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domenica 9 ottobre 2016

Ferita da rifiuto e tecniche energetiche.



La ferita da rifiuto è una ferita molto profonda, spesso vissuta negli anni della prima infanzia. Può succedere che siamo stati davvero rifiutati o che abbiamo percepito il rifiuto. Questa ferita, se non sanata, spesso continua a influenzare la nostra vita, le nostre scelte, e non da ultimo attiva la legge di attrazione a nostro sfavore, spingendoci in altre situazioni in cui ci sentiremo rifiutati, finchè non l’avremo risolta. In questo eft può venire in nostro aiuto. Nel link di seguito il mio intervento a WEB RADIO VISIONE ALCHEMICA sulla ferita da rifiuto.



https://www.spreaker.com/user/5970083/virna-trivellato-di-armonia-emozionale-e


domenica 14 giugno 2015

Eft per le ferite primarie





Liberamente ispirato da Le cinque ferite e come guarirle di Lise Bourbeau

In questo periodo ho ripreso in mano un libro a mio avviso straordinario: “Le cinque ferite e come guarirle” di Lise Bourbeau e ho pensato di scrivere un articolo, dato che mi ritrovo perfettamente d’accordo con molte delle cose che l’autrice scrive.

Ad esempio, nel capitolo primo, Lise spiega che, in generale, i bambini passano attraverso quattro fasi:

1 – LA GIOIA DI ESSERE SE STESSI E SPERIMENTARE (-SI);

2 – LA SCOPERTA CHE QUANDO SIAMO NOI STESSI SPESSO FINIAMO PER FERIRE, DISTURBARE O MANDARE IN CONFLITTO I NOSTRI GENITORI O GLI ALTRI ADULTI CHE RUOTANO INTORNO ALLA NOSTRA ESISTENZA;

3 – UN PERIODO DI CRISI E DI RIBELLIONE (durante il quale si manifestano spesso crisi di collera o rabbia anche incontrollabile);

4 – LA CREAZIONE DI UNA NUOVA PERSONALITA’, DI MODO DA UNIFORMARSI A CIO’ CHE GLI ALTRI VOGLIONO DA NOI E SMETTERE DI SOFFRIRE E FARE SOFFRIRE.


Secondo la Bourbeau  questa “nuova personalità”, che tutti noi ci creiamo, è riconducibile in modo più o meno evidente a cinque “maschere” tipo, corrispondenti a cinque tipologie di ferite principali vissute nelle prime fasi della nostra vita, e a volte anche prima di nascere, già nel grembo materno.

Molto spesso la nuova personalità è un composto di diversi aspetti delle maschere, questo quando abbiamo vissuto in maniera forte più di una ferita.

Le maschere e le ferite corrispondenti sono queste:

MASCHERA
FERITA
Fuggitivo
Rifiuto
Dipendente
Abbandono
Masochista
Umiliazione
Controllore
Tradimento
Rigido
Ingiustizia

Quando creiamo una nuova personalità ed indossiamo una maschera lo facciamo per proteggerci dal dolore, vissuto nel momento in cui ci siamo sentiti rifiutati, abbandonati, umiliati, traditi o trattati ingiustamente dai nostri genitori (normalmente da uno dei due in particolare).

Non importa davvero cosa abbiano fatto i nostri genitori, come, quando e in che modo ci abbiano per esempio rifiutato, magari perchè siamo femmine e volevano un figlio maschio, perchè la verità è che avere provato dolore e avere subito questa ferita che condiziona la nostra esistenza, dipende dal fatto che ABBIAMO VISSUTO QUELL’ESPERIENZA NELLA NON ACCETTAZIONE, e NON PERDONIAMO (i  nostri  genitori o altri adulti di riferimento) NE’ CI PERDONIAMO PER AVERLA VISSUTA.

Ovviamente, per la legge di causa ed effetto, capiterà che proprio perchè non accettiamo una data situazione la vivremo e la rivivremo ancora per avere modo di elaborarla.

PERCHE’ SIAMO TUTTI SU QUESTA TERRA PER VIVERE DETERMINATE ESPERIENZE E IMPARARE AD AMARE.

La Bourbeau scrive anche che “più soffri in una data situazione o con una certa persona, più il problema viene da lontano”.

Ecco che quando ci scopriamo a vivere lo stesso tipo di sofferenza, o quando ci sembra di essere bloccati in un girone dell’inferno, condannati a ripetere sempre la stesso tipo esperienza dolorosa, anzichè prendercela con la vita, con gli altri, con il destino o con Saturno in trigono, possiamo cominciare ad aprirci alla possibilità di accettare l’idea che tutto ciò che stiamo vivendo lo stiamo in qualche modo co-creando, con la nostra energia, perchè tutte le ferite che abbiamo congelato, anzichè risolto, vibrano in noi ad una determinata frequenza e attirano persone ed eventi che sono in risonanza con lo stesso tipo di energia.

Ma cosa possiamo fare subito?

Possiamo ascoltarci e se comprendiamo che una situazione non è più utile per noi possiamo decidere di  elaborarla e lasciarla andare, prima di tutto attraverso l’auto osservazione, alla ricerca di tutto quello cui stiamo reagendo e che ci provoca dolore e che risulta in qualche modo collegato alle ferite originarie, che sono ancora vive dentro di noi.   

In questo processo EFT può esserci molto utile fin da subito, anche se ancora non sappiamo bene nè in quale ferita ci riconosciamo, nè  quale o quali maschere abbiamo deciso di “indossare”, di conseguenza, per cercare di evitare di soffrire.

Di seguito alcune frasi che potete usare come spunto sul tema:

Anche se quado sento parlare di maschere a me viene in mente il Carnevale, ma effettivamente c’è qualcosa nella mia vita che non mi rende proprio felice e soddisfatto...

Ma io non so quale maschera ho, non mi vesto nemmeno mai da carnevale, certo che però se leggo bene la parola ABBANDONO, mi risuona.....

Anche se non so se ho subito una ferita di queste, e quale, mi apro alla possibilità di capirlo, se è per il mio massimo bene, e di elaborarla e lasciarla andare...

Anche se a me l’idea che qualcosa la sto co-creando mi fa sentire in colpa, e la rifiuto, mi amo e mi accetto totalmente, anche se rifiuto anche me...

Anche se mi sa che è tanto tempo che non esploro la gioia di essere me stessa, manco sono sicura di saperlo chi sono..... e chi me lo fa fare di scoprirlo poi, tanto mica lo so se c’è qualcosa da salvare...

Ho mai provato la gioia di essere me stesso? Mi apro comunque alla possbilità di farlo ora... se non l’ho ancora fatto mi accetto così..

Anche se questa cosa della gioia di essere se stessi mi fa girare i sentimenti, se fossi me stesso fino in fondo non piacerei a nessuno..

Anche se sono convinta che se fossi me stessa non piacerei a nessuno, mi amo e mi accetto , o per lo meno mi piaccio... anche se non è vero...

Anche se ho paura di essere me stessa mi apro alla possibilità che si possa fare..

Anche se mi ricordo quanto davo fastidio ai miei genitori, e non avevano mai tempo perchè dovevano lavorare...

Mi vengono in mente i ricordi di scuola, mica potevo essere me stessa, con gli insegnanti e i compagni, non andava bene niente....

Ho dovuto mettere una maschera, non piacevo a nessuno, dicevano che ero strana...

Anche se mi sento molto delusa e arrabbiata, per come mi sono sentita quando ero piccola...

Anche se sono ancora molto arrabbiata e mi viene voglia di ribellarmi ogni volta che mia madre mi parla...

Anche se non so mai quando sto agendo e quando agisco solo per lo sfizio di fare il contrario di quello che piace ai miei..

Anche se nel mio spazio di percezione è rimasta la rappresentazione congelata di quando da piccola sentivo di dispiacere gli altri, ed io continuo a reagire ad essa, recupero tutta l’energia che ho utilizzato per costruirla e mantenerla e la riporto nel mio centro...

Anche se nel mio spazio di percezione è rimasta la rappresentazione congelata di me a tre anni, ed io continuo a reagire ad essa, recupero tutta l’energia che ho utilizzato per costruirla e mantenerla e la riporto nel mio centro...

Anche se a qualche livello ho generato e ancora oggi mantengo questa rabbia, recupero tutta la mia energia coinvolta nella sua inconsapevole creazione e la riporto nel mio centro...

Anche se non credo di avere una personalità alternativa, figuriamoci, io sono me stesso sempre, mi amo e mi accetto...

Anche se a leggere questo articolo non ho rivisto proprio nulla di me, recupero tutta la mia energia legata a questo nulla  e la riporto nel mio centro ...

Ho vissuto troppe brutte cose, non voglio perdonare, non è colpa mia...

Mi rifiuto di pensare al passato... ciò che è stato è stato....

Mi sembra di vivere sempre la stessa esperienza, e non capisco perchè.... non è giusto..

Anche se non capisco perchè sono bloccato nello stesso tipo di sofferenza da tanto tempo, mi apro alla possibilità di lasciarlo andare..

Mi perdono e mi accetto così come sono, con tutto quello che ho vissuto e che vivo...

Spero che queste frasi vi possano aiutare, nel vostro cammino per diventare sempre più consapevoli, personalmente ho amato molto utilizzarle prima di tutto su di me e poi scriverle...
Che vi portino il meglio per voi!

sabato 13 settembre 2014

Paura di AMARE



Laura è una giovane donna, molto bella. Ha da poco compiuto i 40 anni ed è la sesta volta che ci vediamo. Fino ad ora è tornata per temi differenti, ma con un unico filo conduttore: le relazioni sentimentali.

Stavolta mi dice di voler andare in fondo alla faccenda perchè si trova a rivivere qualcosa di molto simile a quanto capitatole 2 anni fa.
Due anni fa era in crisi con il compagno. Lui le ha regalato un viaggio insieme, lei ha accettato e al ritorno sono rientrati nella loro routine, fino a pochi mesi fa. Adesso lei è adirittura uscita di casa. Ha traslocato in un appartamento vicino a casa loro.
Ma lui non si è arreso e le ha ragalato un biglietto aereo per una destinazione tropicale: viaggio per due.

Questa volta però Laura dice di sapere che non vuol più tornare indietro.

Inoltre c’è una nuova frequentazione nella sua vita, un ragazzo conosciuto da poco e con il quale non c’è ancora una relazione vera e propria, ma nemmeno con lui si sente bene.

Infine ammette che ogni giorno il pensiero le torna all’ex fidanzato, dei tempi delle superiori.

Visto che i punti di cui parla Laura sono molti decido di utilizzare delle “ancore” e svolgere una sorta di Logo costellazione.

Scriviamo il nome di ogni uomo di cui ha parlato su un bigliettino e invito Laura a posizionarli come vuole sul pavimento, aggiungendo anche un biglietto con il proprio nome.
Lei li posiziona in una specie di croce, con se stessa al centro e il braccio sud mancante.
Le chiedo se sente che manchi qualcuno in questo gruppo.
Mi risponde che vuole aggiungere l’altro uomo della sua vita, il padre e lo posiziona sotto di sè.

Le faccio fare Logosintesi sulla fantasia del padre ideale.
Laura ammette che pur senza volerlo cerca il padre in chiunque.

Le domando di osservare lo schema che ha creato e di dirmi cosa ne pensa, che emozioni prova.
Mi risponde che il suo ex è lì all’apparenza ma tuttavia è una persona slegata da qualunque legame, anche con la famiglia, forse per questo motivo lo pensa tanto.

Le suggerisco delle frasi di logosintesi sull’idea che una relazione stabile sia soffocante.
Durante il ciclo emerge che lei una relazione “stabile” (in senso positivo) non l’ha quasi mai vissuta e le sembra una missione difficile. Anche quando era in una relazione c’erano quasi sempre problemi.

Le chiedo quale sarebbe la cosa più terribile che potrebbe accaderle se vivesse una relazione stabile.
Mi risponde che le toccherebbe allentare con il lavoro e stare a casa, che si sente già soffocare solo a pensarci.

Le chiedo chi o che cosa c’è nel suo spazio personale che le fa sentire la mancanza di respiro.
Mi risponde che vede un’immagine, un vestito in stile ‘800.
Facciamo logosintesi su questa immagine e su ciò che rappresenta per lei.
Alla fine Laura dice che le è venuta voglia di andare al mare.
Prende tutti i foglietti in mano e ne fa un mucchio, chiedendomi se se ne può liberare... poi mi dice che le dispiace per l’ex compagno ma quella con lui non è più la sua vita.

Il nuovo ragazzo che ha conosciuto invece, le mette ansia, le sta addosso come un koala.
Facciamo logosintesi sull’idea di questa persona come fosse un “koala”.
Laura mi dice che “se non ci sono dei koala nella tua vita tu non puoi star male”.
Un koala per lei è una persona che ti sta sempre appiccicata, e lei ha paura di una persona così, perchè se sei attaccato a qualcuno puoi uscirne “frantumato”.

Le chiedo di spiegarmi meglio, e quale pensa che potrebbe essere la cosa pià terribile che potrebbe succederle se entrasse un “koala” nella sua vita.
Mi risponde nervosissima che è ovvio, che potrebbe rischiare di subire una batosta.

La guido suggerendole le tre frasi di logosintesi su ogni memoria, fantasia o credenza lei abbia sull’AMORE.

Dopo la prima frase mi dice che le viene da vomitare, dopo la seconda che si sente soffocare e le appare un’idea nella testa come una scitta “BASTA, MAI PIU’ AMORE!”.
Apre gli occhi e mi chiede “Mi sto raccontando delle storie vero? Ho paura e mi racconto delle favole”

Le chiedo quanti anni ha la "Laura" che non crede all’amore.
Mi dice che ne ha 20.
Le chiedo chi l’ha tradita a 20 anni.
Mi risponde che il suo ex è appena stato a trovarla ma che non tornerà e che a casa è un inferno, perchè la madre se ne è andata di punto in bianco, senza dire nulla e lasciando il padre, lei e i suoi 5 fratelli. Siccome il più piccolo ha tre anni e comunque la maggior parte sono minori c’è tutto un via vai di avvocati, assistenti sociali, mediatori familiari... Lei che è la sorella maggiore subisce tutto questo.
Certo, il suo ex e sua madre l’hanno tradita. Entrambi.

Le chiedo di dirmi cosa succede se ripensa a quel periodo.
Mi risponde che prova rabbia, nello stomaco, e un senso di commiserazione che le sale in gola, le fa venir voglia di vomitare e la fa arrabbiare ancora di più.
Le chiedo quale di queste due emozioni sente più forte e mi risponde che tutta quella rabbia che prova le impedisce di far entrare qualcuno, o qualcosa, tiene fuori tutto per difendersi.

Le suggerisco delle frasi di logosintesi  su quanto emerso.
Dopo la prima dice di sentirsi sbilanciare, dopo la seconda vede 1 fune, e dopo la terza mi dice di sentire che STA, che non ha voglia di continuare.

Le suggerisco ancora delle frasi di logosintesi su ciò che ha creato per non sentire. Accetta di ripeterle.
Dopo la prima visualizza di star tirando qualcuno per i capelli, dopo la seconda vede nuovamente una fune, ma dopo la terza frase ammette che quella fune le da un senso di pace e libertà, perchè ora sente che le può servire per  volteggiare.

Dopo questa sessione, straordinariamente densa, come dense sono state le esperienze di vita di Laura, la giovane donna ha di fronte a se la consapevolezza che le sue relazioni non sono mai state soddisfacenti perchè pur desiderando moltissimo creare una famiglia ha sempre “reagito” alla ferita da tradimento che si é attivata in lei quando la madre ha abbandonato la famiglia. La paura di soffrire le ha fatto indossare una maschera di protezione che la faceva sembrare una donna forte e in carriera, mentre dentro il mondo congelato legato a quell’evento la spingeva a sabotare qualunque rapporto sentimentale dall’interno, per non correre il rischio di essere ferita e abbondanata di nuovo.

Il lavoro con Laura è appena cominciato. Dentro di lei ci sono ancora molta rabbia per la madre e un iper attaccamento alla figura paterna, idealizzata e idolatrata perchè ha finito per contrapporsi a quella della madre abbandonica.

La maschera però è caduta e Laura ora ha la possibilità di scegliere se tornare a "raccontarsela" o lavorare per liberarsi del passato e tornare ad agire nel presente libera da condizionamenti.

venerdì 14 febbraio 2014

LA FERITA DA RIFIUTO



Liberamente ispirato da Le cinque ferite e come guarirle di Lise Bourbeau

Questo articolo segue quello dal titolo Le ferite e le maschere. In esso si spiega come nel testo della Bourbeau sopra menzionato si identifichino 5 ferite primarie che viviamo da bambini e che ci spingono a “indossare” una maschera per proteggerci dalla sofferenza secondo il seguente schema:


MASCHERA
FERITA
Fuggitivo
Rifiuto
Dipendente
Abbandono
Masochista
Umiliazione
Controllore
Tradimento
Rigido
Ingiustizia


Ogni persona può avere vissuto più di una ferita, anche tutte e cinque.

Per qualcuno una ferita  può essere prevalente rispetto alle altre, mentre per altri possono esserci una o più ferite leggere.

Qualcuno può anche manifestare caratteristiche di tutte le maschere in egual misura.

Alcune ferite possono essere molto ben nascoste.

Per comodità espositiva ho deciso di seguire l’ordine dei capitoli del libro originale.

Oggi affrontiamo la FERITA DA RIFIUTO.

Quando si rifiuta qualcuno lo si respinge, lo si allontana, lo si esclude dalla propria vita.

Il RIFIUTO è una ferita profonda, scrive la Bourbeau, perchè LA PERSONA SI SENTE RESPINTA IN TUTTO IL SUO ESSERE  E NEL SUO DIRITTO AD ESISTERE.

E’ la prima ferita che si può manifestare e si vive nei confronti del genitore dello stesso sesso.

“Il genitore dello stesso sesso ha il ruolo di insegnarci ad amare, ad amarci, a dare amore.
Il genitore dell’altro sesso ha il ruolo di insegnarci a lasciarci amare e a ricevere amore.”

Un bambino può essersi sentito rifiutato ad esempio se è arrivato “imprevisto”, oppure se è nato di sesso diverso da quello che i genitori desideravano, o per qualunque altra ragione.

Qualunque siano state le reali circostanze, gli eventi e le esperienze la persona  che ha una ferita da rifiuto li ha vissuti da bambino, sentendosi rifiutato, vuoi  per delle osservazioni, delle sgridate, momenti di collera e poca pazienza del genitore.

La persona con una ferita da rifiuto può incarnare la maschera del fuggitivo, per la cui descrizione completa vi rimando al libro della Bourbeau.

Per quello che conta ai fini di questo articolo basti sapere che “il fuggitivo” tende a considerarsi una nullità, si crede di poco, se non nullo valore e quasi sempre si sente rifiutato.

Ecco un riassunto delle sue caratteristiche.

Spesso cerca la solitudine, per non ricevere troppe attenzioni, che non saprebbe gestire, e tende all’isolamento, coltivando anche poche amicizie.

Il fuggitivo tende a non sentirsi nè accettato nè accolto dal genitore dello stesso sesso, ma proprio per questo fa di tutto per esserne amato, per cercare conferme di valere qualcosa per quel genitore.

E’ il caso della fanciulla che non si sente compresa e accettata dalla madre ed è suscettibile alla minima osservazione che questa le fa, perchè ogni volta si sente rifiutata, mentre desidera solo sentirsi dire “vai bene così, brava”.

Spesso sviluppa odio nei confronti di questo genitore, o passa dall’odio all’amore e tende a fuggire, rinnegando la madre o il padre, arrivando addirittura a tagliare i ponti per smettere di sentirsi rifutato.

Abile nella fuga anche con gli altri, quando però viene rifiutato dal genitore o da una persona di sesso opposto tende ad auto rifiutarsi,  accusando se stesso di averne la colpa.

Tende costantemente a sminuirsi e anche paragonandosi agli altri pensa di valere meno.

Continua a vivere nella paura del rifiuto e quindi di non essere scelto.

Se viene scelto, ha difficoltà ad accettare che qualcuno lo ami.

Se prende troppo posto ha paura di disturbare e non di rado pensa che ciò che fa o dice lui non abbia alcun valore.

Spesso cerca la perfezione in ciò che fa, per non essere giudicato.

Molte volte va in panico e rimane bloccato, o per evitarlo fugge.

In breve, molti dei suoi comportamenti nella vita sono reazioni alla paura di venire rifiutato.

Ecco qui alcuni suggerimenti per utilizzare EFT se vi siete sentiti in sintonia con la descrizione di cui sopra:

Anche se mi capita spesso di sentirmi rifiutato, so che difficilmente scelgono me, mi amo a mi accetto, anche se non è tanto vero, perchè penso sia colpa mia...

Anche se quando mi capita di ricevere un rifiuto mi sento in colpa, preferisco non disturbare, non chiedere, così almeno non resto deluso...

Anche se mi viene sempre da pensare che mia mamma voleva un maschietto, e per anni mi sono sentita come Lady Oscar...(protagonista di un cartone animato donna, che veniva cresciuta come uomo, tanto da diventare capo delle guardie del Re di Francia)

Anche se mi capita spesso di provare vergogna, preferirei diventare invisibile...

Preferisco non farmi notare troppo, se non vengo notato è meglio....

Mi piacerebbe che mia mamma (papà) mi accettasse così come sono..

Mi capita spesso di scappare da una situazione, anche dalle relazioni, quando qualcosa inizia ad andare male, preferisco fuggire...soffro meno..

Mi sembra che nessuno mi ami... mi sento come se nessuno mi accettasse, mi sento sempre respinta...

Se penso che quel ragazzo che mi piaceva tanto non mi chiama più, penso che è colpa mia....

E’ tremendo, al lavoro mi sento una nullità...

E’ come se non fossi abbastanza importante per avere un posto mio, sono sempre in situazione fluttuante, mi spostano continuamente da un ufficio all’altro...

Anche se sento la voce di mio padre che dice che sono una nullità nei lavori domestici, mi amo e mi accetto.

So che non valgo nulla, mi sembra che tutti siano meglio di me...

Anche se la mia vita sessuale è inesistente, mi apro alla possibilità di darle il posto che merita, come merito io di avere un posto mio...

Non ho il coraggio di disturbarlo, non ho niente di interessante da dire...

Mio padre era una nullità, così anche mio marito oggi è una nullità....

Queste frasi vogliono offrirvi degli spunti...

Potete anche rileggere il riassunto della descrizione del FUGGITIVO e lasciare che emergano pensieri, convinzioni, immagini che vi riguardano più direttamente. Così facendo troverete le frasi migliori per voi sulle quali fare abbondante tapping...
Buon lavoro.