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domenica 20 novembre 2016
Ferita da tradimento e tecniche energetiche.
Una ferita da tradimento si può vivere in molti modi, ma generalmente scaturisce dall’esperienza del bambino con il genitore dell’altro sesso. La ferita da tradimento ha a che fare con la fiducia e una volta persa la fiducia si arriva a soffrire anche molto.
Questa ferita riguarda anche le promesse non mantenute e le nostre aspettative non soddisfatte. E’ una ferita che generalmente porta chi la vive ad incarnare la maschera del CONTROLLORE creandogli non poche difficoltà nel vivere la vita che desidera.
Nel link allegato, durante la mia partecipazione a WEB RADIO VISIONE ALCHEMICA scopriremo insieme come sia possibile lasciare andare questa ferita e le dinamiche reattive collegate!
https://www.spreaker.com/user/5970083/virna-trivellato-e-la-ferita-del-tradime
domenica 14 giugno 2015
Eft per le ferite primarie
Liberamente ispirato da Le
cinque ferite e come guarirle di Lise Bourbeau
In questo periodo ho ripreso in mano un libro a mio avviso
straordinario: “Le cinque ferite e come guarirle” di Lise Bourbeau e ho pensato
di scrivere un articolo, dato che mi ritrovo perfettamente d’accordo con molte
delle cose che l’autrice scrive.
Ad esempio, nel capitolo primo, Lise spiega che, in generale,
i bambini passano attraverso quattro fasi:
1 – LA GIOIA DI ESSERE SE STESSI E SPERIMENTARE (-SI);
2 – LA SCOPERTA CHE QUANDO SIAMO NOI STESSI SPESSO FINIAMO
PER FERIRE, DISTURBARE O MANDARE IN CONFLITTO I NOSTRI GENITORI O GLI ALTRI
ADULTI CHE RUOTANO INTORNO ALLA NOSTRA ESISTENZA;
3 – UN PERIODO DI CRISI E DI RIBELLIONE (durante il quale si
manifestano spesso crisi di collera o rabbia anche incontrollabile);
4 – LA CREAZIONE DI UNA NUOVA PERSONALITA’, DI MODO DA
UNIFORMARSI A CIO’ CHE GLI ALTRI VOGLIONO DA NOI E SMETTERE DI SOFFRIRE E FARE
SOFFRIRE.
Secondo la Bourbeau
questa “nuova personalità”, che tutti noi ci creiamo, è riconducibile in
modo più o meno evidente a cinque “maschere” tipo, corrispondenti a cinque
tipologie di ferite principali vissute nelle prime fasi della nostra vita, e a
volte anche prima di nascere, già nel grembo materno.
Molto spesso la nuova personalità è un composto di diversi
aspetti delle maschere, questo quando abbiamo vissuto in maniera forte più di
una ferita.
Le maschere e le ferite corrispondenti sono queste:
MASCHERA
|
FERITA
|
Fuggitivo
|
Rifiuto
|
Dipendente
|
Abbandono
|
Masochista
|
Umiliazione
|
Controllore
|
Tradimento
|
Rigido
|
Ingiustizia
|
Quando creiamo una
nuova personalità ed indossiamo una maschera lo facciamo per proteggerci dal
dolore, vissuto nel momento in cui ci siamo sentiti rifiutati, abbandonati,
umiliati, traditi o trattati ingiustamente dai nostri genitori (normalmente da
uno dei due in particolare).
Non importa davvero cosa abbiano fatto i nostri genitori,
come, quando e in che modo ci abbiano per esempio rifiutato, magari perchè
siamo femmine e volevano un figlio maschio, perchè la verità è che avere
provato dolore e avere subito questa ferita che condiziona la nostra esistenza,
dipende dal fatto che ABBIAMO VISSUTO QUELL’ESPERIENZA NELLA NON ACCETTAZIONE,
e NON PERDONIAMO (i nostri genitori o altri adulti di riferimento) NE’
CI PERDONIAMO PER AVERLA VISSUTA.
Ovviamente, per la legge di causa ed effetto, capiterà che
proprio perchè non accettiamo una data situazione la vivremo e la rivivremo
ancora per avere modo di elaborarla.
PERCHE’ SIAMO TUTTI SU QUESTA TERRA PER VIVERE DETERMINATE
ESPERIENZE E IMPARARE AD AMARE.
La Bourbeau scrive anche che “più soffri in una data
situazione o con una certa persona, più il problema viene da lontano”.
Ecco che quando ci scopriamo a vivere lo stesso tipo di
sofferenza, o quando ci sembra di essere bloccati in un girone dell’inferno,
condannati a ripetere sempre la stesso tipo esperienza dolorosa, anzichè
prendercela con la vita, con gli altri, con il destino o con Saturno in trigono,
possiamo cominciare ad aprirci alla possibilità di accettare l’idea che tutto
ciò che stiamo vivendo lo stiamo in qualche modo co-creando, con la nostra
energia, perchè tutte le ferite che abbiamo congelato, anzichè risolto,
vibrano in noi ad una determinata frequenza e attirano persone ed eventi che
sono in risonanza con lo stesso tipo di energia.
Ma cosa possiamo fare subito?
Possiamo ascoltarci e se comprendiamo che una situazione non
è più utile per noi possiamo decidere di elaborarla e lasciarla andare, prima di tutto
attraverso l’auto osservazione, alla ricerca di tutto quello cui stiamo
reagendo e che ci provoca dolore e che risulta in qualche modo collegato alle
ferite originarie, che sono ancora vive dentro di noi.
In questo processo EFT può esserci molto utile fin da
subito, anche se ancora non sappiamo bene nè in quale ferita ci riconosciamo,
nè quale o quali maschere abbiamo deciso
di “indossare”, di conseguenza, per cercare di evitare di soffrire.
Di seguito alcune
frasi che potete usare come spunto sul tema:
Anche se quado sento parlare di maschere a me viene in mente
il Carnevale, ma effettivamente c’è qualcosa nella mia vita che non mi rende
proprio felice e soddisfatto...
Ma io non so quale maschera ho, non mi vesto nemmeno mai da
carnevale, certo che però se leggo bene la parola ABBANDONO, mi risuona.....
Anche se non so se ho subito una ferita di queste, e quale,
mi apro alla possibilità di capirlo, se è per il mio massimo bene, e di
elaborarla e lasciarla andare...
Anche se a me l’idea che qualcosa la sto co-creando mi fa
sentire in colpa, e la rifiuto, mi amo e mi accetto totalmente, anche se
rifiuto anche me...
Anche se mi sa che è tanto tempo che non esploro la gioia di
essere me stessa, manco sono sicura di saperlo chi sono..... e chi me lo fa
fare di scoprirlo poi, tanto mica lo so se c’è qualcosa da salvare...
Ho mai provato la gioia di essere me stesso? Mi apro
comunque alla possbilità di farlo ora... se non l’ho ancora fatto mi accetto
così..
Anche se questa cosa della gioia di essere se stessi mi fa
girare i sentimenti, se fossi me stesso fino in fondo non piacerei a nessuno..
Anche se sono convinta che se fossi me stessa non piacerei a
nessuno, mi amo e mi accetto , o per lo meno mi piaccio... anche se non è
vero...
Anche se ho paura di essere me stessa mi apro alla
possibilità che si possa fare..
Anche se mi ricordo quanto davo fastidio ai miei genitori, e
non avevano mai tempo perchè dovevano lavorare...
Mi vengono in mente i ricordi di scuola, mica potevo essere
me stessa, con gli insegnanti e i compagni, non andava bene niente....
Ho dovuto mettere una maschera, non piacevo a nessuno,
dicevano che ero strana...
Anche se mi sento molto delusa e arrabbiata, per come mi
sono sentita quando ero piccola...
Anche se sono ancora molto arrabbiata e mi viene voglia di
ribellarmi ogni volta che mia madre mi parla...
Anche se non so mai quando sto agendo e quando agisco solo
per lo sfizio di fare il contrario di quello che piace ai miei..
Anche se nel mio spazio di percezione è rimasta la
rappresentazione congelata di quando da piccola sentivo di dispiacere gli
altri, ed io continuo a reagire ad essa, recupero tutta l’energia che ho
utilizzato per costruirla e mantenerla e la riporto nel mio centro...
Anche se nel mio spazio di percezione è rimasta la
rappresentazione congelata di me a tre anni, ed io continuo a reagire ad essa,
recupero tutta l’energia che ho utilizzato per costruirla e mantenerla e la
riporto nel mio centro...
Anche se a qualche livello ho generato e ancora oggi
mantengo questa rabbia, recupero tutta la mia energia coinvolta nella sua
inconsapevole creazione e la riporto nel mio centro...
Anche se non credo di avere una personalità alternativa,
figuriamoci, io sono me stesso sempre, mi amo e mi accetto...
Anche se a leggere questo articolo non ho rivisto proprio
nulla di me, recupero tutta la mia energia legata a questo nulla e la riporto nel mio centro ...
Ho vissuto troppe brutte cose, non voglio perdonare, non è
colpa mia...
Mi rifiuto di pensare al passato... ciò che è stato è
stato....
Mi sembra di vivere sempre la stessa esperienza, e non
capisco perchè.... non è giusto..
Anche se non capisco perchè sono bloccato nello stesso tipo
di sofferenza da tanto tempo, mi apro alla possibilità di lasciarlo andare..
Mi perdono e mi accetto così come sono, con tutto quello che
ho vissuto e che vivo...
Spero che queste frasi vi possano aiutare, nel vostro
cammino per diventare sempre più consapevoli, personalmente ho amato molto
utilizzarle prima di tutto su di me e poi scriverle...
Che vi portino il meglio per voi!
sabato 13 settembre 2014
Paura di AMARE
Laura è una giovane donna, molto bella. Ha da poco compiuto i 40 anni ed è la sesta volta che ci vediamo. Fino ad ora è tornata per temi differenti, ma con un unico filo conduttore: le relazioni sentimentali.
Stavolta mi dice di voler andare in fondo alla faccenda
perchè si trova a rivivere qualcosa di molto simile a quanto capitatole 2 anni
fa.
Due anni fa era in crisi con il compagno. Lui le ha regalato
un viaggio insieme, lei ha accettato e al ritorno sono rientrati nella loro
routine, fino a pochi mesi fa. Adesso lei è adirittura uscita di casa. Ha
traslocato in un appartamento vicino a casa loro.
Ma lui non si è arreso e le ha ragalato un biglietto aereo
per una destinazione tropicale: viaggio per due.
Questa volta però Laura dice di sapere che non vuol più
tornare indietro.
Inoltre c’è una nuova frequentazione nella sua vita, un
ragazzo conosciuto da poco e con il quale non c’è ancora una relazione vera e
propria, ma nemmeno con lui si sente bene.
Infine ammette che ogni giorno il pensiero le torna all’ex
fidanzato, dei tempi delle superiori.
Visto che i punti di cui parla Laura sono molti decido di
utilizzare delle “ancore” e svolgere una sorta di Logo costellazione.
Scriviamo
il nome di ogni uomo di cui ha parlato su un bigliettino e invito Laura a
posizionarli come vuole sul pavimento, aggiungendo anche un biglietto con il
proprio nome.
Lei li posiziona in una specie di croce, con se stessa al
centro e il braccio sud mancante.
Le chiedo se sente che manchi qualcuno in questo gruppo.
Mi risponde che vuole aggiungere l’altro uomo della sua
vita, il padre e lo posiziona sotto di sè.
Le faccio fare Logosintesi sulla fantasia del padre ideale.
Laura ammette che pur senza volerlo cerca il padre in
chiunque.
Le domando di osservare lo schema che ha creato e di dirmi
cosa ne pensa, che emozioni prova.
Mi risponde che il suo ex è lì all’apparenza ma tuttavia è
una persona slegata da qualunque legame, anche con la famiglia, forse per
questo motivo lo pensa tanto.
Le suggerisco delle frasi di logosintesi sull’idea che una
relazione stabile sia soffocante.
Durante il ciclo emerge che lei una relazione “stabile” (in
senso positivo) non l’ha quasi mai vissuta e le sembra una missione difficile.
Anche quando era in una relazione c’erano quasi sempre problemi.
Le chiedo quale sarebbe la cosa più terribile che potrebbe
accaderle se vivesse una relazione stabile.
Mi risponde che le toccherebbe allentare con il lavoro e
stare a casa, che si sente già soffocare solo a pensarci.
Le chiedo chi o che cosa c’è nel suo spazio personale che le
fa sentire la mancanza di respiro.
Mi risponde che vede un’immagine, un vestito in stile ‘800.
Facciamo logosintesi su questa immagine e su ciò che
rappresenta per lei.
Alla fine Laura dice che le è venuta voglia di andare al
mare.
Prende tutti i foglietti in mano e ne fa un mucchio,
chiedendomi se se ne può liberare... poi mi dice che le dispiace per l’ex
compagno ma quella con lui non è più la sua vita.
Il nuovo ragazzo che ha conosciuto invece, le mette ansia,
le sta addosso come un koala.
Facciamo logosintesi sull’idea di questa persona come fosse
un “koala”.
Laura mi dice che “se non ci sono dei koala nella tua vita
tu non puoi star male”.
Un koala per lei è una persona che ti sta sempre
appiccicata, e lei ha paura di una persona così, perchè se sei attaccato a
qualcuno puoi uscirne “frantumato”.
Le chiedo di spiegarmi meglio, e quale pensa che potrebbe
essere la cosa pià terribile che potrebbe succederle se entrasse un “koala”
nella sua vita.
Mi risponde nervosissima che è ovvio, che potrebbe rischiare
di subire una batosta.
La guido suggerendole le tre frasi di logosintesi su ogni
memoria, fantasia o credenza lei abbia sull’AMORE.
Dopo la prima frase mi dice che le viene da vomitare, dopo
la seconda che si sente soffocare e le appare un’idea nella testa come una
scitta “BASTA, MAI PIU’ AMORE!”.
Apre gli occhi e mi chiede “Mi sto raccontando delle storie
vero? Ho paura e mi racconto delle favole”
Le chiedo quanti anni ha la "Laura" che non crede all’amore.
Mi dice che ne ha 20.
Le chiedo chi l’ha tradita a 20 anni.
Mi risponde che il suo ex è appena stato a trovarla ma che
non tornerà e che a casa è un inferno, perchè la madre se ne è andata di punto
in bianco, senza dire nulla e lasciando il padre, lei e i suoi 5 fratelli. Siccome
il più piccolo ha tre anni e comunque la maggior parte sono minori c’è tutto un
via vai di avvocati, assistenti sociali, mediatori familiari... Lei che è la
sorella maggiore subisce tutto questo.
Certo, il suo ex e sua madre l’hanno tradita. Entrambi.
Le chiedo di dirmi cosa succede se ripensa a quel periodo.
Mi risponde che prova rabbia, nello stomaco, e un senso di
commiserazione che le sale in gola, le fa venir voglia di vomitare e la fa
arrabbiare ancora di più.
Le chiedo quale di queste due emozioni sente più forte e mi
risponde che tutta quella rabbia che prova le impedisce di far entrare
qualcuno, o qualcosa, tiene fuori tutto per difendersi.
Le suggerisco delle frasi di logosintesi su quanto emerso.
Dopo la prima dice di sentirsi sbilanciare, dopo la seconda
vede 1 fune, e dopo la terza mi dice di sentire che STA, che non ha voglia di
continuare.
Le suggerisco ancora delle frasi di logosintesi su ciò che
ha creato per non sentire. Accetta di ripeterle.
Dopo la prima visualizza di star tirando qualcuno per i
capelli, dopo la seconda vede nuovamente una fune, ma dopo la terza frase
ammette che quella fune le da un senso di pace e libertà, perchè ora sente che
le può servire per volteggiare.
Dopo questa sessione, straordinariamente densa, come dense
sono state le esperienze di vita di Laura, la giovane donna ha di fronte a se
la consapevolezza che le sue relazioni non sono mai state soddisfacenti perchè
pur desiderando moltissimo creare una famiglia ha sempre “reagito” alla ferita
da tradimento che si é attivata in lei quando la madre ha abbandonato la
famiglia. La paura di soffrire le ha fatto indossare una maschera di
protezione che la faceva sembrare una donna forte e in carriera, mentre
dentro il mondo congelato legato a quell’evento la spingeva a sabotare qualunque rapporto sentimentale
dall’interno, per non correre il rischio di essere ferita e abbondanata di
nuovo.
Il lavoro con Laura è appena cominciato. Dentro di lei ci
sono ancora molta rabbia per la madre e un iper attaccamento alla figura
paterna, idealizzata e idolatrata perchè ha finito per contrapporsi a quella
della madre abbandonica.
La maschera però è caduta e Laura ora ha la possibilità di
scegliere se tornare a "raccontarsela" o lavorare per liberarsi del passato e
tornare ad agire nel presente libera da condizionamenti.
sabato 10 maggio 2014
La ferita da tradimento
Liberamente ispirato da Le
cinque ferite e come guarirle di Lise Bourbeau
Questo articolo segue quello dal titolo Le ferite e le maschere. In esso si spiega come nel testo della
Bourbeau sopra menzionato si identifichino 5 ferite primarie che viviamo da bambini
e che ci spingono a “indossare” una maschera per proteggerci dalla sofferenza
secondo il seguente schema:
MASCHERA
|
FERITA
|
Fuggitivo
|
Rifiuto
|
Dipendente
|
Abbandono
|
Masochista
|
Umiliazione
|
Controllore
|
Tradimento
|
Rigido
|
Ingiustizia
|
Ogni persona può avere vissuto più di una ferita, anche
tutte e cinque.
Per qualcuno una ferita
può essere prevalente rispetto alle altre, mentre per altri possono
esserci una o più ferite leggere.
Qualcuno può anche manifestare caratteristiche di tutte le maschere in egual misura.
Alcune ferite possono essere molto ben nascoste.
Per comodità espositiva ho deciso di seguire l’ordine dei capitoli del libro originale.
Oggi affrontiamo la FERITA DA TRADIMENTO.
Una ferita da tradimento si può vivere in molti modi, ma generalmente scaturisce dall’esperienza del bambino con il genitore dell’altro sesso.
La ferita da tradimento ha a che fare con la fiducia e una volta persa la fiducia si arriva a soffrire anche molto.
Questa ferita ha a che fare anche con le promesse non mantenute, ma anche con le nostre aspettative non soddisfatte.
E’ una ferita che generalmente porta chi la vive ad incarnare la maschera del CONTROLLORE, per la cui descrizione completa vi rimando al libro della Bourbeau.
Quando cerchiamo incessantemente di controllare tutto è proprio per dare un’immagine di affidabilità, di fiducia, per dimostrare che sappiamo tenere fede ai nostri impegni e siamo responsabili.
Ecco un riassunto delle sue caratteristiche.
Spesso il controllore è una persona che ha del peso in eccesso, quasi per prendere e affermare il suo posto nella vita.
Controllare gli serve per soffrire meno, la sua ambizione è appunto tenere tutto sotto controllo di modo che non possano capitare sorprese.
Spesso diventa una persona molto forte, talentuosa e rapida nelle azioni e nelle decisioni, che difficilmente sopporta che gli altri non siano come lui e tenta spesso di convincerli delle sue stesse credenze e opinioni.
Quando le cose non vanno secondo le sue aspettative può provare una collera molto profonda perchè si sente tradito, dalle persone, dai fatti, dalla vita.
Tende a controllare tutto sia in famiglia che nel lavoro e per questo ha grandi difficoltà nel delegare compiti, o se lo fa tende a stare sempre attento che le cose vadano fatte alla sua maniera. Anche con i figli e con il patner tende a spazientirsi in fretta, a cercare di governare tutto ed è molto esigente, con loro come con se stesso.
Si altera se qualcuno è pigro, non tiene fede ad un impegno o dimostra di essere inaffidabile.
Il controllore ama farsi i fatti degli altri, ma, di contro,
non gradisce per nulla essere controllato e quando gli viene mossa una critica
arriva a mentire per fare le cose a modo
suo..
Anche se è molto sensibile difficilmente lo mostra perchè per lui è più importante mostrarsi forte e evitare di far vedere le proprie debolezze.
Quando succede qualcosa di imprevisto il controllore entra in uno stato di allerta e si lancia “nel futuro” perchè ha bisogno di prevedere tutte le possibilità, per non farsi cogliere impreparato.
I controllori cercano spesso di intuire le reazioni altrui, tendono a prevedere tutte le possibili risposte che potrebbero ricevere in un colloquio, perchè tutti i comportamenti imprevedibili, tutte le sorprese li destabilizzano.
Il controllore ama avere una buona reputazione e spesso questa finisce per essere più importante di qualunque altra cosa, persino del benessere proprio o dei propri cari, in particolare i figli.
Il controllore ha delle difficoltà quando si tratta di impegnarsi perchè è terrorizzato dal “disimpegno” che equivale ad un tradimento. Siccome crede che quando dice qualcosa deve far di tutto per mantenere la parola, e quando si prende degli impegni questo lo fa sentire in una sorta di gabbia, allora spesso fugge da qualunque impegno.
La persona che soffre di una ferita da tradimento spesso teme di essere tradito di nuovo, soprattutto dalle persone di sesso opposto, ha molta paura della fine di una relazione e quando qualcuno tradisce la fiducia che lui (o lei) pensa di aver riposto nell’altro sarà molto propenso a rinnegarlo, a non volerne più sentir parlare per via della grande sofferenza provata.
Ecco qui alcuni suggerimenti per utilizzare EFT se vi siete
sentiti in sintonia con la descrizione di cui sopra:
Anche se ho sempre bisogno di controllare tutto, mi amo e mi
accetto, e mi apro alla possibilità di controllare un pò meno...
Voglio che tutto vada come dico io...
Gli altri devono meritarsi la mia fiducia, altrimenti per me è come se fossero morti...
Non sono mai sicura di potermi fidare, per questo difficilmente mi confido con qualcuno....
Non amo delegare, non mi fido delle altre persone, nessuno fa le cose come devono essere fatte...
Devo pur far andare le cose come vanno fatte, non posso lasciare che i miei figli (genitori, marito ecc.) faccia a modo suo altrimenti è un disastro...
Anche se ho una grande diffidenza verso il prossimo, beh, la osservo...
Non sopporto chi mente, io non lo faccio mai, se non mantengo la parola data è solo perchè ho una buonissima ragione....
Mi è successo di litigare con X e che non mi parli più... è una cosa che non tollero, inaccettabile....
Mi è successo di litigare con X e non ne voglio più sapere, non perdo tempo io con persone inaffidabili...
Anche se ho l’impressione di non avere un posto nel mondo.... osservo questa idea, e mentre la osservo si fa meno grave...
Non so proprio perchè ma mi attiro tutte persone che non sanno mantenere gli impegni e la cosa mi manda in bestia...
Quando parlo con X non so mai se capisca davvero cosa voglio...
Ho un nuovo fidanzato, ma ho una paura che mi tradisca..... questa paura mi assilla...
Non sopporto le persone pigre e che non fanno quello che promettono, se non ci fossero vivremmo meglio tutti.....
Le situazioni impreviste mi mettono un’ansia, ma un’ansia.... non so come sia possibile che uno programma tutto e poi va tutto in maniera diversa.
Mia figlia vuole mettersi con quello lì, impossibile, ne va della nostra reputazione.....
Non riesco a prendermi un impegno, prendermi un impegno mi fa sentire in gabbia, e se poi non riesco a mantenerlo che figura ci faccio, meglio non impegnarsi...
Queste frasi vogliono offrirvi degli spunti...
Potete anche rileggere il riassunto della descrizione del CONTROLLORE e lasciare che emergano pensieri, convinzioni, immaginini che vi riguardano più direttamente. Così facendo troverete le frasi migliori per voi sulle quali fare abbondante tapping...
Buon lavoro.
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