, dopo i No, abbiamo ripreso ad uniformarci alle regole del sistema, secondo quanto ci veniva suggerito, non più o non solo, da mamma, papà, insegnanti, amici, maestri di vita, bensì dal nostro GIUDICE INTERIORE, che vuole compiacere chi ci sta accanto....

Abbiamo iniziato a fingere di essere ciò che non siamo per fare contenti gli altri, per non essere rifiutati, per non deludere e abbiamo sospeso la capacità di ascoltare le nostre “vere” inclinazioni, qualità, aspirazioni, il nostro vero IO.

Il nostro giudice interiore è così esperto che se facciamo qualcosa contro le regole ci puniamo, pensiamo di essere colpevoli o per lo meno che dobbiamo vergognarci.

Se invece ci comportiamo come “bravi ragazzi” allora ci ricompensiamo.

A quel punto dentro di noi è già attiva anche un’altra parta dissociata, quella della VITTIMA, quella che si biasima, che si prende la colpa e il castigo.

Ma tutti e due i ruoli si basano su un sistema di credenze, una sorta di Libro della Legge, che abbiamo fatto nostro da bambini.

Ogni volta che facciamo o anche solo pensiamo di fare qualcosa che sfida una di queste leggi, anche se sentiamo che la legge è innaturale, proviamo paura, e ci sentiamo insicuri, ci sentiamo in colpa e sbagliati.

Ci vuole coraggio, sempre secondo Ruiz, per sfidare le nostre convinzioni e superarle.

Ma la maggior parte delle convinzioni che ci ha trasmesso la società ci fanno vivere come in un inferno, ci fanno vivere lontani dalla libertà, dalla felicità, dalla realizzazione e dall’AMORE, perchè non ci lasciano sperimentare ciò che siamo veramente, AMORE, appunto.

Vivendo secondo questo tipo di credenze siamo continuamente alla ricerca di arrivare ad un tipo di perfezione che corrisponde in poche parole a fare ciò che gli altri si aspettano da noi, e così ci snaturiamo, e viviamo la nostra intera vita divisi fra ciò che ci dice il cuore e ciò che pensiamo di dover essere per essere accettati.

Così facendo non ci amiamo, e non amandoci  ci feriamo, ci rifiutiamo, ci maltrattiamo, convinti, sempre di più, di non essere perfetti.

Ma tutto questo circolo vizioso si può interrompere e possiamo imparare nuovamente l’Amore e la FELICITA’, prima di tutto per noi stessi, perchè più ci amiamo, meno bisogno abbiamo della sofferenza.



Arrivati alla fine di questo articolo vi chiedo: vi siete identificati con quanto scritto?

Che cosa ne pensate del modo in cui agite ogni giorno nella vostra vita?

Ci sono una o più aree della vostra vita in cui vi sembra di agire per far contenti gli altri?

O di non agire per non rendere infelici coloro che avete vicini?

Quanto ascoltate voi stessi?

Quante volte, durante una giornata, riuscite ad ascoltare la voce del cuore? E quella del vostro "giudice interiore"?

Ogni risposta che darete potrà esservi utile per osservarvi e per portare consapevolezza dentro....

E ogni passo sul sentiero della consapevolezza potrà contribuire a farvi ri-allineare con chi siete veramente, con il vostro vero scopo su questa terra perchè viviate e lo viviate con AMORE.

Ricordate... più vi amate, meno avrete bisogno della sofferenza.