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domenica 6 novembre 2016

Ferita da ingiustizia e tecniche energetiche.




La ferita da ingiustizia ha a che fare con il “giusto” valore... quindi può essere rintracciata nelle nostre vite sia che riteniamo di non avere visto riconosciuto il nostro giusto valore per difetto, sia per eccesso. Chi ha una ferita da ingiustizia spesso non riesce a percepire di meritare le cose buone e belle della vita ed entra nel meccanismo inconscio di "perderle". Nel link il mio intervento a WEB RADIO VISIONE ALCHEMICA sulla ferita da ingiustizia. Qualche esercizio con le tecniche energetiche ci aiuterà a lavorare su questa tematica.












domenica 9 ottobre 2016

Ferita da rifiuto e tecniche energetiche.



La ferita da rifiuto è una ferita molto profonda, spesso vissuta negli anni della prima infanzia. Può succedere che siamo stati davvero rifiutati o che abbiamo percepito il rifiuto. Questa ferita, se non sanata, spesso continua a influenzare la nostra vita, le nostre scelte, e non da ultimo attiva la legge di attrazione a nostro sfavore, spingendoci in altre situazioni in cui ci sentiremo rifiutati, finchè non l’avremo risolta. In questo eft può venire in nostro aiuto. Nel link di seguito il mio intervento a WEB RADIO VISIONE ALCHEMICA sulla ferita da rifiuto.



https://www.spreaker.com/user/5970083/virna-trivellato-di-armonia-emozionale-e


domenica 25 settembre 2016

Ferita da umiliazione e tecniche energetiche.



La Bourbeau scrive: “l’umiliazione ha a che vedere con l’azione di sentirsi sminuito, di sminuirsi o di sminuire qualcun altro oltraggiosamente. I sinonimi di questa parola sono sminuire, vergogna, mortificazione, vessazione e oltraggio.” I campi in cui può essere vissuta questa ferita sono comunque i più vari. La persona con una ferita da umiliazione può incarnare la maschera del masochista. Nel link di seguito la registrazione del mio intervento a WEB RADIO VISIONE ALCHEMICA sulla ferita da umiliazione e come affrontarla con le tecniche energetiche.



https://www.spreaker.com/user/5970083/virna-trivellato-e-la-ferita-da-umiliazi





domenica 11 settembre 2016

Come elaborare le nostre ferite con le tecniche energetiche. (da Le cinque ferite e come guarirle di Lise Bourbeau)




Prima di suggerirvi alcune frasi che potete utilizzare per fare dei giri di EFT o SET vediamo insieme alcuni concetti espressi dalla Bourbeau.

Nel capitolo primo del suo libro, Lise spiega che, in generale, i bambini passano attraverso quattro fasi:

1 – LA GIOIA DI ESSERE SE STESSI E SPERIMENTARE (-SI);

2 – LA SCOPERTA CHE QUANDO SIAMO NOI STESSI SPESSO FINIAMO PER FERIRE, DISTURBARE O MANDARE IN CONFLITTO I NOSTRI GENITORI O GLI ALTRI ADULTI CHE RUOTANO INTORNO ALLA NOSTRA ESISTENZA;

3 – UN PERIODO DI CRISI E DI RIBELLIONE (durante il quale si manifestano spesso crisi di collera o rabbia anche incontrollabile);

4 – LA CREAZIONE DI UNA NUOVA PERSONALITA’, DI MODO DA UNIFORMARSI A CIO’ CHE GLI ALTRI VOGLIONO DA NOI E SMETTERE DI SOFFRIRE E FARE SOFFRIRE.

Secondo la Bourbeau questa “nuova personalità”, che tutti noi ci creiamo, è riconducibile in modo più o meno evidente a cinque “maschere” tipo, corrispondenti a cinque tipologie di ferite principali vissute nelle prime fasi della nostra vita, e a volte anche prima di nascere, già nel grembo materno.
Molto spesso la nuova personalità è un composto di diversi aspetti delle maschere, questo quando abbiamo vissuto in maniera forte più di una ferita.

Riassumiamo le maschere e le ferite corrispondenti:

Ferite
Maschere


Rifiuto
Fuggitivo
Abbandono
Dipendente
Umiliazione
Masochista
Tradimento
Controllore
Ingiustizia
Rigido

Quando creiamo una nuova personalità ed indossiamo una maschera lo facciamo per proteggerci dal dolore, vissuto nel momento in cui ci siamo sentiti rifiutati, abbandonati, umiliati, traditi o trattati ingiustamente dai nostri genitori (normalmente da uno dei due in particolare).
Non importa davvero cosa abbiano fatto i nostri genitori, come, quando e in che modo ci abbiano per esempio rifiutato, magari perchè siamo femmine e volevano un figlio maschio, perchè la verità è che avere provato dolore e avere subito questa ferita che condiziona la nostra esistenza, dipende dal fatto che ABBIAMO VISSUTO QUELL’ESPERIENZA NELLA NON ACCETTAZIONE, e NON PERDONIAMO (i nostri genitori o altri adulti di riferimento) NE’ CI PERDONIAMO PER AVERLA VISSUTA.
Ovviamente, per la legge di causa ed effetto, capiterà che proprio perchè non accettiamo una data situazione la vivremo e la rivivremo ancora per avere modo di elaborarla.
PERCHE’ SIAMO TUTTI SU QUESTA TERRA PER VIVERE DETERMINATE ESPERIENZE E IMPARARE AD AMARE.
La Bourbeau scrive anche che “più soffri in una data situazione o con una certa persona, più il problema viene da lontano”.
Ecco che quando ci scopriamo a vivere lo stesso tipo di sofferenza, o quando ci sembra di essere bloccati in un girone dell’inferno, condannati a ripetere sempre la stesso tipo esperienza dolorosa, anzichè prendercela con la vita, con gli altri, con il destino o con Saturno in trigono, possiamo cominciare ad aprirci alla possibilità di accettare l’idea che tutto ciò che stiamo vivendo lo stiamo in qualche modo co-creando, con la nostra energia, perchè tutte le ferite che abbiamo congelato, anzichè risolverlo, vibrano in noi ad una determinata frequenza e attirano persone ed eventi che sono in risonanza con lo stesso tipo di energia.
Ma cosa possiamo fare subito?
Possiamo ascoltarci e se comprendiamo che una situazione non è più utile per noi possiamo decidere di elaborarla e lasciarla andare, prima di tutto attraverso l’auto osservazione, alla ricerca di tutto quello cui stiamo reagendo e che ci provoca dolore e che risulta in qualche modo collegato alle ferite originarie, che sono ancora vive dentro di noi.
In questo processo EFT può esserci molto utile fin da subito, anche se ancora non sappiamo bene nè in quale ferita ci riconosciamo, nè quale o quali maschere abbiamo deciso di “indossare”, di conseguenza, per cercare di evitare di soffrire.






Di seguito alcune frasi che potete usare come spunto sul tema:
Anche se quado sento parlare di maschere a me viene in mente il Carnevale, ma effettivamente c’è qualcosa nella mia vita che non mi rende proprio felice e soddisfatto…
Ma io non so quale maschera ho, non mi vesto nemmeno mai da carnevale, certo che però se leggo bene la parola ABBANDONO, mi risuona…..
Anche se non so se ho subito una ferita di queste, e quale, mi apro alla possibilità di capirlo, se è per il mio massimo bene, e di elaborarla e lasciarla andare…
Anche se a me l’idea che qualcosa la sto co-creando mi fa sentire in colpa, e la rifiuto, mi amo e mi accetto totalmente, anche se rifiuto anche me…
Anche se mi sa che è tanto tempo che non esploro la gioia di essere me stessa, manco sono sicura di saperlo chi sono….. e chi me lo fa fare di scoprirlo poi, tanto mica lo so se c’è qualcosa da salvare…
Ho mai provato la gioia di essere me stesso? Mi apro comunque alla possibilità di farlo ora… se non l’ho ancora fatto mi accetto così..
Anche se questa cosa della gioia di essere se stessi mi fa girare i sentimenti, se fossi me stesso fino in fondo non piacerei a nessuno..
Anche se sono convinta che se fossi me stessa non piacerei a nessuno, mi amo e mi accetto , o per lo meno mi piaccio… anche se non è vero…
Anche se ho paura di essere me stessa mi apro alla possibilità che si possa fare..
Anche se mi ricordo quanto davo fastidio ai miei genitori, e non avevano mai tempo perchè dovevano lavorare…
Mi vengono in mente i ricordi di scuola, mica potevo essere me stessa, con gli insegnanti e i compagni, non andava bene niente… Ho dovuto mettere una maschera, non piacevo a nessuno, dicevano che ero strana…Anche se mi sento molto delusa e arrabbiata, per come mi sono sentita quando ero piccola…
Anche se sono ancora molto arrabbiata e mi viene voglia di ribellarmi ogni volta che mia madre mi parla…
Anche se non so mai quando sto agendo e quando agisco solo per lo sfizio di fare il contrario di quello che piace ai miei… Anche se nel mio spazio di percezione è rimasta la rappresentazione congelata di quando da piccola sentivo di dispiacere gli altri, ed io continuo a reagire ad essa, recupero tutta l’energia che ho utilizzato per costruirla e mantenerla e la riporto nel mio centro…
Anche se nel mio spazio di percezione è rimasta la rappresentazione congelata di me a tre anni, ed io continuo a reagire ad essa, recupero tutta l’energia che ho utilizzato per costruirla e mantenerla e la riporto nel mio centro…
Anche se a qualche livello ho generato e ancora oggi mantengo questa rabbia, recupero tutta la mia energia coinvolta nella sua inconsapevole creazione e la riporto nel mio centro…
Anche se non credo di avere una personalità alternativa, figuriamoci, io sono me stesso sempre, mi amo e mi accetto…
Anche se a leggere questo capitolo non ho rivisto proprio nulla di me, recupero tutta la mia energia legata a questo nulla e la riporto nel mio centro …
Ho vissuto troppe brutte cose, non voglio perdonare, non è colpa mia… Mi rifiuto di pensare al passato… ciò che è stato è stato… Mi sembra di vivere sempre la stessa esperienza, e non capisco perchè…. non è giusto… Anche se non capisco perchè sono bloccato nello stesso tipo di sofferenza da tanto tempo, mi apro alla possibilità di lasciarlo andare… Mi perdono e mi accetto così come sono, con tutto quello che ho vissuto e che vivo…


Speriamo che queste frasi vi possano aiutare, nel vostro cammino per diventare sempre più consapevoli!


domenica 14 giugno 2015

Eft per le ferite primarie





Liberamente ispirato da Le cinque ferite e come guarirle di Lise Bourbeau

In questo periodo ho ripreso in mano un libro a mio avviso straordinario: “Le cinque ferite e come guarirle” di Lise Bourbeau e ho pensato di scrivere un articolo, dato che mi ritrovo perfettamente d’accordo con molte delle cose che l’autrice scrive.

Ad esempio, nel capitolo primo, Lise spiega che, in generale, i bambini passano attraverso quattro fasi:

1 – LA GIOIA DI ESSERE SE STESSI E SPERIMENTARE (-SI);

2 – LA SCOPERTA CHE QUANDO SIAMO NOI STESSI SPESSO FINIAMO PER FERIRE, DISTURBARE O MANDARE IN CONFLITTO I NOSTRI GENITORI O GLI ALTRI ADULTI CHE RUOTANO INTORNO ALLA NOSTRA ESISTENZA;

3 – UN PERIODO DI CRISI E DI RIBELLIONE (durante il quale si manifestano spesso crisi di collera o rabbia anche incontrollabile);

4 – LA CREAZIONE DI UNA NUOVA PERSONALITA’, DI MODO DA UNIFORMARSI A CIO’ CHE GLI ALTRI VOGLIONO DA NOI E SMETTERE DI SOFFRIRE E FARE SOFFRIRE.


Secondo la Bourbeau  questa “nuova personalità”, che tutti noi ci creiamo, è riconducibile in modo più o meno evidente a cinque “maschere” tipo, corrispondenti a cinque tipologie di ferite principali vissute nelle prime fasi della nostra vita, e a volte anche prima di nascere, già nel grembo materno.

Molto spesso la nuova personalità è un composto di diversi aspetti delle maschere, questo quando abbiamo vissuto in maniera forte più di una ferita.

Le maschere e le ferite corrispondenti sono queste:

MASCHERA
FERITA
Fuggitivo
Rifiuto
Dipendente
Abbandono
Masochista
Umiliazione
Controllore
Tradimento
Rigido
Ingiustizia

Quando creiamo una nuova personalità ed indossiamo una maschera lo facciamo per proteggerci dal dolore, vissuto nel momento in cui ci siamo sentiti rifiutati, abbandonati, umiliati, traditi o trattati ingiustamente dai nostri genitori (normalmente da uno dei due in particolare).

Non importa davvero cosa abbiano fatto i nostri genitori, come, quando e in che modo ci abbiano per esempio rifiutato, magari perchè siamo femmine e volevano un figlio maschio, perchè la verità è che avere provato dolore e avere subito questa ferita che condiziona la nostra esistenza, dipende dal fatto che ABBIAMO VISSUTO QUELL’ESPERIENZA NELLA NON ACCETTAZIONE, e NON PERDONIAMO (i  nostri  genitori o altri adulti di riferimento) NE’ CI PERDONIAMO PER AVERLA VISSUTA.

Ovviamente, per la legge di causa ed effetto, capiterà che proprio perchè non accettiamo una data situazione la vivremo e la rivivremo ancora per avere modo di elaborarla.

PERCHE’ SIAMO TUTTI SU QUESTA TERRA PER VIVERE DETERMINATE ESPERIENZE E IMPARARE AD AMARE.

La Bourbeau scrive anche che “più soffri in una data situazione o con una certa persona, più il problema viene da lontano”.

Ecco che quando ci scopriamo a vivere lo stesso tipo di sofferenza, o quando ci sembra di essere bloccati in un girone dell’inferno, condannati a ripetere sempre la stesso tipo esperienza dolorosa, anzichè prendercela con la vita, con gli altri, con il destino o con Saturno in trigono, possiamo cominciare ad aprirci alla possibilità di accettare l’idea che tutto ciò che stiamo vivendo lo stiamo in qualche modo co-creando, con la nostra energia, perchè tutte le ferite che abbiamo congelato, anzichè risolto, vibrano in noi ad una determinata frequenza e attirano persone ed eventi che sono in risonanza con lo stesso tipo di energia.

Ma cosa possiamo fare subito?

Possiamo ascoltarci e se comprendiamo che una situazione non è più utile per noi possiamo decidere di  elaborarla e lasciarla andare, prima di tutto attraverso l’auto osservazione, alla ricerca di tutto quello cui stiamo reagendo e che ci provoca dolore e che risulta in qualche modo collegato alle ferite originarie, che sono ancora vive dentro di noi.   

In questo processo EFT può esserci molto utile fin da subito, anche se ancora non sappiamo bene nè in quale ferita ci riconosciamo, nè  quale o quali maschere abbiamo deciso di “indossare”, di conseguenza, per cercare di evitare di soffrire.

Di seguito alcune frasi che potete usare come spunto sul tema:

Anche se quado sento parlare di maschere a me viene in mente il Carnevale, ma effettivamente c’è qualcosa nella mia vita che non mi rende proprio felice e soddisfatto...

Ma io non so quale maschera ho, non mi vesto nemmeno mai da carnevale, certo che però se leggo bene la parola ABBANDONO, mi risuona.....

Anche se non so se ho subito una ferita di queste, e quale, mi apro alla possibilità di capirlo, se è per il mio massimo bene, e di elaborarla e lasciarla andare...

Anche se a me l’idea che qualcosa la sto co-creando mi fa sentire in colpa, e la rifiuto, mi amo e mi accetto totalmente, anche se rifiuto anche me...

Anche se mi sa che è tanto tempo che non esploro la gioia di essere me stessa, manco sono sicura di saperlo chi sono..... e chi me lo fa fare di scoprirlo poi, tanto mica lo so se c’è qualcosa da salvare...

Ho mai provato la gioia di essere me stesso? Mi apro comunque alla possbilità di farlo ora... se non l’ho ancora fatto mi accetto così..

Anche se questa cosa della gioia di essere se stessi mi fa girare i sentimenti, se fossi me stesso fino in fondo non piacerei a nessuno..

Anche se sono convinta che se fossi me stessa non piacerei a nessuno, mi amo e mi accetto , o per lo meno mi piaccio... anche se non è vero...

Anche se ho paura di essere me stessa mi apro alla possibilità che si possa fare..

Anche se mi ricordo quanto davo fastidio ai miei genitori, e non avevano mai tempo perchè dovevano lavorare...

Mi vengono in mente i ricordi di scuola, mica potevo essere me stessa, con gli insegnanti e i compagni, non andava bene niente....

Ho dovuto mettere una maschera, non piacevo a nessuno, dicevano che ero strana...

Anche se mi sento molto delusa e arrabbiata, per come mi sono sentita quando ero piccola...

Anche se sono ancora molto arrabbiata e mi viene voglia di ribellarmi ogni volta che mia madre mi parla...

Anche se non so mai quando sto agendo e quando agisco solo per lo sfizio di fare il contrario di quello che piace ai miei..

Anche se nel mio spazio di percezione è rimasta la rappresentazione congelata di quando da piccola sentivo di dispiacere gli altri, ed io continuo a reagire ad essa, recupero tutta l’energia che ho utilizzato per costruirla e mantenerla e la riporto nel mio centro...

Anche se nel mio spazio di percezione è rimasta la rappresentazione congelata di me a tre anni, ed io continuo a reagire ad essa, recupero tutta l’energia che ho utilizzato per costruirla e mantenerla e la riporto nel mio centro...

Anche se a qualche livello ho generato e ancora oggi mantengo questa rabbia, recupero tutta la mia energia coinvolta nella sua inconsapevole creazione e la riporto nel mio centro...

Anche se non credo di avere una personalità alternativa, figuriamoci, io sono me stesso sempre, mi amo e mi accetto...

Anche se a leggere questo articolo non ho rivisto proprio nulla di me, recupero tutta la mia energia legata a questo nulla  e la riporto nel mio centro ...

Ho vissuto troppe brutte cose, non voglio perdonare, non è colpa mia...

Mi rifiuto di pensare al passato... ciò che è stato è stato....

Mi sembra di vivere sempre la stessa esperienza, e non capisco perchè.... non è giusto..

Anche se non capisco perchè sono bloccato nello stesso tipo di sofferenza da tanto tempo, mi apro alla possibilità di lasciarlo andare..

Mi perdono e mi accetto così come sono, con tutto quello che ho vissuto e che vivo...

Spero che queste frasi vi possano aiutare, nel vostro cammino per diventare sempre più consapevoli, personalmente ho amato molto utilizzarle prima di tutto su di me e poi scriverle...
Che vi portino il meglio per voi!

sabato 14 giugno 2014

La ferita da ingiustizia



Liberamente ispirato da Le cinque ferite e come guarirle di Lise Bourbeau

Questo articolo segue quello dal titolo Le ferite e le maschere. In esso si spiega come nel testo della Bourbeau sopra menzionato si identifichino 5 ferite primarie, che viviamo da bambini e che ci spingono a “indossare” una maschera per proteggerci dalla sofferenza secondo il seguente schema:
MASCHERA
FERITA
Fuggitivo
Rifiuto
Dipendente
Abbandono
Masochista
Umiliazione
Controllore
Tradimento
Rigido
Ingiustizia

Ogni persona può avere vissuto più di una ferita, anche tutte e cinque.
Per qualcuno una ferita  può essere prevalente rispetto alle altre, mentre per altri possono esserci una o più ferite leggere.

Qualcuno può anche manifestare caratteristiche di tutte le maschere in egual misura.

Alcune ferite possono essere molto ben nascoste.

Per comodità espositiva ho deciso di seguire l’ordine dei capitoli del libro originale.

Oggi affrontiamo l’ultima delle ferite identificate dalla Bourbeau, la FERITA DA INGIUSTIZIA.

La cosa singolare della ferita da ingiustizia è che essa ha a che fare con il “giusto” valore... quindi può essere rintracciata nelle nostre vite sia che riteniamo di non avere visto riconosciuto il nostro giusto valore per difetto, sia per eccesso.

Chi soffre di ingiustizia, però, nella maggior parte dei casi, sente di non aver ricevuto il giusto merito, o di non essere stato rispettato e questo in particolare dal genitore dello stesso sesso.

Il bambino in cui si attiva questa ferita, intorno ai tre, cinque anni di età, percepisce il proprio genitore come freddo, anche se non lo è.

Ricordiamo che tutte le ferite di cui si parla nel libro hanno a che vedere con come noi percepiamo la realtà esterna.... e non c’è una verità assolutamente valida per tutti.

Chi soffre di una ferita da ingiustizia può essersi sentito criticato, può aver sperimentato comportamenti intolleranti  o severi da parte dei genitori.

La maschera che si crea la persona che soffre da ingiustizia gli consente di tagliare i ponti con il proprio sentire, per proteggersi. Questa maschera è quella del RIGIDO.

Per la descrizione completa di questa maschera vi rimando al libro della Bourbeau, che descrive le cinque ferite in maniera eccezionalmente chiara.

Ecco però qui alcune caratteristiche salienti.

Il rigido ha la tendenza al perfezionismo per evitare i problemi.

Da molta importanza al concetto di merito, e se pensa di ricevere più di quanto merita fa di tutto per perderlo, anche se a livello inconscio, perchè convinto di non meritarlo.

Ha una forte paura di sbagliare e cercando sempre di più la perfezione non si rende conto di essere ingiusto con se stesso.

Siccome teme moltissimo la situazione in cui si trova a fare delle scelte spesso si trova a dubitare di se anche dopo la scelta.

Il rigido fatica ad ascoltare i propri limiti e soprattutto a conoscerli, preferisce far da solo perchè sia tutto perfetto.

Il rigido ama molto mostrare e far sapere cosa sta facendo, perchè così facendo pensa di meritarsi una ricompensa, un riconoscimento. Vuol meritare quello che gli accade.

Anche se chi non vive questa situazione può non capirlo il rigido cerca sempre di ristabilire la giustizia, soprattuto quando pensa di avere avuto più degli altri.

Non riesce a reggere di essere favorito.

Il rigido ha una grande forza di volontà e la usa per tenere sotto controllo le cose, di modo che non si creino ingiustizie di alcun tipo, ma spesso fatica a distinguere fra rigidità e disciplina, perdendo di vista il fine per il mezzo.

Il suo bisogno di perfezionismo lo espone a diventare una persona molto stressata e a scoppiare in eccessi di collera, soprattuto verso se stesso.

La persona rigida ha difficoltà ad amare e lasciarsi amare, e finisce per sembrare freddo, perchè cerca di nascondere la propria parte vulnerabile... In fin dei conti però, la freddezza degli altri è ciò che teme di più.

Chi soffre per questa ferita ha una enorme paura del giudizio, ma è il primo a giudicarsi perchè ha difficoltà a vedere le cose buone che fa e le proprie qualità e stenta davvero molto a concedersi qualcosa che gli piace.

Ecco qui alcuni suggerimenti per utilizzare EFT se vi siete sentiti in sintonia con la descrizione di cui sopra:

Anche se forse tendo ad essere troppo perfezionista, e mi carico di troppo lavoro, mi apro alla possibilità di amarmi ed accettarmi...

Ho difficoltà nel lavoro perchè ho paura di sbagliare... non me lo posso permettere.

Voglio che tutto sia perfetto, se casa mia non è in perfetto ordine mi sale un nervosismo......

Anche se mi fa soffrire che mia madre sia ingiusta con me, e anche se faccio bene non lo riconosce, mi apro alla possibilità di osservare questa sofferenza...

Non sopporto le critiche ingiustificate, eppure pare che il capo ufficio ce l’abbia sempre con me, ma io cerco di fare in modo che sia tutto perfetto...

Io non ho nessun problema, perchè mai dovrei averne, va tutto bene....

Anche se non riesco a dormire perchè ho ancora quel lavoro da finire, e non mi piace proprio che resti lì..

Devo assolutamente rispettare la dieta, non posso assolutamente sgarrare...

Non sono brava come mia sorella.....

Anche se mi fa ancora arrabbiare il ricordo di mia madre, che mi dice che non sono brava come i miei fratelli....e continuo a reagire a questo ricordo, recupero tutta la mia energia legata a questo ricordo e la riallineo al mio centro..

Anche se sento ancora rabbia quando mia sorella mi fa un’osservazione su come mi comporto, è come se non facessi abbastanza...

Mio marito è così freddo con me, non riesco a tollerarlo, è ingiusto...

Anche se mi rendo conto che sono troppo esigente con me stesso, ma non riesco a smettere, è più forte di me...

Quando assisto ad un’ingiustizia non riesco a tollerarlo, mi va il sangue alla testa....

Ho ottenuto un punteggio più alto della mia collega, ma non è giusto, mi sento in colpa...

Provate ad osservare il vostro bisogno di perfezione, nel caso vi riconosciate in questo aspetto, e picchiettate lasciando emergere spontaneamente ricordi, emozioni, pensieri, idee, convinzioni, fantasie...

Provate ad immaginare la cosa più terribile che potrebbe succedere se vi permetteste di essere un pochino imperfetti..... Cosa accade?

Provate a focalizzare il vostro concetto di merito..... Seguite spontanemente ciò che emerge...

Anche se ho una grande paura di sbagliare, e più ne ho paura più tendo a sbagliare, mi amo e mi accetto..anche se forse mi sbaglio.....

Non mi sento rispettato da mio padre, nemmeno ora che ho 40 anni...

Vorrei solo che per una volta mia madre riconoscesse che valgo anche io qualcosa...

Non ho mai tempo, ma ci vuole un sacco di tempo per fare le cose alla perfezione...

Queste frasi vogliono offrirvi degli spunti...
Potete anche rileggere il riassunto della descrizione del RIGIDO e lasciare che emergano pensieri, convinzioni, immaginini che vi riguardano più direttamente. Così facendo troverete le frasi migliori per voi sulle quali fare abbondante tapping...

Buon picchiettamento.