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domenica 11 aprile 2021

EFT PER IL CAMBIAMENTO

Molto spesso, quando ci si rivolge ad un coach o ad un counsellor, si decide di apprendere una tecnica di auto aiuto, energetica o meno, oppure si inizia un percorso di crescita personale lo  si fa perché si desidera che avvenga un cambiamento nella nostra vita.

Facciamo corsi, impariamo nuove cose, cambiamo le nostre prospettive, arricchiamo la nostra consapevolezza, mutiamo la visione del mondo e poi, nonostante tanti sforzi, ci sono aree della nostra vita in cui magari il cambiamento arriva liscio liscio e altre in cui pare non giungere mai…
Certi giorni riusciamo ad essere ottimisti, certi altri facciamo finta di nulla, altri ancora lo invochiamo come un assetato nel deserto invocherebbe l’acqua, altri siamo proprio fiduciosi che proprio l’ultimo passo sia stato quello buono… però a volte,  magari in certi ambiti determinati, piuttosto che in altri, ci pare che un cambiamento non debba avvenire mai e finiamo per sentirci come se un particolare evento - lezione si dovesse ripresentare ancora e ancora, uguale nella sua essenza a tanti altri prima, come in una lunga serie di fotocopie, mentre noi ci troviamo a dire “di nuovo???!???!”  

Facendo corsi e trattando tante persone mi sono trovata spesso di fronte a situazioni del genere…
Persone che hanno fatto magari tantissimi passi per migliorare se stessi e la propria condizione di vita a volte ammettono “però quella cosa lì, quella in particolare, mica cambia, uhm, e invece come vorrei che cambiasse!”

Ricordo bene un episodio avvenuto mentre stavo conducendo un seminario su EFT e le fiabe, e la fiaba scelta era “La donna scheletro”, tratta dal libro di Clarissa Pinkola Estés “Donne che corrono coi lupi”.

Quella storia parla dell’amore, della vita, della morte, della paura e del coraggio e del cambiamento…

Affrontare il cambiamento ha quasi sempre a che fare con l’affrontare la paura della “morte”.
La morte delle proprie illusioni, delle proprie abitudini, degli schemi con cui ci siamo abituati a interpretare il mondo e che spesso utilizziamo con tanto “orgoglio” perché definiscono ciò che siamo.

Molto spesso non riuscire a ottenere un cambiamento nella nostra vita ha a che fare con una serie di fattori che in qualche caso, ad una prima analisi, ci sfuggono o non teniamo nel debito conto…

Prima di tutto, a mio avviso, cambiare ha a che fare con COSA PENSIAMO DI NOI STESSI, CHI PENSIAMO DI ESSERE.

Magari siamo persone con tutto il potenziale per essere uomini o donne perfettamente realizzate nel lavoro, negli affari, nei rapporti sociali, ma per qualche ragione abbiamo dentro di noi qualcosa che ci limita… per parafrasare una mia collega “abbiamo tutta una serie di strutture e sovra strutture dentro di noi, che magari in un certo momento ci sono state utili, per ottenere qualcosa, o per evitare qualcosa d’altro, ma che poi ci limitano, perché le facciamo nostre a tal punto che non pensiamo di poterci spingere più in là.” Che si desideri chiamarli “zona comoda”, convinzioni limitanti, limiti, schemi, retaggi, o in qualunque altro modo, spesso siamo così “affezionati” ai nostri “indici” che difficilmente ce ne liberiamo.

Questo avviene perché tutto ciò che abbiamo messo insieme, a livello di convinzioni, ma anche di semplici informazioni, nel corso degli anni che abbiamo vissuto, hanno finito per definire, prima ancora che il mondo esterno, CHI SIAMO NOI, o meglio, CHI PENSIAMO DI ESSERE…

Una mia corsista, dopo una serie di picchettamenti, mi ha detto: “Ma sai che è vero. IO SONO ALLERGICA. Ogni primavera io comincio ad avere i sintomi dell’allergia e le persone mi stanno tutte intorno per chiedermi: “Ma come stai? Ma come và? Trovato qualche rimedio….??” E io beneficio delle loro attenzioni, che se non fossi allergica non so se attirerei”.

Un’altra considerazione che mi sorge spontanea è che spesso, come ha ben scritto Neale Donald Walsh nel suo libro “Quando tutto cambia, cambia tutto”, moltissime persone, vorrei dire la maggior parte, considera fondamentalmente il cambiamento come negativo, perché per una infinita serie di motivi non  riescono più a percepire che il cambiamento è il principio fondamentale della vita…

Il succedersi delle stagioni; del giorno e della notte; il passare dalla fase embrionale a quella fetale, e poi all’essere bambino, adolescente, adulto, anziano; il fatto che prima siamo figli e poi faremo figli a nostra volta; il fatto che proveniamo da una famiglia ma poi ne formiamo una nuova, fosse anche composta solo da noi stessi; il fatto che ogni pianta prima di essere in grado di fare frutti deve essere arrivata da un seme… ecc… ecc….. tutto nella vita ci mette di fronte al CAMBIAMENTO…

Noi però, spesso, ci attacchiamo, ci leghiamo, ci “intestardiamo” su qualcosa, pensiamo di poter conservare delle condizioni come immutabili, ci attacchiamo ad una persona, ad una attività, ad una relazione, ad un hobby e qualcuno arriva a dire “questo è tutto ciò che ho nella vita e guai a chi me lo toglie”.

La verità è che spesso non crediamo che un cambiamento possa portare qualcosa di buono…ABBIAMO PAURA e così, quando qualcosa non funziona, piuttosto che cambiare, preferiamo investire ogni nostra forza per cercare di mantenere lo stato delle cose ad ogni costo, magari ricorrendo a “soluzioni estreme” come “fare di più di qualcosa”, (ad esempio se un fidanzamento non và spesso si pensa che sposandosi le cose miglioreranno J), oppure ci viene l’idea di tornare ad una condizione precedente, perché almeno la conosciamo (magari proviamo un nuovo lavoro, non funziona, allora torniamo a fare un lavoro che non amiamo ma che ci da sicurezza, piuttosto che provare a metterci in gioco con una attività ancora diversa).

Leggendo “La donna scheletro”,  il concetto della morte, della ciclicità della vita, del cambiamento sono emersi davvero in maniera forte..

La Estés scrive che “Ci hanno insegnato che la morte è sempre seguita ancora dalla morte. Non è così: la morte tiene sempre in incubazione una nuova vita, anche quando la propria esistenza è arrivata all’osso.”

Ecco allora che mi permetto di prelevare, in qualche caso lievemente modificate, alcune domande presenti nel commento alla storia, e ti suggerisco di portele, quando sei in una fase in cui desideri fortemente un cambiamento, ma il cambiamento tarda ad arrivare…utilizzando SET come supporto.

Prendi carta e penna per appuntare tutto quello che emergerà.
Cerca un luogo in cui puoi stare tranquillo e ritagliati almeno un’ora di tempo…
Inizia a picchiettare e chiediti:

A CHE COSA DEVO DARE PIU’ MORTE OGGI, PER GENERARE PIU’ VITA?
CHE COSA SO CHE DOVREBBE MORIRE MA ESITO A PERMETTERLO?
CHE COSA DEVE MORIRE IN ME PERCHE’ POSSA CAMBIARE (questa situazione – circostanza – dinamica possa cambiare)?
CHE COSA DOVREBBE MORIRE OGGI?
CHE COSA DOVREBBE VIVERE?
A QUALE VITA TEMO DI DARE LA NASCITA?
E SE NON ORA, QUANDO??

Ovviamente poi puoi (e io lo consiglio vivamente) fare EFT su ogni cosa che è emersa, partendo da quella che per te sembra più importante, o che ha comunque più carica in una scala di valutazione da 0 a 10.

Buona consapevolezza, buona picchettamento, e buon cambiamento a tutti.




domenica 27 settembre 2020

CORSO BASE DI EFT ON LINE 14-21-28 OTTOBRE

Se il tuo copro emozionale non è in equilibrio qualsiasi tua decisione, reazione, interazione saranno influenzati dalle ferite non risolte, dalle emozioni ancora non elaborate, da ciò che in passato ti ha ferito, condizionato e non è ancora digerito.

La strategia migliore per portare in equilibrio il tuo corpo emozionale è portare consapevolezza a cosa accade nel mondo e a come tu ti muovi nel mondo:
quali aspetti della tua esperienza non sono in armonia?
come reagisci?
cosa ti fa reagire?
che emozioni accompagnano il tuo vissuto?
quali ferite senti ancora attive?
Aumentare la propria consapevolezza e autoconsapevolezza ti toglie dal ruolo di vittima degli eventi e ti ricolloca nella posizione di attore consapevole della tua vita.
Se vuoi conoscere uno straordinario, semplice, efficace metodo di intervento per riportare equilibrio nel tuo corpo emotivo partecipa ad un corso di EFT.

Eft è una pratica disintossicante: la sua applicazione quotidiana ti libera dal surplus emozionale non digerito, ti aiuta a prendere confidenza con le emozioni e a comprendere i messaggi senza picchi emozionali ingestibili e ti permette di digerire anche gli “arretrati” emotivi irrisolti.
Ma come si fa?
Si stimolano una serie di punti sul corpo lungo i meridiani energetici. Ecco i punti.





Per saperne di più iscriviti al corso base dove imparerai ad applicare Eft alla tua esperienza personale.


Il prossimo si tiene on line 14-21-28 ottobre.






Scrivimi per informazioni.

domenica 15 gennaio 2017

EFT E IL BISOGNO DI ESSERE ACCOLTI.





Ti avverto che oggi non affronterò il tema del titolo in maniera leggera.
Anzi, ci andrò giù pesante, ma per assurdo senza fare quasi nulla.
Voglio fornirti uno specchio e chiederti di entrarci.
In realtà il ruolo che assumo oggi si limita a questo.
Ti chiedo di entrare nello specchio, e cercare tu i tuoi tesori.
Il mio obiettivo è che tu possa entrare in contatto con la tua parte profonda e saggia e che possa spalancare sempre di più il cuore.

Lo sai che il bisogno di essere accolti, di essere amati, di sentire che si è Amore è il bisogno più importante per il bambino e per l'essere umano?
Lo sai che tutte le volte che finisci per puntare il dito sull'altro che non ti accoglie, che non ti ama, che non sa incontrarti per come sei, quasi sempre alla base c'è una tua paura inconscia legata all'amare e all'essere amato?

Quando un bambino piccolo non viene incontrato nel suo bisogno di amare ed essere amato, perchè i genitori o le figure adulte di riferimento non ci sono, non possono, non sono in grado o anche semplicemente non sono capaci di comunicare in maniera comprensibile l'amore per il "tipo" cui il bambino appartiene (faccio due esempi semplificati: mamma che non ama il contatto fisico ma dice spesso ti amo ad un bambino che è percettivo, quindi avrebbe bisogno di carezze - mamma che riempie il bambino di doni quando lui vorrebbe sentirsi dire che è amato e così via) il bambino soffre, e registrando un decifit che procura dolore, il suo sistema reagisce congelando l'esperienza dolorosa, sotto forma di un'istantanea multisensoriale dell'evento, insieme a tutte le sue reazioni e fantasie collagate ad esso. Le reazioni che il bambino adotta non sono altro che dei  meccanismi di sopravvivenza "perfetti per quel momento e per il livello di consapevolezza raggiunto", i quali però, se non rielaborati nel tempo, diventano appunto delle risposte fisse e rigide agli stimoli dell'ambiente.

Ecco che un uomo di 50 anni che non ha superato un evento in cui non si è sentito amato a 2 anni dalla mamma può reagire nella stessa maniera di quel duenne, dopo 48 anni, di fronte ad un gesto della moglie, rimettendo in scena lo stesso copione inconscio.

Spesso fra queste risposte si colloca anche l'innalzare barriere emotive per non permettere più all'altro da sè di entrare così in profondità, di modo da non esporsi, non diventare vulnerabili, non rivivere l'eventualità di sentirsi respinti e tutta una serie di altre sensazioni spiacevoli che sono registrate nella mente e nel corpo a causa dei ricordi traumatici dell'interruzione del flusso d'amore.


La soluzione, quando ci accorgiamo di avere delle dinamiche collegate al bisogno di essere accolto o amato, in qualunque modo esse si manifestino nello specifico, è entrare in contatto con la causa primaria di queste dinamiche e andare a scioglierne il contenuto emotivo ancora attivo con le tecniche energetiche

Ora quello che ti chiedo di fare è restare in ascolto di te e del tuo cuore.
Semplicemente.
E di farti aiutare da SET nella tua elaborazione delle dinamiche che eventualmente potresti avere, legate al bisogno di essere accolto o amato.
Se lo desideri puoi prima porti queste domande e seguire le tracce successive prendendo appunti e poi applicare set su tutto quello che emerge.

Prendi contatto con il tuo bisogno di essere amato e accolto.
Dove è nel corpo?
Che forma e che colore ha?
Che emozione  attiva in te collegarti a questo bisogno?
Quali pensieri emergono?
Quali ricordi?
Quali convinzioni?
Quali fantasie?

 

Siediti, rilassati, respira, inizia a stimolare il tuo sistema energetico e ascolta questa canzone...



o picchietta leggendo il testo:

Le tasche piene di sassi


Volano le libellule,
sopra gli stagni e le pozzanghere in città,
sembra che se ne freghino,
della ricchezza che ora viene e dopo va,
prendimi non mi concedere,
nessuna replica alle tue fatalità,
eccomi son tutto un fremito ehi.

Passano alcune musiche,
ma quando passano la terra tremerà,
sembrano esplosioni inutili,
ma in certi cuori qualche cosa resterà,
non si sa come si creano,
costellazioni di galassie e di energia,
giocano a dadi gli uomini,
resta sul tavolo un avanzo di magia.

Sono solo stasera senza di te,
mi hai lasciato da solo davanti al cielo
e non so leggere, vienimi a prendere
mi riconosci ho le tasche piene di sassi.

Sono solo stasera senza di te,
mi hai lasciato da solo davanti a scuola,
mi vien da piangere,
arriva subito,
mi riconosci ho le scarpe piene di passi,
la faccia piena di schiaffi,
il cuore pieno di battiti
e gli occhi pieni di te.

Sbocciano i fiori sbocciano,
e danno tutto quel che hanno in libertà,
donano non si interessano,
di ricompense e tutto quello che verrà,
mormora la gente mormora
falla tacere praticando l'allegria,
giocano a dadi gli uomini,
resta sul tavolo un avanzo di magia.

Sono solo stasera senza di te,
mi hai lasciato da solo davanti al cielo
e non so leggere, vienimi a prendere
mi riconosci ho un mantello fatto di stracci.

Sono solo stasera senza di te,
mi hai lasciato da solo davanti a scuola,
mi vien da piangere,
arriva subito,
mi riconosci ho le scarpe piene di passi,
la faccia piena di schiaffi,
il cuore pieno di battiti
e gli occhi pieni di te.

Sono solo stasera senza di te,
mi hai lasciato da solo davanti al cielo
vienimi a prendere
mi vien da piangere,
mi riconosci ho le scarpe piene di passi,
la faccia piena di schiaffi,
il cuore pieno di battiti
e gli occhi pieni di te.

E ora ascolta questa:

https://youtu.be/lhkSOFi8EdE

puoi picchiettare anche rileggendo il testo:


Simili
 
Sono scappata via
Quando mi sono vista dentro a un labirinto
Senza decidere
Ospite in casa mia
Con sillabe d'amore tutte al pavimento
Come la polvere
Ma arrivi tu che parli piano
E chiedi scusa se ci assomigliamo
Arrivi tu da che pianeta?
Occhi sereni, anima complicata
Anima complicata
Io cosi simile a te
A trasformare il suono della rabbia
Io cosi simile a te
Un bacio in fronte e dopo sulle labbra
La meraviglia di essere simili
La tenerezza di essere simili
La protezione tra essere simili
Non mi domando più
Se ci sarà qualcuno a tendere la rete
Pronto a soccorrere
Me lo ricordi tu
Chi vola impara a sfottere le sue cadute
Come a difenderle
E cosi fai tu e nascondi piano
La tosse e il cuore nella stessa mano
Arrivi tu
Che sai chi sono
Io cosi simile a te
A trasformare il suono della rabbia
Io cosi simile a te
Un bacio in fronte e dopo sulle labbra
La meraviglia di essere simili
La tenerezza di essere simili
Arrivi tu che fai passare
La paura di precipitare
Io cosi simile a te
Liberi e prigionieri della stessa gabbia
Io cosi simile a te
Un bacio in fronte e dopo sulle labbra
La meraviglia di essere simili
La tenerezza di essere simili
La commozione per essere simili, ah ah


E ora ascolta questa:

https://youtu.be/0H-WHLI8YNg

o picchietta leggendo il testo:


Conforto


Adesso sono certa della differenza tra
Prossimità e vicinanza
Eh, è il modo in cui ti muovi
In una tenda in questo mio deserto
Sarà che piove da luglio
Il mondo che esplode in pianto
Sarà che non esci da mesi
Sei stanco e hai finito i sorrisi soltanto
Per pesare il cuore con entrambe le mani ci vuole coraggio
E occhi bendati, su un cielo girato di spalle
La pazienza, casa nostra, il contatto, il tuo conforto
Ha a che fare con me
È qualcosa che ha a che fare con me
Se questa città confonde
Allora siete in due
Per non farmi scappare
Mi chiuse gli occhi e consegnò la chiave a te
Adesso sono certo
Della differenza tra distanza e lontananza
Sarà che piove da luglio
Il mondo che esplode in pianto
Sarà che non esci da mesi
Sei stanco e hai finito i sorrisi soltanto
Per pesare il cuore con entrambe le mani
Ci vuole coraggio
E occhi bendati su un cielo girato di spalle
La pazienza a casa nostra il coraggio il tuo conforto
Ha a che fare con me
È qualcosa che ha a che fare con me
Sarà la pioggia d’estate
O Dio che ci guarda dall’alto
Sarà che non esci da mesi sei stanco
Hai finito e respiri soltanto
Per pesare il cuore con entrambe le mani mi ci vuole un miraggio
Quel conforto che
Ha a che fare con te
Quel conforto che ha a che fare con te
Per pesare il cuore con entrambe le mani ci vuole coraggio
E tanto tanto troppo troppo troppo amore


e ora continua a picchiettare e guarda questa immagine:


fonte immagine Web.



E ora puoi anche applicare I.E.P. su tutto ciò che è emerso utilizzando questa frase:

Rilascio ogni attaccamento emotivo a X...

Se non sai come si fa guarda questo video:

https://youtu.be/KcFnEcBTOIk


Buona connessione con il tuo cuore e buona liberazione dal passato.

Virna 

domenica 3 gennaio 2016

Anno nuovo, strumenti nuovi e nuove vie... e tanto Cor-aggio.



Approfitto di questo inizio di anno e del clima ancora di festa per partire in sordina.
Negli ultimi mesi il blog si è fermato per la mia necessità di portare tutte le energie verso l'interno e fare un grande lavoro interiore.
Anche se fuori il clima era più che caldo per la stagione, ammetto che avevo bisogno di letargo e di lasciare germogliare nuovi semi sotto una coltre di neve e silenzio.
Adesso siamo entrati da poco nel nuovo anno, ci siamo entrati carichi di speranze, progetti, idee, come spesso facciamo, quasi che girare il foglietto sul calendario basti per dare un colpo di spugna alla vita di prima.
Certo io sono fermamente convinta che un colpo di spunga si possa dare sempre, o meglio, un colpo di cancellino, di modo da poter iniziare a scrivere sulla nostra personale lavagna quello che ci piace di più, che ci fa stare bene, che migliora la nostra esistenza e le nostre vibrazioni.
Tuttavia questo richiede tre cose fondamentali, che ho già menzionato, ma che non mi stancherò mai di ripetere: focalizzare il nostro scopo, dotarsi degli strumenti migliori e sciogliere i condizionamenti che ci arrivano dal passato.
E per fare si che questi tre passi possano essere compiuti serve il nostro impegno e il nostro COR-aggio.
Allora anche qui, a te che leggi, dedico qualcosa che ho scritto su facebook:

Abbi il coraggio di scendere fino in fondo al tuo cuore.
Abbi il coraggio di abbandonarti nella sua intensa luce.
Abbi il coraggio di lasciare che tutto ciò che è illusione si trasformi in Amore.
Abbi il Cor-aggio....
Sii il tuo Cuore
Sii Amore.


Immagine scelta dal blog di Veronica Heiland.








Se per caso proprio in questo momento ti fosse venuto in mente che non sai proprio come utilizzare il tuo coraggio, ti suggerisco di fare tesoro di questa frase, che fa parte della nuova tecnica energetica messa a punto da Steve Wells (IEP), e che puoi portare con te nel nuovo anno per utilizzarla su qualunque cosa:

Rilascio tutti i miei attaccamenti emotivi a X...

dove x può essere sostituito con qualunque pensiero che ti venga in mente e quindi, ad esempio, e per riallacciarsi al discorso appena fatto:

RILASCIO TUTTI I MIEI ATTACCAMENTI EMOTIVI ALL'IDEA CHE NON SO PROPRIO COME UTILIZZARE IL MIO CORAGGIO,

ma anche 

RILASCIO TUTTI I MIEI ATTACCAMENTI EMOTIVI ALLE ASPETTATIVE PER QUESTO NUOVO ANNO,

o

RILASCIO TUTTI I MIEI ATTACCAMENTI EMOTIVI ALL'IDEA CHE TANTO NON CAMBIERA' MAI NULLA..

ecc. ecc...


Secondo quanto Steve ha avuto modo di sperimentare su se stesso, infatti, è possibile affermare che nella maggior parte dei casi la sofferenza che proviamo in maniera ingiustificata, o sopradosata rispetto a quando la vita ci mette di fronte è dovuto in massima parte ai nostri attaccamenti emotivi.

Questo era solo un assaggio, ma ti parlerò molto meglio di questa tecnica già dal prossimo articolo, perciò resta connesso.



E adesso due/tre informazioni tecniche:
1- durante il 2016 il mio maggiore impegno sarà rivolto alla crescita della community di Armonia Emozionale, progetto per la crescita personale che ho intrapreso lo scorso anno con Max Volpi e Laura Bersellini e che entrerà nel vivo in questi mesi con l'inaugurazione di un Accademia. Ecco qui il link per il nostro sito, siccome ti prometto che ne vedrai delle belle e ti proporremo un progetto che al momento, in Italia, ancora non si era mai visto, sintonizzati con noi. Ci trovi anche su facebook nel gruppo e nella pagina di Armonia Emozionale, e nel nostro Canale You Tube sono già presenti un sacco di risorse.
Ecco qui tutti i link per seguirci:
http://www.armoniaemozionale.it/
http://www.armoniaemozionale.it/blog/ 
https://www.facebook.com/groups/Armoniaemozionale/
https://www.facebook.com/armoniaemozionale/


2- per le ragioni di cui sopra, ma considerando anche l'amore che ho per quello che scrivo in questo blog e l'amore che mi ritorna, ho deciso di tenerlo aperto ma di arrivare ad un compromesso ragionevole con me stessa: scriverò e pubblicherò un nuovo articolo ogni 15 giorni.

3- nella settimana in cui non ci saranno nuovi contenuti a disposizione ti invito a leggere o anche ri leggere gli articoli arretrati. Io stessa quando torno a lavorare su determinati temi riesco a fare sempre nuovi passi avanti comprendendo nuove sfumature.

Che tu possa vivere un anno di consapevolezza e di amore!
Che tu possa portare consapevolezza ed amore nel mondo!

Con amore.
Virna

domenica 15 febbraio 2015

EFT E CAMBIAMENTO

Un giorno uno dei miei insegnanti ha detto una frase molto interessante:

"Il modo migliore per cambiare qualcosa è farlo"!

Vi riporto le sue parole per offrirvi degli spunti e spingervi a farvi delle domande.

Se siete fra le persone che desiderano cambiare qualcosa nella loro vita, ma anche e soprattutto se vi contate nel numero di chi da tempo desidera un cambiamento ma non lo ha ancora ottenuto, o non come vorrebbe, potreste trarre molti benefici dall'uso di EFT e SET.

Stimolate il vostro sistema energetico e chiedetevi:

Che cosa voglio cambiare?

Come voglio cambiare?

Che cosa mi impedisce di cambiare?

Quale sarebbe la cosa più terribile che potrebbe accedere se affrontassi un cambiamento?

Quale è il vantaggio nel restare così come sono?

Quale vantaggio avrei se cambiasse qualcosa nella mia vita?

Quali strumenti, risorse o aiuti (anche esterni) posso attivare per agevolare questo cambiamento che desidero?

Che cosa posso lasciare andare per aprirmi al cambiamento?


Oggi però voglio farvi un regalo.

Voglio condividere con voi una traccia audio, un giro di EFT sul cambiamento.

Essere guidati dalla voce di qualcun altro può fornirvi molti spunti e se prestate attenzione a ciò che si muove in voi ascoltando le frasi che vi suggerisco scoprirete che emergeranno spontaneamente emozioni, sensazioni fisiche e idee sulle quali potreste desiderare di tornare a lavorare in un secondo momento.

Ecco qui il link per scaricare il giro di EFT E CAMBIAMENTO:

 https://drive.google.com/file/d/0Bzqfr8bYCjlxY1FJRWkzYnQ5eVU/view?usp=sharing



Proprio per facilitare la sperimentazione di EFT, l'apertura a nuove prospettive e a differenti approcci con la tecnica e le tecniche sorelle EFT INTEGRATA e SET, io e 12 colleghi abbiamo avviato un nuovo progetto che si chiama EFT GIORNALIERO.
Nel sito, che trovi a questo link

http://www.eftgiornaliero.it/

puoi ascoltare ogni giorno una traccia diversa, su differenti temi, proposta da ciascuno di noi a turno.

Ti invito ad iscriverti per avere a tua disposizione questa fantastica serie di risorse gratuite.

E ricorda, il modo migliore per praticare l'EFT.... è seguire EFT GIORNALIERO :-)

Buon picchiettamento e non esitare a condividere gioiosamente il link del sito anche con i tuoi amici!

sabato 20 dicembre 2014

LE LUCI E LE OMBRE






Chiunque desideri fare il coach, o lo sia già, agisce, nel lavoro come nella vita, sulla base di alcuni presupposti fondamentali, primo fra tutti che in ogni individuo ci siano già tutte le risorse per realizzare al meglio il proprio scopo su questa Terra.

Quello che un coach tende a fare, perciò, non è fornire soluzioni facili, o sostituirsi al cliente nel processo decisionale, bensì aiutare gli altri a raggiungere il massimo livello delle proprie capacità, orientando il singolo verso la definizione dei risultati da lui desiderati e quindi guidandolo nell'individuazione e nell'utilizzo di qualità che egli spesso non sfrutta, pur possedendole.

Mi piace pensare che il coach, un coach con la C maiuscola, possa fungere da faro, di modo che la persona che gli si affida sia agevolata nel vedere sia le luci, cioè i propri potenziali, magari mal impiegati, sia le ombre che porta in sè sotto forma di schemi e convinzioni limitanti, paure e insicurezze al fine di lasciarle andare. 

Troppo spesso infatti facciamo come il protagonista di quella favola che mi hanno raccontato qualche anno fa, che non si voleva più muovere dalla sua stanza, certo che se lo avesse fatto un fantasma sarebbe saltato fuori dall'armadio per divorarlo. Così facendo quell'uomo sprecò moltissimi anni di vita, finchè un ragazzino ignaro entrò nella stanza con una torcia, e illuminando l'interno dell'armadio gli permise di vedere che il tanto temuto fantasma era solo un cappotto appeso ad una gruccia di legno.

Lo so, questa storia sembra un estremizzazione, eppure molti di noi si bloccano, invece di agire, terrorizzati da chissà quanti e quali "fantasmi". Convinti che un passo falso potrebbe costare loro la vita, la tranquillità, la reputazione, la stima degli amici e dei familiari, restano ingabbiati in situazioni non desiderate, imposte da altri, scelte per default e a volte anche assurde, pur di non affrontare il cambiamento, incapaci di rendersi conto che così facendo tradiscono se stessi e si relegano in una zona d'ombra.

Certo, lavorando su me stessa e con le altre persone mi sono resa conto che il cambiamento è la cosa che terrorizza di più. Prima di tutto perchè tendiamo ad affezionarci ad un'idea di noi, messa insieme a volte anche con molta fatica nel corso degli anni, e lasciarla andare sembra quasi voler dire che perderemo la nostra identità. In secondo luogo molti hanno ereditato o appreso da soli una teoria secondo la quale il cambiamento è comunque dannoso, quasi che la felicità si possa raggiungere solo nella staticità. Purtroppo però, facendo questo, contraddicono il primo principio fondamentale della vita, e cioè il MOVIMENTO. Se ci fosse staticità infatti ci sarebbe morte, mentre la vita rinnova continuamente se stessa attraverso il cambiamento.

Imparare a gestire un cambiamento, anche molto radicale, nella nostra vita, passa da una tappa obbligata. Aumentare la propria consapevolezza e l'autoconsapevolezza di cui siamo in possesso, cioè sapere cosa sta esattamente accadendo fuori  e dentro di noi senza lasciarsi fuorviare da emozioni, ricordi, aspettative e desideri.

Quali sono le difficoltà maggiori nel fare questo?
Superare il mormorio incessante dei pensieri attraverso l'osservazione.

ASCOLTO, ASCOLTO, ASCOLTO, di se stessi, delle proprie emozioni, dei propri pensieri, senza resistere, ma diventando osservatori esterni di tutto ciò che avviene è un utilissimo mezzo per aumentare la consapevolezza, e l'autoconsapevolezza e per renderci LIBERI, perchè ABBIAMO SEMPRE IL CONTROLLO SU CIO' DI CUI SIAMO CONSAPEVOLI, MENTRE CIO' DI CUI NON SIAMO CONSAPEVOLI CI CONTROLLA.

Ogni volta che fate qualcosa, cominciate a portare la vostra attenzione su quella cosa. Chiedetevi esattamente cosa state facendo, toccando, sentendo, provando, gustando, pensando.

Vivete ogni momento con più presenza.

OSSERVARE, PERCEPIRE, ASCOLTARE vi consentiranno di mappare la realtà del vostro QUI ed ORA e vi apriranno al cambiamento.

Ogni volta che ci troviamo a "rivivere qualcosa" come se stessimo seguendo un cannovaccio che ci imprigiona, ogni volta che ci sembra di non riuscire a uscire da un determinato schema di azione, ogni volta che vogliamo operare un cambiamento consapevole nella nostra vita,  nel nostro modo di agire, dobbiamo prima di tutto RICONOSCERE CHE E' IN ATTO UN COMPORTAMENTO, poi ACCETTARE CHE SI TRATTA DI UNA REAZIONE CONDIZIONATA e infine ESSERE DISPOSTI A LASCIARE ANDARE QUEL DETERMINATO COMPORTAMENTO, verificando quali sono le ombre, le zone comode, i vantaggi secondari che lo stesso ci consente di mantenere....

Se sapremo fare questo, se sapremo portare luce nelle nostre aree più buie allora nulla ci impedirà di ABBANDONARE CONSAPEVOLMENTE IL CONDIZIONAMENTO O L'ABITUDINE DANNOSI E VIVERE LIBERI DI ESPRIMERE FINALMENTE IL NOSTRO VERO IO.

Con l'articolo di oggi il blog chiude per ferie.

Grazie a tutti coloro che mi leggono, che sono qui per la prima volta, che pensano già di tornare per scoprire le novità di Gennaio.






Nel frattempo Buon Natale e Felice Anno Nuovo e se le feste vi fanno venire l'orticaria magari vi servirà leggere questo altro articolo:

http://eft-veneto.blogspot.it/2013/12/appunti-rapidi-per-sopravvivere-alle.html

Arrivederci al 10 gennaio 2015.

martedì 21 ottobre 2014

QUALE TECNICA ENERGETICA FUNZIONA?




Spesso mi sento rivolgere la domanda che fa da titolo a questo articolo.

In realtà la mia risposta è che non c'è un'unica via per risolvere i propri problemi, migliorare la propria vita, raggiungere un obbiettivo, bensì è possibile trovare la via che è buona per noi, rispetto a chi siamo, a cosa desideriamo, a chi vogliamo essere e soprattutto anche rispetto ai nostri gusti.

Ciò che va bene per me non è detto che vada bene per un altro.

Tuttavia la mia esperienza mi porta ad affermare che le tecniche energetiche funzionano, e più le usate più funzionano.

La pratica, come spesso capita, è ciò che fa davvero la differenza.

Perciò, se volete provare ad utilizzare una tecnica energetica, come ad esempio EFT, fatelo ora.

Iniziate ora.

Non rimandate.

Se avete deciso di conoscere EFT, ci sono 10 semplici passi che vi posso suggerire, da operatrice ed insegnante, e spero che vorrete provarli:

1- leggete, informatevi, guardate video gratuiti, andate a serate gratuite, così da saperne di più....per iniziare potete scaricare il mio e-book gratuito CON EFT E SET NEL PAESE DELLA CONSAPEVOLEZZA: https://drive.google.com/file/d/0Bzqfr8bYCjlxdEtJdWZRQm1oVjA/edit?usp=sharing  o entrare in you tube e scrivere EFT.

2 - provate subito, direttamente su voi stessi il semplice tapping, chiamato SET ..... vi ricordo i punti da stimolare, con un massaggio, il picchiettamento, o la semplice tenuta:



sopra la testa – partendo dalla sommità delle orecchie è il punto più in alto, accanto alla “fontanella” dei neonati.
sopracciglio – al lato del sopracciglio sopra il naso.
lato dell’occhio - sull'osso nell'angolo esterno dell'occhio.
sotto l’occhio - sull'osso proprio sotto l'occhio.
sotto il naso – fra il naso e il labbro superiore.
mento – sotto il labbro inferiore, nell’incavo fra labbro e mento.
clavicola - circa un pollice in basso e di lato rispetto all'angolo formato dalla clavicola e dallo sterno.
sotto il braccio - in linea con il capezzolo maschile sul lato del corpo.
sotto il seno – in linea con il capezzolo.
pollice
indice
medio
anulare
mignolo


3 - quando avete stimolato i punti per un pò di tempo, senza nessun pensiero, potete cominciare a cimentarvi su qualcosa che volete "sciogliere". Scegliete un'area della vostra vita, e una tematica che preferite, o che urge trattare!

4 - usate la scala SUDS, cioè date una valutazione soggettiva del disagio che vi crea pensare a quella tematica, un voto da 0 a 10... (se la tematica vi suscita un 10 forse è bene che teniate presente che all'inizio della pratica è meglio cimentarsi con cose che non vi creano troppo fastidio, comunque resta a voi la scelta).

5 - iniziate a stimolare i punti nuovamente portando attenzione alla questione che volete elaborare (una lite con un collega, un disturbo fisico, una convinzione che vi limita, un'emozione che vi crea disagio).

6 - continuate a portare attenzione consapevole alla questione e chiedetevi cosa muta mentre stimolate il vostro sistema energetico... quali variazioni stanno avvenenedo? provate emozioni? salgono ricordi? quali pensieri arrivano?

7 - cercate di verbalizzare liberamente tutto ciò che emerge in merito alla questione di partenza.... (es. dopo questa lite mi sento proprio idiota, potrei aver rovinato il rapporto con il mio collega, però è anche colpa sua, che schifo di lavoro, per forza poi litighiamo fra noi... ecc... eccc).

8 - partendo dalla situazione iniziale ripetete:

Anche se mi crea molto disagio ////questione (es. avere litigato con il mio collega)/// tutto questo può cambiare e cambia mentre lo osservo.

9 - Fai dei respiri profondi e picchietta tutti i punti...

10 - Fai un test sul disagio: è uguale? è più forte? è sceso ? è sparito? Se è sparito tutto bene, potete passare ad un altra questione. Se ricorre uno degli altri casi continuate a picchiettare utilizzando la frase al punto 8 e cercate di formulare altre frasi da utilizzare durante il picchiettaemento che siano le più specifiche possibili seguendo ciò che è emerso.
(es. Anche se mi sento stupida per aver litigato con il mio collega tutto questo può cambiare e cambia mentre lo osservo...
Anche se pensando a questa lite mi sento un dolore nello stomaco, tutto questo può cambiare e cambia mentre lo osservo....
Anche se penso che il lavoro faccia schifo e sia io che i miei colleghi siamo frustrati e litighiamo per quello tutto questo può cambiare e cambia mentre lo osservo....)


Buon picchiettamento e ricordate: praticate, praticate, praticate!!!!

sabato 4 ottobre 2014

Tecniche energetiche per superare il senso di vuoto dopo un lutto.



fonte immagine: web


Moira ha 55 anni. La madre, cui era molto legata, è morta il mese scorso.

Mi telefona per fare una sessione perchè, passato il periodo in cui tutti, amici e familiari, le sono stati vicini dopo il lutto, comincia a temere la solitudine e “i buchi nelle giornate”, come li chiama lei.

Le chiedo come si sente, cosa prova.

Mi risponde che le mancano soprattutto le chiamate che faceva alla mamma, mattina e sera, per sentirla e per raccontarsi la giornata. Ora tutti i familiari stanno pian piano tornando alle loro vite e lei percepisce ancora di più questi momenti vuoti.

Le chiedo di pensare alla sua vita attuale e a questi “buchi” nelle sue giornate e di dirmi quale emozione prova.

Mi risponde che prova paura e che comincia a mancarle il respiro.

Le chiedo di picchiettare e restare in contatto con questa emozione e questa sensazione fisica che prova.

Mi dice che si chiede se, ora che è morta la madre, potrà farcela ad affrontare la vita.

Decido di utilizzare un approccio metaforico attraverso una visualizzazione guidata, le domando di chiudere gli occhi e di immaginare che dalle sue gambe e dai suoi piedi partano delle radici che entrano nel suolo, dove possono ricevere nutrimento.
Sempre picchiettando Moira mi risponde che non ce la fa proprio. Vede appena appena degli abbozzi di germoglietti, ma non arrivano a terra.
Mi dice che lei è solo una piantina appena abbozzata.

Le faccio ripetere:
Anche se in me c’è la convinzione di essere solo una piantina appena germogliata, recupero tutta la mia energia legata ad essa e la riallineo al mio centro.

Moira continua a picchiettare e dopo un pò mi dice che ha un terrore folle di fare degli esami clinici e scoprire un esito molto brutto (la mamma è morta di tumore).
Le viene quasi un attacco di panico al solo pensiero.
Ripete con me:
Anche se in me c’è la paura di scoprire di avere una brutta malattia recupero tutta la mia energia legata a questa idea e la riallineo al mio centro.

Moira fa un sospiro e mi dice che da sempre ha paura che succeda qualcosa  “all’improvviso”.
Le chiedo di tenere gli occhi chiusi e percorrere tutta la sua vita all’indietro alla ricerca del primo momento in cui ha sentito questa paura.
Mi risponde istintivamente che ha 10 anni.
Quando le domando cosa c’è intorno a lei mi risponde che ne ha 3, invece, e che è in una specie di colonia, dentro un lettino rosso, con le sbarrette di legno. Mi dice di vedersi dall’esterno mentre piange disperata perchè vuole la mamma. All’improvviso entra una signora e le toglie il ciuccio lasciandola ancora più disperata.

A questo punto è il caso di trattare questo ricordo doloroso, che ancora si fa sentire dopo tutti questi anni come un mondo congelato che influenza la vita di Moira.

E’ importante scioglierne quanti più aspetti, perciò applichiamo EFT INTEGRATA alla parte di Moira rimasta bloccata in quella scena, all’immagine del lettino, al ricordo della donna che le toglie il ciuccio, alla sensazione di solitudine, alla paura che succeda qualcosa all’improvviso, alla fantasia che possa sempre succedere qualcosa di brutto.

Alla fine Moira apre gli occhi stupefatta e mi dice di vedere un’altra scena: l’immagine è quella di piccole radici che spuntano dai suoi piedi, ma sono abbastanza robuste da bucare la terra.

La invito a fare ancora qualche giro di EFT sull’idea di essere piccola e indifesa e sul fatto che coloro che amano, anche se la amano, non la possono “proteggere dalla vita”.

Moira si illumina.

“ E’ vero – mi dice – la penso proprio così. Infatti quando avevo 20 anni avevo un fidanzato che mi ha lasciato anche se mi diceva che mi amava.”

Aggiunge che lei ha bisogno di qualcuno che la protegga perchè non ha coraggio...
Dato che il nostro inscontro è quasi giunto al termine, utilizzo ancora un pò di EFT su questa convinzione.

Alla fine Moira dice di sentirsi molto meglio. A questo punto si rende conto che lo schema di paura che parte in automatico quando si ritrova sola o pensa alla propria salute è dovuto non solo a molti episodi vissuti (che affronteremo uno alla volta), ma anche a meccanismi appresi dalla madre e dalla nonna, cui era molto legata.

Fissiamo un’altra seduta per togliere ancora strati e sciogliere sempre più mondi congelati, di modo che Moira possa abbandonare la modalità di reazione attuale, appresa nel passato ma non più funzionale, che le impedisce di vivere  la sua vita serena come vorrebbe.