venerdì 18 aprile 2014

EFT E ANSIA MEGAGALATTICA







Avere a che fare con un'ansia "megagalattica" non è mai piacevole.

Quando faccio corsi o sessioni o tengo gruppi di EFT mi piace molto parlare delle emozioni.

A volte pensiamo che le nostre emozioni siano sbagliate… o peggio, proprio perché proviamo una certa emozione pensiamo di essere noi “sbagliati”.
Quante volte abbiamo provato rabbia, dolore, o altre emozioni e poi ci saremmo tirati una martellata sul piede perché magari il solo fatto di provare quella emozione non ci ha fatto comportare come vorremmo…?

Ecco, allora per parlare dell'ansia "megagalattica" la prendo larga.


NON ESISTONO EMOZIONI GIUSTE ED EMOZIONI SBAGLIATE.
NON ESISTONO EMOZIONI BUONE ED EMOZIONI CATTIVE.

ESISTONO PERO’ EMOZIONI ADEGUATE ED EMOZIONI INADEGUATE.
(sia le Iper (eccessive) che le Ipo (quasi inesistenti) reazioni sono inadeguate)


Le emozioni adeguate sono sempre frutto del nostro essere radicati nel momento presente, del vivere esattamente dove dovremmo, cioè nel QUI ed ORA.

Le emozioni inadeguate sono frutto di tracce di memoria che ci sono rimaste appiccicate addosso dal passato o di proiezioni (fantasie) sul nostro futuro (quasi sempre influenzate/create sulla base di esperienze passate).

VIVERE FUORI DAL QUI ED ORA E’ PROPRIO UNA DELLE COSE CHE COMPROMETTE LA NOSTRA LIBERTA’.

Ecco perché può essere utile usare EFT.

LE NOSTRE EMOZIONI SONO UN POTENTE MEZZO DI COMUNICAZIONE CON L’INTERNO.

ESSE CI DICONO SEMPRE QUALCOSA DELLA NOSTRA “MAPPA DEL MONDO”.

Difficilmente infatti è possibile affermare che esiste UNA REALTA’. La realtà di un individuo è una realtà percepita e “disegnata”, proprio come una mappa, sulla base delle sue esperienze.

Quando siamo piccoli abbiamo necessità di imparare ed i nostri sistemi ci forniscono come alleata preziosa la possibilità di tenere in memoria un’esperienza per velocizzare la nostra risposta futura ad una situazione simile.

Questo è vitale.

Se io metto una mano sul fuoco e mi brucio, ovviamente la prossima volta che sarò davanti ad un fuoco saprò come comportarmi.

Ciò che non è “vitale” è che qualche volta questo meccanismo si inceppa e tracce di memoria diventano “catene” energetiche.

Quando viviamo un’esperienza simile, ma anche quando ne viviamo una di completamente nuova, il nostro cervello si mette a cercare nell’archivio dei ricordi qualcosa che ci possa guidare nelle risposte.

I problemi cominciano a nascere quando ripeschiamo nell’archivio memorie passate collegate ad esperienze che non siamo riusciti ad elaborare o che abbiamo vissute come “negative”.

Se per esempio il mio fidanzato mi ha lasciato dicendomi tante bugie e tradendomi potrebbe essere che io immagazzini l’idea che degli uomini non ci si può fidare, e anche se questo ha uno scopo difensivo, difficilmente mi permetterà di vivere bene altre storie.

Se invece elaboro l’evento, magari anche grazie ad EFT, o ad altre tecniche, resterà certamente il ricordo, ma io sarò libero di affrontare ogni nuova relazione per ciò che mi offre ogni giorno, e non sulla base del passato.

VIVERE OGNI GIORNO COME NUOVO, CONSERVANDO QUELLO CHE E’ UTILE E LASCIANDO QUELLO CHE CI PESA….QUESTO E’ IL MIO SUGGERIMENTO.

Ma tornando alle nostre emozioni, esse vogliono sicuramente dirci qualcosa sul nostro mondo interiore…

Anche l’ansia.

L’ansia mega galattica ci parla in modo forte!

Quindi l’ansia è come una spia sul cruscotto dell’auto.

Se si “accende” vuole avvisarci di qualcosa d’altro che non è come dovrebbe.

La cosa più utile, a mio avviso, quando si prova un’emozione che “ci disturba”, è chiedersi

CHE COSA MI STA DICENDO DI ME?


Penso possa essere utile provare con un giro su ciò che si prova esattamente, ma anche su ciò che emerge spontaneamente da questa domanda a noi stessi.

Riporto un esempio di lavoro sull’ansia.

Punto karate: Anche se ho questa ansia (megagalattica si può aggiungere) e mi fa stare malissimo, mi amo e mi accetto completamente…
Sopra la testa: ma a chi la racconto…
Io mi sento sbagliato…Non vorrei avere tutta questa ansia…
Sopracciglio: Sarebbe meglio sparisse…
Lato dell’occhio: Picchiettando il lato dell’occhio provare a rintracciare dove è l’ansia nel corpo…. E una volta identificato verbalizzare…ES: anche se ho questa ansia nella pancia… che mi da proprio fastidio…. Mi riempie tutta la pancia… e sale
(se l’emozione varia o si muove seguitela).
Sotto l’occhio: Questa ansia mi ricorda che non è la prima volta che la provo… e ogni volta è peggio…
Sotto il naso: Una volta mi ha perfino impedito di mangiare.
Sotto il labbro: Forse devo imparare a conviverci..…

Clavicole: MHHHhhh, vorrei proprio che passasse invece, così non mi sentirei uno schifo.
Sotto ascella: con questa ansia mi sento uno schifo..
Sotto seno: mi sembra perfino che gli altri sentano quanto sono ansioso…
E questo mi fa pure innervosire…..

Picchiettare quindi tutti i punti sulle dita concentrati sul voto che si dà alla propria ansia….o a qualunque cosa sia emersa nel frattempo.

Come ho già scritto in altra sede tutto ciò che emerge va picchiettato…

Se vi và potete giocare con i ricordi….
Picchiettate partendo dall’episodio più recente in cui vi è venuta l’ansia.
Oppure partite dall’episodio più fastidioso.
Oppure partite dal più intenso…
O, infine, partite dal primo…




Ultimamente faccio un lavoro molto bello con le emozioni…
E il merito sono tutti i suggerimenti che il Dottor Lammers dà nei siti per gli appassionati di logosintesi.


Ascolto tutto quello che la persona dice sull’ emozione che prova.
Chiedo di focalizzare tutto quello che è stato appena detto.
Invito la persona a immaginare di essere una grande pittrice/un grande pittore e di poter esprimere la sua emozione sulla tela bianca.
Vanno bene immagini realiste ma anche astratte, perfino un solo colore…
Qualunque cosa la mente vi rimandi va bene.
Una volta agganciata l’immagine, date un titolo alla vostra opera.

Prendete il titolo e picchiettate su quello:

Punto Karate:
Anche se c’è (titolo) in questo momento, io mi apro alla possibilità che tutto vada bene, anche se non capisco perché (titolo) c’è….
Poi seguitate a picchiettare con quello che emerge da voi di volta in volta o solo concentrati sull’immagine..
Ovviamente continuate finché il voto che avevate dato all’ansia mega galattica, o a qualunque altra cosa vi abbia creato disagio non scende!


Buon picchettamento e scrivete i vostri commenti

venerdì 11 aprile 2014

La ferita da umiliazione



Liberamente ispirato da Le cinque ferite e come guarirle di Lise Bourbeau

Questo articolo segue quello dal titolo Le ferite e le maschere. In esso si spiega come nel testo della Bourbeau sopra menzionato si identifichino 5 ferite primarie che viviamo da bambini e che ci spingono a “indossare” una maschera per proteggerci dalla sofferenza secondo il seguente schema:
MASCHERA
FERITA
Fuggitivo
Rifiuto
Dipendente
Abbandono
Masochista
Umiliazione
Controllore
Tradimento
Rigido
Ingiustizia

Ogni persona può avere vissuto più di una ferita, anche tutte e cinque.

Per qualcuno una ferita  può essere prevalente rispetto alle altre, mentre per altri possono esserci una o più ferite leggere.

Qualcuno può anche manifestare caratteristiche di tutte le maschere in egual misura.

Alcune ferite possono essere molto ben nascoste.

Per comodità espositiva ho deciso di seguire l’ordine dei capitoli del libro originale.

Oggi affrontiamo la FERITA DA UMILIAZIONE.

La Bourbeau scrive “l’umiliazione ha a che vedere con l’azione di sentirsi sminuito, di sminuirsi o di sminuire qualcun altro oltraggiosamente. I sinonimi di questa parola sono sminuire, vergogna, mortificazione, vessazione e degradazione”

Questa ferita ha a che fare con l’avere e con il fare e si risveglia quando il bambino sente che uno dei suoi genitori si vergogna di lui o ha paura di provare vergogna.

E’ una ferita che si manifesta nei confronti del genitore che si è occupato dello sviluppo fisico del bambino, quindi, solitamente, la mamma.

Può essere che un bambino viva questa ferita quando si fa la pipi addosso, quando combina un guaio, quando è vestito male, oppure quando sta scoprendo la propria sessualità e viene ripreso dalla madre ad esempio perchè lo ha sorpreso a masturbarsi.

I campi in cui può essere vissuta questa ferita sono comunque i più vari.

La persona con una ferita da umiliazione può incarnare la maschera del masochista, per la cui descrizione completa vi rimando al libro della Bourbeau.

Qui basti sapere che il masochismo porta la persona a ricercare dolore e umiliazione e a volte addirittura a provare piacere nel soffrire.

Ecco un riassunto delle sue caratteristiche.

Spesso non gli piace procedere velocemente, e se non procede velocemente quanto gli altri prova vergogna.

Il masochista tende a farsi carico di troppe cose. Conosce infatti le sue necessità ma difficilmente le ascolta.

Spesso prova vergogna di se stesso o teme che gli altri si vergognino di lui.

E’ molto abile a convincersi che facendo cose per far contenti gli altri sta facendo veramente ciò che vuole, infatti spesso si ripete e ripete alle persone che va tutto bene e trova scuse e giustificazioni anche per chi lo umilia.

Fa del proprio meglio per rendersi utile prima ancora che gli venga chiesto, sempre per non sentirsi umiliato e sminuito, ma così facendo sminuisce e umilia gli altri, lanciando loro il messaggio che senza di lui non possono cavarsela..

Spesso si fa soffrire togliendosi tempo, sovraccaricandosi di impegni, anche altrui, dandosi dell’incapace, ingrassando troppo, indossando abiti che non gli stanno bene.

Molte volte tende a tenere tutto sotto controllo per far si che nessuno possa trovare un motivo per farlo vergognare.

Di solito è iper sensibile e quindi fa sempre il possibile per non ferire nessuno. Se qualcuno che ama si sente infelice si addossa la colpa e quindi tende a scusarsi anche per cose che non ha fatto.

Di solito gli riesce benissimo di attirarsi persone e situazioni che lo umilino, ad esempio la donna che si attira un marito che fa la corte ad altre davanti a lei, o la persona che ogni volta che esce a cena si sporca i vestiti rovesciandosi addosso qualcosa ecc.ecc....

Ecco qui alcuni suggerimenti per utilizzare EFT se vi siete sentiti in sintonia con la descrizione di cui sopra:

Anche se mi sento indegno mi apro alla possibilità di avere un valore e di riconoscerlo...

Anche se spesso mi vergogno di me, beh forse potrei accettarmi come sono...

Anche se tendo a farmi carico di troppe cose, mi devo ricordare che se continuo così resto schiacciato, sotto tutti questi pesi che mi prendo...

Mi capita di sentirmi infimo rispetto agli altri...

Anche se amo così tanto il cioccolato e i dolci che mi vergogno di me quando li compro, chissà cosa pensano gli altri a vedere il mio carrello....

Sono troppo grasso.....

Mi sembra davvero di mancare di volontà.....

Mangio davvero troppo, non vorrei, ma mangio troppo ... e me ne vergogno....

Io faccio sempre del mio meglio per rendermi utile, non vorrei mai che gli altri pensassero che non sono generoso e disponibile...

Ho paura di provare vergogna di me...

Ho paura che mia moglie (marito) e i miei figli si vergognino di me, grasso (oppure altro aggettivo) come sono.....

Anche se ho questo ricordo, che a cinque anni la suora ha riso di me davanti a tutti i bambini perchè mi ero sporcata tutto il grembiulino io mi amo e mi accetto e riallineo la mia energia al mio presente.

Anche se ho questo ricordo della maestra delle elementari che mostrava il mio quaderno pieno di errori a tutti i bambini, e tutti mi additavano e ridevano, mi amo e mi accetto completamente e profondamente...

Anche se mi faccio carico sempre di tutti, e così facendo mi dimentico di me.... mi permetto di farmi carico solo di quello che riesco..

Spesso sento la necessità di controllare tutto, non voglio nulla fuori posto, non posso permettermi di tralasciare la pulizia di casa...

Ho molte difficoltà ad esprimere le mie necessità....

Non riesco a tollerare che qualcuno soffra....non mi piace far soffrire nessuno.....

Ho bisogno di rendermi utile...

Mi sento in dovere di farmi carico delle cose, se le cose non vanno bene ho bisogno di chiedere scusa....

Anche se mi scuso continuamente per tutto, anche per cose che non ho fatto, ma mi dispiace che si siano verificate, magari posso partecipare al campionato mondiale delle scuse.....


Queste frasi vogliono offrirvi degli spunti...

Potete anche rileggere il riassunto della descrizione del masochista e lasciare che emergano pensieri, convinzioni, immagini che vi riguardano più direttamente. Così facendo troverete le frasi migliori per voi sulle quali fare abbondante tapping...

Buon lavoro.

martedì 8 aprile 2014

EFT E WILLOW: per il risentimento e l’amarezza.



Introduzione

Per chi ha poca dimestichezza con EFT e con i FIORI DI BACH rimando alle apposite sezioni di questo stesso blog, dove potrete trovare degli articoli introduttivi, utili per un primo incontro con entrambe queste straordinarie risorse.

Per chi sta visitando per la prima volta EFT-VENETO, questo che state leggendo fa parte di una serie di articoli che hanno l’intento di suggerire come si possano combinare l’uso di EFT con l’assunzione dei Fiori di Bach.

Per comodità espositiva e per non generare confusione viene trattato un singolo fiore alla volta

Buona lettura e Buon picchiettamento.

WILLOW – stato d’animo negativo


La persona in uno stato d’animo Willow negativo  si sente vittima delle avversità e cova rancore per i torti subiti. E' spesso astioso e polemico e attribuisce all’esterno le colpe anche quando lui ha responsabilità in quanto gli accade. Willow si sente sfortunato e trattiene molta rabbia repressa che lo avvelena interiormente. Chi necessità di questo fiore si lamenta molto, vede la vita in maniera negativa, prova invidia e sovente si auto commisera trovandosi schiavo di aggressività e irritazione. Willow è amareggiato e con il tempo diventa acido.



WILLOW – stato d’animo trasformato

La qualità positiva di Willow è quella di saper costruire il proprio destino migliorando se stesso. Il fiore dona adattabilità, flessibilità e la capacità di staccarsi da ciò che non ci è più utile senza lamentele prive di senso. Non si attribuisce più la colpa di quanto accade all’esterno, bensì si acquisisce maggiore consapevolezza e ci si assume la responsabilità della  propria vita, imparando a godere di un atteggiamento più ottimista e a lasciare andare amarezza, risentimento ed invidia.


WILLOW ed EFT

Ecco alcuni giri da sperimentare nel caso che vi riconosciate nella descrizione data poco più sopra, o che stiate già assumendo WILLOW


QUANDO SI TENDE A DARE TUTTA LA COLPA ALL’ESTERNO (ad esempio ai propri genitori)

Punto karate: Mi meritavo una vita migliore
Sopra la testa: è tutta colpa loro
Sopracciglio: io non ho colpa
Lato dell’occhio: non è giusto
Sotto l’occhio: il destino mi è stato contro
Sotto il naso: è tutta colpa dei genitori che ho avuto
Sotto il labbro: povera me

Clavicole: non è giusto
Sotto ascella: Dio non ha certo avuto attenzione per me
Sotto seno: è colpa dei miei se ho questa vita orrenda

Picchiettare quindi tutti i punti sulle dita concentrati sulla convinzione che la colpa sia tutta dei nostri genitori per le difficoltà che abbiamo incontrato nella vita.



QUANDO SI PENSA CHE AGLI ALTRI VA TUTTO BENE E SI PROVA RABBIA PER QUESTO



Punto karate: Sono proprio arrabbiata…
Sopra la testa: a certa gente capitano tutte le fortune
Sopracciglio: a me capitano sempre e solo cose negative
Lato dell’occhio: sono arrabbiata
Sotto l’occhio: sono vittima del destino
Sotto il naso: che rabbia
Sotto il labbro: mi sento furiosa

Clavicole: sono amareggiato
Sotto ascella: e poi gli altri sono così egoisti
Sotto seno: sono arrabbiato

Picchiettare quindi tutti i punti sulle dita.

venerdì 4 aprile 2014

EFT E IL “PERMESSO” DI RICEVERE



Adamo che riceve la vita da Dio - Cappella Sistina - Roma



In questi giorni mi sono trovata più e più volte a tu per tu con un concetto che può essere tanto banale per alcuni, quanto assolutamente incomprensibile per altri: la possibilità di RICEVERE.
Sempre più spesso mi rendo conto che ricevere non è così scontato come dare.

Io stessa, per molti anni, ho dovuto lottare con la parola RICEVERE, quasi che concedersi di ricevere qualcosa fosse un disonore, un peccato, un approfittarsi egoistico, un’onta che non sarei mai riuscita a cancellare dal mio curriculum (e di questi tempi sembra che il curriculum conti molto ......)...

Nella mia visione delle cose ricevere, tanto più senza fare fatica (ERESIA!) era una cosa assurda, di quelle che se ti capitano ti domandi se il mondo stia per finire, ti devi far venire un senso di colpa grande come la Torre Eiffel e se qualcuno ti tatuasse una C di colpevole sulla fronte ti vergogneresti meno....

Sto esagerando?
Si, sto volutamente esagerando, ma in anni di esperienza con le tecniche energetiche mi sono trovata circa un mezzo milione di volte di fronte ad un dubbio (convinzione limitante) molto carino e diffuso come la peste ...

Ma me lo merito davvero io?

Si... lo so che  a te sembra di non pensarlo mai...

Allora bene...

Ma in molti è in funzione una specie di meccanismo automatico...

Il pensiero di non meritare li accompagna e quando qualcuno da loro qualcosa (figuriamoci se gratis) sentono un tale disagio che preferiscono rifiutare, sparire, dire che non hanno tempo, non hanno modo, non hanno voglia...

Qualche volta, qualche persona ingenua, di quelle che pensano che il mondo sia bello, ma bello bello, così com’è, magari li incontra per strada e fa loro un complimento, o gli lascia il biglietto dell’autobus non usato, oppure offre loro un caffè, o per lo meno ci prova, perchè spesso, poverini, non gli viene concesso di farlo...
Il malcapitato che non sa ricevere si spaventa, pensa a dove potrebbe essere nascosta la fregatura, risponde cose tipo “non ho fatto niente per te, non si può”, oppure “ no no, non posso accettare”...
In realtà non è in grado di accettare.... perchè ricevere è fra le attività che lo mette più a disagio in assoluto.

Questo atteggiamento può avere molte origini...

Ad esempio, per alcuni, può essere stato impossibile acquisire, per così dire, l’alfabeto del ricevere nella loro prima infanzia..... , può darsi che da piccoli non ci sia stato dato (per i motivi più vari) sufficiente nutrimento fisico o affettivo, e quindi non abbiamo appreso la naturalezza del ricevere.

Può darsi che abbiamo vissuto qualche evento particolare, un lutto, una malattia, un trauma, che ci ha fatto sentire di non ricevere

Ma per aprirsi al flusso dell'amore bisogna saper ricevere, esattamente come bisogna essere disposti a dare... altrimenti continuiamo a vivere in una condizione di squilibrio che, prima o puoi ci si può ritorcere contro...

Come sempre, i miei articoli vogliono solo fornire degli spunti.... suggerivi delle riflessioni, per questo di seguito aggiungo alcune frasi che potete usare per partire con qualche giro di EFT:

Anche se faccio una fatica tremenda a ricevere, mi amo e mi accolgo, così come sono...

Anche se sono tirchia nel chiedere, che sembra un'assurdità, ma invece è così... beh osservo i miei comportamenti...

Anche se non riesco proprio a gioire di quello che mi viene dato, mi sento sempre in colpa, mi apro alla possibilità di osservare e riconoscere questa colpa...


 Se mi offrono qualcosa gratis mi sa che c'è una fregatura....

Quando qualcuno mi offre qualcosa penso sempre "cosa vorrà in cambio??"

Per ottenere qualcosa bisogna fare fatica...

Anche se ho fatto mia la convinzione che per ottenere qualcosa bisogna sudare e faticare recupero tutta la mia energia coinvolta nel mantenimento di questa convinzione e la riallineo al mio centro...

Osservo ciò che mi viene dato, e cosa suscita in me...

Io non merito....

Non merito di essere felice...

Se mi capitano cose belle e buone mi sembra di fare un torto a qualcuno...

Ma con tanta povera gente, a me non serve...

Credo di non avere mai imparato a ricevere....

Quando ricevo un dono provo un imbarazzo assurdo.... nemmeno un massaggio riesco a ricevere, neppure se pago...

Non so concedermi nulla per me...

Vorrei concedermi qualcosa, ma non c'è il tempo, c'è il lavoro, c'è prima la famiglia, prima vengono i figli... (e chi più ne ha più ne metta)...


Queste frasi non vogliono essere assolutamente valide per tutte (non so infatti se potete riceverle), perciò mi permetto di suggerirvi di trovare le vostre, personali e particolari...

Se pensate di non sapere come fare provate a partire proprio dalla parola RICEVERE.
Stimolate il vostro sistema energetico e osservate, cosa suscita in voi? Che sensazioni fisiche, che reazioni emotive, che pensieri emergono?

Come sempre, se vi và, fatemi avere il vostro commento sull'articolo.

Buon picchiettamento e attenti, a non ricevere troppo... :-)

martedì 1 aprile 2014

EFT E WILD ROSE: per chi si trova in uno stato di apatia e vive con rassegnazione e senza motivazioni.





Introduzione

Per chi ha poca dimestichezza con EFT e con i FIORI DI BACH rimando alle apposite sezioni di questo stesso blog, dove potrete trovare degli articoli introduttivi, utili per un primo incontro con entrambe queste straordinarie risorse.

Per chi sta visitando per la prima volta EFT-VENETO, questo che state leggendo fa parte di una serie di articoli che hanno l’intento di suggerire come si possano combinare l’uso di EFT con l’assunzione dei Fiori di Bach.

Per comodità espositiva e per non generare confusione viene trattato un singolo fiore alla volta

Buona lettura e Buon picchiettamento.


WILD ROSE– stato d’animo negativo


Wild Rose può venire in nostro aiuto tutte le volte che abbiamo scarso interesse per il presente apparentemente senza ragione, o a causa di aspettative deluse, soprattutto sul piano affettivo. Se si tende ad accettare tutto quello che capita senza intervenire direttamente, se ci si trova in uno stato di noia ed apatia, se la rassegnazione e la rinuncia fanno da padroni e la persona si lascia scivolare nella vita allora questo è il rimedio giusto. Le  persone in uno stato Wild Rose negativo non hanno entusiasmo, sono incapaci di compiere degli sforzi anche quando ci sono di fronte a loro buone occasioni e si rifiutano di fare qualcosa per cambiare le cose.
Il tipico carattere Wild Rose è passivo, senza ambizione, tende ad accettare tutto senza vitalità.
Wild Rose non crede, non lotta, nemmeno spera. La sua affermazione tipica contiene molti “ormai”, ad esempio: “ormai non posso farci nulla – ormai è così, ormai le cose non cambiano più....”.


WILD ROSE – stato d’animo trasformato

Il rimedio aiuta a scoprire in sè una nuova vitalità, la capacità di risvegliare le proprie potenzialità e quel potere che abbiamo dentro e che ci consente, se esercitato, di mutare le circostanze.
Wild Rose è adatto in tutti i casi in cui c’è rassegnazione e non si tenta per non soffrire, perchè consente di riaprirsi alla vita, partecipandovi con motivazione e senza legarsi alle aspettative, ma piuttosto interessandosi al presente e a ciò che offre.


WILD ROSE ed EFT

Ecco alcuni giri da sperimentare nel caso che vi riconosciate nella descrizione data poco più sopra, o che stiate già assumendo WILD ROSE


QUANDO CI SI SENTE APATICI DI FRONTE ALLA VITA

Punto karate: Non ho voglia di far nulla
Sopra la testa: mi sento spenta
Sopracciglio: non ho nemmeno voglia di lamentarmi
Lato dell’occhio: semplicemente sono rassegnata
Sotto l’occhio: non mi interessa più nulla
Sotto il naso: mi sento proprio apatica
Sotto il labbro: ormai

Clavicole: tanto le cose vanno sempre così
Sotto ascella: mi sento rassegnata
Sotto seno: mi sento proprio apatica

Picchiettare quindi tutti i punti sulle dita concentrati sulla  parola ORMAI.
Fare dei giri di picchiettamento completi e lasciare emergere tutto ciò che in noi si collega a questa parola: immagini, ricordi, sensazioni fisiche...
Picchiettare su ciò che emerge che ci crea disagio.



QUANDO SI VIVE UNO STATO ESTREMO DI DEBOLEZZA, STANCHEZZA E MANCANZA DI ENERGIA



Punto karate: Mi sento debolissima
Sopra la testa: non riesco a provare desiderio di cominciare la giornata al mattino
Sopracciglio: non mi interessa ciò che succede
Lato dell’occhio: non mi importa
Sotto l’occhio: la vita è così com’è
Sotto il naso: non ho la forza di reagire
Sotto il labbro: mi sento tanto stanca

Clavicole: mi mancano proprio le energie
Sotto ascella: e sono così debole
Sotto seno: che stanchezza

Picchiettare quindi tutti i punti sulle dita.