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domenica 12 settembre 2021

EFT per le dinamiche che si ripetono

 


Da piccoli siamo sottoposti all’incantesimo di ogni suggestione che ci arriva dalle figure adulte di riferimento. Così può essere che la trasmissione orale da genitori a figli, anziché favorire la crescita e lo sviluppo del bambino, aiutandolo a trovare i talenti la’dove vi erano qualità inespresse, finisca per diventare una catena. Così una madre che ha vissuto un difficile rapporto con gli uomini può trasmettere alla figlia, ma anche al figlio maschio per altri versi, un copione senza amore, una traccia di incapacità e inadeguatezza, oppure ancora il bisogno di essere alla costante ricerca di compensazione, trovando un amore che possa “compensare” appunto la perdita di tutta la famiglia.
Ecco che per esempio noi crediamo di entrare nelle nostre relazioni da soli, con le nostre gambe, le nostre risorse, le nostre caratteristiche, mentre invece dietro di noi, appiccicate alle spalle come due ali incapaci di volare, se non vengono trascese, ci sono le energie dei nostri genitori e anche dei nostri genitori fra loro come coppia, che potrebbero entrare nelle nostre relazioni come impronta o meglio matrice di eventi.
Ovviamente un copione non è qualcosa che ci viene messo addosso in maniera totalmente passiva, per amore lo prendiamo su di noi e ad un livello più alto si potrebbe dire che l’anima ci dà l’occasione di trascendere quell’energia che abbiamo percepito e che non è in flusso anche per chi ci ha preceduto. Tuttavia solo la consapevolezza è in grado di permetterci di liberare il seme che abbiamo dentro fiorendo nel fiore che possiamo essere e portando avanti un progetto di evoluzione anche per le nostre radici familiari. Per questo motivo lo studio del proprio copione di vita e l’utilizzo di tecniche energetiche si rivelano così utili nello smascherare dinamiche inconsapevoli, far fluire emozioni rimaste congelate e realizzare un cammino di evoluzione che diventa speranza.
Se vuoi iniziare da solo porta osservazione alle dinamiche che si ripetono:
In amore,
Nell’abbondanza,
Nel camminare verso il tuo scopo di vita...
Scegli un’area.
Pensa al tuo stato desiderato.
Che cosa ti blocca?
Dedica un giro di Eft a tutto ciò che sale dalle tue risposte, siano essi ricordi, emozioni, idee, convinzioni, pensieri, immagini.



domenica 22 agosto 2021

EFT e il perdono

 



    Che cosa pensi del perdono?

Secondo me ciascuno vive il perdono a modo suo e non penso ci sia un unico modo di vederlo, viverlo o interpretarlo...
Detto questo, io personalmente ho sempre pensato che il perdono arrivi come una conquista naturale, veritiera e stabile nel momento in cui riusciamo a rielaborare il vissuto passato che è stato doloroso, accettando prima di tutto di provare ciò che proviamo, e poi rilasciando gli attaccamenti emotivi collegati. Perdonare, a mio avviso, non significa dimenticare bensì essere liberi di vivere la propria vita nel qui e ora, nonostante quanto accaduto, senza che quanto accaduto abbia più forza su di noi, ma prima di arrivare al perdono può essere difficile accogliere le emozioni che ci impediscono di perdonare o lasciare andare le nostre emozioni collegate al perdono, o a ciò che pensiamo andrebbe perdonato, in noi stessi o negli altri.
Ecco alcune frasi sul tema, da utilizzare con il tapping se senti che ti risuonano:
Anche se penso che dovrei perdonare ma non ci riesco, mi amo e mi accetto così come sono.
Anche se il perdono mi viene proprio difficile oggi arrivo qui.
Anche se vorrei perdonare ma non mi fido per oggi arrivo qui.
Rilascio ogni mio attaccamento emotivo al perdono e a ciò che rappresenta per me
Rilascio ogni mio attaccamento emotivo al dovere perdonare e a ciò che rappresenta per me
Rilascio ogni mio attaccamento emotivo al non volere perdonare e a ciò che rappresenta per me
Rilascio ogni mio attaccamento emotivo alla paura di perdonare e a ciò che rappresenta per me
Rilascio ogni mio attaccamento emotivo a perdonare me stesso per ciò che è stato e a ciò che rappresenta per me
Rilascio ogni mio attaccamento emotivo al non perdonare me stesso per ciò che è stato e a ciò che rappresenta per me
Rilascio ogni mio attaccamento emotivo al torto subito e a ciò che rappresenta per me
Rilascio ogni mio attaccamento emotivo al torto che ho procurato e a ciò che rappresenta per me

domenica 1 agosto 2021

EFT per il fumo

    Il fumo, come altre dipendenze, è spesso un metodo per non sentire un’emozione, per            non  affrontare un sentire, per non attraversare uno stato emotivo problematico.

Ma il fumo è solo un comportamento che di solito degenera in una abitudine e che è il passaggio finale di un processo.
Se vuoi trasformare il comportamento serve che percorri la strada all’indietro e ti situi “nell’attimo prima”.
Si, è nell’attimo prima che risiede la chiave.
L’attimo prima di accendere una sigaretta, o di aprire il vaso di nutella, o di scafarsi di dolci.
Che emozione ti aiuta a non sentire il fumo?
Da quale emozione stai scappando?
Fumi per rabbia?
Fumi per tristezza?
Fumi per dolore?
Fumi per nervosismo?
Fumi per lo stress?
O fumi perché provi rabbia che copre il dolore?
Il fumo è un meccanismo di gestione di una emozione, che spesso è stato memorizzato fra gli altri come più utile, più compensativo e calmante.
Ma anche l’emozione che il fumo copre non è altro che una risultanza di qualcosa che viene prima.
Quello che è successo prima è che un evento si è manifestato, questo evento ha innescato un pensiero, che ha innescato una emozione, che siccome non era possibile gestire è stata zittita, soppressa o compensata da qualche cosa, come ad esempio il fumo, per cercare di non venire travolti dallo stato emotivo che non si riusciva a gestire.
Ti è chiaro adesso lo schema?
Se vuoi cominciare a smontarlo puoi prima di tutto respirare e fermarti.
Crea uno spazio dove ascoltarti e pensare alla tua abitudine di fumare.
Focalizza il fumo e tutto ciò che significa per te.
Stimola il tuo sistema energetico.
Ripeti queste frasi:
Rilascio ogni mio attaccamento emotivo al fumo e a tutto ciò che rappresenta per me.
Rilascio ogni mio attaccamento emotivo alla paura che se smettessi di fumare sarei in balia delle mie emozioni.
Rilascio ogni attaccamento emotivo alla emozione che sto cercando di mandare in fumo.
Rilascio ogni mio attaccamento a tutto ciò che mi fa paura nello smettere di fumare.
Continua a stimolare il sistema energetico.
Stimola i punti lasciando che tutto ciò che vuole emergere salga alla tua mente cosciente.
Per ogni cosa che sale puoi fare un giro di Eft o set, finché non senti sollievo.
Ovviamente questa traccia non è esaustiva e può darsi che per andare in profondità ti serva fare molte sessioni sullo stesso tema, o anche chiedere l’aiuto di qualcuno.
Ma se inizi facendo un primo passo avrai intrapreso una strada che ti porterà a cambiare e ampliare la tua prospettiva.
Se hai bisogno scrivimi pure per suggerimenti.





domenica 18 luglio 2021

EFT per la rabbia

 



Talvolta la rabbia sale,
E può salire tanto da accecarti, assordarti, non permetterti di orientarti con il tuo sistema,
Perché crea un vero e proprio cortocircuito.
Ma la rabbia è una emozione spesso di superficie.
Si, di superficie.
Perché la rabbia si scatena dopo altre emozioni che ne vengono completamente coperte e nascoste.
Allora, quando sei nella rabbia, quando la rabbia ti toglie la pace, il sonno, il fiato, può essere utile metterti tranquillo e in silenzio, davanti a lei, e osservarla.
E quando la avrai osservata per abbastanza tempo senza cercare di zittirla, di allontanarla o non sentire, ma anche senza cercare di farla esplodere, potrebbe essere che anche la rabbia si sieda, avviando un confronto, e mostrandoti, che cosa c’è dietro, cosa nasconde e protegge.
Che cosa provi, dietro la rabbia?
Che cosa ti infastidisce dietro la rabbia?
Che cosa ti causa dolore dietro la rabbia?
Quali emozioni, pensieri, fantasie, ricordi o idee sono lì sepolti, dietro la rabbia?
Fai un bel respiro e affronta una dopo l’altra le radici della tua rabbia.
Se vuoi puoi mettere le mani sul cuore e ripetere di fronte ad ogni cosa che emerge:
Rilascio ogni attaccamento emotivo a questo (pensiero/ricordo/immagine/idea/fantasia)
Infine se ancora serve puoi ripetere anche
Rilascio ogni attaccamento emotivo alla rabbia e a ciò che la scatena.
Buona esplorazione oltre la rabbia.
Virna

domenica 11 luglio 2021

EFT per le relazioni

 



Partendo dal presupposto che spesso la nostra vita di relazione, le nostre relazioni, possono cambiare anche radicalmente con un serio lavoro su si se’ condivido anche qui questi spunti che ho scritto per un gruppo dove lavoriamo con le tecniche energetiche.
Molti “lavori” possono sembrare difficili, o noiosi, o inutili, ma senza aumentare la consapevolezza e l’auto consapevolezza e senza riportare in flusso l’energia bloccata delle nostre vite alcune volte cementiamo le dinamiche disfunzionali anziché guarirle.
Ti auguro di essere disposto a metterti in gioco.
E se un tipo di “lavoro” non ti risuona semplicemente cercane uno adatto a te, ma non ti fare attrarre solo dall’illusione che se va così e destino e non puoi risolvere nulla.
Qualche forma di relazione ti crea qualche tipo di problema?
La prima cosa che puoi fare è fermarti ad osservare, metterci la buona volontà e l’intenzione di vedere cosa si muove sotto la superficie.
In realtà ogni relazione con l’altro è un portale per un viaggio interiore che permette di disvelare le nostre dinamiche occulte, le nostre ferite, le nostre zone d’ombra, ma anche talenti e qualità.
E ora osserva?
Che cosa sta succedendo?
Che cosa mi crea problemi qui?
Ora che hai descritto il disagio voglio farti pensare:
Sei consapevole dei tuoi bisogni?
Sai esprimerli apertamente?
Sei consapevole dei tuoi desideri?
Sai esprimerli apertamente?
Sei consapevole di ciò che ti rende felice?
Sai metterlo al primo posto?
Sei consapevole di chi sei?
Sai darti pare valore che all’altro?
Sai dare all’altro pari valore che a te stesso?
Adesso nota cosa hai scritto?
Che emozioni ti suscita?
Ricorda che puoi fare abbondanti giri di Eft e set su tutto ciò che è emerso.
Se non sai come si fa scarica il mio e book gratuito dalla sezione risorse per iniziare subito a praticare.
Se vuoi un consiglio o un suggerimento su come lavorare qualche questione scrivi direttamente e ti risponderò.
Virna




domenica 4 luglio 2021

EFT quando il cuore soffre

 

Quando il cuore soffre serve portare pace la’ dove il cuore brucia o fa male.





Ogni distorsione, ogni disarmonia, ogni disagio è figlio di un flusso di amore interrotto.
Ma dove si è interrotto l’amore?
Si è interrotto quando il dolore ha segnato il passo e ci ha condotto lungo sentieri impropri, a scegliere strade, compiere azioni, adottare comportamenti che non sono in flusso con la nostra energia vitale.
Eppure ogni blocco, ogni disarmonia, ogni disagio contengono già in se’ il seme e la chiave per essere superati.
È nel problema stesso la sua risposta ed in quella spinta propulsiva a risolvere il problema e superare se stessi facendolo.
Ricorda, nessun problema che pensi di avere è poco degno o banale, solo il superamento del problema spesso ti chiede di mutare sguardo e pensiero seguendo linee diverse da ciò che hai fatto fin ora e scelto guardando in una direzione sola.
Tu sei la chiave, tu hai le risorse che si è scelta l’anima per fare esperienza, per progredire e avanzare.
E adesso, se proprio ora senti che il tuo cuore sta soffrendo per qualche esperienza passata o presente esplora il campo.
Ascolta il tuo cuore e cosa ti vuole dire.
Che cosa manca di flusso?
Come si manifesta il disagio?
Che cosa manda in frantumi la gioia?
Che cosa sposta la tua pace?
Cosa solleva un polverone in te quando lo incontri?
Dove è che l’amore non scorre nella tua vita?
Fermati.
Respira.
Questa esperienza che cosa ti vuole dire?
Lo so che può sembrare non semplice.
Ma più ti applichi e maggiori saranno le tue possibilità di vedere, e osservare.
E non ti chiedo di farlo con la sola mente, bensì con la mente, con il corpo e col cuore.
Quali emozioni salgono che non ti lasciano sentire un fluire limpido di energia vitale?
Quali percezioni salgono che non ti lasciano sentire un fluire limpido di energia vitale?
Quali pensieri salgono che non ti lasciano sentire un fluire limpido di energia vitale?
È li che serve che porti osservazione, accoglienza e amore.
E per ogni cosa emersa puoi fare un bel respiro e dire:
Rilascio ogni attaccamento emotivo a questo è tutto ciò che significa per me.




Buon ascolto ed esplorazione.
Virna

domenica 18 marzo 2018

Puliti dentro - belli fuori



Sabato ho indugiato nelle pulizie di casa. Ho sistemato, riordinato, pulito e lavato e più lo facevo più il cuore mi si apriva. Alla fine, dopo una salutare doccia, avevo il volto lieto di un bambino che ha appena finito il suo gioco.
Questo momento di "leggerezza" e di bellezza, mi sono resa conto nel tempo, si manifesta sempre anche quando si fanno le pulizie "interiori", ogni volta che si riporta in flusso la propria energia.
Ho la teoria che quasi sempre ci accostiamo alle discipline naturali, tecniche energetiche, terapie olistiche con lo scopo di pulire, di riordinare, di sistemare e di lavare via ciò che magari nel passato ci si e' appiccicato addosso, abbiamo conservato volontariamente, oppure si e' accumulato, per i più svariati motivi, e ora ci zavorra, impedendoci la più alta forma di libertà, cioè la piena espressione di noi stessi.
Tempo fa ho letto una cosa, di cui non cito la fonte solo perché me la sono scordata, ma che suonava più o meno così : "donare benessere agli altri e' l'arte di renderli felici mostrando loro che non si vedono felici". L'ho trovata molto significativa, per me che faccio il coach e che amo mostrare alle persone le qualità che già hanno, ma che a volte non riescono proprio a vedere. 
Che si tratti di ricordi dolorosi, di memorie disturbanti, di convinzioni limitanti, tutto ciò che si stipa dentro la nostra mente e del quale non ci liberiamo in maniera ecologica forma mattoni che ottenebrano la nostra visione di noi stessi, degli altri e del mondo stesso nel quale viviamo, dando vita a mappe che molte volte ci portano fuori strada rispetto alla via dell'anima.
Castaneda, giustamente, suggerisce di percorrere sempre sentieri che hanno un cuore, ovvero strade nelle quali il nostro cuore batte in armonia.

Io non posso vivere la vita di un altro ed essere felice, e per lo stesso principio non posso nemmeno vivere la vita di "un personaggio" che mi abita, di una maschera che si nutre di parti di me del passato ed essere felice. Un grande filosofo una volta ha scritto che bisognerebbe vivere "senza memorie ne desideri", nel senso che bisognerebbe sempre essere in grado di affrontare ogni giorno come un giorno nuovo e a se stante. Ma se dentro di noi ci sono milioni di "mondi congelati", fatti di interpretazioni della realtà che abbiamo fatto nostre in momenti di dolore, sofferenza o pericolo, e questa energia ci impedisce di muoverci liberamente e di evolvere beh, questo e' un vero peccato.
Ma come e' possibile vivere puliti dentro per essere anche più belli (leggasi sereni) fuori? 
Il primo passo consiste nel rendersi conto che le emozioni che viviamo non sono nostre nemiche, anche quando sono emozioni che ci verrebbe voglia di etichettare come negative. Paura, rabbia, angoscia, inquietudine, sofferenza sono solo segnali che ci arrivano dalla nostra parte più interna per indicare che  stiamo attraversando un'esperienza che ha una certa frequenza, e in quel caso si tratta di emozioni adeguate; oppure, quando non stiamo vivendo alcuna esperienza "negativa" ma proviamo comunque emozioni che ci creano disagio, allora esse ci segnalano che c'è uno squilibrio nel nostro sistema energetico, dovuto a qualche traccia non digerita del nostro passato, affinchè possiamo portare a quei mondi congelati la nostra attenzione per liberare l'energia trattenuta e riportarla in flusso.
Quando sentiamo che siamo preda di emozioni che ci squilibrano, allora, limitiamoci a osservare cosa sta succedendo in noi, senza rifiutarle, permettiamo alle emozioni di comunicare con noi, chiediamoci "questa emozione cosa mi sta dicendo di me?" 
In questo modo riusciremo a portare consapevolezza su ciò che sta sotto l'emozione e potremo, come dire, lavorare sulla base dell'iceberg e non sulla sua punta. 
A tutto quello che emerge possiamo applicare Eft, Set o Iep.
Tutte queste pratiche ci consentono di pulire le tracce del passato e liberare le nostre energie, per poterci realizzare pienamente, dando l'occasione a tutti i nostri talenti di sbocciare come fiori a primavera... 

Buone pulizie a tutti...

domenica 21 gennaio 2018

IL VIAGGIO DELL'EROE

Oggi ho deciso di ricondividere con te uno dei fili conduttori alla base del mio lavoro di coach: il concetto di VIAGGIO DELL'EROE, come metafora della vita....
Per questo condivido qui una parte del primo capitolo della Tesi che ho scritto per il mio DIPLOMA DI COACH, il cui titolo è 
IL SENTIERO DELL’EROE. L’interazione fra metodologie di Coaching e tecniche energetiche sulla via del risveglio.





 
 
Joseph Campbell è stato un saggista e storico delle religioni americano. Per decenni ha studiato i miti, le storie di eroi e i racconti provenienti da diverse religioni, diverse epoche e diverse civiltà ed ispirandosi alla psicologia analitica ha riscontrato una serie di elementi comuni a tutte le mitologie della storia umana, arrivando ad identificare un modello, presente nell’inconscio collettivo, che può fungere da metafora per la vita di ogni individuo e della specie umana in generale.
Nel suo libro “L’eroe dai mille volti” egli traccia la mappa di una struttura generale che accomuna il percorso di ciascuno dalla nascita alla morte, pur essendo differenti le circostanze che ognuno si trova a vivere individualmente.
Affrontare un cambiamento nella vita, compiere una scelta, risolvere una crisi, mettersi in moto per realizzare un’aspirazione o iniziare un processo di crescita personale sono tutti eventi che possono essere riletti alla luce del modello del  “Viaggio dell’eroe”, la struttura comune identificata da Campbell e insita in profondità nella memoria collettiva della nostra specie.
Secondo questa struttura, ogni “eroe” (e noi possiamo leggere “ogni individuo”), si trova a passare, prima o poi nella sua esperienza su questa Terra, attraverso determinate fasi, conoscendo le quali qualunque coach è sicuramente agevolato nell’aiutare i propri clienti a fronteggiare le difficoltà del cambiamento.
Riassumiamo brevemente le fasi fondamentali del “viaggio dell’eroe” come mappate da Campbell, calandole nel contesto del coaching:
1.       Sentire una chiamata: una sfida, una crisi, un momento di bisogno nostro o di coloro che amiamo, ma anche una grande gioia, una nuova aspirazione, un desiderio che ci prende e non ci lascia più, sono tutte modalità con le quali la chiamata si fa sentire. Ciascuno può sia accogliere la chiamata che provare a rifiutarla. La chiamata, come hanno ben scritto Stephen Gillian e Robert Dilts ne “Il risveglio dell’eroe con la Pnl” è sempre “… un richiamo a crescere, a contribuire, a portare o riportare nel mondo la misura maggiore della nostra forza vitale…” e ancora “la chiamata richiede dunque coraggio, richiede che diventiamo più di ciò che siamo stati…”. Nel momento in cui un cliente si rivolge ad un coach lo fa perché già ha sentito una chiamata, perché ha una mission da perseguire, un obiettivo da realizzare, un cambiamento da affrontare e il percorso di coaching che compirà lo aiuterà nel suo viaggio personale.
2.       Accogliere la chiamata: ci conduce ad uscire dal sentiero conosciuto, ad abbandonare la nostra precedente visione del mondo, a modificare un confine nelle nostre abilità o nella nostra mappa della realtà. Sia che essa provenga da una crisi, sia dal desiderio profondo di migliorarci o realizzare qualcosa di nuovo, se  il soggetto rifiuta la sua chiamata spesso compaiono gravi sintomi di disagio o lo stato di malessere già presente si intensifica.
3.       Oltrepassare la soglia: la chiamata cui rispondiamo ci spinge in territori nuovi, fuori dalla nostra zona di comodo. Nel momento in cui si esce dal conosciuto bisogna trovare guida e supporto per riprogrammare la nostra mente e adattarla ai cambiamenti. La soglia rappresenta tutto ciò che dovremo fronteggiare per realizzare il nostro obiettivo. Ecco che nel momento in cui stiamo per varcare la soglia può sorgere in noi il desiderio di rivolgersi ad una figura competente come quella di un coach.
4.       Trovare un custode: oltrepassare i propri limiti necessita di assistenza per focalizzare i nostri obiettivi, costruire delle abilità nuove o utilizzare in modo proficuo quelle che già abbiamo, aumentare la fiducia in noi stessi e riscrivere tutte quelle convinzioni che ci impediscono di reagire con efficacia alle sfide che incontriamo. Anche se ognuno dovrebbe comprendere che la prima persona dalla quale è necessario farsi guidare è proprio se stesso, un coach è un esempio perfetto di custode. Il coachee è l’eroe, mentre il coach è la guida  che lo supporta e lo sostiene nel suo viaggio, incitandolo a perseverare anche quando appaiono ostacoli lungo il cammino.
5.       Affrontare i demoni: i nostri “demoni” sono una metafora delle nostre paure, delle nostre convinzioni limitanti, delle dinamiche interne che ci guidano ogni giorno della nostra vita e magari ci impediscono di realizzarci come vorremmo, oltre che di tutte quelle crisi grandi e piccole che nascono in noi quando ci troviamo davanti ad una circostanza o un evento qualunque e si attivano una serie di sponsorship negative, sia interne che esterne a noi, che sembrano opporsi al nostro viaggio e alla nostra realizzazione.
6.       Trasformare il “demone” e se stessi: per proseguire nel percorso verso la realizzazione dei suoi sogni il coachee ha bisogno di trasformare i propri demoni, facendo si che essi possano diventare a loro volta custodi e risorse. Gli strumenti per far si che ciò avvenga sono molteplici, ma quelli principali si possono raggruppare in due categorie principali:
a.       conoscere e gestire le proprie dinamiche interiori;
b.      sviluppare una speciale abilità o utilizzare uno strumento o una risorsa speciale.
In entrambe le procedure il coach, nel suo ruolo di custode, può essere molto efficace nell’aiutare il cliente a uscire da una mentalità da vittima. Il coach può aiutarlo a focalizzare che i suoi veri problemi non sono fuori di lui, bensì nelle sue zone d’ombra interiori, in tutte quelle emozioni, convinzioni, mondi congelati che non gli permettono di gestire al meglio la propria esistenza. Allo stesso modo poi, il lavoro del coach spingerà il coachee a rintracciare tutte le sue potenzialità sopite e ad acquisirne di nuove, che potrà in breve tempo padroneggiare e utilizzare autonomamente in ogni circostanza.
7.       Completare il compito: trovare il modo di rispondere alla propria chiamata va di pari passo con il dare vita ad una nuova mappa del mondo che tiene conto delle scoperte fatte durante il viaggio e permette al coachee di compiere una trasformazione personale perché in possesso di una consapevolezza nuova cui prima della partenza non aveva accesso.
8.       Ritorno a casa: una volta compiuto il viaggio, il coachee è pronto per tornare alla sua vita ordinaria, come persona trasformata, e condividere la sua conoscenza e l’esperienza con gli altri. 




E tu, in che fase del viaggio  sei?




Ora inizia a stimolare il punto karate (se non sai come si fa leggi qui: https://drive.google.com/file/d/0Bzqfr8bYCjlxdEtJdWZRQm1oVjA/edit?usp=sharing) e torna con me sul testo che ho scritto con l'aggiunta di quache suggerimento a seconda della fase in cui ti trovi.



1.       Sento una chiamata:  sto  attraversando una sfida, una crisi, un momento di bisogno 

stimolando il punto karate  ripeti:

Anche se sto attraversando una sfida, e non so proprio come affrontarla, mi apro alla possibilità di seguire pienamente il percorso della mia anima.

oppure sento una nuova aspirazione, un desiderio che mi prende e non mi lascia più,


stimolando il punto karate  ripeti:

Libero tutta la mia energia legata a questa aspirazione e scelgo di seguire pienamente il percorso della mia anima.



2.       Dovrei accogliere la chiamata ma ho dei dubbi, delle paure


stimolando il punto karate  ripeti:

Libero tutta la mia energia legata a questa paura e scelgo di seguire pienamente il percorso della mia anima.
e ancora
 
Rilascio opgni attaccamento emotivo a questa paura e ciò che rappresenta per me.
 
 

3.       Sto oltrepassando o ho oltrepassato la soglia.


stimolando il punto karate  ripeti:

Libero tutta la mia energia legata a questa soglia e ciò che rappresenta per me


4.       Sto cercando un custode, una risorsa, devo sviluppare un talento per proseguire il viaggio, ma non so come fare, o ho paura di non farcela.


stimolando il punto karate  ripeti:

Anche se ho paura di non avere tutte le risorse necessarie per affrontare questa sfida, mi apro alla possibilità di trovare le risposte, le persone e le strategie utili per me.
 
 
5.       Sono di fronte ai miei i demoni: paure, convinzioni limitanti. blocchi più o meno consci.


stimolando il punto karate  ripeti:

Libero tutta la mia energia legata a questa paura e alla sua origine
e ancora
Libero tutta la mia energia trattenuta nell'idea che non ce la posso fare
Libero tutta la mia energia legata a questo blocco che sento fra me e il mio obiettivo e tutto ciò che rappresenta per me.

6.       Come posso trasformare il mio “demone” interiore e trovare le mie risorse?

stimolando il punto karate  ripeti:

Anche se ancora non mi è chiaro come superare questo ostacolo, tutto questo può cambiare.
e ancora
Oriento tutta l'energia disponibile verso il superamento di questo ostacolo.
 



7.       Mi trovo alla fine del compito. So di avere conquistato una nuova consapevolezza.
8.       Ho superato la prova e ora sono forte della mia esperienza. 


stimolando il punto karate  ripeti:

Armonizzo tutti i miei sistemi a questo nuovo livello di consapevolezza.




Sarò felice se vorrai dirmi come ti sei trovato sperimentando le frasi, ma se ti trovi in una fase in particolare e vuoi un suggerimento personalizzato non esitare a scrivermi su fb o via mail a virna.trivellato@yahoo.com

Scrivimi anche se vuoi saperne di più sul mio lavoro e su come si integrano in esso la cornice del viaggio dell'eroe e le tecniche energetiche: virna.trivellato@yahoo.com.

E come dicono gli eroi:


Che lieto ti sia il viaggio e che tu possa avere lunghi giorni e piacevoli notti...