domenica 18 febbraio 2018

DAL COPIONE DELLA VITA AL SENTIERO DELL’ANIMA


La mia idea di fondo nel mio lavoro con le persone è che quasi sempre la strategia migliore non è aggiungere cose ma levare tutto ciò che ci zavorra e copre la nostra vera natura.
Una volta elaborati ricordi dolorosi, credenze e fantasie limitanti ciò che sei emergerà naturalmente.
Per questo ho creato un percorso on line che si intitola “Dal copione della Vita al Sentiero dell’Anima”.
Useremo insieme alcune tecniche facilissime per sciogliere i blocchi energetici che ci condizionano.
Essendo un corso limitato ad un gruppo ristretto di persone per lavorare meglio i posti sono davvero pochi.
Per far parte del gruppo scrivimi pure una mail a virna.trivellato@yahoo.com
Una volta prenotato il tuo posto riceverai anche istruzioni per il collegamento.
Spero di averti con me in questa avventura.




DAL COPIONE DELLA VITA AL SENTIERO DELL’ANIMA

INCONTRI ON LINE
Contributo richiesto: 20 euro a serata – 100 euro per i cinque incontri
Se paghi in anticipo per i cinque incontri potrai usufruire di una consulenza personale di 30 minuti sui temi emersi durante il corso e per sciogliere eventuali nodi particolari.

5 Incontri di 2 ore, una volta alla settimana, il martedì sera a partire dal 20 marzo
Orario 20:30 – 22:30
Gruppo di 4-6 partecipanti

1 SERATA
Tecniche integrate di rilascio emozionale.
La prima cosa che imparerai saranno delle semplici tecniche da applicare ai tuoi copioni e ai tuoi schemi limitanti ma anche nella vita di tutti i giorni quando incontri delle disarmonie.

2 SERATA
Quali copioni?
I copioni che hai seguito fin da bambino/a e le maschere che hai messo per proteggerti possono averti allontanato dal sentiero dell’anima. E’ possibile capire quali sono i copioni che ti influenzano, anche grazie al contributo del gruppo e scioglierli attraverso esercizi pratici.

3 SERATA
Ancora sui copioni
Continua il lavoro sui copioni di vita.

4 SERATA
Ferite e maschere
Le ferite che in questa vita ti condizionano, ma anche gli squilibri energetici che puoi portare con te da chissà quanto tempo possono mettersi fra te e la consapevolezza di chi sei. Stasera affrontiamo il tema con esercizi pratici.

5 SERATA
Ancora sul lasciare andare le ferite.
Continua il lavoro sulle ferite primarie.

domenica 4 febbraio 2018

UNO SGUARDO AGLI OBIETTIVI




Una volta sciolte le tue convinzioni, puoi UTILIZZARE EFT PER MANTENERE LIBERE LE TUE CONNESSIONI CON L’UNIVERSO CIRCOSTANTE E RESTARE APERTO AI DIVERSI ASPETTI DI TE STESSO E DEL MONDO CHE ALTRIMENTI NON VEDRESTI. 

EFT TI PUO' AIUTARE A RESTARE APERTO ALLE SOLUZIONI.



Dopo avere attivato i punti è possibile scegliere differenti approcci per ampliare i propri limiti.

A. picchiettare dicendo “anche se non so cosa fare rispetto a X mi apro alla possibilità che non esistano limiti al potere creativo mio e dell’universo e resto aperto all’idea che arrivi una soluzione, anche da dove io meno me lo aspetto… 

B. picchiettare focalizzandoti su un obiettivo specifico che vuoi conseguire, senza porre limiti alla tua immaginazione, vivendo le immagini nella tua testa come se fossero reali e caricandole di energia con un semplice trucco: pensare a cosa proverai quando avrei ottenuto ciò che vuoi, a cosa dirai, a cosa vedrai, a che suoni sentirai, a che sapori gusterai, a che profumi odorerai….

C. ripetere “Io sono origine. Oriento tutta l’energia disponibile verso la manifestazione equilibrata di__________________________.”

Pronuncia la frase incrociando le mani all’altezza del cuore.

IMMAGINA, E PICCHIETTA, SENZA LIMITI!

Focalizzando la tua attenzione su qualcosa, viene attivato un flusso di energia che si concentra sul tuo obiettivo. Mantenere i tuoi pensieri sui tuoi obiettivi e le tue mete ti porta ad attirare a te la loro manifestazione materiale, quando essa è in armonia con lo scopo della tua anima.



EFT GENERATIVA TI PORTA A FOCALIZZARE TUTTO IL TUO SISTEMA ENERGETICO SUI TUOI OBIETTIVI.

Quando vuoi lavorare con eft generativa devi prima FARE CHIAREZZA.

Può essere molto utile attivare i punti ed eseguire un piccolo test, per verificare se la tua energia è focalizzata su un obiettivo preciso oppure no.

Dopo aver iniziato il picchiettamento puoi chiederti:
1. Cosa mi coinvolge e mi appassiona davvero?
2. Dove sono oggi?
3. Dove vorrei essere?
4. Chi sono oggi?
5. Chi voglio essere?

Combinare eft ed eft generativa ti consentirà di FOCALIZZARE LA TUA ATTENZIONE. 
Questo SPOSTERA’ LA TUA ENERGIA e la TUA ENERGIA ATTIRERA’ LA MANIFESTAZIONE MATERIALE DEI TUOI DESIDERI!

Attiva i punti. Pensa all’ultima volta che hai realizzato una cosa. Percepisci in che modo ti sentivi. Come credevi in te stesso e nel tuo desiderio. Quanto credevi nel tuo desiderio. Più sei focalizzato su una cosa, più è facile che la ottieni. 
Per realizzare un nuovo obiettivo ci vuole energia e focalizzazione. 
Mentre picchietti, fai dei respiri profondi e senti UNA SOLA COSA CON L’UNIVERSO. 
Visualizzati alla meta… 
Sentila, respirala, immaginala, percepiscila. 

FOCALIZZA CHI VUOI ESSERE.




 Buona scoperta e buon viaggio verso i tuoi obiettivi.
 

domenica 21 gennaio 2018

IL VIAGGIO DELL'EROE

Oggi ho deciso di ricondividere con te uno dei fili conduttori alla base del mio lavoro di coach: il concetto di VIAGGIO DELL'EROE, come metafora della vita....
Per questo condivido qui una parte del primo capitolo della Tesi che ho scritto per il mio DIPLOMA DI COACH, il cui titolo è 
IL SENTIERO DELL’EROE. L’interazione fra metodologie di Coaching e tecniche energetiche sulla via del risveglio.





 
 
Joseph Campbell è stato un saggista e storico delle religioni americano. Per decenni ha studiato i miti, le storie di eroi e i racconti provenienti da diverse religioni, diverse epoche e diverse civiltà ed ispirandosi alla psicologia analitica ha riscontrato una serie di elementi comuni a tutte le mitologie della storia umana, arrivando ad identificare un modello, presente nell’inconscio collettivo, che può fungere da metafora per la vita di ogni individuo e della specie umana in generale.
Nel suo libro “L’eroe dai mille volti” egli traccia la mappa di una struttura generale che accomuna il percorso di ciascuno dalla nascita alla morte, pur essendo differenti le circostanze che ognuno si trova a vivere individualmente.
Affrontare un cambiamento nella vita, compiere una scelta, risolvere una crisi, mettersi in moto per realizzare un’aspirazione o iniziare un processo di crescita personale sono tutti eventi che possono essere riletti alla luce del modello del  “Viaggio dell’eroe”, la struttura comune identificata da Campbell e insita in profondità nella memoria collettiva della nostra specie.
Secondo questa struttura, ogni “eroe” (e noi possiamo leggere “ogni individuo”), si trova a passare, prima o poi nella sua esperienza su questa Terra, attraverso determinate fasi, conoscendo le quali qualunque coach è sicuramente agevolato nell’aiutare i propri clienti a fronteggiare le difficoltà del cambiamento.
Riassumiamo brevemente le fasi fondamentali del “viaggio dell’eroe” come mappate da Campbell, calandole nel contesto del coaching:
1.       Sentire una chiamata: una sfida, una crisi, un momento di bisogno nostro o di coloro che amiamo, ma anche una grande gioia, una nuova aspirazione, un desiderio che ci prende e non ci lascia più, sono tutte modalità con le quali la chiamata si fa sentire. Ciascuno può sia accogliere la chiamata che provare a rifiutarla. La chiamata, come hanno ben scritto Stephen Gillian e Robert Dilts ne “Il risveglio dell’eroe con la Pnl” è sempre “… un richiamo a crescere, a contribuire, a portare o riportare nel mondo la misura maggiore della nostra forza vitale…” e ancora “la chiamata richiede dunque coraggio, richiede che diventiamo più di ciò che siamo stati…”. Nel momento in cui un cliente si rivolge ad un coach lo fa perché già ha sentito una chiamata, perché ha una mission da perseguire, un obiettivo da realizzare, un cambiamento da affrontare e il percorso di coaching che compirà lo aiuterà nel suo viaggio personale.
2.       Accogliere la chiamata: ci conduce ad uscire dal sentiero conosciuto, ad abbandonare la nostra precedente visione del mondo, a modificare un confine nelle nostre abilità o nella nostra mappa della realtà. Sia che essa provenga da una crisi, sia dal desiderio profondo di migliorarci o realizzare qualcosa di nuovo, se  il soggetto rifiuta la sua chiamata spesso compaiono gravi sintomi di disagio o lo stato di malessere già presente si intensifica.
3.       Oltrepassare la soglia: la chiamata cui rispondiamo ci spinge in territori nuovi, fuori dalla nostra zona di comodo. Nel momento in cui si esce dal conosciuto bisogna trovare guida e supporto per riprogrammare la nostra mente e adattarla ai cambiamenti. La soglia rappresenta tutto ciò che dovremo fronteggiare per realizzare il nostro obiettivo. Ecco che nel momento in cui stiamo per varcare la soglia può sorgere in noi il desiderio di rivolgersi ad una figura competente come quella di un coach.
4.       Trovare un custode: oltrepassare i propri limiti necessita di assistenza per focalizzare i nostri obiettivi, costruire delle abilità nuove o utilizzare in modo proficuo quelle che già abbiamo, aumentare la fiducia in noi stessi e riscrivere tutte quelle convinzioni che ci impediscono di reagire con efficacia alle sfide che incontriamo. Anche se ognuno dovrebbe comprendere che la prima persona dalla quale è necessario farsi guidare è proprio se stesso, un coach è un esempio perfetto di custode. Il coachee è l’eroe, mentre il coach è la guida  che lo supporta e lo sostiene nel suo viaggio, incitandolo a perseverare anche quando appaiono ostacoli lungo il cammino.
5.       Affrontare i demoni: i nostri “demoni” sono una metafora delle nostre paure, delle nostre convinzioni limitanti, delle dinamiche interne che ci guidano ogni giorno della nostra vita e magari ci impediscono di realizzarci come vorremmo, oltre che di tutte quelle crisi grandi e piccole che nascono in noi quando ci troviamo davanti ad una circostanza o un evento qualunque e si attivano una serie di sponsorship negative, sia interne che esterne a noi, che sembrano opporsi al nostro viaggio e alla nostra realizzazione.
6.       Trasformare il “demone” e se stessi: per proseguire nel percorso verso la realizzazione dei suoi sogni il coachee ha bisogno di trasformare i propri demoni, facendo si che essi possano diventare a loro volta custodi e risorse. Gli strumenti per far si che ciò avvenga sono molteplici, ma quelli principali si possono raggruppare in due categorie principali:
a.       conoscere e gestire le proprie dinamiche interiori;
b.      sviluppare una speciale abilità o utilizzare uno strumento o una risorsa speciale.
In entrambe le procedure il coach, nel suo ruolo di custode, può essere molto efficace nell’aiutare il cliente a uscire da una mentalità da vittima. Il coach può aiutarlo a focalizzare che i suoi veri problemi non sono fuori di lui, bensì nelle sue zone d’ombra interiori, in tutte quelle emozioni, convinzioni, mondi congelati che non gli permettono di gestire al meglio la propria esistenza. Allo stesso modo poi, il lavoro del coach spingerà il coachee a rintracciare tutte le sue potenzialità sopite e ad acquisirne di nuove, che potrà in breve tempo padroneggiare e utilizzare autonomamente in ogni circostanza.
7.       Completare il compito: trovare il modo di rispondere alla propria chiamata va di pari passo con il dare vita ad una nuova mappa del mondo che tiene conto delle scoperte fatte durante il viaggio e permette al coachee di compiere una trasformazione personale perché in possesso di una consapevolezza nuova cui prima della partenza non aveva accesso.
8.       Ritorno a casa: una volta compiuto il viaggio, il coachee è pronto per tornare alla sua vita ordinaria, come persona trasformata, e condividere la sua conoscenza e l’esperienza con gli altri. 




E tu, in che fase del viaggio  sei?




Ora inizia a stimolare il punto karate (se non sai come si fa leggi qui: https://drive.google.com/file/d/0Bzqfr8bYCjlxdEtJdWZRQm1oVjA/edit?usp=sharing) e torna con me sul testo che ho scritto con l'aggiunta di quache suggerimento a seconda della fase in cui ti trovi.



1.       Sento una chiamata:  sto  attraversando una sfida, una crisi, un momento di bisogno 

stimolando il punto karate  ripeti:

Anche se sto attraversando una sfida, e non so proprio come affrontarla, mi apro alla possibilità di seguire pienamente il percorso della mia anima.

oppure sento una nuova aspirazione, un desiderio che mi prende e non mi lascia più,


stimolando il punto karate  ripeti:

Libero tutta la mia energia legata a questa aspirazione e scelgo di seguire pienamente il percorso della mia anima.



2.       Dovrei accogliere la chiamata ma ho dei dubbi, delle paure


stimolando il punto karate  ripeti:

Libero tutta la mia energia legata a questa paura e scelgo di seguire pienamente il percorso della mia anima.
e ancora
 
Rilascio opgni attaccamento emotivo a questa paura e ciò che rappresenta per me.
 
 

3.       Sto oltrepassando o ho oltrepassato la soglia.


stimolando il punto karate  ripeti:

Libero tutta la mia energia legata a questa soglia e ciò che rappresenta per me


4.       Sto cercando un custode, una risorsa, devo sviluppare un talento per proseguire il viaggio, ma non so come fare, o ho paura di non farcela.


stimolando il punto karate  ripeti:

Anche se ho paura di non avere tutte le risorse necessarie per affrontare questa sfida, mi apro alla possibilità di trovare le risposte, le persone e le strategie utili per me.
 
 
5.       Sono di fronte ai miei i demoni: paure, convinzioni limitanti. blocchi più o meno consci.


stimolando il punto karate  ripeti:

Libero tutta la mia energia legata a questa paura e alla sua origine
e ancora
Libero tutta la mia energia trattenuta nell'idea che non ce la posso fare
Libero tutta la mia energia legata a questo blocco che sento fra me e il mio obiettivo e tutto ciò che rappresenta per me.

6.       Come posso trasformare il mio “demone” interiore e trovare le mie risorse?

stimolando il punto karate  ripeti:

Anche se ancora non mi è chiaro come superare questo ostacolo, tutto questo può cambiare.
e ancora
Oriento tutta l'energia disponibile verso il superamento di questo ostacolo.
 



7.       Mi trovo alla fine del compito. So di avere conquistato una nuova consapevolezza.
8.       Ho superato la prova e ora sono forte della mia esperienza. 


stimolando il punto karate  ripeti:

Armonizzo tutti i miei sistemi a questo nuovo livello di consapevolezza.




Sarò felice se vorrai dirmi come ti sei trovato sperimentando le frasi, ma se ti trovi in una fase in particolare e vuoi un suggerimento personalizzato non esitare a scrivermi su fb o via mail a virna.trivellato@yahoo.com

Scrivimi anche se vuoi saperne di più sul mio lavoro e su come si integrano in esso la cornice del viaggio dell'eroe e le tecniche energetiche: virna.trivellato@yahoo.com.

E come dicono gli eroi:


Che lieto ti sia il viaggio e che tu possa avere lunghi giorni e piacevoli notti...


domenica 7 gennaio 2018

PONO - L'EFFICACIA È LA MISURA DELLA VERITÀ

La verità è che non esistono un modo giusto o un modo sbagliato, bensì esistono una serie di modi, più o meno efficaci a seconda delle circostanze. Il settimo e ultimo principio dello sciamanesimo hawaiano sostiene proprio questo. L’efficacia è la misura della verità. Cioè per me è “vero” ciò che funziona. E quello che funziona per me può non funzionare con te. 
La verità assoluta non esiste. Bisogna credere che ci sono differenti soluzioni per i problemi, anche se spesso ci attacchiamo sempre ad un unico modo di fare le cose. Di contro, quando ci rendiamo conto che la nostra esperienza non cambia di una virgola, portare attenzione a questo semplice fatto è la cosa migliore che ci possa capitare per cominciare a mettere in dubbio la nostra visione, spesso parziale, su qualcosa. Il modo giusto, se proprio vogliamo usare questo termine, che ognuno ha di fare una cosa, affrontare una situazione o risolvere un problema, è quello più efficace per lui. Questo significa che se qualcosa và male basta fermarsi un momento e cambiare tecnica. La nostra vita e l’universo stesso ci offrono possibilità infinite, solo che noi neppure le vediamo.

Mi viene in mente una barzelletta, che forse era più un raccontino con morale. C’era una volta una persona che era imprigionata in un castello. Tutti i giorni provava a forzare la porta chiusa a chiave, ora con la lima, ora con una forchetta, ora con un altro oggetto.. Tutto questo per decenni. Ogni giorno il suo carceriere entrava, portava da mangiare, sistemava la stanza e poi usciva. Il prigioniero non vedeva l’ora che se ne andasse per ricominciare a cercare di forzare la porta. Una mattina il carceriere, entrando, vide che qualcosa non andava e disse “ Che stupido, ieri mi ero scordato di chiudere la finestra, meno male che tu sei un buon prigioniero e non hai tentato di fuggire, se no avrei passato un brutto guaio.” Ma la verità è che il prigioniero era talmente convinto che avrebbe trovato un modo per forzare la porta che non si era neppure accorto della finestra lasciata per sbaglio aperta dietro le sue spalle. Morale? Dobbiamo imparare ad essere flessibili. 
La flessibilità è la chiave dell’efficacia. Non c’è mai una soluzione valida per tutto e per tutti, bensì ci sono molte differenti soluzioni e in mezzo a quelle c’è la più opportuna per ciascuno.
Quanto optiamo per una soluzione è bene portarla avanti e metterci impegno, ma se non vediamo concretizzarsi dei risultati concreti entro un lasso di tempo ragionevole, allora, invece di scoraggiarsi e desistere è opportuno prendere un’altra strada.
Tutto ciò riguarda, per estensione, anche tutte le tecniche energetiche. Spesso le persone ne provano una spinti dal desiderio di vedere un cambiamento nella propria esperienza di vita, ma non sempre ottengono quello che si aspettavano e allora si convincono che anche quelle tecniche non servono a nulla e che i loro problemi sono irrisolvibili. Sia che ci si rivolga a tecniche non convenzionali, sia che si scelgano percorsi più tradizionali la mia esperienza di vita mi ha suggerito che se nulla cambia ciò può dipendere da una serie di fattori principali: o non si è focalizzato il problema alla radice, cioè la vera causa all’origine di uno stato non desiderato e quindi si è lavorato troppo sul generico, o non si è applicata la tecnica con cura (esempio tipico, voglio perdere peso, mi iscrivo in palestra e mi fanno una scheda che prevede venti sedute, e alimentazione corretta, io per contro continuo a mangiare a casaccio e faccio solo quattro sedute, per poi affermare che non riesco proprio a dimagrire :-)), o non ho trattato tutti gli aspetti del problema, oppure da solo, nel caso di tecniche di auto aiuto,  sono bravissimo a raccontarmi delle cose sempre uguali sulla situazione e ciò non mi aiuta certo a cambiare prospettiva e favorire il mutare degli eventi. Quindi? Quindi applichiamo la flessibilità nella nostra vita… 
Facciamo una “spremitura del nostro cervello” ogni volta che dobbiamo affrontare qualcosa e annotiamoci più di una soluzione, o meglio ancora, tutte quelle che ci vengono in mente. Di fronte a ogni elenco saremo poi liberi di valutare i pro ed i contro di ogni punto per scegliere quello che reputiamo più efficace. Proviamo con la soluzione da noi identificata come migliore e stiamo a vedere, ma se non ci soddisfa quello che succede in un tempo ragionevole, beh, allora evitiamo l’auto-commiserazione, la lamentela e lo scoraggiamento. 
Restiamo flessibili, cambiamo modo di applicare la soluzione, cambiamo tempi, o cambiamo soluzione, provandone un’ altra di quelle che avevamo identificato, o una nuova. Lo stesso si può dire per le tecniche energetiche. Se ne stiamo utilizzando una e pare non soddisfarci, cambiamo modo di applicarla, rivolgiamoci ad un operatore esperto, oppure cambiamo tecnica… L’universo è pieno di opzioni, e risorse: sta a noi restare aperti per poterle cogliere.

domenica 24 dicembre 2017

MANA – TUTTO IL POTERE VIENE DA DENTRO


Il concetto fondamentale che viene espresso dal sesto principio dello sciamanesimo hawaiano è che non siamo vittime di un destino avverso o fortunato a seconda della pura casualità, bensì protagonisti della nostra vita, dotati del potere di manifestare nella nostra esperienza su questa terra ciò che vogliamo. 
Questo concetto potrà sembrare a molte persone assurdo. 
Ciò che però ci suggerisce la filosofia hawaiana è che nessuno può avere potere su di noi, se non siamo noi a cederglielo. Spesso, però, questo è purtroppo ciò che facciamo, anche se inconsapevolmente. 
Per molti di noi non è facile credere di potere dirigere la propria esistenza. Cresciamo convinti che i nostri genitori, i medici, i sacerdoti, il governo, gli amici, i patners oppure gli eventi ci rendano impotenti e che abbiano facoltà di influenzare la nostra vita (spesso rendendola impossibile) senza che possiamo farci nulla.
Ma qualcuno un’idea diversa comincia ad averla…. 
Alcuni anni fa sono entrata in contatto con un progetto bellissimo, nato grazie a due amiche piemontesi. Il progetto si chiamava Volo dei palloncini. Ho deciso di proporre un gemellaggio e importarlo anche a Padova. Le due amiche di cui vi parlo hanno organizzato una serata per presentare un libro, solo che nel momento in cui gli autori avrebbero dovuto comparire sul palco non si è fatto vivo nessuno. La verità è che il libro che avevano portato era un libro quasi interamente bianco, a parte per poche frasi e foto inserite dalle ideatrici stesse. A quel punto gli intervenuti sono stati invitati a scrivere nel libro qualunque cosa volessero e a farlo girare di mano in mano, passandolo a chiunque vogliano, per i due mesi successivi. Ho fatto i miei complimenti ad Alessia e Francesca, questo il nome delle due donne, perché hanno messo in luce con un progetto eccezionalmente fantasioso e delicato una verità fondamentale: TUTTI POSSIAMO ESSERE AUTORI E NON SOLO SPETTATORI. 
Nel mio lavoro di coaching questo concetto è emerso sempre con molta forza. Io vedo le persone, le ascolto, le sento e mi rendo conto di quanto sia il loro potenziale. Mentre parlano vedo, sento, percepisco i loro talenti, quelli che molte volte non hanno mai notato di avere, e mi impegno affinché emergano e fioriscano. 
 
La filosofia hawaiana crede che lo Spirito sia in ogni cosa e che ogni cosa sia viva e sensibile. Ogni cosa è dotata di spirito e ha potere. Lo Spirito è la sorgente della Vita e conferisce ad ogni essere vivente il potere di sperimentare la propria esistenza interagendo con gli altri, secondo i pensieri e le aspettative che ha e che plasmano gli avvenimenti cui va incontro. 
Certo, mi rendo conto che sentirsi dire che tutta la nostra vita dipende da noi può essere un’idea gradevole, se va tutto bene, ma se, come spesso capita, qualcosa non và o non è andata “bene”, allora immagino, per averlo sperimentato io stessa in prima persona, quante resistenze si possano avvertire prima di essere disposti a prendersi la responsabilità della situazione. 
Quello che la filosofia hawaiana cerca di dirci, attraverso il sesto principio, non è che abbiamo “la colpa” di ciò che di negativo ci siamo trovati a vivere nella nostra esistenza, bensì che abbiamo la responsabilità di ciò che stiamo manifestando, e un potere più ampio su questa manifestazione di quello che normalmente siamo portati a pensare. Se ci rendiamo conto che tutti hanno potere, allora sarà facile comprendere che perché qualcosa si manifesti ci sono in gioco la partecipazione attiva di tutti i soggetti coinvolti e la libertà di scelta di ognuno. Ecco allora che diventa fondamentale, per vivere una vita secondo i nostri desideri, essere consapevoli di come abbiamo contribuito a creare un evento, dato che se siamo consapevoli di ciò che facciamo, pensiamo e scegliamo con parole, gesti, azioni, ogni momento della nostra giornata allora abbiamo il potere di cambiare il nostro futuro.
Il vero potere non è controllo sugli altri o manipolazione, bensì ci deriva dall’essere presenti nel Qui e Ora, dal consapevolizzare cosa stiamo pensando, cosa scegliamo ogni giorno, cosa stiamo manifestando oggi nel nostro cammino. Se continuiamo a credere che gli altri abbiamo potere su di noi finiremo per lasciarci vivere e per condurre un’esistenza “non nostra”. Mentre se adoperiamo il potere della focalizzazione, nel presente, se seguiamo il nostro cuore, che sempre è in grado di dirci dove e facendo cosa siamo veramente felici e noi stessi, se dirigiamo la nostra volontà verso ciò che realmente vogliamo, se impariamo a lasciare andare il passato e non crearci ansie per il futuro, se ci regaliamo la possibilità di comprendere il significato più vero delle emozioni (anche quelle negative) e degli eventi, se diventiamo abbastanza flessibili per cambiare tutto, qualora ciò che stiamo vivendo non ci renda felici, allora torneremo in possesso della nostra facoltà più preziosa: IL POTERE DI INFLUENZARE LA NOSTRA VITA E DI VIVERLA MOMENTO PER MOMENTO DA PERSONE LIBERE.

domenica 10 dicembre 2017

ALOHA – AMARE E' ESSERE FELICI CON…


Il significato letterale della parola Aloha non e' "Ciao", come molti sono stati portati a credere dalla tv, bensì : Amare e' essere felici con... o meglio "condividere con gioia la propria energia vitale nel presente". A proposito dell'amore si scrive, si canta, si parla continuamente... Ma spesso, quando usiamo questo termine, finiamo per usarlo a sproposito. 
Ti amo finisce per intendere: ti voglio, ho desiderio sessuale di te, ho bisogno che tu stia qui, ho una dipendenza da te. Invece il vero amore non ha nulla a che vedere con le dipendenze, la manipolazione, il desiderio di possesso. Il vero amore e' incondizionato, e' gioiosa condivisione con gli altri, non conosce limiti e spinge chi lo prova ad evolversi. 
La verità e' che il quinto principio dello sciamanesimo hawaiano mi fa venire in mente il più importante dei comandamenti: Ama il prossimo tuo COME TE STESSO. 
Amare se stessi e' il primo passo, per potere essere felici con qualcuno, in qualche luogo. Amare se stessi e' un presupposto fondamentale per riuscire ad eliminare della propria vita rabbia, paura, dubbio. E come si fa ad amare se stessi? Si può fare imparando a dar retta alla nostra Essenza, al nostro cuore, a quella parte di noi che sempre sa riconoscere se stiamo vivendo con amore o se invece stiamo agendo spinti dai timori, dai condizionamenti, dai desideri altrui. 
 
 
Quando c'è amore la paura non c'è.
E viceversa, quando ci sono la paura e le critiche l'amore non riesce a prevalere. 
L'amore e' un vero e proprio potere sciamanico. Amare ci da energia, fare ciò che più amiamo ci da energia, focalizzarci sul buono e sul bello di ogni persona e di ogni situazione ci da energia e tende a fare aumentare quel buono e quel bello ancora di più. L'amore puo' essere impiegato come uno strumento di guarigione verso se stessi e sugli altri. Imparare a inviare energia d'amore ad una persona malata, a qualcuno in crisi, ad una situazione che non si sblocca o che sembra negativa, produce effetti positivi. La cosa più importante, ogni giorno della nostra vita, e' amare, lodare, benedire, augurare il meglio con sincerità e convinzione. Evitate di vedere le cose solo al negativo. Focalizzatevi sugli aspetti positivi di ogni evento, di ogni incontro, di ogni persona. Lodate tutte le cose che amate. Ascoltate la vostra voce interiore e fate ciò che davvero vi da gioia, ciò che vi rende felici, ciò che vi fa sentire amore. Imparate a lodare voi stessi, a vedere le parti più preziose di voi, a riconoscere il vostro valore. Amate voi stessi per poter spargere amore nel mondo!

domenica 26 novembre 2017

MANAWA – ADESSO E' IL MOMENTO DEL POTERE


Secondo gli huna il presente è l'unico momento che esiste e l'unico momento che conta. Per questo è anche l'unico momento nel quale possiamo avere potere sulla nostra esistenza.
Ma cosa succede normalmente? 
Capita purtroppo che la maggior parte delle persone finiscono per "perdersi" il presente, perchè vivono costantemente spostate nei ricordi del passato o nelle illusioni sul futuro. Secondo gli sciamani il passato non rende l'individuo ciò che oggi è, bensì lo fanno le convinzioni, i pensieri, le decisioni e le azioni dell'individuo stesso nel momento attuale. E l'ambiente e le circostanze esterne in cui si trova ogni persona sono il riflesso esatto del comportamento mentale e fisico della stessa. Certo è che la memoria ci consente di portarci appresso abitudini e schemi di giorno in giorno, ma questi non sono verità immutabili. Possiamo in ogni istante agire e ripensarci nuovi rispetto a come eravamo ieri. Nel presente il passato ci influenza nella misura in cui noi decidiamo consciamente o aderiamo inconsapevolmente ai nostri ricordi per prendere decisioni o fare valutazioni. Ma ciò che capita è solamente che diamo un'interpretazione alle esperienze, agli eventi e agli incontri di oggi con strumenti di ieri. Quindi per cambiare la nostra esperienza e ciò che attiriamo nel nostro presente basta mutare il nostro modo di pensare. Altrettanto dovremmo fare con il futuro. Secondo la filosofia huna il futuro è solo una potenzialità ancora inespressa , nessuno può sapere cosa contiene perchè esso è futuro solo in virtù del presente e quando arriverà sarà presente a sua volta. Spesso e volentieri, però, le ansie per il futuro o le elucubrazioni su come potrà andare ci spostano dal nostro oggi e non ci consentono di vivere appieno il momento, finendo per influenzare negativamente le nostre esperienze e creare una sorta di "gorgo" chiamato "profezia che si auto avvera". Per farvi un esempio, moltissime volte, quando iniziamo una nuova relazione, ci capita di farci condizionare dalla paura di perdere la persona amata, e questo magari ci spingerà a diventare gelosi e a reagire male a molti dei comportamenti consueti del nostro innamorato/a, come uscire con gli amici, prendersi dei momenti solo per se stesso, andare a fare delle camminate in montagna da solo per meditare. Se non siamo nel presente, valutando ogni singolo evento per quello che è, ma invece restiamo prigionieri delle ansie rispetto al futuro, potrà capitare che ci ripetiamo cose come "ecco se fa così vuol dire che presto mi lascerà... se stiamo poco insieme e va via da solo/a conoscerà un'altra/o..." ecc e quasi sicuramente finiremo per litigare. Ora potrebbe benissimo capitare che questa persona, pur provando per noi dei sentimenti, si stanchi di gelosia, attaccamento e litigi e ci lasci e noi non faremo altro che convincerci che quello che credevamo che sarebbe accaduto alla fine si è avverato, non rendendonci conto, spesso, che siamo stati proprio noi a determinare l'andamento della storia, adottando comportamenti infantili e sospettosi anzichè sfruttare le nostre potenzialità migliori. 
Se invece di perderci nel passato o nel futuro esercitiamo la nostra attenzione nel presente ci accorgeremo che ogni giorno ci sono nuove occasioni favorevoli e che ogni giorno possiamo decidere noi dove direzionare la nostra energia . Stare nel presente aumenta proprio la nostra energia e ci permette di avere a disposizione tutta la nostra consapevolezza in ogni secondo. Naturalmente restando nel presente è possibile anche fare dei cambiamenti nel passato. 
 
 
Se restiamo nel qui ed ora ci sarà infatti possibile anche rievocare un trauma o un qualsiasi evento spiacevole della nostra vita e modificare la nostra reazione emotiva ad esso, sciogliendo quei mondi congelati legati ai ricordi ,che ci deprivano di energia, grazie a tecniche come EFT, LOGOSINTESI o altre, utilizzabili da soli o con l'aiuto di un operatore esperto. 
Nel presente è possibile anche intervenire sul futuro, in quanto utilizzare tecniche di riprogrammazione come ad esempio EFT generativa ci renderà in grado di concentrarci su emozioni positive visualizzando risoluzioni positive di situazioni, o immaginando per esempio di avere già abbandonato abitudini negative come il vizio del fumo, gli eccessi alimentari ecc. e faciliterà il cambiamento in noi. 
Se vi capita spesso di estraniarvi dal presente, finendo nei ricordi passati o nelle illusioni sul futuro è utile esercitarsi un pò. Potete ritagliarvi un momento tranquillo della vostra giornata e iniziare a focalizzarvi sul luogo in cui siete: potete osservare i colori della stanza o dell'ambiente esterno, cercare di identificare delle forme, immergervi nei suoni che percepite intorno, nei profumi che ci sono, nel sapore che avete in bocca. Potete poi, molto lentamente, concentrarvi su di voi, sul vostro corpo, sul vostro respiro. Potete portare attenzione su ogni parte di voi, percepire la vostra testa, il vostro volto, le spalle, il busto, le braccia, le mani, la pancia, le gambe, i piedi. Potete tornare al respiro, inspirando ed espirando lentamente alcune volte . Potete poi valutare se dopo aver fatto questo sentite calma e rilassamento. Restare nel presente porta proprio calma e rilassamento e consente di essere connessi con la vostra parte più profonda, la vostra Essenza e di valutare ogni cosa con lucidità e senza paura.