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sabato 14 giugno 2014

La ferita da ingiustizia



Liberamente ispirato da Le cinque ferite e come guarirle di Lise Bourbeau

Questo articolo segue quello dal titolo Le ferite e le maschere. In esso si spiega come nel testo della Bourbeau sopra menzionato si identifichino 5 ferite primarie, che viviamo da bambini e che ci spingono a “indossare” una maschera per proteggerci dalla sofferenza secondo il seguente schema:
MASCHERA
FERITA
Fuggitivo
Rifiuto
Dipendente
Abbandono
Masochista
Umiliazione
Controllore
Tradimento
Rigido
Ingiustizia

Ogni persona può avere vissuto più di una ferita, anche tutte e cinque.
Per qualcuno una ferita  può essere prevalente rispetto alle altre, mentre per altri possono esserci una o più ferite leggere.

Qualcuno può anche manifestare caratteristiche di tutte le maschere in egual misura.

Alcune ferite possono essere molto ben nascoste.

Per comodità espositiva ho deciso di seguire l’ordine dei capitoli del libro originale.

Oggi affrontiamo l’ultima delle ferite identificate dalla Bourbeau, la FERITA DA INGIUSTIZIA.

La cosa singolare della ferita da ingiustizia è che essa ha a che fare con il “giusto” valore... quindi può essere rintracciata nelle nostre vite sia che riteniamo di non avere visto riconosciuto il nostro giusto valore per difetto, sia per eccesso.

Chi soffre di ingiustizia, però, nella maggior parte dei casi, sente di non aver ricevuto il giusto merito, o di non essere stato rispettato e questo in particolare dal genitore dello stesso sesso.

Il bambino in cui si attiva questa ferita, intorno ai tre, cinque anni di età, percepisce il proprio genitore come freddo, anche se non lo è.

Ricordiamo che tutte le ferite di cui si parla nel libro hanno a che vedere con come noi percepiamo la realtà esterna.... e non c’è una verità assolutamente valida per tutti.

Chi soffre di una ferita da ingiustizia può essersi sentito criticato, può aver sperimentato comportamenti intolleranti  o severi da parte dei genitori.

La maschera che si crea la persona che soffre da ingiustizia gli consente di tagliare i ponti con il proprio sentire, per proteggersi. Questa maschera è quella del RIGIDO.

Per la descrizione completa di questa maschera vi rimando al libro della Bourbeau, che descrive le cinque ferite in maniera eccezionalmente chiara.

Ecco però qui alcune caratteristiche salienti.

Il rigido ha la tendenza al perfezionismo per evitare i problemi.

Da molta importanza al concetto di merito, e se pensa di ricevere più di quanto merita fa di tutto per perderlo, anche se a livello inconscio, perchè convinto di non meritarlo.

Ha una forte paura di sbagliare e cercando sempre di più la perfezione non si rende conto di essere ingiusto con se stesso.

Siccome teme moltissimo la situazione in cui si trova a fare delle scelte spesso si trova a dubitare di se anche dopo la scelta.

Il rigido fatica ad ascoltare i propri limiti e soprattutto a conoscerli, preferisce far da solo perchè sia tutto perfetto.

Il rigido ama molto mostrare e far sapere cosa sta facendo, perchè così facendo pensa di meritarsi una ricompensa, un riconoscimento. Vuol meritare quello che gli accade.

Anche se chi non vive questa situazione può non capirlo il rigido cerca sempre di ristabilire la giustizia, soprattuto quando pensa di avere avuto più degli altri.

Non riesce a reggere di essere favorito.

Il rigido ha una grande forza di volontà e la usa per tenere sotto controllo le cose, di modo che non si creino ingiustizie di alcun tipo, ma spesso fatica a distinguere fra rigidità e disciplina, perdendo di vista il fine per il mezzo.

Il suo bisogno di perfezionismo lo espone a diventare una persona molto stressata e a scoppiare in eccessi di collera, soprattuto verso se stesso.

La persona rigida ha difficoltà ad amare e lasciarsi amare, e finisce per sembrare freddo, perchè cerca di nascondere la propria parte vulnerabile... In fin dei conti però, la freddezza degli altri è ciò che teme di più.

Chi soffre per questa ferita ha una enorme paura del giudizio, ma è il primo a giudicarsi perchè ha difficoltà a vedere le cose buone che fa e le proprie qualità e stenta davvero molto a concedersi qualcosa che gli piace.

Ecco qui alcuni suggerimenti per utilizzare EFT se vi siete sentiti in sintonia con la descrizione di cui sopra:

Anche se forse tendo ad essere troppo perfezionista, e mi carico di troppo lavoro, mi apro alla possibilità di amarmi ed accettarmi...

Ho difficoltà nel lavoro perchè ho paura di sbagliare... non me lo posso permettere.

Voglio che tutto sia perfetto, se casa mia non è in perfetto ordine mi sale un nervosismo......

Anche se mi fa soffrire che mia madre sia ingiusta con me, e anche se faccio bene non lo riconosce, mi apro alla possibilità di osservare questa sofferenza...

Non sopporto le critiche ingiustificate, eppure pare che il capo ufficio ce l’abbia sempre con me, ma io cerco di fare in modo che sia tutto perfetto...

Io non ho nessun problema, perchè mai dovrei averne, va tutto bene....

Anche se non riesco a dormire perchè ho ancora quel lavoro da finire, e non mi piace proprio che resti lì..

Devo assolutamente rispettare la dieta, non posso assolutamente sgarrare...

Non sono brava come mia sorella.....

Anche se mi fa ancora arrabbiare il ricordo di mia madre, che mi dice che non sono brava come i miei fratelli....e continuo a reagire a questo ricordo, recupero tutta la mia energia legata a questo ricordo e la riallineo al mio centro..

Anche se sento ancora rabbia quando mia sorella mi fa un’osservazione su come mi comporto, è come se non facessi abbastanza...

Mio marito è così freddo con me, non riesco a tollerarlo, è ingiusto...

Anche se mi rendo conto che sono troppo esigente con me stesso, ma non riesco a smettere, è più forte di me...

Quando assisto ad un’ingiustizia non riesco a tollerarlo, mi va il sangue alla testa....

Ho ottenuto un punteggio più alto della mia collega, ma non è giusto, mi sento in colpa...

Provate ad osservare il vostro bisogno di perfezione, nel caso vi riconosciate in questo aspetto, e picchiettate lasciando emergere spontaneamente ricordi, emozioni, pensieri, idee, convinzioni, fantasie...

Provate ad immaginare la cosa più terribile che potrebbe succedere se vi permetteste di essere un pochino imperfetti..... Cosa accade?

Provate a focalizzare il vostro concetto di merito..... Seguite spontanemente ciò che emerge...

Anche se ho una grande paura di sbagliare, e più ne ho paura più tendo a sbagliare, mi amo e mi accetto..anche se forse mi sbaglio.....

Non mi sento rispettato da mio padre, nemmeno ora che ho 40 anni...

Vorrei solo che per una volta mia madre riconoscesse che valgo anche io qualcosa...

Non ho mai tempo, ma ci vuole un sacco di tempo per fare le cose alla perfezione...

Queste frasi vogliono offrirvi degli spunti...
Potete anche rileggere il riassunto della descrizione del RIGIDO e lasciare che emergano pensieri, convinzioni, immaginini che vi riguardano più direttamente. Così facendo troverete le frasi migliori per voi sulle quali fare abbondante tapping...

Buon picchiettamento.

venerdì 18 aprile 2014

EFT E ANSIA MEGAGALATTICA







Avere a che fare con un'ansia "megagalattica" non è mai piacevole.

Quando faccio corsi o sessioni o tengo gruppi di EFT mi piace molto parlare delle emozioni.

A volte pensiamo che le nostre emozioni siano sbagliate… o peggio, proprio perché proviamo una certa emozione pensiamo di essere noi “sbagliati”.
Quante volte abbiamo provato rabbia, dolore, o altre emozioni e poi ci saremmo tirati una martellata sul piede perché magari il solo fatto di provare quella emozione non ci ha fatto comportare come vorremmo…?

Ecco, allora per parlare dell'ansia "megagalattica" la prendo larga.


NON ESISTONO EMOZIONI GIUSTE ED EMOZIONI SBAGLIATE.
NON ESISTONO EMOZIONI BUONE ED EMOZIONI CATTIVE.

ESISTONO PERO’ EMOZIONI ADEGUATE ED EMOZIONI INADEGUATE.
(sia le Iper (eccessive) che le Ipo (quasi inesistenti) reazioni sono inadeguate)


Le emozioni adeguate sono sempre frutto del nostro essere radicati nel momento presente, del vivere esattamente dove dovremmo, cioè nel QUI ed ORA.

Le emozioni inadeguate sono frutto di tracce di memoria che ci sono rimaste appiccicate addosso dal passato o di proiezioni (fantasie) sul nostro futuro (quasi sempre influenzate/create sulla base di esperienze passate).

VIVERE FUORI DAL QUI ED ORA E’ PROPRIO UNA DELLE COSE CHE COMPROMETTE LA NOSTRA LIBERTA’.

Ecco perché può essere utile usare EFT.

LE NOSTRE EMOZIONI SONO UN POTENTE MEZZO DI COMUNICAZIONE CON L’INTERNO.

ESSE CI DICONO SEMPRE QUALCOSA DELLA NOSTRA “MAPPA DEL MONDO”.

Difficilmente infatti è possibile affermare che esiste UNA REALTA’. La realtà di un individuo è una realtà percepita e “disegnata”, proprio come una mappa, sulla base delle sue esperienze.

Quando siamo piccoli abbiamo necessità di imparare ed i nostri sistemi ci forniscono come alleata preziosa la possibilità di tenere in memoria un’esperienza per velocizzare la nostra risposta futura ad una situazione simile.

Questo è vitale.

Se io metto una mano sul fuoco e mi brucio, ovviamente la prossima volta che sarò davanti ad un fuoco saprò come comportarmi.

Ciò che non è “vitale” è che qualche volta questo meccanismo si inceppa e tracce di memoria diventano “catene” energetiche.

Quando viviamo un’esperienza simile, ma anche quando ne viviamo una di completamente nuova, il nostro cervello si mette a cercare nell’archivio dei ricordi qualcosa che ci possa guidare nelle risposte.

I problemi cominciano a nascere quando ripeschiamo nell’archivio memorie passate collegate ad esperienze che non siamo riusciti ad elaborare o che abbiamo vissute come “negative”.

Se per esempio il mio fidanzato mi ha lasciato dicendomi tante bugie e tradendomi potrebbe essere che io immagazzini l’idea che degli uomini non ci si può fidare, e anche se questo ha uno scopo difensivo, difficilmente mi permetterà di vivere bene altre storie.

Se invece elaboro l’evento, magari anche grazie ad EFT, o ad altre tecniche, resterà certamente il ricordo, ma io sarò libero di affrontare ogni nuova relazione per ciò che mi offre ogni giorno, e non sulla base del passato.

VIVERE OGNI GIORNO COME NUOVO, CONSERVANDO QUELLO CHE E’ UTILE E LASCIANDO QUELLO CHE CI PESA….QUESTO E’ IL MIO SUGGERIMENTO.

Ma tornando alle nostre emozioni, esse vogliono sicuramente dirci qualcosa sul nostro mondo interiore…

Anche l’ansia.

L’ansia mega galattica ci parla in modo forte!

Quindi l’ansia è come una spia sul cruscotto dell’auto.

Se si “accende” vuole avvisarci di qualcosa d’altro che non è come dovrebbe.

La cosa più utile, a mio avviso, quando si prova un’emozione che “ci disturba”, è chiedersi

CHE COSA MI STA DICENDO DI ME?


Penso possa essere utile provare con un giro su ciò che si prova esattamente, ma anche su ciò che emerge spontaneamente da questa domanda a noi stessi.

Riporto un esempio di lavoro sull’ansia.

Punto karate: Anche se ho questa ansia (megagalattica si può aggiungere) e mi fa stare malissimo, mi amo e mi accetto completamente…
Sopra la testa: ma a chi la racconto…
Io mi sento sbagliato…Non vorrei avere tutta questa ansia…
Sopracciglio: Sarebbe meglio sparisse…
Lato dell’occhio: Picchiettando il lato dell’occhio provare a rintracciare dove è l’ansia nel corpo…. E una volta identificato verbalizzare…ES: anche se ho questa ansia nella pancia… che mi da proprio fastidio…. Mi riempie tutta la pancia… e sale
(se l’emozione varia o si muove seguitela).
Sotto l’occhio: Questa ansia mi ricorda che non è la prima volta che la provo… e ogni volta è peggio…
Sotto il naso: Una volta mi ha perfino impedito di mangiare.
Sotto il labbro: Forse devo imparare a conviverci..…

Clavicole: MHHHhhh, vorrei proprio che passasse invece, così non mi sentirei uno schifo.
Sotto ascella: con questa ansia mi sento uno schifo..
Sotto seno: mi sembra perfino che gli altri sentano quanto sono ansioso…
E questo mi fa pure innervosire…..

Picchiettare quindi tutti i punti sulle dita concentrati sul voto che si dà alla propria ansia….o a qualunque cosa sia emersa nel frattempo.

Come ho già scritto in altra sede tutto ciò che emerge va picchiettato…

Se vi và potete giocare con i ricordi….
Picchiettate partendo dall’episodio più recente in cui vi è venuta l’ansia.
Oppure partite dall’episodio più fastidioso.
Oppure partite dal più intenso…
O, infine, partite dal primo…




Ultimamente faccio un lavoro molto bello con le emozioni…
E il merito sono tutti i suggerimenti che il Dottor Lammers dà nei siti per gli appassionati di logosintesi.


Ascolto tutto quello che la persona dice sull’ emozione che prova.
Chiedo di focalizzare tutto quello che è stato appena detto.
Invito la persona a immaginare di essere una grande pittrice/un grande pittore e di poter esprimere la sua emozione sulla tela bianca.
Vanno bene immagini realiste ma anche astratte, perfino un solo colore…
Qualunque cosa la mente vi rimandi va bene.
Una volta agganciata l’immagine, date un titolo alla vostra opera.

Prendete il titolo e picchiettate su quello:

Punto Karate:
Anche se c’è (titolo) in questo momento, io mi apro alla possibilità che tutto vada bene, anche se non capisco perché (titolo) c’è….
Poi seguitate a picchiettare con quello che emerge da voi di volta in volta o solo concentrati sull’immagine..
Ovviamente continuate finché il voto che avevate dato all’ansia mega galattica, o a qualunque altra cosa vi abbia creato disagio non scende!


Buon picchettamento e scrivete i vostri commenti